{"id":4655,"date":"2017-11-02T23:13:38","date_gmt":"2017-11-02T22:13:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/thom-yorke-jonny-greenwood-radiohead-sferisterio-macerata-copy\/"},"modified":"2017-11-03T01:33:51","modified_gmt":"2017-11-03T00:33:51","slug":"mogwai-live-estragon-bologna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/mogwai-live-estragon-bologna\/","title":{"rendered":"Il pi\u00f9 bel concerto dei Mogwai"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di live report \u00e8 stato scritto in esclusiva per LINDIEPENDENTE.IT ed \u00e8 comparso per la prima volta sull\u2019omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di un branco di tifosi del Celtic di Glasgow che dal vivo non sbagliano un colpo.<\/div>\n<h2>La pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai<\/h2>\n<p><em>Coolverine<\/em> \u00e8 la pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai.<\/p>\n<p>Dico sul serio: non \u00e8 una provocazione. E lo dico a cuor leggero, senza impegno, con la self-confidence di chi \u00e8 sicuro di non sbagliare. Lo dico con quello sguardo allo stesso tempo ingenuo e sornione (o almeno lo farei se fossi capace di uno sguardo diverso dall\u2019impassibilit\u00e0 pi\u00f9 muta e deludente) di chi ha trovato il trucco buono per non scegliere e non si vergogna di ammetterlo, di chi ha capito che il valore che diamo all\u2019unicit\u00e0 di una cosa (di <em>qualunque<\/em> cosa) \u00e8 un investimento a perdere, di chi sa che l\u2019esclusivit\u00e0 di una definizione (una <em>qualunque<\/em> definizione) \u00e8 un plus che ormai fanno fatica a considerare tale anche i collezionisti pi\u00f9 sgamati.<\/p>\n<p><em>Coolverine<\/em> \u00e8 la pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai. La pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai sono almeno cinquanta canzoni. Forse qualcuna in pi\u00f9.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-headphones.jpg\" alt=\"Mogwai - Stuart Braithwaite\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4658\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-headphones.jpg 2048w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-headphones-300x187.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-headphones-768x479.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-headphones-1024x639.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><\/p>\n<h2>La pi\u00f9 bella setlist dei Mogwai<\/h2>\n<p>La setlist di un concerto \u00e8 una roba complicata. <em>Alt\u00e0 Fedelt\u00e0<\/em> l\u2019avete letto tutti e qui il discorso non \u00e8 diverso: per la setlist di un concerto potremmo imbastire teorie e stilare regole molto simili a quelle che Nick Hornby mette in campo riguardo all\u2019ormai <a href=\"https:\/\/youtu.be\/WjujWcJc8jg\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"la sapete quella famossissima storia, no?\">famosissima storia dei mixtape<\/a>.<\/p>\n<p>Ci sono band che ci lavorano su una settimana consecutiva e poi \u2014 sfinite \u2014 non hanno la forza di cambiarla per tutta la durata del tour. Band che ogni sera fanno a botte sulla soglia del camerino per decidere modifiche dell\u2019ultimo minuto. Band che tirano a caso i nomi delle canzoni da un cappello e valutano quali si ricordano ancora e quali no. Band che scelgono i pezzi di comune accordo ma poi \u2014 <em>true story<\/em> \u2014 non se li ricordano una volta sul palco. <\/p>\n<p>Alcune sparano il singolone appena uscito immediatamente in apertura, altre si tengono il pezzo che le ha rese famose per ultimo. Altre concentrano tutti i pezzi pi\u00f9 tirati nei bis, altre ancora cominciano con una suite strumentale, magari accompagnata da una voce parlata, registrata in bassa qualit\u00e0. <\/p>\n<p>La gran parte di loro lo fa perch\u00e9 crede di conoscere il carattere, l\u2019umore e le esigenze del suo pubblico, di sapere se chi \u00e8 in sala preferisce consumare tutto subito in una botta da cocainomane e poi rilassarsi rincoglionito in una successiva, indifferente e stordita fase chill-out o se invece vuole un vero e proprio crescendo che lo lasci senza fiato dopo l\u2019ultima nota dell\u2019ultimo encore. <\/p>\n<p>Autoconvincersi di questo aiuta a sopravvivere, indubbiamente, ma la verit\u00e0 \u00e8 che nella maggioranza dei casi una buona fetta di chi \u00e8 in sala \u00e8 l\u00ec per ascoltare un pezzo o due al massimo, che quando sente quel paio di accordi noti prova a precipitarsi sotto il palco come un invasato spingendo a destra e a manca, mentre per il resto del tempo se ne sta appoggiato al bancone del bar a farsi due chiacchiere con chi capita. Dopo aver fatto il check-in sull\u2019evento Facebook, ci mancherebbe.<\/p>\n<p>I <strong>Mogwai<\/strong>, in questo senso, sono un caso a parte, pi\u00f9 fortunato, se vogliamo, sicuramente pi\u00f9 semplice da gestire, sia dall\u2019interno che dall\u2019esterno. Non hanno singoloni, n\u00e9 pezzi che pi\u00f9 di altri li hanno resi famosi. Il 90% delle loro canzoni sono suite strumentali, nelle pochissime che tecnicamente potremmo definire \u201ccantate\u201d spesso la voce \u00e8 parlata, registrata in bassa qualit\u00e0. Le parti pi\u00f9 tirate e quelle pi\u00f9 ariose si alternano tre o quattro volte nell\u2019arco di un\u2019unica traccia e \u2014 cosa pi\u00f9 importante \u2014 il loro pubblico sembra non avere pezzi preferiti. O meglio, <em>tutti<\/em> i loro pezzi sono i preferiti della maggior parte di quelli che sono in sala. Questo perch\u00e9 \u2014 eccoci al punto di partenza \u2014 la pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai sono almeno cinquanta canzoni. Forse qualcuna in pi\u00f9.<\/p>\n<p>I Mogwai, <em>Coolverine<\/em> \u2014 la loro canzone pi\u00f9 bella \u2014 la buttano l\u00e0 in pasto alla folla a met\u00e0 set, come fosse una qualunque tra le loro cinquanta canzoni pi\u00f9 belle. Perch\u00e8 le cose stanno esattamente <a href=\"https:\/\/www.setlist.fm\/setlist\/mogwai\/2017\/estragon-bologna-italy-43e36fc7.html\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"leggi va', come stan le cose.\">cos\u00ec<\/a>. I Mogwai infatti iniziano la data bolognese del loro <em>Every Country\u2019s Sun European Tour<\/em> con un pezzo vecchio di dieci anni: <em>Friend of the Night<\/em>.<\/p>\n<p><em>Friend of the Night<\/em> \u2014 ovviamente \u2014 \u00e8 la canzone pi\u00f9 bella dei Mogwai.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight.jpg\" alt=\"Mogwai live - backlight\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4660\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight.jpg 1264w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight-300x199.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight-768x510.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight-1024x681.jpg 1024w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight-100x65.jpg 100w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-backlight-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1264px) 100vw, 1264px\" \/><\/p>\n<h2>Il pi\u00f9 bell&#8217;opening act per un concerto dei Mogwai<\/h2>\n<p>Aprire per un band come i Mogwai ha i suoi pro e i suoi contro. Da un lato presenti la tua proposta davanti a duemila teste pensanti che non si fanno particolari pregiudizi di genere (musicale) e hanno la pazienza di ascoltarti e magari di dirti pure bravo, se secondo loro te lo meriti. Dall\u2019altro quelle duemila teste sono una fanbase cos\u00ec devota che dopo il primo pezzo del main act \u2014 che puntualmente, \u00e8 la loro migliore canzone \u2014 praticamente nessuno si ricorda pi\u00f9 di te.<\/p>\n<p>\u00c8 esattamente quello che accade ai <strong>Sacred Paws<\/strong>, o forse dovrei dire \u201calle\u201d Sacred Paws, power-trio di <em>riot grrrl ma non troppo<\/em> (diciamo con un paio di \u201cr\u201d in meno), nato dall\u2019incontro della chitarrista Rachel Aggs (in pratica Buzz Osborne dei Melvins, ma un po\u2019 pi\u00f9 sexy) con la batterista Eilidh Rodgers, fresche di uscita su <em>Rock Action<\/em> (l\u2019etichetta scozzese fondata appunto dai membri dei Mogwai) con il loro debutto <em>Strike a Match<\/em>, un concentrato di quello che potremmo definire (se significasse qualcosa) <em>art-punk<\/em>: teso, nervoso, ben composto e ben suonato, che per\u00f2 ha poco a che fare con quello che a breve seguir\u00e0. <\/p>\n<p>Ma si sa, gli abbinamenti <em>headliner + guest<\/em> seguono logiche di mercato superiori, che noi umani non possiamo nemmeno immaginare. Nel senso che possiamo immaginarle benissimo, ma preferiamo di no. Per il bene di tutti. Nostro in primis, in quanto parte attiva di quelle stesse logiche.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sacred-paws-live.jpg\" alt=\"Sacred Paws live\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4662\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sacred-paws-live.jpg 1200w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sacred-paws-live-300x190.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sacred-paws-live-768x486.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sacred-paws-live-1024x648.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>Il posto pi\u00f9 bello per un concerto dei Mogwai<\/h2>\n<p>\u00c8 sempre un piacere (si fa per dire) tornare all\u2019<em>Estragon<\/em>, l\u2019unico locale al mondo che, nel passare a un nuova location dall\u2019acustica quasi perfetta, riesce a far rimpiangere il vecchio stanzone dove si sentiva il giusto e male.<\/p>\n<p>Il moderno (si fa per dire pure quello, saranno pi\u00f9 di dieci anni ormai) <em>Estragon Club<\/em> \u00e8 uno dei due posti che \u00e8 meglio non cercare su <em>Google Maps<\/em>. <\/p>\n<p>L\u2019altro \u00e8 il <em>Circolino della Vela<\/em> di Civitanova, dove si mangiano probabilmente gli spaghetti alle vongole pi\u00f9 buoni del litorale marchigiano, ma che in termini di geolocalizzazione del suo account business connesso al servizio del colosso di Mountain View lascia un po\u2019 a desiderare. In quel caso la navigazione (mai termine fu pi\u00f9 adatto) si incaglia facendo confusione tra \u201cmolo nord\u201d e \u201cmolo sud\u201d e quindi si tratta di procedere a vista senza bussola, circumnavigando il porto per un totale di quasi un chilometro a piedi. <em>Not a big deal<\/em>, come direbbe <a href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/thom-yorke-jonny-greenwood-radiohead-sferisterio-macerata\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"leggi quello che \u00e8 successo a Macerata quest'estate!\">un turista oxfordiano in vacanza a Macerata<\/a>: lo scalo di Civitanova Marche non \u00e8 quello di Marsiglia e, se \u00e8 estate, la passeggiata \u00e8 pure piacevole, ma se avevi organizzato una robetta in cui la puntualit\u00e0 \u00e8 d\u2019obbligo \u2014 tipo una cena galante a base di pesce \u2014 le cose si fanno comunque imbarazzanti.<\/p>\n<p>In maniera simile, cercando tramite la app la venue felsinea, il telefono ti guida attraverso una surreale avventura periferica, lungo un circuito fatto di dej\u00e0-vu che si snoda prima tra Via Romita e Via Zambeccari e poi tra via Zambeccari e Via Romita in un endless loop dal sapore \u201cnolaniano\u201d. Vedi il luogo verso cui sei diretto l\u00ec, a pochi passi oltre la rete, a distanza di sicurezza come gli animali allo zoo, ma non sai come raggiungerlo. Delle svariate potenziali entrate, nessuna sembra essere quella giusta: in alcune c\u2019\u00e8 un tizio corpulento che ti fa un gesto di diniego agitando l\u2019indice della mano e ti indirizza verso un generico <em>altrove<\/em>, altre sono sbarrati da massi ed erbacce, in altre ancora c\u2019\u00e8 del filo spinato, come a un checkpoint abbandonato verso la ex-DDR, dall\u2019Emilia a Berlino Est sulla corsia d\u2019emergenza dell\u2019autostrada del Brennero, in perfetto stile CCCP. <\/p>\n<p>La struttura dei tuoi desideri fa bella mostra di s\u00e9, in mezzo a un\u2019immensa distesa di auto illuminata da degli alti, potentissimi riflettori, eppure non puoi toccarla. Pare di essere a Cape Canaveral, ma senza conto alla rovescia, se si esclude quello che ti sta scattando in testa al pensiero di quanto poco manca all\u2019inizio del concerto, e cos\u00ec la tua esperienza utente si riduce a sentirti sparato indietro di venti anni, novello Fox Moulder che ronza intorno alla recinzione di qualche stabilimento sospetto, ufficialmente fabbrica di tortellini, ma sicuramente copertura di una qualche losca attivit\u00e0 eversiva di una frangia deviata del governo in combutta con gli alieni. Loschi come i gestori di quei locali che cambiano parola d\u2019ordine alla porta con intervalli regolari per far s\u00ec che solo pochi eletti siano ammessi, il forte sospetto \u00e8 che quelli dell\u2019Estragon con intervalli regolari \u2014 ogni volta che ritorni \u2014 cambino invece il punto di ingresso.<\/p>\n<p>A questo giro \u2014 seguendo probabilmente la regola aurea della caccia al tesoro, secondo la quale se vuoi che qualcuno non trovi qualcosa la soluzione migliore \u00e8 nasconderla nel posto pi\u00f9 banale, in bella vista \u2014 l\u2019entrata \u00e8 ben indicata lungo la via principale con un cartello a caratteri cubitali, ma \u2014 dato che non so la parola d\u2019ordine \u2014 mi tocca comunque pagare due euro di parcheggio, cifra in effetti irrisoria rispetto a quanto poi dovrei sborsare al carrozziere se finissi in una delle innumerevoli buche (pi\u00f9 verosimile dire <em>crateri<\/em>, meglio ancora \u201cferite da mortaio della seconda guerra mondiale\u201d) non segnalati di cui il parcheggio stesso \u00e8 costellato. Ma tant\u2019\u00e8: seguire le band che ami in giro per l\u2019Italia \u00e8 impegnativo e la vita <em>on the road<\/em> \u00e8 fatta di alti e bassi. Come amava ripetere un tizio che di mestiere vendeva Land Rover a domicilio.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/estragon-bologna.jpg\" alt=\"Estragon Club - Bologna\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4664\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/estragon-bologna.jpg 964w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/estragon-bologna-300x171.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/estragon-bologna-768x437.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 964px) 100vw, 964px\" \/><\/p>\n<h2>La pi\u00f9 bella formazione dei Mogwai<\/h2>\n<p>Io, i Mogwai, posso dire di averli visti crescere, crescendo. Nel senso che siamo cresciuti insieme \u2014 loro meglio di me, questo va detto, ma non siam qui per parlare di me. O forse s\u00ec, visto che faccio un po\u2019 fatica a scindere le due cose. <\/p>\n<p>Comunque, mi ricordo ancora la prima volta che me li trovai di fronte su un palco, ormai quasi venti anni fa: suonarono ottanta minuti di seguito senza dire una parola. Giuro, <em>nemmeno una parola<\/em>: un grazie, un ciao, un vaffanculo. Niente. Ottanta minuti strumentali praticamente senza interruzioni, un passante lungolinea all\u2019incrocio delle righe, ovvero verso quello che pi\u00f9 che un finale fu una specie di tortura all\u2019<em>Arancia Meccanica<\/em>: a luci ormai spente, un quasi mio coetaneo tarchiatello e gi\u00e0 calvo di cui ancora non sapevo il nome lega tramite la tracolla la chitarra alla testata dell\u2019amplificatore, facendo cos\u00ec partire un feedback acutissimo nel buio pi\u00f9 assoluto, e se ne va a testa bassa. Circa un minuto \u2014 avete idea di quanto sia lungo <em>un minuto<\/em> con un rumore bianco pressoch\u00e8 purissimo, fisso dentro le orecchie? Ve lo dico io: <em>un\u2019eternit\u00e0<\/em> \u2014 di disagio orgasmico e poi <em>sb\u00e0m<\/em>, dove \u201csb\u00e0m\u201d, nello specifico, \u00e8 un <em>non-suono onomatopeico<\/em> che si traduce in: silenzio, luci accese e tutti a casa. Niente bis, niente saluti. Niente di niente, a parte la musica.<\/p>\n<p>Nel corso degli anni poi si sono un po\u2019 sciolti, giusto per garantire quel minimo sindacale di interazione richiesto dalla figura di \u201cmusicista live\u201d nell\u2019immaginario collettivo: prima hanno aggiunto una spruzzata di geografia approssimativa (\u201cWe\u2019re Mogwai, from Glasgow\u201d), poi buttato qua e l\u00e0 qualche \u201cThank you\u201d sottoforma di borbottio. Una volta, addirittura (sempre a Bologna, sempre all\u2019Estragon, se non sbaglio), una dedica interminabile del tipo \u201cThis is for our friend, Enzo\u201d. Ciao Enzo, chiunque tu sia, hai fatto la storia, a modo tuo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un processo lento, progressivo, fatto di piccoli passi messi con cura uno dietro l\u2019altro e minuscole conquiste ponderate con calma, tasselli di una personale lotta privata contro la loro naturale, caratteristica \u2014 lodevole, dal mio punto di vista \u2014 propensione a <em>non apparire<\/em>. Processo che ha dato i suoi risultati, risultati che avrebbero reso orgoglioso (non escludo lo abbiano fatto \u2014 ammetto di non essere <em>cos\u00ec<\/em> informato sulla vita privata di ogni membro del gruppo) il miglior psicoterapeuta di Scozia.<\/p>\n<p>Per questo mi stupisco solo fino a un certo punto, nel vedere, stasera, <strong>Stuart Leslie Braithwaite<\/strong> che fa il suo ingresso sul palco addirittura correndo (<em>saltellando<\/em>, forse, ma non vorrei sbilanciarmi troppo) e grida \u2014 <em>grida<\/em> \u2014 un euforico (<em>euforico<\/em> secondo la \u201cscala-Mogwai\u201d, ovvero poco sopra la soglia minima di tristezza di un telecronista di calcio brasiliano) \u201cHi how\u2019re you doin\u2019? It\u2019s nice to be back here in Bologna!\u201d.<\/p>\n<p>Il punto esclamativo ce l\u2019ho aggiunto io: mi son fatto prendere la mano dall\u2019entusiasmo. Chiedo scusa.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 ordinaria amministrazione, anche se non manca qualche minima variazione nel look. <strong>Dominic Aitchison<\/strong> per esempio (magistrale come sempre al basso) ultimamente ha un po\u2019 trascurato la rasatura e ora si presenta come il perfetto incrocio tra un barbiere hipster di <a href=\"http:\/\/www.heraldscotland.com\/news\/14386243.The_Shoreditch_effect__How_Finnieston_became_the_hippest_place_in_Britain\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"vacci a . Finnieston, c'\u00e8 bello!\">Finnieston<\/a> e <a href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/9\/97\/Grigori_Rasputin_1916.jpg\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"il primo hipster dell'est\">Grigori Yefimovich Rasputin<\/a>: pressoch\u00e9 immobile martella con malcelata indifferenza il suo strumento come un colosso di Rodi in jeans e felpa in uno spot dell\u2019<a href=\"http:\/\/www.electricalguitarcompany.com\/models\/\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"strumenti che costano poco\">Electric Guitar Company<\/a>. Non che gli altri si agitino attorno invasati, ma lui, dall\u2019alto dei suoi quasi due metri, fa pi\u00f9 impressione: credo sembrerebbe fermo anche se registrato in <em>timelapse<\/em>.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em; margin-bottom: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-dominic-aitchison.jpg\" alt=\"Mogwai - Dominic Aitchison\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4666\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-dominic-aitchison.jpg 970w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-dominic-aitchison-284x300.jpg 284w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-dominic-aitchison-768x811.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-dominic-aitchison-728x768.jpg 728w\" sizes=\"(max-width: 970px) 100vw, 970px\" \/><\/p>\n<p>Alla sua destra invece, <strong>Barry Burns<\/strong> e <strong>Alex Mackay<\/strong> pare non invecchino mai: eterni meravigliosi nerd d\u2019oltremanica, cresciuti a pane, <em>PES<\/em> e <em>Guitar Hero<\/em>, maghi di arrangiamenti per chitarre, tastiere e quel che avanza, fanno coppia fissa come i carabinieri \u2014 uno un po\u2019 pi\u00f9 bruttino, uno un po\u2019 pi\u00f9 figo, questo \u00e8 vero, ma si sa: la differenza tra un <em>Mogwai<\/em> e un <em>Gremilin<\/em> \u00e8 sottile e distinguerli \u00e8 rimasto uno degli esercizi pi\u00f9 difficili, dall\u201984 a oggi. A meno di non dar loro da mangiare <a href=\"https:\/\/youtu.be\/dQ6Os1iD6Y4\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"robe batuffolose e instruzioni per l'uso\">dopo mezzanotte<\/a>, s\u2019intende.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em; margin-bottom: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-barry-burns-alex-mackay.jpg\" alt=\"Mogwai - Barry Burns &amp; Alex Mackay\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4667\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-barry-burns-alex-mackay.jpg 1074w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-barry-burns-alex-mackay-300x223.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-barry-burns-alex-mackay-768x572.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-barry-burns-alex-mackay-1024x763.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1074px) 100vw, 1074px\" \/><\/p>\n<p>Tutti abbiamo avuto un amico metallaro, giusto? Io pi\u00f9 di uno. <\/p>\n<p>Il pi\u00f9 metallaro dei miei amici metallari \u00e8 un tipo smilzo, alto meno di quel che sembra, forse perch\u00e9 magro come un chiodo: uno che non diresti mai la buona forchetta che \u00e8, almeno finch\u00e8 non ci parli un attimo e non realizzi come finisca per declinare tutto in termini eno-gastronomici. Per capirsi: le chitarre che stanno pi\u00f9 o meno <a href=\"https:\/\/youtu.be\/WM8bTdBs-cw?t=4m39s\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"grattugiate epiche\">a met\u00e0<\/a> di <em>One<\/em> dei Metallica sono \u201cgrattugiate\u201d, Jordan Rudess dei Dream Theater quando delira in un <a href=\"https:\/\/youtu.be\/_klj5ji8NVo\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"poi dopo bisogna lasciarla un'ora a riposare\">assolo<\/a> piegato con due mani sulla tastiera sta \u201cimpastando\u201d e Nico McBrain degli Iron Maiden che si lancia in quei <a href=\"https:\/\/youtu.be\/EQ7pE4rePiY\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"sbattere sempre nello stesso verso, mi raccomando\">drum-fill<\/a> con le bacchette che rotolano su una distesa di <em>tom<\/em> \u201cfa la maionese\u201d.<\/p>\n<p>Ottimo. Prendendo per qualche secondo in prestito il suo meta-linguaggio, possiamo dire che, sul palco dell\u2019Estragon, Stuart \u2014 perso come sempre in quel suo movimento oscillatorio sfalsato perpendicolarmente (il busto di lato, la testa avanti e indietro) che da sintomo evidente di autismo \u00e8 ormai diventato cifra stilistica \u2014 alterna arpeggi melancolicamente killer che sembrano decorazioni di <em>nouvelle cousine<\/em> a momenti in cui grattugia formaggio in quantit\u00e0 sufficiente per infornare una parmigiana che sfami tutta la sala, mentre <strong>Cat Myers<\/strong> \u2014 che sostituir\u00e0 per tutto il tour <strong>Martin Bulloch<\/strong>, alle prese con gli ormai cronici problemi di salute \u2014 anche se di <em>tom<\/em> ne ha uno solo, fa abbastanza maionese (senza mai rischiare di farla impazzire, tra l\u2019altro) da riempire un paio di damigiane di insalata russa.<\/p>\n<p>Parmigiana e insalata russa per tutti: la colazione (facciamo lo <em>spuntino di mezzanotte<\/em>, vista l\u2019ora) dei campioni.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-cat-myers-live.jpg\" alt=\"Mogwai - Cat Myers\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4668\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-cat-myers-live.jpg 1024w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-cat-myers-live-300x235.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-cat-myers-live-768x602.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2>Il pubblico pi\u00f9 bello \u00e8 quello dei Mogwai<\/h2>\n<p>Io, dei Mogwai, crescendo, ho visto crescere anche il pubblico. In numero, et\u00e0, abitudini, tic, e timide isterie. Ok, non siam qui a parlar di me, ma su questo tema faccio ancora pi\u00f9 fatica a scindere le due cose, visto che io <em>sono stato<\/em> il pubblico dei Mogwai.<\/p>\n<p>I primi tempi la poca gente assisteva al concerto in religioso silenzio, spesso raccolta in piccoli gruppi di due o tre persone. Dopo le prime cinque note di una canzone \u2014 di <em>ogni<\/em> canzone \u2014 una si piegava verso l\u2019altra per sussurrarle all\u2019orecchio il titolo (era la pi\u00f9 bella canzone dei Mogwai, il titolo era ovviamente esatto, nonostante non ci fosse nessun testo a dare una mano alla memoria), l\u2019altra, senza guardare il suo interlocutore, ma con gli occhi fissi sulla band, annuiva serissima, come se l\u2019avessero appena messa di fronte a una verit\u00e0 inconfutabile. Il rituale si ripeteva all\u2019inizio di tutti i pezzi. A fine concerto, applausi scroscianti ma compassati come solo i fan dei Mogwai sanno fare.<\/p>\n<p>Oggi dopo le prima cinque note di una canzone \u2014 di ogni canzone \u2014 partono svariati gridolini di eccitazione, un mormorio di qualche secondo galleggia sospeso e si alzano un po\u2019 di smartphone con il pulsante rosso <strong>REC<\/strong> attivo. <\/p>\n<p>Dopotutto, come dar loro torto? Il silenzio durante l\u2019esecuzione \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 invariato negli anni \u2014 qualcuno accanto a me addirittura grida \u201cZitti!\u201d a quelli che si sono azzardati ad applaudire durante uno dei momenti di quiete dopo la tempesta che caratterizzano tutte le canzoni dei Mogwai, le pi\u00f9 belle canzoni dei Mogwai in particolare \u2014 e l\u2019audio del video da caricare su YouTube per una volta non sar\u00e0 niente male. <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 pure chi, quando riconosce un pezzo ben preciso, sussurra tra s\u00e9 e s\u00e9 \u201cAhia, ahia\u2026\u201d, involontario outing di uno spasimo, retrogusto di un lamento puro, perch\u00e9 le pi\u00f9 belle canzoni dei Mogwai sono cos\u00ec, fatte apposta per restare attaccate a un\u2019immagine, a un tarlo, a un ricordo e quando le riavvolgi fanno male come un dolore intercostale che ti prende alla sprovvista o come quel risentimento muscolare alla schiena che ti eri dimenticato di avere, a patto di non piegarti mai in un certo modo. <\/p>\n<p>Le canzoni pi\u00f9 belle dei Mogwai ti piegano in un certo modo, esattamente in <em>quel<\/em> maledetto modo.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em; margin-bottom: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-audience.jpg\" alt=\"Mogwai - Audience\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4670\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-audience.jpg 1920w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-audience-300x150.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-audience-768x384.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-audience-1024x512.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p>Nel frattempo il concerto si snoda infilando come palline di un un abaco quattordici ottime canzoni dei Mogwai, tra cui pi\u00f9 di dieci canzoni pi\u00f9 belle dei Mogwai. <\/p>\n<p>Il nuovo <em>Every Country\u2019s Sun<\/em> (per inciso, l\u2019album pi\u00f9 bello dei Mogwai \u2014 l\u2019album pi\u00f9 bello dei Mogwai sono, allo stato attuale, almeno fino al prossimo diciamo, nove album, n\u00e9 uno pi\u00f9 n\u00e9 uno meno) fa la sua porca figura, anche se viene spalmato in maniera non troppo invasiva in mezzo al resto. <\/p>\n<p>In mezzo al resto ci stanno, in particolare, ben tre pezzi \u201ccantati\u201d (se quel sussurro a spettro dolcemente limitato di Stuart Braithwaite vogliamo chiamarlo \u201ccantare\u201d e soprattutto se vogliamo considerare \u201ccantata\u201d quella colonna sonora di una fantascienza andata e sconfitta che \u00e8 <em>Hunted By A Freak<\/em>, dove alla voce c\u2019\u00e8 \u2014 come tutti sanno \u2014 un\u2019intelligenza artificiale che ha noleggiato il vocoder da Cher) messi sul piatto uno dopo l\u2019altro, non si sa bene se per ribadire un sommesso \u201csappiamo fare anche questo\u201d oppure per rovinarci la sorpresa nascondendo tra le righe lo spoiler di un futuro pi\u00f9 o meno prossimo in cui la parola sar\u00e0 meno sopravvalutata.<\/p>\n<p>In ogni caso, nessuno ha il tempo di decidere se quest\u2019ultima eventuale prospettiva sia un sogno o un incubo, perch\u00e9 arrivano, come uno schiaffo collettivo, <em>We Are No Here<\/em> e la recentissima <em>Old Poison<\/em>, che chiudono il set principale e lasciano la sala spettinata tutta dallo stesso lato e a terra un bel po\u2019 di timpani felicemente sanguinanti, cos\u00ec che i due bis (<em>Every Country\u2019s Sun<\/em> e <em>Mogwai Fear Satan<\/em>) non debbano fare altro \u2014 non <em>possano<\/em> fare altro \u2014 che accanirsi sui cadaveri dei padiglioni auricolari e camminare con passo pesante su una distesa di sorrisi ebeti e appagati: quelli di chi non ha capito (ma ha <em>sentito<\/em> benissimo) del tutto cosa \u00e8 successo ma vorrebbe comunque ripeterlo all\u2019infinito.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar.jpg\" alt=\"Mogwai - Stuart Braithwaite\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4672\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar.jpg 1274w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar-300x200.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar-768x512.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar-1024x683.jpg 1024w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-stuart-braithwaite-guitar-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1274px) 100vw, 1274px\" \/><\/p>\n<h2>Il concerto pi\u00f9 bello dei Mogwai<\/h2>\n<p>Fare una classifica tra i concerti di una band che hai visto almeno dieci volte non \u00e8 in genere un\u2019operazione semplice: entrano in gioco situazioni particolari, tue stanchezze improvvise, giramenti di palle imprevisti, musicisti che fanno il compitino perch\u00e9 la notte prima sul tour bus non hanno dormito, cantanti strafatti che vanno oltre i limiti di una serata storta and so on. Momenti memorabili e scuse patetiche, giustificazioni spassionate e giornate-no senza un perch\u00e8. <\/p>\n<p>Con i Mogwai \u00e8 diverso.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 stato il concerto pi\u00f9 bello dei Mogwai. Il concerto pi\u00f9 bello dei Mogwai sono almeno cinquanta concerti. Forse qualcuno in pi\u00f9.<\/p>\n<p>E io lo posso ben dire \u2014 con quella faccia un po\u2019 cos\u00ec e quell\u2019espressione un po\u2019 cos\u00ec che farei se fossi capace di uno sguardo diverso dall\u2019impassibilit\u00e0 pi\u00f9 muta e deludente \u2014 perch\u00e9 il concerto pi\u00f9 bello dei Mogwai l\u2019ho visto almeno dieci volte.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em; margin-bottom: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-alex-mackay-smoke.jpg\" alt=\"Mogwai - Alex Mackay\" width=\"1058\" height=\"800\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4673\" srcset=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-alex-mackay-smoke.jpg 1058w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-alex-mackay-smoke-300x227.jpg 300w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-alex-mackay-smoke-768x581.jpg 768w, http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mogwai-alex-mackay-smoke-1024x774.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1058px) 100vw, 1058px\" \/><\/p>\n<p>Cos\u00ec, tutto torna alla fine.<\/p>\n<p>Tutto meno i conti, intendo.<br \/>\nAlmeno a livello strettamente matematico.<\/p>\n<p>Ma dopotutto, nel <em>post-rock<\/em> \u2014 nonostante la quasi totale mancanza di liriche vere e proprie lo escluda dalle discipline classiche e lo ponga di diritto tra le materie scientifiche \u2014 \u00e8 noto che la matematica \u00e8 un\u2019opinione (per quanto abbastanza diffusa \u2014 quando lo diventa troppo, diffusa dico, allora si parla di <em>math-rock<\/em>, ma quella \u00e8 un\u2019altra storia).<\/p>\n<p>E comunque, che coerenza vuoi aspettarti da un gruppo che due decadi fa ci incitava a <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Gg1d5oXiwuU\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"C.O.D.Y.\">morire da giovani<\/a> ma poi si \u00e8 lasciato alle spalle \u2014 come la scia di una lumaca strisciata in direzione ostinata e contraria \u2014 un carriera ventennale praticamente priva di passaggi a vuoto, che ci chiedeva di portarla <a href=\"https:\/\/youtu.be\/luM6oeCM7Yw\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"tipo un pic-nic fuori porta\">in qualche posto carino<\/a>, quando in realt\u00e0 ci aveva gi\u00e0 tolto dalle mani il volante e ci stava guidando con lucida <em>nonchalance<\/em> attraverso non-luoghi meravigliosi, che ultimamente ha giurato che <em>There\u2019s No Medicine for Regret<\/em> quando invece era lei stessa la <a href=\"https:\/\/youtu.be\/z2elJtgY6h8\" rel=\"noopener\" target=\"_blank\" title=\"anche senza consultare il medico\">migliore cura<\/a> per tutti i nostri rimorsi, rimpianti e imprecazioni a denti stretti o gengive serrate?<\/p>\n<p>Tipo per me \u2014 ma non siam mica qui a parlare di me, vero? \u2014 la cura pi\u00f9 bella i Mogwai lo stati almeno una decina di volte, e sto contando solo le volte in cui ho assunto il farmaco dal vivo.<\/p>\n<p>Ecco.<br \/>\nStasera son passato da qua solo (si fa per dire) per verificare \u2014 come supponevo \u2014 che funziona ancora, sempre e comunque. Lascia dei segni, ma scompaiono presto, come il rush cutaneo innocuo di un vaccino non obbligatorio. Non ha bisogno della ricetta rossa, come certe terapie supponenti e mercenarie, e gode di una posologia arbitraria: puoi assumerla quando e quante volte vuoi. Non ha controindicazioni, se non quella di creare una leggera, piacevole e gestibilissima dipendenza \u2014 e infatti \u00e8 accompagnata da un foglietto illustrativo vuoto, ma lo stesso piegato bene e con su scritto soltanto, in una bella calligrafia di inchiostro simpatico: <strong>\u201cS E N Z A P A R O L E\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>Soprattutto \u2014 mica poco, al giorno d\u2019oggi, in questi tempi instant di \u201cmordi e fuggi\u201d generale \u2014 la cosa pi\u00f9 importante, da non trascurare mai: <\/p>\n<blockquote><p>non ha scadenza.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"il miglior post su un concerto dei Mogwai su L'Indiependente\" href=\"#\" target=\"_blank\">leggi l&#8217;originale su L&#8217;Indiependente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una dichiarazione di non-obiettivit\u00e0 nei confronti di un branco di tifosi del Celtic di Glasgow, ovvero il pi\u00f9 bel post su un concerto dei Mogwai.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4657,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1499],"tags":[1580,1160,1581,127,300,366],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Il pi\u00f9 bel concerto dei Mogwai | una dichiarazione di non-obiettivit\u00e0<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La band di Stuard Braithwaite, all&#039;Estragon di Bologna, mette in scena l&#039;ennesimo spettacolo perfetto in una carriera ventennale. 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