{"id":2160,"date":"2008-11-24T23:38:50","date_gmt":"2008-11-24T22:38:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/?p=2160"},"modified":"2017-07-17T14:17:58","modified_gmt":"2017-07-17T12:17:58","slug":"i-ricordi-scaduti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/storie\/i-ricordi-scaduti\/","title":{"rendered":"I ricordi scaduti"},"content":{"rendered":"<h2>Un tipo solitario<\/h2>\n<p><strong>Nunzio<\/strong> svuotava le cantine.<\/p>\n<p>Hai presente, caro utente disordinato, quei foglietti che si vedono appesi dapperutto tipo <em>Bertocchi &amp; figli: sgomberi solai e magazzini<\/em> e poi gi\u00f9 a seguire il numero di telefono? Ecco, Nunzio svuotava le cantine, solo che lui sul volantino ci scriveva<\/p>\n<blockquote><p>Nunzio: vi libera dai ricordi scaduti.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>&#8211; \u00c8 che son sempre stato un tipo solitario<\/em>, diceva, quasi per giustificarsi.<\/p>\n<p>Che io poi non l\u2019ho mica mai capito cosa ci fosse da giustificarsi, svuotare le cantine. Me, svuotare le cantine mi pareva un lavoro come un altro, anzi, pensarci bene, mi pareva pure un lavoro pi\u00f9 bello degli altri, roba che c\u2019era da vantarsi, mica giustificarsi.<\/p>\n<p>Ma la gente poi si sa<\/p>\n<p class=\"interlude\">(la gente sta male, lo dice anche la canzone)<\/p>\n<p>La gente io non lo so, ma la gente invece pare che svuotar le cantine sia un lavoro da pezzenti e allora <em>son sempre stato un tipo solitario<\/em>, diceva Nunzio, quasi a giustificarsi che ti faceva spazio in casa, che ti portava via tutti i buoni propositi che avevi rinnegato, che ti alleggeriva del peso di tutti quei pezzi di te di cui non ne volevi pi\u00f9 sapere.<\/p>\n<p>Lavoro da pezzenti un cazzo, pensavo io: ci vuol talento, maneggiare i frammenti di vita altrui, anche quando sono stati chiusi a chiave nel dimenticatoio, e tanta predisposizione. Bisogna esserci portati, pensavo, non son cose che si improvvisano cos\u00ec, far piazza pulita di una manciata momenti dalla collezioni di anni di qualcun altro. Un po\u2019 solitari per natura, bisogna essere, per non affezionarsi subito alle robe abbandonate.<\/p>\n<h2>Fare l&#8217;amore<\/h2>\n<p>Io insomma, dirla tutta, un po\u2019 lo invidiavo, Nunzio, e allora poi ci passavo le ore, davanti al suo banchetto alla fiera che il comune metteva su a fine primavera sul prato grande, quello al limitar del bosco. E tipo ci chiedevo che va bene esser solitari, ma far tutto da s\u00e8 doveva esser un impegno mica da poco.<\/p>\n<p><em>&#8211; S\u00ec, certo, un po\u2019 di fatica la faccio: montacarichi non ce ne sono, qualche volta neppure la luce per le scale. Se non ho nessuno? s\u00ec, il mio aiutante \u00e8 un bravo ragazzo, ma io non sono invecchiato a vanvera, e i ragazzi, si sa, ogni tanto devono prendere un po\u2019 d\u2019aria.<\/em><\/p>\n<p>L\u2019aiutante era <strong>Alessio<\/strong>, quello che, come diceva mia nonna a quei tempi, <em>faceva l\u2019amore<\/em> con la <strong>Fede<\/strong>.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(la Fede \u2013 con la F maiuscola \u2013 era la Federica, non ci sbagliamo, che in un paese come il nostro che era un pezzo di Russia in mezzo all\u2019Appennino, anche il prete \u2013 Don Brabanti, pace all\u2019anima sua \u2013 bestemmiava con cadenza strettissma, solo che lo faceva sottovoce, e allora Dio, dall\u2019alto della sua bont\u00e0, non sentiva)<\/p>\n<p>Anche se, quell\u2019et\u00e0, si fa per dire, che far l\u2019amore non se lo immaginavano nemmeno. Diciamo che lei usciva da casa mano nella mano con la sorella per andare a scuola e lui, invece di scender gi\u00f9 ad aiutare Nunzio, rimaneva appoggiato al portellone aperto dell\u2019<strong>Apino<\/strong><\/p>\n<p class=\"interlude\">(l\u2019Apino era un APE, senza apostrofo nel senso di un mezzo di locomozione e \u2013 con molta fantasia \u2013 trasporto su tre ruote, una roba che te lo vendevano con le istruzioni per l\u2019uso: c\u2019era scritto, &#8220;le curve, prenderle piano, che ribaltarsi \u00e8 un attimo&#8221;)<\/p>\n<p>imbambolato a guardarla passare, che anche quello, parer mio, era mica un brutto modo di farlo.<\/p>\n<p>L\u2019amore.<\/p>\n<h2>Un privilegio<\/h2>\n<p><em>&#8211; Poi sai,<\/em> mi diceva Nunzio, facendo finta di non saper nulla di quella storia di Alessio e della Fede.<\/p>\n<p><em>&#8211; Al di l\u00e0 della schiena a pezzi \u00e8 che mi piace il mio mestiere: lo considero un privilegio.<\/em><\/p>\n<p>Io facevo la faccia adulta di quello che non solo aveva capito, ma addirittura era d\u2019accordo, pensa te, ma lui continuava lo stesso, che si vede era un argomento che gli stava a cuore, una roba di quelle che dici meglio spiegar bene, meglio dir due parole in pi\u00f9 che due in meno, non si sa mai.<\/p>\n<p><em>&#8211; Le cantine hanno un buon odore, e poi ci son le fiere,<\/em> diceva.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Ci siete voi, che comprate, o anche solo che ascoltate, che ascoltare \u00e8 un modo di comprare bello quasi quanto far l\u2019amore solo guardando,<\/em> aggiungeva tradendo, non so quanto involontariamente, il fatto che invece la sapeva eccome quella storia della Fede, e di Alessio.<\/p>\n<h2>L&#8217;onest\u00e0<\/h2>\n<p>Sorrideva alla gente che passava attraverso il prato, quello grande, sul limitare del bosco, quello che il comune ci faceva la fiera, quello che il comune ce la fa ancora la fiera, solo che ora la fa dentro un palazzo di vetro che non hanno nemmeno avuto il cattivo gusto di metterci l\u2019erba finta dentro.<\/p>\n<p>Maledette speculazioni edilizie maledetta la corsa al mattone che ha rovinato questo paese maledetto lo spirito capitalistico del post-rivoluzione borghese del diciottesimo secolo, direbbe <strong>Max Weber<\/strong> e invece io ancora non lo sapevo, quando ascoltavo Nunzio che sorrideva dietro il carretto che usava come vetrina espositiva delle cose sue, le robe delle cantine insomma. Quel carretto assurdo tutto di legno intarsiato di colori che se al posto dell\u2019Apino c\u2019era attaccato un cavallo con le penne in testa sarebbe sembrato uno di quelli siciliani, avresti detto.<\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 un carretto siciliano, l\u2019ho ereditato da mio nonno.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; B\u00e8, cara mia, mio nonno era un vero signore,<\/em> raccontava lui alla vecchietta che soppesava con la mano l\u2019abat-jour anni venti con ancora la polvere originale sopra.<\/p>\n<p><em>&#8211; L\u2019onest\u00e0, mi ha spiegato, e il rispetto per gli oggetti, per quello che il tempo butta via e per lo strato che ci lascia sopra: son cose che si insegnano, ma soprattutto che si imparano, in silenzio.<\/em><\/p>\n<p>Poi faceva una pausa.<br \/>\nE si lasciava andare di nuovo a quell\u2019imbarazzato bisogno di dire le cose come stavano anche se nessuno gli stava imputando niente:<\/p>\n<p>&#8211; Non sono uno sciacallo, avr\u00f2 sgombrato mille cantine badando pi\u00f9 alla dignit\u00e0 altrui che al portafoglio, fatti, mica parole, e dimostrava il tutto con un provate a chiedermi qualche prezzo.<\/p>\n<p>Che, c\u2019\u00e8 da dirlo, eran prezzi veramente da miseria.<\/p>\n<h2>Topi<\/h2>\n<p>E allora io ci facevo una domanda delle mie, di quelle per distoglier l\u2019attenzione da un argomento che secondo me non era nemmeno il caso di perderci tutto quel tempo.<\/p>\n<p><em>&#8211; Come dici ragazzo? Topi? Ne avr\u00f2 incontrati s\u00ec e no quattro messi in croce in tutta la carriera.<\/em><\/p>\n<p>La chiamava <em>carriera<\/em>, lui, e me non mi pareva ci fosse una parola pi\u00f9 adatta.<\/p>\n<p><em>&#8211; Son leggende metropolitane, anzi, leggende di paese, che chiamarla metropoli, questa, par quasi di farle un dispetto,<\/em> e guardava quel prato sconfinato con tutte le bancarelle dei colleghi che si perdevano oltre la distanza focale dell\u2019occhio.<br \/>\nDi un qualunque occhio.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ascolta, la mia idea \u00e8 che son saltati tutti fuori, che un conto \u00e8 prenderli e buttarli nel cassone dell\u2019Ape, i ricordi degli altri, ma viverci dentro, dopo un po\u2019 esci pazzo, e allora c\u2019\u00e8 da capirli, i topi, mica scemi, i topi,<\/em> diceva convinto.<\/p>\n<p>E proseguiva, per ribadire il concetto:<\/p>\n<p><em>&#8211; Non mi fanno paura, cosa credi, c\u2019\u00e8 niente da aver paura ti assicuro: son loro che se la fanno sotto, e hanno ragione. Poco scemi i topi, lo capiscono il mondo.<\/em><\/p>\n<p class=\"interlude\">(poi io, anni dopo, m\u2019\u00e8 toccato di rivalutarla sul serio questa teoria di Nunzio, che ho scoperto che c\u2019era uno che sui topi la sapeva lunga, e giurava che le cose non stavan mica come ce le insegnano all\u2019universit\u00e0, che i topi, se passavano la maggior parte della loro vita nei laboratori di chimica a correre in tondo dentro delle ruote, in realt\u00e0 lo facevano per condurre esperimenti estremamente fini e complessi sull\u2019uomo e studiarne le reazioni ai loro comportamenti, un piano geniale, diceva il tipo che la sapeva lunga, farci credere di star studiando loro quando invece eran loro a studiare noi)<\/p>\n<p class=\"interlude\">(il fatto che ancora una volta l\u2019uomo dimostrasse di fraintendere completamente il rapporto con un\u2019altra specie invece era pienamente in conformit\u00e0 con il loro piano, s\u2019intende \u2013 il piano dei topi, dico \u2013 e ribadiva, ce ne fosse il bisogno, la teoria cos\u00ec dura da accettare che non siamo assolutamente la specie pi\u00f9 intelligente dell\u2019universo, anzi)<\/p>\n<h2>Scatole<\/h2>\n<p>Che alla fine, sul carretto di Nunzio, non c\u2019era nemmeno tanta roba.<br \/>\nScatole, per lo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Cos\u00ec la gente a volte si lamentava.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(non capisce, la gente, c\u2019\u00e8 poco da fare: con la gente, farsene una ragione e basta, quello si pu\u00f2 fare con la gente, io c\u2019ho rinunciato, far capire le cose alla gente)<\/p>\n<p><em>&#8211; Certo che trovo qualcos\u2019altro a parte le scatole!<\/em>, sbottava allora lui.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ma lei se lo immagina il carretto con sopra una credenza restaurata con sopra un frigorifero anni cinquanta con sopra un lampadario a grappolo con sopra un candelabro? Son soltanto un uomo che prova a guadagnar due lire, mica il guardiano della Torre di Babele!<\/em><\/p>\n<p class=\"interlude\">(la Torre di Babele era una roba che non ci si capiva una sega, come dice il poeta)<\/p>\n<p>Me mi veniva da ridere, ma lui proseguiva<\/p>\n<p class=\"interlude\">(che la pubblicit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima del commercio, come si suol dire, anche se in realt\u00e0 \u00e8 risaputo che il commercio ha venduto l\u2019anima al diavolo e ora un\u2019anima non ce l\u2019ha pi\u00f9, eppure la pubblicit\u00e0 continua a passarsela bene lo stesso)<\/p>\n<p><em>&#8211; Per quelle cose l\u00ec c\u2019\u00e8 il magazzino, nel cortile dietro la casa del popolo, tenga, \u00e8 il biglietto da vista, venga a trovarmi.<\/em><\/p>\n<p>La gente prendeva il foglietto scritto sulla carta del fornaio, quella che ci mettevi dentro il pane, leggeva quella storia di Nunzio e dei ricordi scaduti.<br \/>\nPoi faceva la faccia di quello che non capisce.<br \/>\nChe la gente, come gli vien bene la faccia di quello che non capisce alla gente, io non me lo spiego ma ormai me ne son fatto una ragione.<\/p>\n<p>Sul carretto invece prevalentemente scatole.<br \/>\nScatole, scatoline, bomboniere, ditali inizio-secolo, porta-aghi, cose cos\u00ec.<\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 uno scacciapensieri con un astuccio di velluto viola, quello, cucito a mano,<\/em> spiegava nel vano tentativo di far scomparire lo sguardo interrogativo dalla faccia del ragionier Balatelli.<\/p>\n<p><em>&#8211; C\u2019\u00e8 anche una frase ricamata. Dice &#8220;portami con i tuoi pensieri quando vai via, invece di scacciarli&#8221;. Bello, no? son lavori che non si fanno pi\u00f9, son cose che non si dicono pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>Era vero, e lo ne era la prova il punto di domanda che continuava a campeggiare, irriducibile come l\u2019idiozia, sulla faccia del ragioniere anche dopo che se ne era andato senza dire nemmeno <em>grazie, non mi interessa.<\/em><\/p>\n<h2>Le latte dipinte a mano<\/h2>\n<p>E poi le latte dipinte a mano dei biscotti.<br \/>\nQuelle io s\u00ec che ci andavo matto per le latte dipinte a mano, quelle dei biscotti, sul carretto di Nunzio.<\/p>\n<p>Ne aveva di diversa grandezza: diceva che gli sembrava carino lasciarle cos\u00ec come le aveva trovate, con il loro contenuto dentro, senza spostare nemmeno una virgola.<\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 un modo di dire, signora: che io una scatola piena di virgole ancora non l\u2019ho trovata, al massimo piena di punti, per dire senza tanti fronzoli che \u00e8 meglio farla finita, ma mai dire mai, eh!<\/em><\/p>\n<p>Che una scatola senza la roba dentro, senza la sua roba dentro, diceva, <em>che scatola \u00e8?<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; E poi la gente le compra senza aprirle,<\/em> mi spiegava.<\/p>\n<p><em>&#8211; Si divertono a indovinare, ragionano qualche secondo sul prezzo che ho appiccicato sopra (tranquilli, \u00e8 un adesivo di quelli che si tolgon facilmente), poi le scuotono e scelgono.<\/em><\/p>\n<p>Io allora col dito ne indicavo una.<\/p>\n<p>&#8211; Vuoi provare con questa? \u00c8 un bel gioco, sai. Se ti piace il suono te la porti a casa. Quanto? Tra le tre e le quindicimila, ma te l\u2019ho detto, basta che leggi l\u00ec, s\u00ec, l\u00ec sopra, bravo.<\/p>\n<p>Io leggevo, che va bene che eran tanti anni fa, ma leggere, leggere avevo imparato.<br \/>\nNon ho ancora smesso.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ah, ottima scelta! novemila, grazie. Puoi scoperchiare, adesso.<\/em><\/p>\n<p>Bottoni di madreperla, coloratissimi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Sei deluso? Ti aspettavi qualcosa di diverso? Le cantine son piene di bottoni, vestiti, lenzuola, medicine scadute: questo \u00e8 quello che passa al convento, come si dice, anche se io, le cantine dei conventi non ho mai avuto il piacere di frequentarle, l\u00ec s\u00ec che mi sa ci sarebbe da divertirsi, mi sa.<\/em><\/p>\n<p>Io non \u00e8 che ero deluso, i bottoni eran bellissimi: solo che mi interessava pi\u00f9 il gioco che l\u2019esito, mi piaceva metter l\u2019orecchio sulla latta fredda e cercare di capire cosa c\u2019era di l\u00e0.<br \/>\nE il bello era indovinarci, mica poi tenersi il malloppo.<\/p>\n<h2>Cordini<\/h2>\n<p>Allora lasciavo perdere i bottoni e ne indicavo un\u2019altra.<\/p>\n<p><em>&#8211; No, quella non la vendo, ci sono affezionato.<\/em><\/p>\n<p>Nunzio scuoteva la testa, come a dire che quella no, quella uno poteva insistere fino alla fine del mondo ma quella non si vendeva.<\/p>\n<p><em>&#8211; \u00c8 uno dei primi oggetti che ho tirato su da l\u00e0 sotto: ero ancora un ragazzino alle prime armi, stavo ancora imparando. Era meravilgiosa, ti giuro, una donna che a ottantatre anni ancora te ne potevi innamorare: viveva da sola, poi sono spuntati gli eredi con una chiave, mi hanno aperto la porta e mi hanno indicato gi\u00f9 come a dirmi, c\u2019\u00e8 buio e un po\u2019 di roba dentro, fanne quello che vuoi.<\/em><\/p>\n<p>Guardarlo in faccia, sembrava una cosa che se la ricordava come fosse adesso:<\/p>\n<p><em>&#8211; Buio ce n\u2019era tanto, topi nemmeno a pagarli, e oltre a quello solo una scatola, questa.<\/em><\/p>\n<p>Poi prendeva un gran respiro, Nunzio, di quelli che sembrava quasi che mi volesse bene, che i sacrifici cos\u00ec si fanno solo per chi ci si vuol bene:<\/p>\n<p><em>&#8211; Puoi darci una sbirciatina, se proprio ti esplode la curiosit\u00e0, ma non \u00e8 in vendita, siamo intesi.<\/em><\/p>\n<p>Io infilavo l\u2019occhi nella fessura e tornavo su con una faccia strana.<\/p>\n<p>Allora lui scoppiava a ridere:<\/p>\n<p><em>&#8211; Ehi! sono spaghi, frammenti di corda, che ti immaginavi? Gli anelli di Re Mida?<\/em><\/p>\n<p class=\"interlude\">(Re Mida era uno che le cose, meglio se non le toccava le cose, Re Mida, che era il classico tipo che come toccava qualcosa faceva danni, lui)<\/p>\n<p>Poi c\u2019era un foglio di quaderno.<br \/>\nIo allungavo la mano, ma lui me la bloccava, dolcemente ma in maniera decisa.<\/p>\n<p><em>&#8211; Non toccarlo, magari si sbriciola: te lo dico io cosa c\u2019\u00e8 scritto.<\/em><\/p>\n<p>I cani si rincorrevano sul prato, quello grande, al limitare del bosco.<br \/>\nI bambini rincorrevano i cani, per spirito di emulazione.<br \/>\nLa gente passeggiava sull\u2019erba, senza capirne granch\u00e8, n\u00e8 di cani, n\u00e8 di bambini, tantomeno di ricordi. Non capiva, la gente, ma stava bene lo stesso: dopotutto il sole stava andando gi\u00f9, e un tramonto \u00e8 una cosa cos\u00ec inutile che la capiscono anche gli stupidi.<br \/>\nLe cose andavano avanti, insomma, piano: non si capiva dove e figuarsi perch\u00e8, ma questo \u00e8 un grande classico che poi si sarebbe ripetuto fino alla nausea.<\/p>\n<p><em>&#8211; C\u2019\u00e8 scritto &#8220;cordini troppo corti per essere usati&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>Nunzio a quel punto iniziava a rimettere a posto tutte le sue cose, che c\u2019era da svuotare il carretto e caricare l\u2019Apino.<\/p>\n<p>Io allora mi pareva normale dargli una mano, che, anche se era festa e non si andava a scuola, dov\u2019era Alessio si sapeva tutti e due e provare a cercarlo era tempo sprecato.<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizavo a raccoglierle, tutte le cose, una per una, lasciando per ultima quella, s\u2019intende.<\/p>\n<blockquote><p>cordini troppo corti per essere usati.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Messi da parte per tener traccia di tutte le volte che la vita non ha avuto le braccia abbastanza lunghe per attaccarsi ai sogni che le passavan sopra la testa.<\/p>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-2160-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/trasudamerica.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/trasudamerica.mp3\">http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/trasudamerica.mp3<\/a><\/audio>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nunzio e il suo banchetto alla fiera di primavera: tutto il bello e il brutto di una carriera a svuotar le cantine e a fronteggiare i ricordi degli altri.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1512],"tags":[571,750,380,515,749,507,748],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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