{"id":3415,"date":"2008-06-16T01:52:04","date_gmt":"2008-06-15T23:52:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/?p=3415"},"modified":"2017-07-17T14:41:40","modified_gmt":"2017-07-17T12:41:40","slug":"controtempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/storie\/controtempo\/","title":{"rendered":"Controtempo"},"content":{"rendered":"<h2>Gli orologi nelle stazioni<\/h2>\n<p><em>&#8211; Guardar gli orologi in stazione, \u00e8 tempo perso.<\/em><\/p>\n<p>Guardar gli orologi.<br \/>\nNelle stazioni.<br \/>\nDice <a href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/storie\/un-libro-pesante\/\" target=\"_blank\" title=\"leggila la storia di me e Polly al supermercato!\">Polly<\/a>.<br \/>\nChe gli orologi, dentro le stazioni non ci si capisce pi\u00f9 niente gli orologi dentro le stazioni.<br \/>\nDiventan scemi, gli orologi, dentro le stazioni.<br \/>\nChe segnan tutti un\u2019ora diversa e nessuno quella giusta.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(Fumini, macchinista in cassintegrazione e sindacalista della F.I.L.T. a tempo perso, ti assicurava che era un trucco delle ferrovie dello stato: un trucco geniale, diceva Fumini, che se ti lamentavi dei ritardi, loro potevan sempre appellarsi a un fortunato calcolo probabilistico secondo cui nella stazione c\u2019era almeno un orologio in base al quale il treno in questione era arrivato in orario)<\/p>\n<p>Che poi \u00e8 normale, dice Polly.<br \/>\nNelle stazioni \u00e8 tutto un gran casino di numeri di annunci di tabelloni di speranze di coincidenze di ansie e complicanze temporali che \u00e8 normale che le lancette, cercar di venire incontro alle esigenze di tutti, poi diventan matte, e decidon di far di testa loro.<br \/>\nMatte, diventano.<br \/>\nO forse solo si stancano.<br \/>\nNon fa differenza, dice Polly.<\/p>\n<h2>Ieri sera<\/h2>\n<p>Come ieri sera.<\/p>\n<p>Ieri sera l\u2019orologio sul binario segnava le nove e un quarto.<br \/>\nErano le otto e un quarto.<br \/>\nQuello fuori dalla stazione, quello gigante a campeggiare sulla facciata di architettura dichiaratamente neofascista<\/p>\n<p class=\"interlude\">(&#8220;quando c\u2019era lui i treni arrivavano in orario&#8221;, sentenziava sempre Pinozzi, tenente dell\u2019Arma dai tempi dell\u2019omicidio Pecorelli, sorseggiando l\u2019amaro del carabiniere al bancone del bar\u200a\u2014 della stazione, s\u2019intende)<\/p>\n<p class=\"interlude\">(&#8220;s\u00ec, infatti: quelli diretti ai campi di concentramento arrivavano anche in anticipo&#8221;, gli urlava dal tavolo accanto, tirandogli dietro il mazzo di carte, Giosu\u00e8 Bagnoli, ex partigiano di stanza all\u2019Abetaia, detto Vladivostok perch\u00e8 ogni sera alle sette annunciava immancabilmente &#8220;domani parto&#8221;, e poi invece l\u2019indomani lo trovavi\u200a\u2014 al bar della stazione, s\u2019intende\u200a\u2014 ancora a bestemmiare l\u2019asso di picche che non ne voleva sapere di finirgli tra le mani)<\/p>\n<p class=\"interlude\">(&#8220;lui chi?&#8221;, chiedeva inascoltato Cesare, detto Capir\u00f2, soprannome beneaugurante quanto vano, lui che in sessant\u2019anni di vita eran sessant\u2019anni che non capiva un cazzo\u200a\u2014 condizione, la sua, esser sinceri, anche invidiabile sotto certi punti di vista)<\/p>\n<p>le undici e cinquantacinque.<\/p>\n<h2>Seduti<\/h2>\n<p>Siam entrati, io e Polly, dentro la stazione dico.<br \/>\nSiam entrati e ci siam seduti sulla linea gialla.<br \/>\nLa linea gialla quella <em>vietato calpestare la linea gialla.<\/em><br \/>\nQuella che io allora avevo la coscienza a posto, che noi ci siam seduti sopra: l\u2019abbiam mica calpestata.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(o forse la filastrocca degli altoparlanti diceva vietato oltrepassare la linea gialla? non mi ricordo\u200a\u2014 Polly, lei s\u00ec, sicuro che lei si ricordava, ma non gliel\u2019ho chiesto, che mi vergogno, io, non ricordarmi certe cose fondamentali\u200a\u2014 comunque noi in ogni caso, anche fosse, ci siam seduti sopra, l\u2019abbiam mica oltrepassata)<\/p>\n<p>Ci siam seduti insomma.<br \/>\nPoi dopo qualche minuto che lei, Polly dico, non diceva una parola io allora ho chiesto:<\/p>\n<p><em>&#8211; Cosa stiamo aspettando?<\/em><\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>\u2013 che sia troppo tardi, madame.<cite class=\"citeConversation\">voce registrata da un altoparlante<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<h2>Il tempo che passa<\/h2>\n<p>Polly ha continuato a guardarsi le stringhe delle scarpe, poi piano piano ha detto <em>niente.<\/em><\/p>\n<p>Che <em>non so te,<\/em> ha aggiunto, ma lei non stava aspettando niente, che non \u00e8 mica detto che in una stazione si debba per forza aspettare qualcuno o rincorrere con gli occhi qualcosa che non si \u00e8 fatto in tempo ad aspettare, ha spiegato.<\/p>\n<blockquote><p>io sto guardando il tempo che passa.<\/p><\/blockquote>\n<p>ha detto Polly.<\/p>\n<p>Che non c\u2019\u00e8 posto migliore di una stazione per guardare il tempo che passa.<br \/>\n<em>Non so te,<\/em> ha detto.<\/p>\n<p>Io.<br \/>\nIo guardavo Polly che guardava il tempo che passava.<br \/>\nIo mi pareva gi\u00e0 una cosa abbastanza complicata di per s\u00e8, guardar Polly che guardava il tempo, che non ero in grado di farne altre conteporaneamente.<\/p>\n<p>Tirava un po\u2019 di vento, quando, ogni tanto, qualcuno, insieme al tempo, ci passava accanto correndo.<\/p>\n<p>&#8211; <em>Correre \u00e8 il modo pi\u00f9 stupido per cercare di recuperare il tempo perso,<\/em> sorrideva Polly scuotendo la testa.<\/p>\n<p>Lei dice che sarebbe pi\u00f9 semplice fermarsi e cercare di recuperare un po\u2019 di fiato invece, che col fiato almeno ci respiri, o ci appanni i vetri per farci i disegni sopra con le dita, che \u00e8 una cosa che bisognerebbe impararla, far i disegni con le dita sui vetri come fa Polly.<\/p>\n<blockquote><p>col tempo invece, ci fai solo dei gran casini.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Quel giorno<\/h2>\n<p>Dice Polly che conosceva uno che era convinto di poter comandare il tempo facendo ritardare i treni. E allora era andato a vivere in una capanna vicino alla ferrovia e tutte le sante mattine che cristo metteva in terra lui si alzava presto e cospargeva i binari con quello che gli capitava sottomano. Qualunque cosa potesse rappresentare un ostacolo per la corsa dei vagoni andava bene: rametti, sassi, falsi cartelli di lavori in corso.<\/p>\n<p>Una volta ci mise pure una buccia di banana<\/p>\n<p class=\"interlude\">(cfr. il detto dei nostri vecchi &#8220;scivolare su una buccia di banana&#8221;)<\/p>\n<p>un\u2019altra volta un bicchiere pieno d\u2019acqua fino all\u2019orlo<\/p>\n<p class=\"interlude\">(cfr. il detto dei nostri vecchi &#8220;affogare in un bicchier d\u2019acqua&#8221;)<\/p>\n<p>un\u2019altra volta ancora un cuscino morbidissimo<\/p>\n<p class=\"interlude\">(cfr. il detto dei nostri vecchi &#8220;chi dorme non piglia pesci&#8221;)<\/p>\n<p>ma niente da fare.<\/p>\n<p>Si vede son detti che valgon per i nostri vecchi, ma non per i treni, dice Polly.<\/p>\n<p>Poi allora un giorno, mi spiegava Polly, seduti sulla linea gialla a guardarsi le stringhe delle scarpe, lei, a guardar lei io, con tutto quel tempo che ci passava intorno. Poi un giorno allora il tipo, quello che comandava il tempo con i treni ma non ci riusciva mica tanto bene a quanto pare dico, un giorno ha deciso di sdraiarsi lui, sui binari. Dice Polly che avr\u00e0 pensato vedrai ora che se non mi riesce di comandarlo il tempo, vedrai cos\u00ec lo fermo, il tempo, deve aver pensato il signore quello della capanna di cui sopra, dice Polly.<\/p>\n<p><em>C\u2019aveva mica tutti i torti,<\/em> ha sussurrato giusto in tempo per lasciar che la sua voce venisse coperta dall\u2019annuncio che il treno da a invece che arrivare al binario X sarebbe arrivato, <em>forse,<\/em> al binario Y.<\/p>\n<p>Mi raccontava Polly, l\u00ec seduti in equilibrio sulla linea gialla, che lei se lo ricorda benissimo quel giorno l\u00ec, quello che l\u2019amico suo ferm\u00f2 il tempo. E la folla la gente la polizia le ambulanze le sirene e tutto il resto.<\/p>\n<p>Io, mentre Polly parlava con gli occhi bassi, io me la immaginavo la scena. Di un qualcuno sdraiato sui binari, con la testa appoggiata su un cuscino, accanto a una banana appassita e a un bicchiere pieno fino all\u2019orlo.<\/p>\n<h2>\u00c8 solo un po&#8217; di me che se ne va<\/h2>\n<p>Chiss\u00e0 se tremava, pensavo.<br \/>\nIl bicchiere dico, mica lui: lui chiaro che non tremava.<br \/>\nUno che un giorno decide, cos\u00ec, di fermare il tempo, anche solo per qualche secondo, figurarsi se trema di fronte a un treno in arrivo. Ma il bicchiere chiss\u00e0, il bicchiere magari s\u00ec. Che i binari, quando arriva un treno, questo lo sanno anche i ragazzini, iniziano a vibrare, e allora un bicchiere colmo fino all\u2019orlo magari pu\u00f2 darsi anche che non ce la faccia, che tenersi tutto dentro, nella vita, \u00e8 una cosa complicatissima: pu\u00f2 darsi che qualche goccia alla fine scivoli gi\u00f9.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0, magari anche s\u00ec pensavo, io che mi perdo nei particolari anche nel bel mezzo di una tragedia.<\/p>\n<p><em>&#8211; Non lo so, ma sicuramente sarebbe stato il giorno giusto per piangere, anche per un bicchiere,<\/em> ha commentato Polly che io non lo so quella benedetta figliola come fa a saper sempre ci\u00f2 che mi passa per la testa.<\/p>\n<p>E poi la folla la gente la polizia le ambulanze le sirene e tutto il resto.<\/p>\n<blockquote><p>io ho saputo solo guardare.<\/p><\/blockquote>\n<p><em>Io ho saputo solo guardare.<\/em><\/p>\n<p>Messe cos\u00ec, sulla bocca di Polly<\/p>\n<p class=\"interlude\">(Polly c\u2019ha una bocca rosa, di un rosa strano e acceso, non rossa\u200a\u2014 su, siamo seri e non prendiamoci in giro: non esiston le bocche rosse)<\/p>\n<p>quelle parole sembravan quasi un difetto, una colpa quasi, sembravano, quelle parole l\u00ec, sulle labbra di Polly sulla linea gialla.<\/p>\n<p>E pensare, me che mi sembrava cos\u00ec difficile anche solo star l\u00ec a guardare lei. Pensare: mica semplice, ci vuol talento anche a guardare, ci vuole.<\/p>\n<h2>La cosa pi\u00f9 stupida<\/h2>\n<p>E poi ritrovarsi a dire la cosa pi\u00f9 stupida.<\/p>\n<p>Che spesso, dire la cosa pi\u00f9 stupida \u00e8 una forma di difesa, una forma di difesa che funziona pure, a volte, che ti senti quasi sollevato, come svuotato all\u2019improvviso da tutta quell\u2019ansia di ritardo che c\u2019era prima, dentro, dire la cosa pi\u00f9 stupida.<\/p>\n<p>Dire, <em>ma alla fine, era morto?<\/em><\/p>\n<p>Polly allora ha smesso di guardarsi le stringhe delle scarpe e ha guardato me negli occhi.<br \/>\nSembrava cos\u00ec semplice invece ora, guardare, a guadar lei che guardava me, sembrava la cosa pi\u00f9 semplice del mondo, guardare.<\/p>\n<p><em>&#8211; Ma che importa? Cosa conta? \u00c8 come un binario,<\/em> ha detto Polly, quasi incuriosita dalla mia domanda.<\/p>\n<p><em>&#8211; In che senso?,<\/em> ho chiesto io, che dire le cose stupide, poi una tira l\u2019altra.<\/p>\n<blockquote><p>nel senso che nessuno ci d\u00e0 il diritto di definirlo morto solo perch\u00e8 non porta pi\u00f9 da nessuna parte.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Allontanarsi<\/h2>\n<p>Io allora poi son stato zitto, che dire le cose stupide, poi a un certo punto anche basta.<\/p>\n<p>Ascoltavo un treno che stava arrivando, con il rumore dei freni ad annunciarlo con il poco anticipo che non sempre basta e la solita voce gracchiante a dire allontanarsi dalla linea gialla.<\/p>\n<p><em>Allontanarsi,<\/em> pensavo.<br \/>\nEcco, era allontanarsi la parola giusta.<br \/>\nChe idioti, pensavo, dire allontanarsi e non specificare in quale direzione. Che se uno si allontana dalla parte sbagliata, vedi poi cosa succede, dar le robe per scontate, pensavo.<\/p>\n<h2>Il cappellaio matto<\/h2>\n<p>Poi ci siamo alzati sul serio, a un certo punto.<br \/>\nL\u2019orologio sul binario segnava le due e venti.<br \/>\nCi siamo alzati e siam tornati sui nostri passi, che ormai eran diventati i passi di chiss\u00e0 quante altre persone, che quasi non li sapevam pi\u00f9 distinguere, i nostri passi.<br \/>\nQuello fuori dalla stazione, di orologi dico, le undici e cinque.<br \/>\nEra quasi mezzanotte, pi\u00f9 o meno.<br \/>\nSi camminava vicini con le mani in tasca, io e Polly, e intorno un po\u2019 tutto sapeva di un\u2019estate indecisa.<br \/>\nPoi.<\/p>\n<p><em>&#8211; Assomigliava al cappellaio matto,<\/em> ha fatto Polly all\u2019\u00ecmprovviso, poi.<\/p>\n<p><em>Svogliata.<\/em><br \/>\nUn\u2019estate svogliata, voler esser precisi, pensavo.<\/p>\n<p><em>&#8211; Il cappellaio matto quello di Alice, te lo ricordi?<br \/>\n&#8211; S\u00ec.<\/em><\/p>\n<p>S\u00ec, ho detto, che me lo ricordavo il cappellaio matto di Alice ho detto.<br \/>\nPer\u00f2 pensavo ad altro.<\/p>\n<p>Pensavo che \u00e8 tutto cos\u00ec faticoso, questo andare e ritornare, che nella vita ci si perde, nonostante i binari, per il semplice fatto che il tempo ti succede addosso sempre quando ormai \u00e8 gi\u00e0 passato. Pensavo a quanto \u00e8 buffo e triste, tutto il suo andirivieni, del tempo dico, che lascia nomi facce voci e sorrisi bene impressi. E poi scompare. Lasciando la vita nel mezzo, tra il tempo in cui puoi fare ogni cosa e quello in cui c\u2019\u00e8 una sola cosa da fare.<\/p>\n<p>Quello in cui <em>c\u2019era,<\/em> una sola cosa da fare, pensavo.<\/p>\n<p>Alice, pensavo.<br \/>\nPensavo che dopo Polly ci mancava solo Alice.<br \/>\nChe io troppe donne tutte assieme, non le so mica gestire, pensavo.<\/p>\n<blockquote><p>mi manca il tempo.<\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>la cosa pi\u00f9 importante che ho imparato su Tralfamodore \u00e8 che quando una persona muore, muore solo in apparenza. Nel passato \u00e8 ancora viva, per cui \u00e8 veramente sciocco che la gente pianga al suo funerale. Passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno. I tralfamadoriani possono guardare i diversi momenti e vedere come tutti gli istanti siano permanenti: \u00e8 solo una nostra illusione di terrestri credere che a un momento ne segua un altro, come nodi su una corda, e che quando un istante \u00e8 passato, sia passato per sempre. Quando un tralfamadoriano vede un cadavere, l\u2019unica cosa che pensa \u00e8 che il morto, in quel momento, \u00e8 in cattive condizioni, ma che la stessa persona sta benissimo in un gran numero di altri momenti. Oggi anch\u2019io, quando sento dire che \u00e8 morto qualcuno, alzo le spalle e dico ci\u00f2 che i tralfamadoriani dicono dei morti, e cio\u00e8: cos\u00ec va la vita.<cite class=\"citeConversation\">Kurt Vonnegut, &#8220;Mattatoio n.5&#8221;<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('audio');<\/script><![endif]-->\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-3415-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/time.mp3?_=1\" \/><a href=\"http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/time.mp3\">http:\/\/www.spinelesslaugh.com\/RTSC-files\/music\/time.mp3<\/a><\/audio>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come passare il tempo nelle stazione dove il tempo passa in un modo tutto suo. E un modo drastico di fermarlo, il tempo. 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