{"id":4343,"date":"2017-07-06T00:22:30","date_gmt":"2017-07-05T22:22:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/?p=4343"},"modified":"2017-07-26T10:59:12","modified_gmt":"2017-07-26T08:59:12","slug":"sopravvissuti-eddie-vedder-live-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/sopravvissuti-eddie-vedder-live-firenze\/","title":{"rendered":"Sopravvissuti"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di live report \u00e8 stato scritto in esclusiva per LINDIEPENDENTE.IT ed \u00e8 comparso per la prima volta sull&#8217;omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di un surfista che ha saputo cavalcare l&#8217;onda di cinquantamila esagitati che facevano la ola.<\/div>\n<h2>Un&#8217;arte<\/h2>\n<p>Sopravvivere \u00e8 un\u2019arte, dicono. Il che, tecnicamente, pu\u00f2 essere anche vero. Ci son quelli fortunati, quelli bravi, a sopravvivere, quelli che ne han fatto un mestiere se non forse una ragione di vita. Poi ci son le volte in cui sopravvivi per sbaglio, quelle volte in cui non sai bene come hai fatto, a sopravvivere, addirittura quelle in cui sei sopravvissuto tuo malgrado. O ancora le volte in cui nemmeno sei del tutto sicuro di essere davvero sopravvissuto, e vai avanti a chiedertelo per il resto dei tuoi giorni. Come in <em>Lost<\/em>, ma con una trama meno complicata e un finale meno imbarazzante e ancora tutto da scrivere.<\/p>\n<p>In quei casi tiri un sospiro di sollievo o abbassi le spalle rassegnato, se ci credi ringrazi o bestemmi il tuo dio e provi a tirare avanti, a dare un senso alle cose o almeno a arrivare a fine giornata. Seppellisci i morti, raccogli un paio di feticci da usare come ricordi, e continui a fare quello che sai fare meglio, che sia suonarli, i concerti, o andarli a vedere.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience.jpg\" alt=\"Eddie Vedder live Firenze Rocks - pubblico\" title=\"contali tutti e cinquatamila!\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4361\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-audience-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>Cinquantamila<\/h2>\n<p>Questo \u00e8 lo stato d\u2019animo con cui faccio il mio ingresso \u2014 tutt\u2019altro che trionfale \u2014 all\u2019Ippodromo del Visarno <\/p>\n<p class=\"interlude\">(da qualche anno ribattezzato Visarno Arena \u2014 immagino per evitare che quando fai il check-in su Facebook poi tua mamma pensi che sei andato a giocare ai cavalli)<\/p>\n<p>Stato d\u2019animo che per fortuna \u00e8 pi\u00f9 che abbondantemente bilanciato dall\u2019aria che gi\u00e0 inizia a tirare in mezzo al polverone: un po\u2019 di incoscienza, quel che basta di allegria, e il resto diluito in un\u2019impazienza trepida in mezzo a un caldo infernale, con la sensazione insistente che l\u2019evento dell\u2019anno stia per avere luogo sul serio, <em>right here \/ right now.<\/em> La notizia data per certa \u00e8 che qua sono attese \u2014 anche stasera \u2014 cinquantamila persone. Dico \u201canche stasera\u201d perch\u00e8 ormai \u00e8 gi\u00e0 diventata una barzelletta: in cinquantamila per i Radiohead, in cinquantamila per gli Aerosmith, in cinquantamila oggi, probabilmente in cinquantamila domani per i System of a Down. Gi\u00e0 mi vedo i titoli dei prossimi eventi o manifestazioni in giro per lo stivale: <\/p>\n<blockquote><p>un milione secondo gli organizzatori, quattro gatti per la questura, cinquantamila per quelli del Visarno.<\/p><\/blockquote>\n<p>Comunque, numeri \u2014 e scherzi \u2014 a parte, saremo tanti: Eddie Vedder stesso lo definir\u00e0  <em>\u201cil mio primo concerto in Italia senza una band, e anche il pi\u00f9 grande che abbia mai fatto da solista \u2014 queste cose succedono solo qui.\u201d<\/em> Gli applausi scrosceranno, io penser\u00f2: anche tante altre cose succedono solo in Italia, ma meno belle, per poi rapidamente allinearmi al sentire comune, riassumibile in un classico <em>\u201cintanto godiamoci questo momento di gloria\u201d.<\/em><\/p>\n<h2>Warm-up<\/h2>\n<p>Momento di gloria che inizia in sordina, vedendo avvicendarsi sul palco fin da met\u00e0 pomeriggio, davanti a una quantit\u00e0 di persone in costante aumento, prima l\u2019indie-rock sopravvissuto al declino della Schedina del Totocalcio della band bolognese <strong>Altre di B<\/strong>, poi <strong>Eva Peverello<\/strong> \u2014 da Thiene al grande pubblico, sopravvissuta a <em>X-Factor<\/em>, con la benedizione di Manuel Agnelli e Carmen Consoli \u2014 e quindi <strong>Samuel<\/strong>, tappabuchi dell\u2019ultima ora dopo il forfait di Dolores O\u2019Riordan, che se non altro ha il merito di avvicinarsi a una platea che ha comprato un biglietto in cui lui non era presente con la dovuta umilt\u00e0 <\/p>\n<p class=\"interlude\">(vera o improvvisata che sia: \u201cmi dispiace davvero tanto, mi ero gi\u00e0 organizzato anche io per venire a vedere i Cranberries, pensate come son rimasto sorpreso quando mi hanno chiamato a suonare&#8230;\u201d)<\/p>\n<p>Non che qualcuno ci creda, ma la gente sembra comunque apprezzare il tentativo in maniera civile: nessuno fischia, in non pochi saltellano, qualcuno balla addirittura. I tempi d\u2019oro dei Subsonica sono andati e Samuel si arrangia come pu\u00f2: dopotutto ognuno ha le sue, di strategie per sopravvivere, tutte ugualmente rispettabili, anche se un semplice cambio di cappello non \u00e8 detto sia sufficiente.<\/p>\n<h2>Glen Hansard<\/h2>\n<p>Una breve parentesi a parte la merita <strong>Glen Hansard<\/strong>, lui forse davvero il pi\u00f9 sopravvissuto di tutti, ormai da tempo partner in crime di ogni live solista di Eddie Vedder, precisamente \u2014 si narra \u2014 da quel giorno in cui vide schiantarsi al suolo, a due passi dal suo microfono, il corpo senza vita di <a href=\"https:\/\/www.irishcentral.com\/news\/suicide-leap-at-glen-hansard-concert-in-california-101218224-237711591\" target=\"_blank\" title=\"leggi che brutta storia quella di Michele Edoardo\">Michael Edward Pickels<\/a>, che poco prima, senza dire nulla, aveva abbandonato l\u2019amico con cui stava assistendo al concerto degli Swell Season per salire sul tetto della struttura, prendere una piccola rincorsa, saltare nel vuoto concedendosi due piroette in aria e finire la sua esistenza sul palco del musicista irlandese, che aveva appena concluso un canzone e stava intrattenendo il pubblico prendendosi bonariamente gioco del suo stesso chitarrista. I testimoni oculari \u2014 in vena di eufemismi \u2014 hanno definito il tutto <em>\u201cpretty traumatic\u201d.<\/em> Pare che la sera stessa Eddie abbia telefonato a Hansard: <\/p>\n<blockquote><p>volevo solo sapere se stavi bene.<\/p><\/blockquote>\n<p>Poche, sincere parole per dar vita a un sodalizio che li ha portati a suonare un po\u2019 ovunque. L\u2019ovunque di stasera si chiama Firenze.<\/p>\n<p>Busker dublinese doc, Glen Hansard lascia la scuola a tredici anni per andare a suonare ai bordi di Grafton Street, dove viene raccolto da Alan Parker che lo chiama a impersonare quello che avrebbe voluto essere nella vita, ovvero il chitarrista dei <em>The Commitments.<\/em> Sulla scia del successo del film, fonda i <strong>The Frames<\/strong> e un po\u2019 di anni dopo, appunto \u2014 insieme alla compagna, la pianista ceca Mark\u00e9ta Irglov\u00e0 \u2014 gli <strong>Swell Season<\/strong>. I due nel 2006 si tolgono anche lo sfizio di vincere un Oscar per la miglior canzone originale con il film <em>Once<\/em>, di cui curano buona parte della colonna sonora, oltre a recitare, fondamentalmente nel ruolo di loro stessi. Come tutte le cose belle per\u00f2, anche questa liaison \u2014 sentimentale e artistica \u2014 finisce, ma lui trova comunque il tempo di pubblicare un altro paio di album solisti che avrebbero meritato miglior fortuna.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em; margin-bottom: 2em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/glen-hansard-guitar.jpg\" alt=\"Glen Hansard and his guitar\" title=\"non so se ci siamo spiegati su come \u00e8 messa la chitarra di Glen\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4351\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/glen-hansard-guitar.jpg 1920w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/glen-hansard-guitar-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/glen-hansard-guitar-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/glen-hansard-guitar-1024x537.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p>Sul palco del <em>Firenze Rocks<\/em> \u2014 forse spaventato dalla marea di gente che lo attende \u2014 si presenta con la band al completo, invece che con la solita, sola, fida chitarra. Palesemente sopravvissuta anche lei a cose che noi umani non possiamo nemmeno immaginare, declina la sua estetica attraverso quella che pi\u00f9 che una cassa armonica sembra il soffitto di una chiesa bombardata, ma nonostante questo se la gioca da protagonista, sfidando qualunque legge e regola della fisica acustica. La loro performance \u2014 fin troppo breve, col senno di poi \u2014 \u00e8 la vera, reale sorpresa della serata: folk, soul e blues semiacustici di qualit\u00e0 eccelsa, toccanti a tratti, suonati col cuore, come si diceva una volta. Torneranno sul palco alla fine del concerto di Eddie Vedder, trovandosi perfettamente a loro agio anche nel ruolo di ciliegina sulla torta.<\/p>\n<h2>Nell&#8217;attesa<\/h2>\n<p>Nell\u2019attesa dell\u2019headliner \u2014 esageratamente lunga e del tutto ingiustificata visto il setup scenografico alquanto scarno, che nasce e si esaurisce prevalentemente nella parte centrale dello stage \u2014 mi guardo intorno: le magliette dei Pearl Jam e dei Soundgarden si sprecano, ovviamente, ma vince tutto un tizio che fa bella mostra di una t-shirt nera con su scritto <em>Alice in the Temple of Pearl Garden<\/em>, testimonianza vivente dei rischi a cui si va incontro quando i concetti di mash-up, typography design e poetica grunge che dir si voglia vengono gettati senza criterio nello stesso calderone per vedere l\u2019effetto che fa. Applausi lo stesso.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/alice-in-the-temple-of-pearl-garden-t-shirt.jpg\" alt=\"Alice in the Temple of Pearl Garden - maglietta\" title=va' che accrocchio\"\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4357\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/alice-in-the-temple-of-pearl-garden-t-shirt.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/alice-in-the-temple-of-pearl-garden-t-shirt-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/alice-in-the-temple-of-pearl-garden-t-shirt-768x450.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<h2>Dopotutto<\/h2>\n<p>Le luci finalmente svelano gli elementi di scena: una sedia, una paio di valigie ricoperte di adesivi e di viaggi, due chitarre, un ukulele e un mandolino, un organo che non ti spieghi \u2014 almeno all\u2019inizio \u2014 perch\u00e8, un registratore a bobine che alla fine suoner\u00e0 la base dell\u2019unico bis, <em>Hard Sun<\/em>, e sullo sfondo \u2014 so USA \u2014  una corona gigante di birilli da bowling, in attesa di essere atterrati da un ipotetico quanto simbolico strike che mai \u2014 altrettanto simbolicamente \u2014 arriver\u00e0.<\/p>\n<p>Si parte con una dichiarazione di appartenenza: il trittico <em>Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town \/ Wishlist \/ Immortality<\/em> mette subito in chiaro il legame inscindibile con la band della vita \u2014 sua, nostra, vostra, patrimonio dell\u2019umanit\u00e0 certificato \u2014 nonostante tutto il resto. Nonostante i pezzi tratti dalla soundtrack di <em>Into the Wild,<\/em> nonostante un paio di strimpellate da <em>Ukulele Songs,<\/em> nonostante le cover di Cat Stevens e Wayne Cochran, nonostante gli scontati omaggi a <em>\u201cuncle Neil Young\u201d<\/em> (una <em>Rockin\u2019 in a Free World<\/em> rabbiosa, ringhiata e sbavata sulle corde della povera Stratocaster chiuder\u00e0 le due ore ininterrotte di set, senza mostrare il minimo segno di stanchezza). Nonostante una <em>Comfortably Numb<\/em> per sola voce e organo, suonata con la devozione di un chierichetto che si cimenta in <em>Tu Scendi dalle Stelle<\/em> durante la messa di Natale, che finalmente riporta il capolavoro dei Pink Floyd in quello spazio sospeso che si merita e che ha qualcosa a che fare con la definizione di liturgia.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em; margin-bottom: 2em\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-ukulele.jpg\" alt=\"Eddie Vedder live Firenze Rocks - ukulele\" title=\"Eddie con la chitarrina\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4364\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-ukulele.jpg 1920w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-ukulele-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-ukulele-768x522.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-ukulele-1024x696.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><\/p>\n<p>Alla fine di una <em>Imagine<\/em> delicatamente appoggiata su una distesa di torce di smartphone (tu chiamale, se vuoi, <em>accendini<\/em>) che nemmeno a un concerto di Baglioni nel momento di <em>Questo Piccolo Grande Amore<\/em>, una stella cadente solca \u2014 con tempismo cos\u00ec perfetto da lasciare spazio a non pochi sospetti \u2014 il cielo senza luna del parco delle Cascine. Un <em>\u201cOhhhhh\u201d<\/em> stupito ed emozionato, cantato molto pi\u00f9 all\u2019unisono di quanto fosse stato fatto per le strofe di John Lennon, risuona tra le bocche del pubblico, come a Wimbledon, quando la pallina rimbalza davvero vicino alla riga, <em>troppo vicino.<\/em> In un\u2019atmosfera cos\u00ec magicamente sospesa come quella che c\u2019\u00e8 intorno, assomiglia pi\u00f9 a una santissima stella cometa che a un banale meteora, ma in tempi di <em>fake news<\/em> e disillusione strisciante, non posso fare a meno di chiedermi se invece non sia un qualche effetto scenico ad hoc, o al limite uno dei fuochi di artificio sparati per le celebrazioni di San Giovanni (oggi \u00e8 il santo patrono di Firenze \u2014 <em>\u201csince when? Since fuckin\u2019 ever, idiot!\u201d<\/em>) che ha perso la strada, disorientato. Dura il tempo di un attimo, lo stesso tempo che impiego a odiarmi profondamente per averlo perso, quell\u2019attimo, e non essere riuscito a esprimere un desiderio decente, se non quello di provare a essere meno spontaneamente cinico, la prossima volta.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em; margin-bottom: 2em\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric.jpg\" alt=\"Eddie Vedder live Firenze Rocks - stratocaster\" title=\"Eddie con la chitarrona\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4365\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-electric-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<p><em>I Am Mine, Guaranteed, Porch, Better Man, Society, Smile:<\/em> la gente canta, la gente si commuove, anche se ha la capacit\u00e0 \u2014 o il buon gusto, dipende dai punti di vista \u2014 di non uscire quasi mai dai canoni di una compostezza che ultimamente faccio sempre pi\u00f9 fatica a ritrovare in live di questa (ma anche di minori) dimensioni. Una ragazza, inquadrata ripetutamente dalla regia, piange ininterrottamente per tutta la durata di <em>tutte<\/em> le canzoni, trovando dentro di s\u00e9 ogni volta nuove lacrime che forse nemmeno lei sapeva di avere. Io no, e mi maledico per questo, ma con tutto il bene che voglio a quell\u2019ex-surfista con la camicia di flanella, per rompere definitivamente l\u2019argine dei sentimenti ho bisogno almeno della band intera, ho bisogno del sorriso storto di Stone Gossard che mi dica che s\u00ec, che va bene se gli abbiam rubato una bella manciata degli accordi di questo concerto, ho bisogno delle dita di Mike McCready che raccontino le cose anche senza parole, della faccia buffa di Jeff Ament con su scritto che davvero, qualcosa pu\u00f2 andare ancora per il verso giusto, del ciuffo sempre biondo di Matt Cameron, per ricordarmi che anche se hai suonato nei Soundgarden puoi lo stesso rifarti una vita. Ho bisogno che <strong>Chris Cornell<\/strong> compaia davvero sul quel palco alla fine di Black, a rispondere coi fatti a quel paio di <em>\u201ccome back \/ come back\u201d,<\/em> invece di svanire in un singhiozzo sputato nel microfono. Forse ho bisogno di avere venti anni di meno e di sentirmi meno sopravvissuto anche io. <\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 2em; margin-bottom: 2em\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-brunello.jpg\" alt=\"Eddie Vedder live Firenze Rocks - vino\" title=\"viva il Brunello!\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4363\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-brunello.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-brunello-300x227.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/eddie-vedder-live-firenze-rocks-brunello-768x582.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/p>\n<p>Dopotutto, quello che ci sta tenendo col fiato sospeso \u00e8 solo un cantautore con una voce della madonna, ma con all\u2019attivo \u2014 da solista \u2014 giusto un paio di album, se vogliamo chiamare \u201calbum\u201d una decina di pezzi per una colonna sonora e altrettanti divertissement con uno strumento ghettizzato come l\u2019ukulele. \u00c8 un ragazzone cresciuto troppo, seduto da solo in mezzo a un palco gigantesco, con una chitarrina impaurita tra le mani e uno scatolone per grancassa che rif\u00e0 i pezzi dei Pearl Jam con una voce della madonna, incredibilmente simile a quella del cantante dei Pearl Jam, ma pi\u00f9 triste, se possibile. \u00c8 solo l\u2019ultimo dei Mohicani, senza cresta ma con lo stesso pi\u00f9 capelli in testa della buona met\u00e0 di quelli che lo stanno ascoltando, che forse ancora si chiede come ha fatto a non finire come tutti gli altri, e se lo chiede con quella voce della madonna e con quegli occhi umidi di Brunello di Montalcino \u2014 sempre sia lodato \u2014 mentre suona note gi\u00e0 sentite dentro un film di Sean Penn pieno di bei paesaggi. Solo un povero cristo senza posa che si diletta con le canzoni pi\u00f9 famose dei grandi degli anni Settanta, come se dovesse impressionare qualche tipa intorno a un fal\u00f2 sulla spiaggia e lo fa con quella voce della madonna, quella chitarrina minuscola e una passione cos\u00ec pura che si taglia a fette. Solo un padre di famiglia con una voce della madonna, a cui hanno decimato gli affetti, che tiene al suo pubblico come alle sue figlie e cerca la forza di cui ha bisogno negli occhi di quelli delle prime file, uno per uno, e oltre. Solo un artista di strada con una chitarrina e il pubblico pi\u00f9 bello del mondo, che si barcamena tra arrangiamenti approssimativi, sudore, dolore e quella voce della madonna. Solo un gran figo di cinquant\u2019anni suonati \u2014 in tutti i sensi \u2014 che sta spezzando il cuore a cinquantamila persone, una dopo l\u2019altra e tutte insieme, qualcuno sa perch\u00e8. <\/p>\n<p>Solo quello, no?<\/p>\n<blockquote><p>solo quello<br \/>\ngrazie a dio<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"tecniche si sopravvivenza su L'Indiependente\" href=\"#\" target=\"_blank\">leggi l&#8217;originale su L&#8217;Indiependente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una parata di reduci dalla vita prima ancora che dalla musica. 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