{"id":4500,"date":"2017-08-25T15:54:17","date_gmt":"2017-08-25T13:54:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/dischi\/foster-the-people-sacred-hearts-club-copy\/"},"modified":"2017-08-26T00:05:50","modified_gmt":"2017-08-25T22:05:50","slug":"thom-yorke-jonny-greenwood-radiohead-sferisterio-macerata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/thom-yorke-jonny-greenwood-radiohead-sferisterio-macerata\/","title":{"rendered":"Complicata essenzialit\u00e0"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di live report \u00e8 stato scritto in esclusiva per LINDIEPENDENTE.IT ed \u00e8 comparso per la prima volta sull\u2019omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di due tizi di Oxford che han provato a fermare un terremoto a posteriori.<\/div>\n<h2>La morale<\/h2>\n<p>Ci sono scosse che distruggono senza fare prigionieri e che ti lasciano giusto il tempo di aspettare che la polvere si posi di nuovo a terra e come unica speranza quella di ritrovare una strada \u2014 una qualunque \u2014 tra i rottami, fare il conto di quello che (se non addirittura di <em>chi<\/em>) rimane e pregare che il risultato sia un numero positivo. Positivo nel senso puramente algebrico del termine: maggiore di zero.<\/p>\n<p>Ci sono poi altre scosse che partono da dentro: ti senti pungere all\u2019improvviso, a volte te ne accorgi subito, a volte con colpevole ritardo, ma percepisci comunque qualcosa che sale velocemente dall\u2019osso sacro alla base del collo. Pi\u00f9 che una scarica elettrica assomiglia a del liquido risucchiato da una cannuccia, meno istantaneo ma pi\u00f9 risoluto, anche se ugualmente breve: non brucia ma ha una tensione superficiale ostinata, non si vede da fuori ma fa bene alla mente. A volte \u00e8 un gesto, a volte un panorama, una parola, un suono: va a stimolare una qualche parte di te estremamente ricettiva, che non aspettava altro, e ti regala una sveglia sana, poco brusca ma decisa, una visione d\u2019insieme pi\u00f9 chiara e una voglia strana di non starsene con le mani in mano.<\/p>\n<p>La morale \u00e8: con questo secondo tipo di scosse si combattono le prime. O se non si combattono, almeno si curano, nel senso che se ne tamponano gli effetti, se ne leniscono le ferite. Perch\u00e8 prevenire sarebbe meglio che curare, quello si sa, ma curare \u00e8 sempre meglio di niente, come disse quello che amava godere accontentandosi. Ovvero: guarire no, ci mancherebbe, ma almeno un po\u2019 di sollievo ce lo meriteremmo tutti.<\/p>\n<p>Ecco, questo concerto \u00e8 proprio <em>questo<\/em>, una scossa che cura dalle scosse. Questo concerto \u00e8 il sollievo che ci meritiamo. Questo concerto \u00e8 <em>quel<\/em> qualcosa. Questo concerto \u00e8 meglio di niente.<\/p>\n<h2>La storia<\/h2>\n<p>La storia la sapete tutti: il chitarrista di una band di successo internazionale, ormai marchigiano d\u2019adozione, la compagna che fa parte di un\u2019associazione che raccoglie fondi per il recupero dei capolavori danneggiati nelle zone terremotate tra Marche, Abruzzo e Umbria, il cantante della stessa band che accetta di collaborare a un evento di beneficenza che sar\u00e0 s\u00ec una goccia nell\u2019oceano (anche se poi i 231 mila euro raccolti mi sembrano ben pi\u00f9 che una goccia, diciamo almeno una conchiglia ripiena) ma si annuncia comunque unico e imperdibile. Dove \u201cimperdibile\u201d, nel caso specifico, assume un concetto vago come le stelle dell\u2019orsa e soprattutto si esprime statisticamente in una probabilit\u00e0 di esserci pari a quella di un terno al lotto sulla ruota di Macerata.<\/p>\n<p>Non esiste, la ruota di Macerata.<br \/>\nNon so se ci siamo spiegati.<\/p>\n<h2>La sindrome<\/h2>\n<p>Per questo, quando scendo di macchina dopo un viaggio di tre ore abbondanti, ho ancora la faccia di un sopravvissuto al sisma virtuale di una distribuzione di biglietti online imbarazzante e anche io accarezzo le mie stupide ferite. In particolare quel che resta di un dolore alla base del pollice che qualche settimana fa era molto pi\u00f9 intenso e aveva tutti i sintomi di una tipica tendinite, conosciuta da ben prima dell\u2019invenzione dei PC come <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sindrome_di_De_Quervain\" title=\"leggere attentamente il foglietto illustrativo!\" target=\"_blank\">sindrome di De Quervain<\/a>, al giorno d\u2019oggi associata a un utilizzo incosciente, esagerato e spropositato del mouse in ambito lavorativo. Tipo quando fai refresh per due ore consecutive alla frequenza di tre clic al secondo sul sito di <strong>Vivaticket<\/strong>, che a quanto pare utilizza un <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Commodore_VIC-20\" title=\"ah, bei tempi quelli del Commodore 64!\" target=\"_blank\">VIC-20<\/a> come server e non regge pi\u00f9 di due utenti attivi contemporaneamente.<\/p>\n<p>Riassumendo: non so ancora bene come sia successo, ma quello che ho in mano sembra a tutti gli effetti un tagliando di ingresso valido. Probabilmente \u00e8 risalito a galla come una nave in bottiglia qualche ora dopo l\u2019apertura delle vendite a causa di un (sempre sia lodato!) pagamento non andato a buon fine, anche se il tarlo del dubbio che sia figlio di un bug del sistema \u2014 e che quindi ci troveremo in quattro o cinque seduti uno in braccio all\u2019altro sulla stessa sedia \u2014 rimane, rosica e consuma fino a quando effettivamente non poso il culo su quel maledetto <\/p>\n<blockquote><p>Posto 14 \/ Fila 7 Sx \/ Settore Rosso.<\/p><\/blockquote>\n<h2>Lo sferisterio<\/h2>\n<p>Lo <strong>Sferisterio<\/strong> \u00e8 strano quasi quanto il suo nome. C\u2019\u00e8 chi lo chiama teatro, chi anfiteatro, chi arena. Come tutte le cose nate con uno scopo e poi riconvertite a un altro, lascia a un primo impatto una sensazione destabilizzante: dopotutto, ormai ci siamo abituati, ma immagino che anche quei vecchi tifosi del Milan o dell&#8217;Inter che hanno avuto la fortuna di vedere il primo concerto in assoluto tenuto a San Siro, appena entrati, si siano sentiti un attimo spaesati, sospesi in un limbo riassumibile in domande esistenziali del tipo: \u201cma durante l\u2019assolo il chitarrista non era in fuorigioco?\u201d. Paragone tutt\u2019altro che azzardato, questo, visto che lo Sferisterio di Macerata viene costruito a inizio Ottocento con l\u2019idea di essere utilizzato come spazio per le partite di <em>pallone col bracciale<\/em>, uno degli sport di squadra pi\u00f9 antichi della nostra penisola (c\u2019\u00e8 chi dice antenato proprio del calcio), al tempo molto diffuso in Italia.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(pare che i migliori giocatori fossero a tutti gli effetti delle star \u2014 immaginatevi Cristiano Ronaldo che gioca a tamburello in pigiama, solo con gli addominali meno scolpiti ma un conto in banca ancora pi\u00f9 ragguardevole, al netto dell\u2019inflazione dell\u2019epoca)<\/p>\n<p>Del teatro ormai ha la funzione, dell\u2019anfiteatro la pianta a mezzaluna, dell\u2019arena l\u2019origine storica appunto. Un\u2019imponente parete trasversale di pietra (quella su cui gli atleti del diciannovesimo secolo facevano rimbalzare la palla o chi per lei) interrompe in maniera decisamente brusca il semicerchio a colonne (all\u2019interno delle quali sono stati ricavati i palchi per i pi\u00f9 fortunati tra i fortunati) e funge dal lato interno da sfondo per la zona dove si esibiscono gli artisti, una specie di \u201cquinta\u201d rustica e minimal a cui non siamo visivamente abituati, mentre dal lato esterno diventa un vero e proprio <em>muro del pianto<\/em> per quelli che, nonostante non siano riusciti ad accaparrarsi un biglietto, sono arrivati qui lo stesso, per provare ad ascoltare il concerto da fuori e sentire comunque l\u2019effetto che fa. Visto dall\u2019alto immagino sembri lo scarto di una confezione di pezzi di Tetris, unico esemplare a simmetria curva, costretto a incastrarsi come meglio ha potuto in mezzo fratelli spigolosi e che fanno bella mostra dei loro angoli retti mentre formano la pianta del centro storico del comune marchigiano. Raccontata cos\u00ec non suona benissimo, ma in realt\u00e0 \u00e8 un posto meraviglioso e, in termini di acustica, invece s\u00ec: <em>suona benissimo<\/em> sul serio.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata.jpg\" alt=\"Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4507\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-macerata-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>I brividi<\/h2>\n<p>Facile prevedere che sar\u00e0 una serata da brividi. In tutti i sensi. Perch\u00e8 l\u2019estate sta finendo anche a Macerata, o almeno \u00e8 quello che vorrebbero farci credere gli <a href=\"http:\/\/www.lapresse.it\/meteo-previsioni-18-19-agosto.html\" title=\"piove, governo ladro!\" target=\"_blank\">annunci di meteo-terrorismo<\/a> del Centro Epson o quello che continua a sperare qualche <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/436884706696134\/permalink\/440203593030912\/\" title=\"ti\u00e8!\" target=\"_blank\">simpatico rosicone<\/a> dell\u2019ultima ora.<\/p>\n<p>Rischio pioggia scongiurato alla fine, ma \u00e8 pi\u00f9 che evidente che l\u2019escursione termica tra giorno e notte, tra pomeriggio sulla costa e sera nell\u2019entroterra, tra ieri e oggi, non \u00e8 uno scherzo e una brezza insistente e per niente tiepida \u2014 unita alla location inusuale che accoglier\u00e0 una performance inedita da cui non \u00e8 cos\u00ec facile sapere cosa aspettarsi \u2014 ha creato non pochi impacci (e impicci) sulla questione <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/events\/436884706696134\/permalink\/466803623704242\/\" title=\"ma come ti vesti!?\" target=\"_blank\">dress-code<\/a>. Cos\u00ec intorno a me posso contare tutte le cinquanta sfumature di fashion che vanno dal piumino Colmar verde militare da portare sopra la felpa di <em>In Rainbows<\/em> allo straccetto da sera da indossare senza reggiseno sulla la schiena nuda e abbronzatissima, decorata solo da un piccolo tatuaggio dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.thesun.co.uk\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/nintchdbpict000276099787.jpg?w=948\" title=\"va' che orsetto puccioso!\" target=\"_blank\">angry bear<\/a> al centro delle scapole.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-hole.jpg\" alt=\"Sferisterio - pubblico\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4508\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-hole.jpg 1159w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-hole-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-hole-768x457.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sferisterio-hole-1024x610.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1159px) 100vw, 1159px\" \/><\/p>\n<h2>Il gruppo spalla<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 o meno in orario, apre le danze quello che in altri momenti, luoghi e situazioni si sarebbe chiamato il \u201cgruppo spalla\u201d ma che qui \u00e8 necessario ribattezzare <em>ouverture d\u2019eccezione<\/em>: il <strong>Cubis Quartet<\/strong> \u2014 due violini, una viola e un violoncello messi insieme espressamente ad hoc per questa performance, introducono l\u2019evento sulle note di un paio di brani di Schubert e Shostakovich, pescati solo apparentemente a strascico nel repertorio classico per quartetto d\u2019archi. Seduti su un palco gi\u00e0 preparato per l\u2019arrivo (e per lo show) dei due membri dei Radiohead, raccolti al centro di una moderna installazione fatta di testate VOX, Fender Telecaster, chitarre acustiche, pianoforte, tastiere, drum-machine, loop-station e sintetizzatori analogici, recitano alla perfezione il ruolo di <em>subterranean homesick alien<\/em> al contrario, come viaggiatori del tempo che son partiti dal passato ma hanno sbagliato le coordinate del teletrasporto e si son ritrovati a suonare nello scantinato futurista e futuribile di una band che del futuro ha sempre fatto il suo presente. Quasi stranieri a casa loro \u2014 piombati in mezzo a una sorta di <em>(amphi)theater take-over<\/em> da parte di due tizi di Oxford che durante la prevendita di un mese fa hanno riempito ogni buco disponibile in platea e sui palchetti nel giro di tre\/quattro minuti \u2014 Aldo Campagnari, Cristiano Giuseppetti, Vincenzo Starace e Federico Bracalente accolgono sul palco anche il fermano Daniele Di Bonaventura che con il suo <em>bandone\u00f3n<\/em> mischia ancora pi\u00f9 le carte in tavola durante i diciotto minuti del loro, lunghissimo, pezzo finale.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata.jpg\" alt=\"Cubis Quartet - Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4510\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata-768x511.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/cubis-quartet-sferisterio-macerata-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>La Piovra<\/h2>\n<p>Qualcuno \u00e8 abituato, alla musica classica dentro lo Sferisterio (dopotutto <em>questa<\/em> \u00e8 la normalit\u00e0, qui) e pi\u00f9 o meno se la gode. Qualcun\u2019altro regge tre battute e poi ne approfitta per andare a prendere una birra o un t\u00e8 caldo (dipende dall\u2019apparato termo-regolatore di cui l\u2019ha dotato madre natura, o dalla <em>mise<\/em> che ha sbagliato per l\u2019occasione \u2014 vedi sopra). La maggioranza \u00e8 palesemente spiazzata da questa commistione di generi \u2014 magari si aspettava la solita playlist dubstep e non sapeva che invece un\u2019apertura del genere era stata proprio una richiesta precisa di Greenwood, allo scopo di celebrare l\u2019armonia in tutte le sue forme e di accompagnare l\u2019innovativo e visionario stile compositivo dei due artisti inglesi in un confronto reciproco con arie musicali difformi, nella dimensione contemporanea di uno spazio sonoro gi\u00e0 di per s\u00e9 denso di lirismo e significato storico \u2014 ma riesce comunque a metter su una <em>poker face<\/em> da musica colta e finge un interesse compiaciuto in rispettoso silenzio. <\/p>\n<p>E poi c\u2019\u00e8 chi, seduto dietro di me \u2014 probabilmente ancora alle prese con le scorie di un\u2019adolescenza abbandonata davanti a un televisore a tubo catodico dei primi anni ottanta \u2014 mormora a met\u00e0 del pezzo di chiusura (la <em>Suite Mediterranea<\/em> per bandone\u00f3n e orchestra appunto, scritta dallo stesso Di Bonaventura), \u201csembra la sigla de <em>La Piovra<\/em>\u201d. Messa cos\u00ec, pare una specie di eresia: quelle note sublimi, accarezzate dal vento, improvvisamente sopraffatte dall\u2019irruzione imprevista delle sirene spiegate di un\u2019Alfetta crivellata di colpi di lupara, guidata da un giovane ma gi\u00e0 elegantemente brizzolato Michele Placido. Mi scappa un sorriso, ma poi faccio mente locale, realizzo chi l\u2019ha composta, la colonna sonora de <em>La Piovra<\/em>, e penso che i quattro (cinque) sul palco lo prenderebbero come un complimento. Esser paragonati a <a href=\"https:\/\/youtu.be\/bMaOFdZCLeA\" title=\"ascoltala ancora una volta, la colonna sonora della piovra!\" target=\"_blank\">Ennio Morricone<\/a>, dico.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-jonny-greenwood-macerata-02.jpg\" alt=\"Thom York &amp; Jonny Greenwood - Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4514\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-jonny-greenwood-macerata-02.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-jonny-greenwood-macerata-02-300x146.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-jonny-greenwood-macerata-02-768x373.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-jonny-greenwood-macerata-02-1024x497.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>Il diesel<\/h2>\n<p>Poco dopo, <strong>Thomas Edward Yorke<\/strong> e <strong>Jonathan Richard Guy Greenwood<\/strong> fanno il loro ingresso nella storia dell\u2019arena maceratese quasi in punta di piedi, come trattenuti nello slancio da una sorta di reverenza, se non addirittura soggezione. Nonostante le svariate prove (le ultime durante il piacevolmente interminabile sound-check nel primo pomeriggio) e il loro ben noto affiatamento, scegliere da un repertorio come quello dei Radiohead le canzoni da riarrangiare in due non \u00e8 un\u2019impresa semplice: l\u2019articolata stratificazione di ogni pezzo originale deve essere prima sezionata e poi ricucita lasciando da parte qualcosa, un qualcosa che sfortunatamente mai si rivela superfluo e quindi necessita di un modo diverso per essere raccontato. Forse per questo la partenza \u00e8 un po\u2019 in sordina: i nuovi arrangiamenti per \u201cpianoforte e tutto il resto\u201d di <em>Daydreaming<\/em> e <em>Bloom<\/em> sono senza ombra di dubbio geniali ma probabilmente ancora troppo complessi per sole quattro mani e due teste (per quanto del livello di quelle che abbiamo davanti) e quindi procedono con qualche inciampo e una <em>false start<\/em> (\u201cShit!\u201d) perdonati e dimenticati nel giro di una strofa. Perch\u00e9 comunque quello che muove i due musicisti inglesi \u00e8 un motore diesel di ultima generazione, che carbura presto e una volta raggiunta la velocit\u00e0 di crociera brilla sia per affidabilit\u00e0 che per qualit\u00e0 delle prestazioni. <\/p>\n<p>A facilitare la cosa, una setlist che \u2014 nonostante, o forse <em>grazie a<\/em>, quanto detto poco fa \u2014 si rivela di quelle che riescono a lasciare senza fiato tutti i tipi di fan, sia quelli pi\u00f9 mainstream che aspettano il ritornello della hit, che quelli pi\u00f9 radical chic che fanno il conto degli anni dall\u2019ultima volta che una vecchia b-side era comparsa in scaletta. In questo senso, gi\u00e0 il terzo pezzo, <em>Faust Arp<\/em> ha tutte le carte in regola per entrare nel ristretto cerchio delle rarity, visto che non si sentiva live dal 2010, mentre dall\u2019altrettanto lontano 2012 ricompare una splendida <em>A Wolf at the Door<\/em> distesa su un arpeggio di chitarra che suona come un clavicembalo e cadenzata addosso a quel cantato strascicato in maniera quasi hip-hop, sebbene \u2014 obiettivamente \u2014 il \u201cpremio hypsteria\u201d lo vinca <em><a href=\"http:\/\/www.rollingstone.com\/music\/lists\/20-insanely-great-radiohead-songs-only-hardcore-fans-know-20160307\/follow-me-around-1998-20160304\" title=\"te la ricordavi questa, te?\" target=\"_blank\">Follow Me Around<\/a><\/em>, che in questa versione non si era mai sentita e lascia almeno met\u00e0 del pubblico con la bocca aperta, l\u2019app di <em>Shazam<\/em> arresa e nella testa il dubbio \u201csar\u00e0 una cover?\u201d. Anche <em>Give Up the Ghost<\/em> e <em>Cymbal Rush<\/em> vengono ripescate dalla soffitta polverosa e tirate a lucido come non mai, ma in generale \u2014 vista la nuova veste che ogni canzone sfoggia stasera \u2014 \u00e8 quasi come ascoltare una cascata di pezzi inediti. Ventuno in totale, compresi quelli che vanno a comporre un lungo encore fatto di cinque masterpiece molto \u201csingalong\u201d (tra cui <em>Street Spirit<\/em>, <em>No Surprises<\/em> e <em>Karma Police<\/em>) che la gente si trattiene comunque dal cantare \u2014 se si esclude qualche sparuto \u201cfor a minute there \/ I lost myself\u201d \u2014 prima di lasciarsi andare a una standing ovation finale che verosimilmente aveva covato, e rispettosamente ritardato, per tutte le due ore della durata complessiva.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata.jpg\" alt=\"Thom York - Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4515\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-macerata-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>Le ciarle<\/h2>\n<p>Cos\u00ec come succede a livello musicale, anche l\u2019atteggiamento dei due sul palco non ci mette molto sciogliersi allentando la tensione: soprattutto Thom Yorke \u00e8 ciarliero come raramente ricordo, scherza, impreca bonariamente, fa battute e prende in giro sia il pubblico che l\u2019indaffaratissimo partner, senza farsi innervosire quando qualche ingranaggio della strumentazione non fa egregiamente il proprio lavoro.<\/p>\n<p class=\"interlude\">(\u201cIt\u2019s like singing into a packet of Kellogg\u2019s corn flakes.\u201d commenta a un certo punto non si sa se riferito al feedback del microfono o al gracchiare del monitor \u2014 se non avete mai provato a cantare dentro una scatola di cereali non potete capire)<\/p>\n<p>Niente di nuovo, in questo senso: \u00e8 una specie di strategia di \u201cpersonal re-branding\u201d (magari spontanea, magari calcolata \u2014 ci interessa saperlo? a me no) che abbiamo gi\u00e0 percepito nel corso dell\u2019ultimo tour. Il successo che non \u00e8 pi\u00f9 quel mostro terrificante, il superamento del sentirsi creep, l\u2019esorcizzazione dei propri demoni, l\u2019ex nervoso artista in eterna lotta con se stesso e con le proprie ambizioni che invece ora sembra un musicista appagato, dalla vita e dal suo lavoro, a proprio agio anche con il ruolo di rockstar che tanto odiava: cose cos\u00ec, che avete gi\u00e0 letto su qualunque recensione delle date italiane di <em>A Moon Shaped Pool<\/em> \u2014 che ve lo dico a fare?<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/jonny-greenwood-macerata.jpg\" alt=\"Jonny Greenwood - Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4516\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/jonny-greenwood-macerata.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/jonny-greenwood-macerata-300x126.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/jonny-greenwood-macerata-768x322.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/jonny-greenwood-macerata-1024x429.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>La magia<\/h2>\n<p>Anche perch\u00e9 la vera magia \u00e8, al solito, Jonny Greenwood che \u2014 non si sa bene come \u2014 riesce a giocare pi\u00f9 di altre volte con la sua passione orchestrale per le colonne sonore proprio nell\u2019occasione meno adatta, ovvero quando non solo non ha a disposizione un\u2019orchestra, ma tantomeno una band al completo, eppure, nonostante questo, riesce a imbastire l\u2019incantesimo con quel poco \u2014 si fa per dire \u2014 che passa al convento, ovvero un compagno fedele pieno di talento e una manciata di macchinari che a tratti si prendono pure il lusso di fare le bizze. <\/p>\n<p>Dopotutto, \u00e8 sempre stato quello il suo ruolo principale anche nei Radiohead: farsi lui stesso colonna sonora degli altri e dare a Thom Yorke il suo personale Morricone privato. \u00c8 costantemente stato lui l\u2019eterno bambino prodigio, il piccolo genio, l\u2019unico capace di prendere una qualunque idea astratta di Yorke e trovare gli strumenti adatti per metterla in pratica nel mondo reale. E saperli suonare, tutti quegli strumenti, ovviamente. Una volta Thom stesso ha sintetizzato tutto questo \u2014 dando a Jonny quel che \u00e8 di Jonny \u2014 in una frase che \u00e8 la fotografia esatta del loro rapporto, una relazione di complementarit\u00e0 perfetta che negli anni ha saputo generare bellissimi <em>weirdo<\/em> sonori.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>Jonny likes having the ground pulled out from under him, musically. More than any of us. Which is a constant source of relief to me, because I\u2019m the same way, but I don\u2019t know how to get there, usually.<cite class=\"citeConversation\">Thom Yorke<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<h2>L&#8217;equilibrio<\/h2>\n<p>Due che amano quell\u2019esatta sensazione, di quando il terreno comincia a mancarti sotto i piedi, due che danno il loro meglio quando si trovano in quell\u2019esatta condizione, con la strada che comincia a scivolarti via dalle suole delle scarpe, ma solo uno che sa come lasciarla succedere e mantenere entrambi in equilibrio sulla superficie dell\u2019acqua alta, quando il resto trema e \u2014 nella peggiore delle ipotesi \u2014 crolla: ecco gli ingredienti che basterebbero a descrivere questo concerto. Un evento esclusivo e importante per una lunga serie di motivi (dallo scopo all\u2019esecuzione passando per la location, con tutti gli infiniti altri punti di vista che stanno nel mezzo), ma non necessariamente irripetibile. <\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 anche inserendolo in un pi\u00f9 ampio <em>Radiohead-environment<\/em>, l\u2019impressione \u00e8 che non sia un\u2019eccezione alla regola, e nemmeno la famosa eccezione che conferma la regola. Anzi, la sensazione \u00e8 che questa sera \u2014 sia musicalmente che mediaticamente parlando \u2014 si posizioni in maniera ben precisa come l\u2019ennesimo tassello in un puzzle in cui <em>everything<\/em> sta andando <em>in its right place<\/em>, <a href=\"https:\/\/youtu.be\/JrVKSKQKO1c\" title=\"conta i quindici passi precedenti!\" target=\"_blank\">sedicesimo passo<\/a> in un processo di umanizzazione di quegli androidi paranoici che <a href=\"http:\/\/www.oknotok.co.uk\/\" title=\"ok ma mica tanto ok come prima!\" target=\"_blank\">esattamente venti anni fa<\/a> ci avevano fatto credere di venire da un altro pianeta, o almeno intuire che il nostro, di pianeta, stava andando a puttane e non lo sentivano pi\u00f9 loro. Un appannamento pi\u00f9 o meno calcolato di tutta una serie di suggestioni robotiche pi\u00f9 o meno codificate che comunque ha molto poco di \u201cacustico\u201d \u2014 aggettivo, questo, che \u00e8 stato a dir poco abusato nell\u2019attesa dell\u2019evento, generando (mi \u00e8 parso di capire) qualche fraintendimento, almeno in termini di aspettative.<\/p>\n<p><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-jonny-macerata-live.jpg\" alt=\"Thom Yorke &amp; Jonny Greenwood - Sferisterio, Macerata\" width=\"100%\" class=\"aligncenter size-full wp-image-4519\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-jonny-macerata-live.jpg 1600w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-jonny-macerata-live-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-jonny-macerata-live-768x576.jpg 768w, 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in equilibrio con le chitarre, dall\u2019altro queste ultime erano spesso elettriche, anche se raramente distorte, se non quel poco che \u00e8 bastato per sporcarne la perfezione (rendendola cos\u00ec, di nuovo, <em>terrena<\/em>) e l\u2019assenza totale della sezione ritmica \u00e8 stata, per lunghi tratti, quasi celebrata e sottolineata dalla maggior parte degli arrangiamenti \u2014 piuttosto che nascosta o barattata con altri inutili surrogati \u2014 arrangiamenti in cui la voce di Thom Yorke ha dato spettacolo come e pi\u00f9 di sempre, pur senza gridare nemmeno per un secondo.<\/p>\n<p>\u00c8 stato un lavoro di cesello estremamente complesso \u2014 che, come detto, non \u00e8 mancato di incappare in qualche minima sbavatura \u2014 complesso pi\u00f9 da suonare che da ascoltare, mi verrebbe da dire, in cui ogni pezzo veniva scavato fino alla carne viva e ridotto all\u2019osso, un osso di complicata essenzialit\u00e0 che ne ha messo in luce una ricchezza sonora inesplorata e che paradossalmente ha trovato la sua chiave di lettura nascosta in quella che s\u00ec \u2014 soprattutto se ci perdiamo in sterili paragoni con le esibizioni monstre della band madre \u2014 pu\u00f2 essere definita semplicit\u00e0, ma rimane comunque una semplicit\u00e0 ben definita e mai troppo rarefatta, un castello che sembra fragile, in qualche momento dispersivo, ma che come al solito non riesce a perdere quel benedetto vizio di guardare avanti, anche se per una volta senza clamori.<\/p>\n<h2>La salvezza<\/h2>\n<p>Perch\u00e9 la salvezza \u2014 da una vita, da una carriera, da un terremoto, non fa poi cos\u00ec differenza \u2014 in certe occasioni la puoi trovare l\u00ec, accasciata ma ancora viva, in bella vista, giusto a met\u00e0 tra il <em>kicking<\/em> e lo <em>squealing<\/em> della gente che urla scappando tra le macerie, a galleggiare sopra un mare di <em>panic<\/em> e di <em>vomit<\/em> generato dall\u2019ascolto delle <a href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/primopiano\/cronaca\/terremoto_centro_italia_imprenditore_ride-2571649.html\" title=\"non c'\u00e8 un cazzo da ridere!\" target=\"_blank\">intercettazioni<\/a> o dei commenti strumentali degli squali e degli avvoltoi di turno, sempre protratta verso un futuro fatto di piccoli passi superficialmente scambiati per gocce nel mare, un futuro che ormai <a href=\"https:\/\/youtu.be\/Ti6qhk3tX2s\" title=\"ascolta un po' dove sta il futuro, va'!\" target=\"_blank\">abbiamo scoperto essere<\/a> \u201cinside us, not somewhere else\u201d, un futuro (ri)costruito mettendo in fila uno dopo l\u2019altro, uno sopra l\u2019altro, tutti i mattoncini rimasti, tutti i cocci raccolti da terra con testardaggine e speranza, tutti i minuscoli momenti di intimit\u00e0 e calore, in cui non c\u2019\u00e8 niente di male se anche i gelidi computer di un tempo non sono pi\u00f9 cos\u00ec <em>OK<\/em>.<\/p>\n<blockquote><p>momenti come questo.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"altrettanto complicatamente essenziale su L'Indiependente\" href=\"#\" target=\"_blank\">leggi l&#8217;originale su L&#8217;Indiependente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prevenire \u00e8 meglio che curare, ma curare \u00e8 meglio di niente. 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Con i soldi dei contribuenti, s'intende.","sameAs":["http:\/\/www.spinelesslaugh.com","https:\/\/www.facebook.com\/spineless.laugh","https:\/\/instagram.com\/spinelesslaugh\/","https:\/\/twitter.com\/spineless_laugh"],"url":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/author\/spineless\/"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4500"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4523,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4500\/revisions\/4523"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4503"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4500"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4500"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4500"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}