{"id":4729,"date":"2017-11-23T16:56:23","date_gmt":"2017-11-23T15:56:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/joshua-radin-live-bologna-copy\/"},"modified":"2018-06-07T17:31:41","modified_gmt":"2018-06-07T15:31:41","slug":"fear-yourself-daniel-johnston-underground-folk-tale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/fear-yourself-daniel-johnston-underground-folk-tale\/","title":{"rendered":"Fear Yourself"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di monografia \u00e8 stata scritta in esclusiva per LINDIEPENDENTE.IT ed \u00e8 comparsa per la prima volta sull\u2019omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura come cover story. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di tutti gli eroi underground che avrebbero potuto fare una fine migliore.<\/div>\n<h2>Hi, How Are You?<\/h2>\n<p>Beh, a dirla tutta: <em>cos\u00ec cos\u00ec.<\/em><\/p>\n<p>Dio \u00e8 morto, Marx \u00e8 morto, Woody Allen ha 82 anni e non fa un film decente da quando alla presidenza del consiglio c\u2019era Carlo Azeglio Ciampi (che, tra l\u2019altro, \u00e8 morto pure lui), Daniel Johnston <a title=\"sulle dita di una mano\" href=\"https:\/\/consequenceofsound.net\/2017\/07\/daniel-johnston-announces-final-tour-dates-with-jeff-tweedy-built-to-spill\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ha annunciato<\/a> che quello che si \u00e8 tenuto questo autunno \u00e8 stato il suo ultimo (mini) tour di sempre \u2014 o almeno questo \u00e8 quello che ha voluto capire gran parte della stampa specializzata \u2014 e anche io non mi sento molto bene.<\/p>\n<p>Cinque misere date tra fine settembre e met\u00e0 novembre, esclusivamente negli Stati Uniti, con il supporto di altrettante band scelte dall\u2019infinito mazzo di quelle che \u201cha influenzato con la sua musica\u201d: Jeff Tweedy &amp; Friends a Chicago, i Built to Spill a Portland e Vancouver, i Districts e i Modern Baseball a Philadelphia e i Preservation All-Stars a New Orleans. In ogni occasione il gruppo che lo ha accompagnato ha deciso anche la setlist e durante l\u2019evento \u00e8 stato proiettato il documentario del 2005, <em>The Devil and Daniel Johnston<\/em>.<\/p>\n<p>In pratica, una specie di addio alle armi in cinque puntate sotto forma di sonorizzazione della sua stessa storia. Malinconico quanto complicato. Difficile, molto difficile. Da decidere innanzitutto, da accettare subito a seguire. Da mettere in pratica, anche. Visto che non basterebbe un <em>Ulisse<\/em> di Joyce.<\/p>\n<p>A raccontare la sua storia, dico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4732\" aria-describedby=\"caption-attachment-4732\" style=\"width: 1440px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4732\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - Cheers! photo by Pooneh Ghana\" width=\"1440\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana.jpg 1440w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-johnston_pooneh-ghana-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1440px) 100vw, 1440px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4732\" class=\"wp-caption-text\">Cheers, dudes!<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Ci sono mille modi per diventare delle leggende: andare fuori di testa \u00e8 quello pi\u00f9 pericoloso, ma anche quello che in genere garantisce i migliori risultati.<\/p>\n<h2>Some Time Spent in Heaven<\/h2>\n<p>Ci sono artisti che pubblicano una serie infinita di ottimi dischi, per anni, senza che nessuno li consideri e poi \u2014 cos\u00ec, da un giorno a un altro, il perch\u00e8 rimane un mistero \u2014 diventano delle leggende. Altri diventano delle leggende ancor prima di scrivere il primo album, poi scompaiono, lasciando i fan con dieci canzoni memorabili e un mucchio sempre pi\u00f9 alto di rumor e bizzarre ipotesi per sentito dire riguardo alla loro fine (a coltivare mele in una fattoria sperduta nel Minnesota, a giocare a scacchi con Elvis e Jimi Hendrix su un atollo del Pacifico \u2014 cose cos\u00ec). Altri ancora la loro leggenda la costruiscono \u2014 pi\u00f9 o meno a tavolino \u2014 mettendo insieme, mattoncino per mattoncino, un affascinante ed elaborato mito composto da tutta una combo di titoli, copertine, iconografie live e interviste \u2014 volutamente o inevitabilmente \u2014 criptiche. Altri ancora entrano nella storia perch\u00e8 vanno completamente fuori di testa, soltanto per quello. Perch\u00e9 lo sappiamo tutti \u2014 cristo santo \u2014 quanto ci piacciono quelli fuori di testa.<\/p>\n<p>Ecco.<br \/>\n<strong>Daniel Johnston<\/strong>, paradossalmente, potrebbe rientrare in tutte e quattro queste categorie. O almeno contemporaneamente in tre di queste, prese a caso tra i quattro archetipi appena elencati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4733\" aria-describedby=\"caption-attachment-4733\" style=\"width: 1469px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4733\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-Johnston-_Richard-Bellia-cut.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - superman, photo by Richard Bellia\" width=\"1469\" height=\"932\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-Johnston-_Richard-Bellia-cut.jpg 1469w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-Johnston-_Richard-Bellia-cut-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-Johnston-_Richard-Bellia-cut-768x487.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/Daniel-Johnston-_Richard-Bellia-cut-1024x650.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1469px) 100vw, 1469px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4733\" class=\"wp-caption-text\">Dear Superman, you&#8217;re a target market<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Inutile negare che qui, gli ingredienti necessari per una buona storia, fin troppo attuale, ci sono tutti.<\/p>\n<h2>Sorry Entertainer<\/h2>\n<p>Psicosi e talento musicale spesso bastano per gettare le basi di quella che promette essere una storia affascinante. E va bene, funziona. Il problema \u00e8 che quando si parla di Daniel Johnston la cosa \u00e8 amplificata nella direzione del darla per scontato, quasi a sconfinare nell\u2019eufemismo, in quel limbo un po\u2019 ghettizzante che sta tra il \u201c\u00e8 un genio <em>perch\u00e9<\/em> \u00e8 malato\u201d e il \u201c\u00e8 un genio <em>nonostante<\/em> sia malato\u201d, dove ritornelli indovinati e rotelle fuori posto diventano ormai inseparabili, facce della stessa medaglia, se non addirittura indistinguibili tratti della stessa faccia di una medaglia che hai paura a girare dall\u2019altro lato. La sua produzione bulimica (produzione musicale, intendo \u2014 sulla patologia vera e propria ci torneremo pi\u00f9 avanti, con tutta l\u2019ignoranza che confessiamo in materia) confonde ancora pi\u00f9 le acque, in questo senso: ci sono praticamente infinite canzoni a suo nome (anche senza contare le cover), come in una specie di emorragia emozionale che negli anni gli \u00e8 colata dalle mani. Canzoni che \u2014 prese a una a una cos\u00ec come tutte insieme \u2014 si rivelano, a modo loro, portali semiaperti dentro l\u2019animo di uomo profondamente disturbato, che ancora vive con i suoi genitori alla tenera et\u00e0 di quasi sessant\u2019anni e alle soglie della pensione. \u00c8 come se, oltre a tutto il resto, Daniel Johnston fosse diventato una leggenda per una questione di <em>onest\u00e0<\/em>, o meglio \u2014 per essere precisi \u2014 grazie a quella sensazione di aver di fronte una persona che <em>non \u00e8 capace<\/em> di essere disonesta: una roba che mette a disagio, ci mancherebbe, ma allo stesso tempo irresistibilmente seducente, sotto un certo, macabro, punto di vista.<\/p>\n<p>Detto questo, inutile negare che qui, gli ingredienti necessari per una buona storia, fin troppo attuale, ci sono tutti: un ragazzino con un talento artistico innato, una malattia imprevedibile e contenibile solo a tratti, una citt\u00e0 che si autodefinisce \u201cLive Music Capital of the World\u201d, delle musicassette disegnate e consegnate a mano in maniera molto \u201chipster prima dell\u2019hipster\u201d, qualche supereroe, una maglietta indossata da un influencer, la parola \u201coutsider\u201d che salta fuori da ogni angolo fino allo sfinimento. Poi s\u00ec, ok: c\u2019\u00e8 anche quella parte in cui un aereo precipita nella foresta perch\u00e9 qualcuno ha strappato le chiavi di avviamento dal quadro comandi e le ha gettate dal finestrino.<\/p>\n<p>Ma andiamo con ordine, pi\u00f9 o meno.<br \/>\nCon ordine sparso, diciamo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4734\" aria-describedby=\"caption-attachment-4734\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4734\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/the-devil-and-daniel-johnston-sony_john-mcconnico.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - soda pop, photo by John McConnico\" width=\"1280\" height=\"789\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/the-devil-and-daniel-johnston-sony_john-mcconnico.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/the-devil-and-daniel-johnston-sony_john-mcconnico-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/the-devil-and-daniel-johnston-sony_john-mcconnico-768x473.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/the-devil-and-daniel-johnston-sony_john-mcconnico-1024x631.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4734\" class=\"wp-caption-text\">You can win! (maybe)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Tremule, disarmanti filastrocche: memorabili contro ogni pronostico, a loro modo intelligenti e innegabilmente catchy.<\/p>\n<h2>Do It Yourself<\/h2>\n<p>Tipo, partiamo dall\u2019inizio della fine.<\/p>\n<p>Austin, Texas. 1985.<br \/>\nUn adolescente magro e un po\u2019 strano, arrivato <em>in town<\/em> da poco, gira per le vie della citt\u00e0 fermando chiunque gli capiti a tiro per dargli le sue cassette. Sono suonate prevalentemente con un organetto da due lire e registrate con un paio di Sanyo boombox da 59$: incidi una traccia, togli la cassetta da uno dei registratori, la metti nell\u2019altro, la mandi in <em>play<\/em> e contemporaneamente ci sovraincidi la voce. Quando dici <em>DIY<\/em>. Quando dici <em>lo-fi<\/em>. Finita la scorta, non ha nemmeno gli strumenti per duplicarne altre: mette l\u2019ultima dello stock in uno dei due registratori, preme il pulsante di riproduzione, la registra con il microfono incorporato nell\u2019altro. A volte le risuona proprio da capo, in un progressivo deteriorarsi della qualit\u00e0 audio in tempi e armoniche sempre diversi. Quando dici artigianato. Quando dici l\u2019arte di arrangiarsi. Quando dici <em>self-promotion<\/em>.<\/p>\n<p>Anche l\u2019artwork \u00e8 a dir poco <em>fai da te:<\/em> penna a sfera nera e bozzetti a met\u00e0 tra il disagiato e l\u2019infantile ma gi\u00e0 forti di un tratto ben caratteristico del quale fai fatica a non innamorarti. Non ti chiede una recensione, non ti chiede particolari favori: vuole solo che le ascolti, che tu le faccia girare. Baster\u00e0 quello, sostiene, perch\u00e9 un giorno, comunque vada, lui diventer\u00e0 famoso. \u201cHi, I\u2019m Daniel Johnston and I\u2019m gonna be famous\u201d, dice. Prima o poi \u2014 pi\u00f9 prima che poi, giura \u2014 non qualcuno, ma <em>tutti<\/em> faranno la fila per celebrare Danny Boy, o almeno quello che verr\u00e0 considerato il suo genio assoluto: tremule, disarmanti filastrocche che risulteranno \u2014 nonostante la crudezza dell\u2019esecuzione approssimativa \u2014 memorabili, a loro modo intelligenti e innegabilmente catchy.<\/p>\n<p>Le cose poi non sono andate proprio cos\u00ec. O meglio: le cose sono andate <em>esattamente cos\u00ec<\/em>, ma non proprio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4735\" aria-describedby=\"caption-attachment-4735\" style=\"width: 1515px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4735\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - foto d'archivio\" width=\"1515\" height=\"984\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain.jpg 1515w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain-768x499.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain-1024x665.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain-100x65.jpg 100w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-austin-fountain-260x170.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 1515px) 100vw, 1515px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4735\" class=\"wp-caption-text\">Jesus Christ pose<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">La Austin degli anni Ottanta \u00e8 ormai universalmente nota come il miglior centro di allevamento di musicisti che, per un motivo o per un altro, non sono riusciti a incastrarsi in altri luoghi, in altri ambienti, in altre scene.<\/p>\n<h2>Devil Town<\/h2>\n<p>Austin nell\u201985 \u00e8 una citt\u00e0 musicalmente a dir poco in fermento: l\u2019ondata punk \/ new-wave ha gi\u00e0 esaurito il suo picco, ma in compenso il riflusso del vecchio country stile \u201cNashville\u201d \u00e8 arrivato a un bivio e da fiume unico che era si \u00e8 diviso in due affluenti al contrario, da un lato lo spocchioso quanto autoreferenzialmente evoluto \u201cprogressive country\u201d, dall\u2019altro una forma pi\u00f9 minimale di folk spesso solista che poi negli anni a venire sfocer\u00e0 in quell\u2019indie barbuto che ben conosciamo. Il programma televisivo <a title=\"l'indie in TV\" href=\"http:\/\/austincitylimits.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Austin City Limits<\/em><\/a> \u00e8 al suo apice di successo, <a title=\"l'indie in negozio\" href=\"http:\/\/www.waterloorecords.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Waterloo Records<\/em><\/a> \u00e8 stato appena votato come miglior negozio di dischi d\u2019America e si son gi\u00e0 gettate le basi per metter su, di l\u00ec a poco, quello che diventer\u00e0 uno dei festival di musica indipendente pi\u00f9 importanti d\u2019oltreoceano, <a title=\"l'indie sotto il palco\" href=\"https:\/\/www.sxsw.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>SXSW<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>In generale, cazzeggiando per le vie del centro, \u00e8 pi\u00f9 probabile trovare un locale dove qualcuno sta suonando dal vivo (ce ne sono almeno un centinaio, narra una leggenda metropolitana) che un appartamento da affittare o una <em>bakery<\/em> per mangiarsi una ciambella e la capitale del Texas \u00e8 ormai diventata un punto di raccolta di artisti fuori dal coro, giustificando cos\u00ec gi\u00e0 abbondantemente il suo status di centro di allevamento di musicisti che, per un motivo o per un altro, non sono riusciti a incastrarsi in altri luoghi, in altri ambienti, in altre scene, pezzi di puzzle avanzati dal grande disegno del music business. In altre parole \u2014 eccoci \u2014 <em>outsider<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma, il posto ideale dove accamparsi per uno che \u2014 armato solo di una chitarra sbilenca, un mucchio di nastri originali e chili di matto entusiasmo \u2014 \u00e8 appena scappato di casa di fronte alla minaccia di essere di nuovo soggetto a un TSO e si \u00e8 unito a un circo itinerante, riciclandosi esperto venditore di popcorn.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4736\" aria-describedby=\"caption-attachment-4736\" style=\"width: 1813px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4736\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin.jpg\" alt=\"F-Systems live al Duke\u2019s di Austin nei primi anni \u201980, photo by Ben De Soto\" width=\"1813\" height=\"1199\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin.jpg 1813w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin-1024x677.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/fsystems-austin-100x65.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1813px) 100vw, 1813px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4736\" class=\"wp-caption-text\">F-Systems live al Duke\u2019s di Austin nei primi anni \u201980<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Canta, suona, registra tutto e tutti, filma ogni cosa, manda videomessaggi a se stesso nel futuro, dipinge, disegna e redige una cronaca del cartone animato delle sue ossessioni.<\/p>\n<h2>Broken Dreams<\/h2>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">A proposito di circo itinerante e outsider, non \u00e8 appunto un caso se ad Austin, nel 1985 sbarca anche <em>Cutting Edge<\/em>, il programma della domenica di MTV, creato appositamente per dare spazio ad artisti e band che altrimenti mai sarebbero finiti anche solo per un attimo nei salotti degli americani. L\u2019obiettivo \u00e8 quello di disegnare un quadretto il pi\u00f9 possibile fedele del cosiddetto <em>Austin New Sincerity movement<\/em>, e nell\u2019editing finale, insieme a Glass Eyes, True Believers, Zeitgeist, Wild Seeds, Doctor\u2019s Mob, Dharma Bum e altre band, ci finisce proprio Daniel, che viene introdotto dal presentatore Peter Zaremba come \u201ca man about town: everybody knows who he is\u201d. Eccolo, arrivato da poco pi\u00f9 di un anno, felice cameriere da Mc Donald\u2019s, gi\u00e0 investito del ruolo di figlio adottivo prediletto da un\u2019intera comunit\u00e0, pronto a tuffarsi in una brillante e incredibile carriera che finir\u00e0 per definire simbolicamente l\u2019intero ethos di una citt\u00e0.<\/p>\n<p><iframe title=\"Daniel Johnston - I Live My Broken Dreams (FULL VERSION)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ICLXH8wdXhk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Perch\u00e8 da un lato, niente di nuovo: nel 1985, ad Austin, <em>tutti<\/em> quelli che fanno parte della scena musicale locale (o che anche solo ci gravitano attorno) sono convinti che a breve diventeranno famosi. Per\u00f2, dall\u2019altro, \u00e8 anche vero che, effettivamente, pare impossibile non farsi conquistare da quel ragazzo poco pi\u00f9 che ventenne, che si getta a capofitto nelle cose con tutto l\u2019imbarazzo di cui \u00e8 capace, stonando tremolanti e lamentosi gorgheggi, accompagnato da un rudimentale organo a corda e da una chitarrina autodidatta: piccole, ingenue, ma allo stesso tempo argute, storie sulle imprese di qualche supereroe, disorientate nell\u2019eterna lotta tra bene e male, alla costante ricerca dell\u2019amore perduto, abituate alla solitudine, consapevoli nella (e <em>della<\/em>) loro (e <em>sua<\/em>) follia \u2014 a tratti strane, a tratti buffe, tutte dolorosamente intime, tutte tremendamente, sanguinosamente orecchiabili, quasi impossibili da togliersi dalla testa. Canta, suona, registra tutto e tutti, filma ogni cosa, manda videomessaggi a se stesso nel futuro, dipinge, disegna e redige una cronaca \u2014 tanto minuziosa quanto confusa \u2014 del cartone animato delle sue ossessioni, mettendo in fila tutta una serie di ritratti impossibili dei migliori (e peggiori) personaggi che popolano il suo personale mondo interiore: Capitan America, Casper The Friendly Ghost, il Diavolo, una strana rana con gli occhi fuori dalle orbite chiamata Jeremiah e una specie di alter-ego con la testa vuota (ma un paio di ottimi guantoni in mano), Joe the Boxer.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4737\" aria-describedby=\"caption-attachment-4737\" style=\"width: 1920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4737\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-girls.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - girls\" width=\"1920\" height=\"1080\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-girls.jpg 1920w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-girls-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-girls-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-girls-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1920px) 100vw, 1920px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4737\" class=\"wp-caption-text\">Playboy Dan<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">La gente applaude forte, si chiede quanto ci \u00e8 e quanto ci fa, poi ne parla in giro, lo racconta agli amici, si ripresenta la sera dopo.<\/p>\n<h2>Poptunes<\/h2>\n<p>Lo trovi in giro a suonare in qualunque club: quando tocca a lui, esce all\u2019improvviso dallo sgabuzzino del facchino, quello vicino alla cucina del locale, si fa strada tra il pubblico (ogni volta pi\u00f9 numeroso) come se fosse in ritardo, salta dietro il microfono collocato su un palco minuscolo. Inizia a cantare, nervoso, quasi sul punto di piangere, non guarda mai la folla che ha davanti, raramente fa pi\u00f9 di cinque canzoni (in genere solo tre). Esile e smarrito, maltratta il suo strumento con tutto il rispetto di cui \u00e8 capace. La chitarra spesso \u00e8 mezza scordata e suona pi\u00f9 come un ukulele, la voce spezzata. A reggere il tutto \u2014 anche se forse \u201creggere\u201d non \u00e8 propriamente la parola pi\u00f9 adatta \u2014 un substrato di melodie naturali quanto potenti. La gente, a un primo impatto, non capisce quanto <em>ci \u00e8<\/em> e quanto <em>ci fa<\/em>, ma quando, concluso il suo set di otto\/dieci minuti, scappa dal palco, di nuovo correndo attraverso la folla, e si rinchiude nello sgabuzzino da cui era venuto, come dentro una bara, applaude forte, in gran parte chiedendosi se sia una scherzo, una specie di show montato ad arte, poi ne parla in giro, lo racconta agli amici, si ripresenta la sera dopo.<\/p>\n<p>Prima lezione dei peggiori corsi di marketing \u2014 <em>it\u2019s buzzword, baby: it\u2019s powerful, and it\u2019s free.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_4751\" aria-describedby=\"caption-attachment-4751\" style=\"width: 1546px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4751\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danieljohnstonearlypromoshot-cut.jpg\" alt=\"Daniel Johnstons - foto d'archivio\" width=\"1546\" height=\"1359\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danieljohnstonearlypromoshot-cut.jpg 1546w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danieljohnstonearlypromoshot-cut-300x264.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danieljohnstonearlypromoshot-cut-768x675.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danieljohnstonearlypromoshot-cut-1024x900.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1546px) 100vw, 1546px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4751\" class=\"wp-caption-text\">Riccioli in Sol maggiore<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">I sogni son desideri, ma i desideri, a volte, possono essere il tuo peggiore incubo.<\/p>\n<h2>Wishlist<\/h2>\n<p>Una sbirciata in avanti basta a realizzare che sanno il fatto loro, i peggiori corsi di marketing, dico.<\/p>\n<p>Non molto tempo dopo quegli show mezzo improvvisati (come, del resto, mezzo improvvisate saranno la maggior parte delle azioni e delle decisioni della sua vita) Daniel infatti raggiunger\u00e0 la tanto agognata fama che sempre ha desiderato con tutto se stesso: servizi televisivi, concerti di fronte a un pubblico adorante, un contratto con una grande casa discografica, i suoi disegni appesi sulle pareti delle pi\u00f9 importanti gallerie di Londra e Berlino. Diventer\u00e0 un vero e proprio <em>underground hero<\/em>, le sue canzoni saranno fonte di ispirazione e oggetto di culto (spesso sfociato in una necessit\u00e0 di reinterpretazione \u2014 semplicemente impressionante la quantit\u00e0 di cover realizzate a partire dai suoi pezzi) non solo da parte di band e musicisti della scena indipendente come Wimp Factor 14 e Weird Paul Petroskey, ma anche da alcuni dei maggiori gruppi del cosiddetto <em>alternative rock<\/em> americano: Yo La Tengo, Sonic Youth, Butthole Surfers, Pearl Jam, Death Cab for Cutie e Sparklehorse, solo per citarne alcuni. Come il pubblico, come tutti, anche i musicisti pi\u00f9 affermati sono da un lato attratti dalla potenzialit\u00e0 delle canzoni in s\u00e9 \u2014 ballate ingenue come <em>True Love Will Find You in the End<\/em>, promesse di speranza sputate in faccia alla disperazione come <em>Living Life<\/em>, inquietanti carillon impauriti come <em>Don\u2019t Play Cards With Satan<\/em> \u2014 dall\u2019altro in qualche modo romanticamente intrigati dalla costante presenza della sua malattia, dal fatto \u2014 inutile girarci intorno \u2014 che Daniel \u00e8 un soggetto affetto da sindrome maniaco depressiva che vive l\u2019apice del suo successo pi\u00f9 dentro che fuori da istituti di igiene mentale, alternando i suoi soggiorni negli ospedali con violente esplosioni psicotiche durante le quali rischia pi\u00f9 volte di ammazzarsi e di ammazzare qualcuno altro, suo padre incluso.<\/p>\n<p>Per finire con la parte davvero pi\u00f9 beffarda di tutte: ovvero quella che ci racconta di come l\u2019unico modo che una delle pi\u00f9 importanti voci della sua generazione \u2014 della <em>nostra<\/em> generazione, quella generazione il cui artista di riferimento si \u00e8 fatto saltare la testa con una fucilata dentro una serra sulle rive del lago Washington, pi\u00f9 di venti anni fa \u2014 ha trovato per salvarsi \u00e8 stato quella di ritirarsi, splendido cinquataseienne, a vivere pi\u00f9 o meno sedato, dentro un recinto casa-chiesa, con mamma e pap\u00e0, a Waller, Harris County, nemmeno duemila abitanti alla periferia di Houston, uno di quei posti in cui l\u2019America ti uccide con il nulla come solo lei sa fare.<\/p>\n<p>Qualcuno direbbe: <em>be careful what you wish for.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_4752\" aria-describedby=\"caption-attachment-4752\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4752\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-family-sony-cut.jpg\" alt=\"Daniel Johnston's family - foto d'archivio\" width=\"1280\" height=\"899\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-family-sony-cut.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-family-sony-cut-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-family-sony-cut-768x539.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-family-sony-cut-1024x719.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4752\" class=\"wp-caption-text\">Daniel Johnston con la madre Mabel e il padre Bill<\/figcaption><\/figure>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I\u2019ve always identified with Casper. I try to be the good guy, and pure.<cite class=\"citeConversation\">Daniel Johnston<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<h2>Dead Lover\u2019s Twisted Heart<\/h2>\n<p>Daniel Dale Johnston nasce il 22 Gennaio del 1961 a Sacramento, California. Quinto e inatteso figlio di una famiglia estremamente cattolica, ben presto si trasferisce con i genitori e i fratelli in Utah prima e quindi a Chester, piccola citt\u00e0 della West Virginia. Il suo primo amore sono i fumetti, con una speciale predilezione per i supereroi Marvel. A otto anni gi\u00e0 disegna le sue prime strisce, mettendo insieme uno strampalato cast di personaggi e una ben precisa mitologia che li guida in un mondo costantemente in bilico tra Bene e Male, dove gli insegnamenti di Jack Kirby si mescolano senza troppi problemi con quelli della Chiesa di Cristo. C\u2019\u00e8 Capitan America, appunto, ci sono Ges\u00f9 e Satana, ma anche King Kong e il pi\u00f9 fedele amico di Daniel, Casper il fantasmino. Nei suoi bozzetti non mancano poi nemmeno personaggi creati ex-novo, quelle creature a met\u00e0 tra l\u2019angosciante e il giocoso, che poi ricompariranno successivamente a popolare le copertine delle sue cassette.<\/p>\n<p>A scuola si chiude nella sua solitudine, ottiene risultati mediamente pi\u00f9 scarsi dei compagni e passa pi\u00f9 tempo a suonare il piano e a disegnare nel suo scantinato che a uscire con eventuali amici. \u00c8 gi\u00e0 evidentemente depresso, eppure i suoi genitori archiviano la cosa come il naturale comportamento di un <em>self-absorbed teenager.<\/em> Gli piacciono i Beatles, da morire, ma sostenendo di non saper cantare, la carriera musicale non sembra essere tra le opzioni che contempla. Diventa infatti un \u201ccantautore\u201d praticamente per caso, diciamo <em>per amore<\/em>, se vogliamo mantenere la poesia della cosa su un livello <em>dolce stilnovo.<\/em><\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>What really happened, is I met this girl who was engaged to an entrepreneur. But she was very beautiful, and I made up some songs just to please her. And she liked them. And I just flipped out. I was at the piano banging away every day, writing songs. And I turned into a maniac and I never gave up, and that\u2019s what really happened to me.<cite class=\"citeConversation\">Daniel Johnston<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe title=\"The Devil And Daniel Johnston - Laurie\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/i_jXInP4dj8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">La ragazza \u2014 nel giro di pochi mesi tutto il mondo lo sapr\u00e0 \u2014 si chiama Laurie. L\u2019imprenditore in questione, nello specifico fa il becchino e Laurie alla fine lo sposer\u00e0, respingendo Daniel con tutto il tatto che ha dentro. Ora, io capisco che le vie dell\u2019imprenditoria sono infinite, che il sogno americano non \u00e8 mai tale (americano, dico) finch\u00e9 non lo realizzi e che Machiavelli doveva avere dei parenti di Washington DC, visto che il modo che trovi per realizzarlo a quanto pare non conta, ma anche la vita, quando ci si mette, \u00e8 a dir poco sadica, e in quei casi in cui d\u00e0 il meglio di s\u00e9 (la vita, dico, in termini di sadismo) il tatto che hai dentro non \u00e8 mai abbastanza.<\/p>\n<p>Comunque, Daniel, nel bene e nel male, ha trovato la sua musa: i suoi album saranno stracolmi di canzoni dedicate a lei o da lei ispirate. Il vero amore, l\u2019amore irraggiungibile, l\u2019amore perduto. Inizier\u00e0 a passare giornate intere davanti al pianoforte, con un vecchio registratore acceso, componendo liriche sulla passione non corrisposta, sulla disperazione di un uomo destinato a restare solo, che per\u00f2 non vuole rinunciare a portare in salvo i suoi sogni irrealizzabili. In pratica la versione indie di Ugo Foscolo, ma con meno basette.<\/p>\n<p>\u00c8 a questo punto che inizia ad avere come un presagio allucinato delle sue potenzialit\u00e0 e annuncia a chiunque gli capiti a tiro che diventer\u00e0 un grande come John Lennon e Paul McCartney. Ormai il dado \u00e8 tratto, la discesa iniziata e non \u00e8 pi\u00f9 una questione di \u201c<em>if<\/em> I get famous\u201d, quanto una di \u201c<em>when<\/em> I get famous\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>If I put in the time, try to be in the right place at the right time, meet the right people, it will happen.<cite class=\"citeConversation\">Daniel Johnston<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Ovvero nient\u2019altro che la seconda lezione dei peggiori corsi di marketing.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4758\" aria-describedby=\"caption-attachment-4758\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4758\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-yipJ.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - Yip! Jump cassette\" width=\"1280\" height=\"880\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-yipJ.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-yipJ-300x206.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-yipJ-768x528.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-yipJ-1024x704.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4758\" class=\"wp-caption-text\">Self-promotion<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Un esaurimento nervoso, un carnevale itinerante,lo sci-fi anni \u201850, i fumetti, una donna che hai amato e che mai ti amer\u00e0, un beccamorti e quelle canzoncine di una bellezza terribile, cantate in maniera terribile: tutto reale e tutto artefatto allo stesso tempo.<\/p>\n<h2>Fake Records of Rock &amp; Roll<\/h2>\n<p>Cos\u00ec inizia a mettere insieme quello che diventer\u00e0 il suo sconfinato catalogo di cassette. Il primo titolo \u00e8 emblematico e non lascia spazio a interpretazioni (<em>Songs of Pain<\/em>), il secondo \u00e8 un (auto) suggerimento poco convinto (<em>Don\u2019t Be Scared<\/em>) che porta all\u2019incertezza pi\u00f9 totale del terzo (<em>The What of Whom<\/em>), per poi chiudere il cerchio con il quarto, in cui si ribadisce il concetto di cui sopra (<em>More Songs of Pain<\/em>), ovvero che al dolore non c\u2019\u00e8 mai fine, e che va bene cos\u00ec. Sono strane collezioni a bassissima fedelt\u00e0, in cui Daniel sbatte le dita solo apparentemente a caso sui tasti del pianoforte, ma hanno gi\u00e0 \u2014 soprattutto a livello di atmosfere e contenuti \u2014 un ben marchiato \u201cJohnston touch\u201d.<\/p>\n<p>La maggior parte dei giovani cantautori in genere gioca a fare il duro, o il cinico, il poeticamente elevato o il politicamente impegnato: in poche parole, cerca di mostrarsi come qualcuno, o almeno <em>qualcosa<\/em>, che in realt\u00e0 non \u00e8. Queste canzoncine invece non potrebbero essere state scritte da nessuno se non da Dan: sono minimali e sparute, trasparenti e decifrabili, piene fino all\u2019orlo di brama e bisogno, cantante con un tono acuto e nasale, come se il suo cuore si stesse effettivamente spezzando in quel momento, come se si stesse mettendo a nudo in mezzo a una bufera di neve. Sono anche divertenti, a tratti. Le melodie si alternano tra passaggi solari e tunnel depressi, ma hanno il dentro il seme puro del pop, quello che gli scarafaggi di Liverpool hanno interrato anni prima e di cui ora \u2014 dopo una veloce passata nel concime blues malato di Robert Johnson e Hank Williams \u2014 \u00e8 arrivato il momento di raccogliere i frutti.<\/p>\n<p>Nel frattempo continua a oscillare senza soluzione di continuit\u00e0 tra momenti di euforia esplosiva, durante i quali scrive, registra e disegna come un ossesso, a ricorrenti discese dentro buchi neri di disperazione: la sua <em>teenage angst<\/em> sta prendendo la piega sbagliata e ancora prima di passare alla cassa \u2014 vedi il buon vecchio \u201cpay off well\u201d \u2014 si sta trasformando in schizofrenia.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Si trasferisce per un anno a Houston con il fratello Dick e l\u00ec, nel suo garage, registra <em>Yip\/Jump Music<\/em>, prima (e forse unica) opera musicale per soli organetto giocattolo e <a title=\"puffami sta chitarra!\" href=\"https:\/\/i.pinimg.com\/736x\/41\/58\/6f\/41586fac033766931c1fd75c92683026--ukelele-guitar.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ukulele dei Puffi<\/a>, per poi finire a San Marcos a casa della sorella Margy, in quella che sar\u00e0 il teatro del suo vero primo grande crollo psicotico, quello che segner\u00e0 come uno spartiacque nella sua vita, lasciandogli in dote una malattia che non augureresti a nessuno e il disco che lo far\u00e0 conoscere al grande pubblico: <em>Hi, How Are You?<\/em><\/p>\n<p><iframe title=\"The Devil and Daniel Johnston (Trailer)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/wJZOe65eA4Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>My name is Daniel Johnston, and this is the name of my tape. It\u2019s Hi, How Are You? And I was having a nervous breakdown when I recorded it.<cite class=\"citeConversation\">Coming-out<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Lo vedi, l\u00ec davanti alla telecamera, presentarsi al mondo con il suo ultimo prodotto tra le mani, come uno dei suoi supereroi, mettendo su una maschera, creando il suo personaggio, mitizzando se stesso. L\u2019esaurimento nervoso. Il carnevale itinerante. Lo sci-fi anni \u201850. I fumetti. La donna che ha amato e che mai lo amer\u00e0. Il beccamorti. Le canzoncine di una bellezza terribile, cantate in maniera terribile. Tutto reale e tutto artefatto allo stesso tempo.<\/p>\n<p>Quello che sembrava il peggio corso di marketing inizia a farsi interessante. Manca solo quel workshop conclusivo in cui ti spiegano l\u2019importanza dei <em>testimonial<\/em>, servito caldo subito dopo la fine delle lezioni.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4763\" aria-describedby=\"caption-attachment-4763\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4763\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-cassette-BW.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - cassette collection\" width=\"1280\" height=\"1114\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-cassette-BW.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-cassette-BW-300x261.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-cassette-BW-768x668.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-cassette-BW-1024x891.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4763\" class=\"wp-caption-text\">Cassette fai-da-te<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">All\u2019improvviso, tutti vogliono sapere chi sia quella maglietta, maglietta che inizia ad avere milioni di fan, fan che vogliono sapere di pi\u00f9 su di lei, che vorrebbero vederla dal vivo, ascoltare i suoi dischi, comprare i suoi dischi.<\/p>\n<h2>Smells Like Jeremiah<\/h2>\n<p>Se dovessi \u2014 cos\u00ec su due piedi \u2014 decretare il podio delle tre persone che pi\u00f9 hanno contribuito a costruire quello che attualmente \u00e8 il \u201cmito Daniel Johnston\u201d, tolto lo scontato primo gradino in cui rimane inamovibile \u2014 per distacco \u2014 Daniel stesso, stretto al suo innato talento per la <em>performance<\/em> (qualunque essa sia), darei la medaglia d\u2019argento a Jeff Tartakov, l\u2019amico, sostenitore, primo fan, publisher, gestore delle sue finanze \u2014 quando c\u2019\u00e8 stato bisogno anche <em>babysitter<\/em> \u2014 di una vita.<\/p>\n<p><strong>Jeffrey Tartakov<\/strong> \u00e8 stato un po\u2019 il Danny Rose di Daniel Johnston. Danny Rose nel senso di <a title=\"tu credi in Dio? no, per\u00f2 mi ci sento in colpa\" href=\"https:\/\/youtu.be\/MQshyrB_sD8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">woodyalleniano<\/a> del temine. Quel manager vecchio stampo che semplicemente <em>ama<\/em> i lavori dei suoi clienti, che vive per portarli al successo. E che poi viene lasciato a piedi sul pi\u00f9 bello, quando il successo sembra arrivare davvero. Ok, a onor di cronaca ci sarebbe da considerare anche l\u2019esistenza di una frangia complottista che sostiene che Jeff abbia in realt\u00e0 in qualche modo <em>sfruttato<\/em> il suo pupillo, ma non ci sono prove al riguardo, e la cosa pare obiettivamente poco verosimile. Comunque, i fatti dicono Tartakov \u00e8 stato il primo a pubblicare i nastri con le canzoni di Daniel, quello che \u00e8 andato a rovistare in un cassonetto dell\u2019immondizia dove lui, durante l\u2019ennesimo episodio di alterazione, li aveva buttati tutti perch\u00e9 pensava fossero <em>il male<\/em>, il mulo testardo che ha continuato \u2014 anche dopo il definitivo, immotivato, licenziamento \u2014 a collezionare i disegni dell\u2019amico recuperandoli dove capitava e proponendoli a svariate gallerie d\u2019arte di di mezza Europa. Soprattutto, \u00e8 stato colui che ha regalato a Everett True una maglietta con stampata sopra la copertina di <em>Hi, How Are You?<\/em>, ovvero il ritratto di Jeremiah, quell\u2019essere mitologico con il corpo di rana, gli occhi di lumaca e la bocca di Nina Moric.<\/p>\n<p><a title=\"The life of Everett True as a fading music critic\" href=\"https:\/\/everetttrue.wordpress.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Everett True<\/a>, al secolo <strong>Jeremy Andrew Thackray<\/strong>, \u00e8 quello che \u2014 nell\u2019ipotetico podio di cui stavamo parlando poco fa \u2014 occupa il terzo gradino e all\u2019inizio degli anni \u201890 era il giornalista musicale pi\u00f9 controverso (come si diceva allora \u2014 oggi diremmo \u201cquello che generava pi\u00f9 hype\u201d) del rock. Cantore e cronista dell\u2019epopea grunge \u2014 che ha visto nascere, fiorire e morire nel giro di meno di dieci anni \u2014 autore di libri dai titoli evocativi come <em>Nirvana: The True Story<\/em> e <em>101 Albums You Should Die Before You Hear<\/em>, amico intimo di Kurt Cobain, ha avuto \u2014 per quel che riguarda la parte, diciamo, extra-giornalistica della sua storia \u2014 fondamentalmente un grande merito e una grande colpa: l\u2019errore \u00e8 stato presentare al leader dei Nirvana Courtney Love, l\u2019idea geniale quella di fargli indossare una t-shirt. <em>Quella<\/em> t-shirt.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">La prima, pessima, mossa \u00e8 stata gi\u00e0 dibattuta a dovere, in lungo e in largo, in altre sedi e al riguardo sono stati gi\u00e0 versati fiumi di inchiostro e messe in fila lunghe code di bestemmie. Concentriamoci quindi qui sull\u2019altra questione. Al netto dello sforzo necessario per soprassedere sul fatto che regalare a qualcun altro qualcosa che ti \u00e8 stato regalato \u00e8 veramente da maleducati, almeno chi pochi mesi fa si \u00e8 visto appiccicare addosso l\u2019etichetta di <a title=\"siamo la generazione migliore, su che basi non si \u00e8 ben capito\" href=\"http:\/\/www.ilmessaggero.it\/tecnologia\/scienza\/nati_1977_1983_generazione_xennial-2537238.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">xennial<\/a> si ricorder\u00e0 la scena che prese vita dentro il suo televisore a schermo tutt\u2019altro che piatto nel 1992, durante la cerimonia di premiazione degli <em>MTV Video Music Award<\/em>, categoria <em>Best New Artist<\/em>.<\/p>\n<p><iframe title=\"Nirvana - Best New Artist acceptance ( MTV  Video Music Awards 1992)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YU4gZjiVPkI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">I Nirvana salgono sul palco a ritirare il premio con tutto lo scazzo che li ha sempre contraddistinti, vestiti come fossero usciti ora dalla sala prove e sfoggiando tre musi lunghi con su scritto \u201cPerch\u00e8 lo faccio? Non vedi che io non ci vorrei stare qui?\u201d. Kurt Cobain dice due stupidaggini in croce, guardando dritto in camera, fingendo imbarazzo e improvvisando il mezzo sorriso di chi ti sta prendendo per il culo. Ha un caschetto di capelli biondi improponibile quasi quanto la camicia che inspiegabilmente esula sia dagli epici quadrettoni che dalla mitica flanella, ma che, completamente sbottonata, mette in bella mostra l\u2019indumento che sta sotto: una specie di maglietta della salute bianca con su scarabocchiato un buffo disegno di un animale che non si capisce cosa sia. Pare un rospo, ma ha due occhi allungati come un lumacone e la bocca carnosa. Ai tempi Nina Moric non era nessuno, quindi diciamo che era una bocca come quella di Alba Parietti, che invece nei primi Novanta veleggiava alla grande sulla cresta dell\u2019onda, prima donna a condurre un talk show sportivo, <em>Galagoal<\/em> su <em>Telemontecarlo<\/em>. Telemontecarlo che aveva appena lanciato la seconda rete del suo network, <em>TMC2<\/em>, nata dalle ceneri di <em>Videomusic<\/em> e sulle cui frequenze inizier\u00e0 a trasmettere appunto <em>MTV Italia<\/em>, trasformando cos\u00ec l\u2019introduzione della showgirl in questo discorso, da paragone potenzialmente campato in aria a elemento che magicamente chiude il cerchio.<\/p>\n<p>A livello mediatico l\u2019impatto \u00e8 devastante: nei mesi a seguire in tutti i servizi fotografici che far\u00e0 Cobain indosser\u00e0 quella t-shirt, in tutte le interviste che rilascer\u00e0 definir\u00e0 Daniel Johnston \u201cthe best songwriter on earth\u201d, dichiarando che <em>Yip\/Jump Music<\/em> \u00e8 il suo album preferito di sempre. La valanga si \u00e8 staccata e ormai \u00e8 troppo tardi per fermarla. L\u2019unica speranza \u00e8 scappare, ammesso di fare in tempo. Daniel non fa in tempo, probabilmente nemmeno si accorge di cosa sta rotolando gi\u00f9 dal pendio: a dirla tutta, anche lo avesse avuto, il tempo per fuggire, probabilmente non ne avrebbe approfittato, di proposito. Avrebbe atteso l\u2019impatto a braccia aperte. Finalmente.<\/p>\n<p>Fatto sta che all\u2019improvviso, tutti vogliono sapere chi sia questo tizio, o forse sarebbe meglio dire <em>chi sia questa maglietta<\/em>, maglietta che inizia ad avere milioni di fan, fan che vogliono sapere di pi\u00f9 su di lei, che vorrebbero vederla dal vivo, ascoltare i suoi dischi, comprare i suoi dischi. In altri termini \u2014 un po\u2019 pi\u00f9 attuali \u2014 la maglietta diventa <em>virale<\/em>.<\/p>\n<p>La cosa paradossale \u00e8 che nel frattempo, l\u2019oggetto del desiderio in questione, di nuovo in ospedale, passa il tempo a gonfiarsi bevendo litri di <em>Mountain Dew<\/em> (la soda pop di cui si \u00e8 innamorato, per cui scriver\u00e0 anche <a title=\"we have nothing better to do but drink Mountain Dew!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/Y1HAizQGGRg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una canzone<\/a> che verr\u00e0 rifiutata dalla Pepsi Corp.), attraversando in rapida sequenza gli stadi che vanno da goffo, a tarchiato, a grasso, a obeso a causa della combinazione fatale di zuccheri e medicinali. Tutto ci\u00f2 senza avere la pi\u00f9 pallida idea di chi siano questi Nirvana. Nonostante l\u2019humor nero della sorte, che lo costringe ad assumere dosaggi improbabili di <a title=\"I'm so happy\" href=\"https:\/\/youtu.be\/pkcJEvMcnEg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">litio<\/a> perch\u00e8, vista la quantit\u00e0 di liquidi che ingurgita, il suo corpo lo elimina troppo in fretta, prima che abbia effetto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4767\" aria-describedby=\"caption-attachment-4767\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4767\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/nirvana-hi-how-are-you.jpg\" alt=\"Nirvana - Hi How Are You t-shirt\" width=\"1280\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/nirvana-hi-how-are-you.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/nirvana-hi-how-are-you-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/nirvana-hi-how-are-you-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/nirvana-hi-how-are-you-1024x576.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4767\" class=\"wp-caption-text\">Menswear Collection, FW92<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Un ineluttabile falso movimento dove i momenti pi\u00f9 belli diventano in un attimo avvisaglie attendibili di quelli pi\u00f9 complicati che per forza seguiranno.<\/p>\n<h2>Phantom of My Own Opera<\/h2>\n<p>Virale, dicevamo.<br \/>\nVirale nel senso di virus. Ovvero una cosa che \u2014 se non curata a dovere e impiantata in un ambiente gi\u00e0 tossico in partenza \u2014 rischia di degenerare.<\/p>\n<p>L\u2019ambiente tossico in questione \u00e8 il periodo a cavallo tra la fine degli anni \u201880 e l\u2019inizio dei \u201890, che per Dan si rivela una sequenza di montagne russe spaventose, ritmate da una sinusoide a larga ampiezza di alti e bassi \u2014 sia umani che professionali \u2014 che rispecchiano fedelmente l\u2019andamento della sua malattia e ci lasciano in eredit\u00e0 il meglio e il peggio di Daniel Johnston.<\/p>\n<p>Nel computo dei primi, finiscono \u2014 nonostante tutto \u2014 sicuramente i dischi: da quel miracolo di piccola cacofonia polistrumentista che \u00e8 <em>It\u2019s Spooky<\/em> (composto e registrato insieme a Jad Fair degli Half Japanese), il bellissimo <em>1990<\/em> (impreziosito da un cameo di chitarra dei Sonic Youth e successivamente da una <a title=\"strappiamoci le lacrime tutti insieme!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/dYKUPb-x-EU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cover strappalacrime<\/a> di Beck), l\u2019inaspettatamente elettrico <em>Artistic Vice<\/em> e anche \u2014 sconfinando senza rimorsi nel nuovo millennio \u2014 il dignitosissimo <em>Rejected Unknown<\/em>, o il patinato <em>Is and Always Was<\/em>, in cui Daniel finalmente corona il sogno di registrare insieme ad una vera e propria band.<\/p>\n<p>In mezzo, dieci anni di innumerevoli crisi, arresti e ricoveri in ospedale, come un cane che, nel tentativo di mordersi la coda, versa la maggior parte del latte su cui piangere a posteriori ogni sua lacrima di coccodrillo, il tutto secondo un pattern ben definito: troppa attenzione nei suoi confronti lo porta recidivamente oltre i limiti che \u00e8 capace di reggere, in un ineluttabile falso movimento dove i momenti pi\u00f9 belli diventano in un attimo avvisaglie attendibili di quelli pi\u00f9 complicati che per forza seguiranno.<\/p>\n<p>I casini erano gi\u00e0 cominciati qualche anno prima con il suo ben poco trionfale ingresso nel mondo delle sostanze stupefacenti. Immaginiamoci un giovane cattolico devoto che arriva ad Austin a met\u00e0 degli <em>eighties:<\/em> non beve, men che meno si \u00e8 mai fatto di qualcosa, ha addirittura comunicato alla sua pseudo-fidanzata Kathy McCarty (cantante e chitarrista dei Glass Eyes) la ferma intenzione di non avere rapporti sessuali prima di un eventuale matrimonio. Per qualunque motivo \u2014 travolto dall\u2019entusiasmo generale, per far colpo su una qualche tipa, per liberarsi del fantasma dei suoi genitori \u2014 comincia a fumare marijuana e a prendere LSD. La sua mente, gi\u00e0 delicata in partenza, inizia a partire per la tangente e ci regala in dote una lunghissima serie di aneddoti che \u2014 raccontati cos\u00ec col senno di poi \u2014 fai fatica a decidere con quale etichetta categorizzarli: comici, drammatici, assurdi, tragici.<\/p>\n<p>Nel 1987, dopo un\u2019esibizione, colpisce violentemente alla testa con un tubo Randy Kemper, mandandolo all\u2019ospedale, perch\u00e9 \u00e8 convinto che sia posseduto dal demonio: ci sono sicuramente modi meno diretti di licenziare il proprio manager, ma bisogna ammettere che la tecnica d\u00e0 i suoi frutti, visto che Kemper si defila \u201cspontaneamente\u201d tenendosi per ricordo un tot di punti di sutura e nel ruolo subentra appunto Tartakov. Dopo aver passato quasi un intero anno praticamente a letto sotto gli effetti dell\u2019<a title=\"don't do it at home!\" href=\"https:\/\/www.drugs.com\/cdi\/haldol.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Haldol<\/a>, essere ingrassato pi\u00f9 di 90 chili, convinto che sarebbe andato all\u2019inferno, nel 1988, smette improvvisamente di prendere i farmaci, e scappa a New York, dove per un po\u2019 se la spassa in compagnia di alcuni membri dei Sonic Youth e dei Galaxy 500, prima di essere arrestato per aver disegnato svariati <a title=\"disegnini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cristogramma\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cristogrammi<\/a> a forma di pesce sulla Statua della Libert\u00e0, guadagnandosi cos\u00ec un <em>free ride<\/em> sul bus di ritorno a casa, dove \u2014 per festeggiare \u2014 viene immediatamente fatto accomodare in un ospedale psichiatrico. Appena uscito, fa un salto a Chester in piena notte, si ferma davanti al negozio di bare del marito di Laurie e inizia sbraitare: una vecchina da una finestra del secondo piano gli urla di tacere e lui, di nuovo convinto che sia Satana a parlare, fa irruzione in casa sua per tentare di farlo uscire dal corpo mortale dell\u2019anziana signora. La donna, terrorizzata, non <a title=\"io ti esorcizzo! immondo spirito!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/adBK1vNZCqA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vomita roba verde<\/a>, ma per sfuggirgli, si getta dalla finestra rompendosi entrambe le gambe. Nel 1990 invece Daniel sembra stare un po\u2019 meglio e viene invitato a suonare all\u2019<em>Austin Music Award.<\/em> Dovrebbe essere una specie di ritorno a casa, una festa, ma lui ha di nuovo interrotto la terapia ed \u00e8 abbastanza nervoso: \u00e8 convinto che il diavolo lo aspetti anche l\u00e0, in Texas, dove solo pochi anni prima era un idolo. Per sicurezza, lo accompagna \u2014 direttamente dalla West Virigina \u2014 il padre Bill con il suo aereo privato: il concerto va abbastanza bene, ma \u00e8 il volo di ritorno \u00e8 un disastro. Poco pi\u00f9 a sud di Little Rock, a circa 6.500 piedi di altezza, Dan inizia a soffrire leggermente di mal d\u2019aria e chiede di atterrare. Il padre gli spiega che non c\u2019\u00e8 una pista nelle vicinanze, e men che meno uno specchio d\u2019acqua sul quale tentare un ammaraggio, ma solo un fitto bosco di pini, a perdita d\u2019occhio. Lui, per tutta risposta, sfila le chiavi spegnendo il motore e le lancia nel vuoto fuori dall\u2019obl\u00f2, suggerendo quindi di buttarsi, senza paracadute ovviamente. \u00c8 convinto di essere Casper, il fantasmino che sa volare. Fortuna vuole che il padre sia un ex-pilota dell\u2019aeronautica militare in pensione e \u2014 non si sa bene come \u2014 riesca a inventarsi un atterraggio di fortuna in mezzo agli alberi, praticamente distruggendo il veivolo ma garantendo un\u2019incredibile incolumit\u00e0 ai due passeggeri. Daniel \u00e8 soddisfatto e se la cava con un \u201cVedi? Te l\u2019avevo detto che ce l\u2019avremmo fatta.\u201d giusto prima di aggredire un contadino che era accorso sul luogo per vedere se ci fossero morti o feriti e se qualcuno avesse bisogno di aiuto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4769\" aria-describedby=\"caption-attachment-4769\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4769\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano-guitar-john-mcconnico.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - Piano &amp; Guitar\" width=\"1280\" height=\"790\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano-guitar-john-mcconnico.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano-guitar-john-mcconnico-300x185.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano-guitar-john-mcconnico-768x474.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano-guitar-john-mcconnico-1024x632.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4769\" class=\"wp-caption-text\">Suite per soda-pop, piano elettrico e chitarra acustica<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Il fallimento della pi\u00f9 grande occasione di redimersi, soprattutto per il trash metal.<\/p>\n<h2>(No) Fun<\/h2>\n<p>I suoi deliri ricorrenti fanno s\u00ec che decida di mandare in vacca anche l\u2019occasione pi\u00f9 grande della sua carriera.<\/p>\n<p>Nel 1993 Tartakov viene a sapere da un suo contatto all\u2019<em>Elektra Records<\/em> che l\u2019etichetta sarebbe interessata a mettere Daniel Johnston sotto contratto. Non si tratta di un solo disco, ma di un progetto a lungo termine, una roba da centomila dollari solo per iniziare. Daniel in quel periodo \u00e8 in ospedale, ma l\u2019incontro con i manager della label sembra comunque promettente \u2014 per quanto promettentemente surreale possa essere un business meeting nella sala d\u2019aspetto di un istituto di salute mentale tra il vice-presidente di un\u2019etichetta discografica e un paziente. L\u2019accordo prevede un sacco di clausole concernenti le sue condizioni, ma la cosa mai successa prima \u00e8 che sono tutte in suo favore: gli verr\u00e0 garantita una costante assistenza medica, non avr\u00e0 nessun obbligo di andare in tour, n\u00e9 potr\u00e0 essere licenziato perch\u00e9 per motivi di salute non riesce a portare a termine la promozione di un album \u2014 probabilmente il contratto discografico pi\u00f9 sbilanciato dalla parte dei diritti dell\u2019artista mai firmato fino a quell\u2019epoca. E anche dopo, direi. \u201cMai firmato\u201d infatti sono due parole che qui assumono connotati profetici, visto che poche settimane dopo Daniel scopre che l\u2019Elektra ha nel suo catalogo anche una band chiamata Metallica e fa due pi\u00f9 due: l\u2019etichetta \u00e8 il braccio armato di una loggia satanica che in qualche modo vuole soggiogarlo e probabilmente James Hetfield e Lars Ulrich gli faranno visita a casa per ammazzarlo di botte e poi sacrificarlo sull\u2019altare di un qualche culto non ben specificato. L\u2019accordo salta, il trash metal ne esce per l\u2019ennesima volta sconfitto dai pregiudizi dell\u2019immaginario collettivo e l\u2019ormai desideratissimo (siamo in piena \u201cfase Cobain\u201d) Daniel Johnston licenzia anche Tartakov, firmando subito dopo per l\u2019<em>Atlantic Records<\/em> di Yves Beauvais, che nel frattempo si era inserito come un avvoltoio nelle trattative.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I\u2019m used to dealing with proven jazz artists and the cream of the crop of our catalog (Aretha Franklin, Ray Charles, Ornette Coleman) people who have an immense body of work behind them. When I ran into Daniel\u2019s music I felt like I was running into a similar body of work. I first bought one cassette, then two, then three, then four, then all of them. I thought this guy was an absolute genius. His great melodicism, his use of everyday language in a very poetic and appealing way: simply unique.<cite class=\"citeConversation\">Yves Beauvais<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Gi\u00e0: \u201cunique\u201d come <em>Fun<\/em>, il disco che uscir\u00e0 il 20 Settembre del 1994, vender\u00e0 la miseria di 5.800 copie e sar\u00e0 appunto l\u2019unica release di Daniel per l\u2019Atlantic, dalla quale verr\u00e0 licenziato nemmeno due anni dopo, il 23 Giugno del 1996.<\/p>\n<p>Vedi alla voce: <em>bad product placement.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_4771\" aria-describedby=\"caption-attachment-4771\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4771\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - Hug Guitar\" width=\"1280\" height=\"1274\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar-768x764.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar-1024x1019.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-hug-guitar-125x125.jpg 125w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4771\" class=\"wp-caption-text\">While my guitar gently sleeps<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">L&#8217;artista pi\u00f9 umile della nostra generazione e il pi\u00f9 grande fraintendimento del rock.<\/p>\n<h2>Stars on Parade<\/h2>\n<p>Il resto \u00e8 cronaca dei nostri giorni: gran parte dei suoi dischi \u00e8 praticamente introvabile, ma Daniel Johnston ormai \u00e8 un classico.<\/p>\n<p>Non sono molti gli artisti ancora in vita che possono vantare gi\u00e0 due documentari (ok, diciamo un documentario e un cortometraggio: <em>The Devil in Daniel Johnston<\/em> del 2005 appunto \u2014 diretto da Jeff Feuerzeig e pi\u00f9 focalizzato sulle alterne vicende della sua esistenza fin qui \u2014 e <em>Hi, How Are You Daniel Johnston?<\/em> \u2014 piccola biopic co-prodotta da Lana del Rey con velleit\u00e0 pi\u00f9 artistiche che prova a raccontare, abusando di fin troppa poesia, una giornata del Daniel Johnston attuale mentre tenta di fare i conti con il proprio s\u00e9 passato) e una <a title=\"chi disegna viene disegnato (tipo una legge del contrappasso)\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Incantations-Daniel-Johnston-Scott-Mcclanahan\/dp\/1937512452\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">graphic novel<\/a> (<em>The Incantations of Daniel Johnston<\/em>, dell\u2019illustratore spagnolo Ricardo Cavolo) sulla loro storia, uno stuolo di collezionisti \/ curatori \/ galleristi che si contendono ogni nuovo disegno che fa, e addirittura una <a title=\"gioca con Daniel Johnston!\" href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/us\/app\/daniel-johnstons-space-ducks\/id507735628?mt=8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">app dedicata<\/a>.<\/p>\n<p>Mica male per uno che aveva iniziato con un mucchietto di cassette autoprodotte e che, a oggi \u2014 a parte rarissime eccezioni \u2014 vive e lavora a casa dei suoi dal 1991, quando suo padre Bill, la madre Mabel e il fratello Dick si sono trasferiti a Waller. Proprio Bill e Dick sono quelli che attualmente curano la parte manageriale di quella macchina commerciale che non ha mai smesso di girare (anzi, ha funzionato sempre meglio, negli anni) nonostante tutti bastoni che il suo motore stesso si \u00e8 ricorsivamente impegnato a metterle tra le ruote, con costanza quasi sadica. Danno al figlio\/fratello 10 dollari per ogni disegno che fa: lui usa la paghetta per comprarsi sigarette, bibite, caramelle, cd e dvd, loro vendono su eBay le illustrazioni a quindici volte tanto e girano i ricavi su un conto bancario che sperano possa garantirgli le necessarie cure anche quando mamma e pap\u00e0 non ci saranno pi\u00f9.<\/p>\n<p>A dirla tutta, lo sforzo per mantenerla in moto, la \u201cmacchina commerciale Daniel Johnston\u201d, \u00e8 minimo: va da sola, si autoalimenta. Soprattutto, ancora \u2014 ancor pi\u00f9 di prima direi \u2014 grazie alla costante spinta che arriva dall\u2019esterno, le collaborazioni di qualit\u00e0, i tributi da ogni dove, che spesso, a modo loro, riescono a rendere giustizia a canzoncine che avrebbero davvero potuto fare la storia del pop.<\/p>\n<p>Un esempio pi\u00f9 recente al riguardo \u00e8 <em>Fear Yourself<\/em> del 2003, prodotto dal mai troppo compianto Mark Linkous (Sparklehorse) che ha il pregio (qualcuno dir\u00e0 il difetto) di rendere non tanto commerciali, quanto almeno <em>commerciabili<\/em>, le canzoni di Daniel: la traballante e scheletrica scrittura originaria viene caricata di batteria, chitarre aggiuntive (anche elettriche) e tastiere, che la trasformano senza il minimo sforzo in power-ballad indiscutibilmente \u201cmangia-classifica\u201d, se mai ci fosse ancora una classifica da scalare. Sensazione questa che \u00e8 amplificata all\u2019ennesima potenza dal successivo (2004) <em>The Late Great Daniel Johnston: Discovered Covered<\/em>, doppio album in cui diciotto diversi interpreti (Teenage Fun Club, Bright Eyes, TV On the Radio, Flaming Lips, Mercury Rev, Eels, Tom Waits and so on) reinterpretano i suoi pezzi (disco 1) per poi subito dopo venire messi faccia a faccia con gli originali (disco 2). Il risultato del confronto \u00e8 ovviamente del tutto soggettivo, ma quello che emerge \u00e8 sicuramente la devastante potenzialit\u00e0 della composizione originale, se messa nelle mani di una produzione degna.<\/p>\n<p>Qualcuno comunque storce il naso lo stesso, mettendo sul piatto una bislacca teoria secondo la quale l\u2019esistenza stessa di una retrospettiva celebrativa della carriera di Daniel Johnston \u2014 la cui figura rappresenta da sola forse il pi\u00f9 grande successo negli annali della musica \u201cindipendente\u201d \u2014 sia di per s\u00e9 un paradosso: dove finisce la famosa \u201conest\u00e0\u201d della sua musica quando l\u2019approccio alle sue canzoni esce dai canoni di un ossequioso purismo? La domanda \u00e8 stupidamente possessiva \u2014 potremmo dire tipica dei fan(atici) \u2014 ma apre comunque la porta su una voragine interpretativa che non lascia scampo. In altri termini, non \u00e8 abbastanza ironico che un pover\u2019uomo costantemente descritto come \u201cthe most unpretentious artist of our generation\u201d abbia ispirato una cos\u00ec sentita ammirazione tra i suoi devoti tale da rasentare la venerazione?<\/p>\n<p>Delle due l\u2019una: o l\u2019uomo non era poi cos\u00ec senza pretese \u2014 e, nel caso, non ci sarebbe stato niente di male \u2014 oppure siamo di fronte al pi\u00f9 grosso fraintendimento della storia del rock.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4773\" aria-describedby=\"caption-attachment-4773\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4773\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - smoking, photo by Jackie Young\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnson_jackie-young-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4773\" class=\"wp-caption-text\">Hot Luck (si fa per dire)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Un atteggiamento superficialmente canonizzante che renderebbe quasi impossibile una valutazione onesta di qualunque lavoro.<\/p>\n<h2>Like a Monkey in a Zoo<\/h2>\n<p>La questione \u00e8 tuttora irrisolta: per molti, Daniel Johnston \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi musicisti della sua era, nonostante (qualcuno invece giura <em>grazie al fatto che<\/em>) la maggior parte del suo catalogo consista in musicassette lo-fi che ha registrato da solo nel suo scantinato. Altri invece vedono in lui poco pi\u00f9 di un buon cantautore la cui cruda sincerit\u00e0 in termini di <em>esibizione<\/em> di se stesso (inscindibile dalla sua condizione mentale) \u00e8 stata \u2014 non si sa bene quanto (in)volontariamente \u2014 pompata ad arte da un non ben identificato <em>DIY movement<\/em>. Nessuno, in ogni caso, si tira indietro \u2014 nemmeno chi lo fa con l\u2019intenzione di raccontare un\u2019oscura parabola che valga come monito o avvertimento \u2014 quando c\u2019\u00e8 da celebrare il suo genio idiosincratico.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 negare, in fin dei conti, che ormai ci siamo parcheggiati in quella zona d\u2019ombra di quasi non-ritorno in cui \u2014 al giorno d\u2019oggi \u2014 \u00e8 praticamente tab\u00f9 dire, scrivere, anche solo pensare qualcosa di minimamente critico nei confronti di Daniel Johnston. Per anni giornali, riviste e televisioni hanno continuato a gettare benzina sull\u2019ipotetico fuoco della sua presunta (probabilmente reale, ma non \u00e8 l\u00ec il punto) \u201cpure and childlike soul\u201d e \u2014 purtroppo \u2014 questo atteggiamento \u201ccanonizzante\u201d da un lato ha reso quasi impossibile una valutazione onesta del suo immenso lavoro, dall\u2019altro non ha aiutato nessuno, meno di tutti forse Daniel stesso.<\/p>\n<p>Si \u00e8 spesso dato per scontato che la sua musica sia un risultato diretto dei suoi (iper-documentati e sbandierati) problemi psichici, ma questo \u2014 semplicemente \u2014 non \u00e8 vero. Sicuramente il disturbo bipolare che lo affligge (ora pi\u00f9 o meno sotto controllo) ha influenzato le sue composizioni, ma non nel senso che intende la maggior parte della gente. \u00c8 un dato di fatto che Dan sia sprovvisto di quei filtri che tutti gli altri cantautori usano per schermare i loro pensieri pi\u00f9 oscuri, inappropriati o anche soltanto meno \u201ccommercializzabili\u201d, e questo si riflette in una ripetizione ossessiva \u2014 senza il minimo ritegno o la minima paura di <em>stancare<\/em> \u2014 dei suoi due o tre temi ricorrenti. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che, proprio perch\u00e9 ha bisogno di vari medicinali per tenere sotto controllo la sua mania, praticamente non \u00e8 mai stato capace di scrivere quasi niente durante le sue fasi di squilibrio: la maggior parte dei suoi dischi non suona scarabocchiata e ruvida perch\u00e9 il suo autore ha una malattia mentale, ma perch\u00e9 spesso \u00e8 stata registrata in uno scantinato, su uno stereo portatile, con un organetto afasico ammaccato che ha le note scritte a pennarello sopra i tasti e con un <a title=\"clem-clem! riprova e controlla!\" href=\"https:\/\/upload.wikimedia.org\/wikipedia\/commons\/e\/e0\/Grillo_Parlante.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">grillo<\/a> come accompagnamento.<\/p>\n<p>Analizzando la cosa dalla visuale opposta, come in un sadico \u201ccampo e controcampo\u201d, anche l\u2019idea molto <em>hipster<\/em> che Daniel Johnston abbia trovato invece la sua unica, vera e disperata autentica voce attraverso un rifiuto a priori di qualunque tecnica di registrazione o conoscenza di teoria musicale, \u00e8 altrettanto fuorviante. \u00c8 sempre stato \u2014 fin da giovanissimo \u2014 un eccellente pianista (anche se il suo reale talento in questo senso non \u00e8 mai emerso appieno \u2014 almeno fino alle meravigliose ballate contenute nei dischi dei primi anni \u201890), e anche quando ha sentito il bisogno di fare un po\u2019 il buffone \u2014 simulando un bizzarro approccio dilettantistico alla chitarra \u2014 \u00e8 stato fondamentalmente per tentare di integrarsi e di ingraziarsi la scena lo-fi di Austin, perch\u00e9 era l\u2019unico modo per farlo.<\/p>\n<p>Sempre Tartakov, una volta, rilasci\u00f2 un comunicato stampa in cui pregava \u2014 giuro, <em>pregava<\/em> \u2014 i giornalisti di non usare la parola \u201cgenio\u201d per descriverlo, perch\u00e9 avrebbe fatto esplodere il suo gi\u00e0 di per s\u00e9 fragilissimo ego:<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I wonder if people go see him hoping to witness a nervous breakdown. Do they perceive him as their equal, or as someone they need to coax along and feel safe? As much as the audience may genuinely love his songs, I sense a lot of condescension. That\u2019s always bugged me.<cite class=\"citeConversation\">Jeff Tartakov<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p><a title=\"tiriamo anche noi due noccioline alla scimmietta di l\u00e0 dalle sbarre!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/_1HXn29trE4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Daniel stesso<\/a> \u00e8 molto pi\u00f9 lucido, al riguardo, della maggior parte dei suoi fan: \u201cThrow me a peanut \/ Laugh and make jokes \/ But I\u2019ve had enough peanuts and I\u2019m ready to croak \/ You say I\u2019m cute \/ You don\u2019t know how much that hurts.\u201d<\/p>\n<p>Probabilmente basterebbe leggere i suoi testi con un po\u2019 pi\u00f9 di attenzione per evitare di cadere negli stereotipi in cui non vediamo l\u2019ora di cadere, per capire che il suo atteggiamento a prima vista infantile pu\u00f2 farlo sembrare una mente semplice e incontaminata, ma in realt\u00e0 \u00e8 un omone sveglio, acuto e soprattutto consapevole: conscio di s\u00e9, della sua musica, della sua scrittura, della sua follia e di quello che ci si aspetta da lui in quanto figura semi-pubblica. Pi\u00f9 di una volta ha avuto modo di chiarire \u2014 analizzando i suoi sbrocchi passati con tutta la limpidezza che in certi momenti lo contraddistingue:<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I\u2019ve just been talking weird, trying to make things interesting.<cite class=\"citeConversation\">Confessioni<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Il cerchio si chiude: scacco (matto).<\/p>\n<figure id=\"attachment_4775\" aria-describedby=\"caption-attachment-4775\" style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4775\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano_bryan-shutmaat.jpg\" alt=\"Daniel Johnston - playing piano, photo by Bryan Shutmaat\" width=\"2048\" height=\"1489\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano_bryan-shutmaat.jpg 2048w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano_bryan-shutmaat-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano_bryan-shutmaat-768x558.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-piano_bryan-shutmaat-1024x745.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 2048px) 100vw, 2048px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4775\" class=\"wp-caption-text\">The brand new Daniel Johnston<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">La stanza dei giochi perfetta di un giovane adolescente messa a disposizione di un imperfetto adolescente di mezza et\u00e0.<\/p>\n<h2>Saving Cigarette Butts<\/h2>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">I Johnston oggi hanno un doppio garage. Da un lato ci abita la loro macchina, l\u2019altro \u00e8 lo studio di Daniel. I muri sono coperti \u2014 letteralmente <em>coperti<\/em> \u2014 di foto, disegni, ritagli: i Beatles, Star Wars, King Kong, Godzilla, Batman, Capitan America, anonime pin-up degli anni cinquanta, Marilyn Monroe. Le mensole sorreggono eserciti di dinosauri giocattolo, bambole, action figure di Star Wars, di King Kong, di Godzilla, di Batman, di Capitan America, dei Beatles. C\u2019\u00e8 un vecchissimo piano ridotto maluccio appoggiato al muro e un tavolo su cui giacciono un registratore, uno stereo portatile, un posacenere stracolmo di mozziconi per met\u00e0 ancora da fumare e un paio di bicchieri contenenti una qualche bibita gassata, senza ghiaccio. Su uno scaffale svetta una quantit\u00e0 inimmaginabile di quaderni pieni di canzoni, sul pianoforte sono sparsi mucchi disordinati di cassette, spesso spaiate dalle loro custodie. C\u2019\u00e8 anche un microfono e un piccolo amplificatore Marshall. Un rimario in inglese e una Bibbia. La moquette sul pavimento va a braccetto con la cenere.<\/p>\n<p><iframe title=\"Hi, How Are You Daniel Johnston? (Short Film- 2015)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_UdezNmtPPY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Il garage \u00e8 la versione moderna \u2014 in alcuni angoli la copia esatta \u2014 dello scantinato che Daniel aveva da adolescente in West Virginia e costituisce \u2014 oggi come allora \u2014 il rifugio dove va tutti i giorni a scrivere, comporre, disegnare, masticare <em>gummy bear<\/em>, oppure solo ad ascoltare musica e a fantasticare di registrare alcune delle centinaia \u2014 migliaia, il fratello Dick ha stimato di poter mettere insieme circa 1500 registrazioni inedite \u2014 di canzoni che ha l\u00ec, disperse in giro. In pratica \u00e8 la stanza dei giochi perfetta di un giovane adolescente messa a disposizione di un imperfetto adolescente di mezza et\u00e0, uno che per\u00f2 \u2014 allo stesso tempo \u2014 non si risparmia gran parte della consapevolezza che compete a un cinquantenne. Stabilizzati gli episodi psicotici infatti, \u00e8 per la maggior parte del tempo lucido e divertente, a tratti <em>divertito<\/em>, cos\u00ec come ha una memoria sbalorditiva di tutti i pi\u00f9 piccoli dettagli della sua vita \u2014 anche se a volte si dimentica (o finge di dimenticarsi) di prendere le sue medicine. Sa qual \u00e8 la sua reputazione \u2014 sia gli alti di quella musicale, che i bassi di quella comportamentale \u2014 cos\u00ec come non ignora quello che la gente pensa di lui. \u00c8 ben conscio di quanto sia strano vivere ancora sulle spalle dei suoi, ma \u00e8 altrettanto consapevole dei ben maggiori guai in cui potrebbe finire se abbandonasse di nuovo il nido.<\/p>\n<p>Dipende in tutto e per tutto dalla sua famiglia, eppure gli si rivolta contro ogni volta che si sente troppo controllato, ma l\u2019ha sempre fatto. Sembra solo, ma fondamentalmente lo \u00e8 sempre stato. Difficile dire se sia felice. Se non lo \u00e8, sicuramente sa bene che il prezzo per un certo genere di felicit\u00e0 lui probabilmente non pu\u00f2 permetterselo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_4780\" aria-describedby=\"caption-attachment-4780\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-room_emily-ann-lopez.jpg\" alt=\"Daniel Johnston&#039;s room, photo by Emily Ann Lopez\" width=\"1280\" class=\"size-full wp-image-4780\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-room_emily-ann-lopez.jpg 745w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-room_emily-ann-lopez-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 745px) 100vw, 745px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4780\" class=\"wp-caption-text\">Musica da cameretta<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Il limite oltre il quale decidiamo che no, basta cos\u00ec, e la difficolt\u00e0 di scegliere il punto in cui disegnarlo.<\/p>\n<h2>The Story of an Artist<\/h2>\n<p>Il che ci (ri)porta dritti a sbattere contro la solita, eterna, domanda senza risposta di questa storia: come si pu\u00f2 dare all\u2019opera l\u2019esposizione mediatica che merita, preservando contemporaneamente la salute del suo creatore? Soprattutto quando il creatore stesso desidera questa esposizione come nient\u2019altro al mondo, ma poi non \u00e8 del tutto responsabile delle azioni che il peso della cosa potrebbe portarlo a compiere? Perch\u00e9, se c\u2019\u00e8 una costante nella vicenda di Daniel Johnston, si tratta di questa: non importa con quanta cautela le persone che gli sono state accanto si siano mosse, lui ha sempre trovato un modo per mandare tutto a puttane. Amen.<\/p>\n<p>Purtroppo, ammesso ci sia una soluzione alla cosa, andrebbe cercata in un territorio spinoso e delicato, quello nel quale ci si impantana senza speranza quando si va ad affrontare una questione bizzarra e complessa come questa, che dovrebbe in fin dei conti indagare se il nostro senso di responsabilit\u00e0 meriti essere indirizzato pi\u00f9 all\u2019artista o alla sua arte e decidere senza compromessi n\u00e9 esitazioni da che parte far pendere la bilancia. La risposta sarebbe semplice: a entrambi. Ma nel caso specifico la domanda andrebbe posta in maniera meno <em>politically correct<\/em>, ovvero: dovremmo omaggiare l\u2019arte anche quando, probabilmente \u2014 cos\u00ec facendo \u2014 finiremo per distruggere la persona, quella persona che ha passato anni a immaginare la musica come una carriera, ma poi ha dimostrato di non saper gestire e sopportare n\u00e9 la fama da un lato, n\u00e9 il rifiuto dall\u2019altro? Chi \u00e8 che pone uno spartiacque? Cos\u2019\u00e8 che si pone <em>come<\/em> uno spartiacque? Qual \u00e8 il limite oltre il quale decidiamo che no, basta cos\u00ec?<\/p>\n<figure id=\"attachment_4782\" aria-describedby=\"caption-attachment-4782\" style=\"width: 1280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-4782\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-waving.jpg\" alt=\"Bys Bye Daniel Johnston\" width=\"1280\" height=\"766\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-waving.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-waving-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-waving-768x460.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/daniel-johnston-waving-1024x613.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4782\" class=\"wp-caption-text\">Ciao, Daniel!<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Smontare per un secondo l\u2019illusione di stare sacrificando tutto sull\u2019altare di una generica, qualunque alta qualit\u00e0.<\/p>\n<h2>Fine, Thanks<\/h2>\n<p>Daniel (o pi\u00f9 banalmente chi per lui) a quanto pare sente che quella soglia \u00e8 stata calpestata, e quel momento \u00e8 arrivato: cinque date per salutarsi frettolosamente e ora un\u2019amara \u2014 o forse serena, solo lui lo sa, sicuramente <em>forzata<\/em> \u2014 pensione anticipata. Sar\u00e0 vero? <em>Who knows.<\/em><\/p>\n<p>Per una volta, la sua debolezza \u00e8 il nostro solo, ultimo punto di appiglio: dopotutto, se c\u2019\u00e8 una cosa in cui Daniel Johnston non ha mai brillato \u2014 per usare un eufemismo \u2014 \u00e8 l\u2019affidabilit\u00e0. Quindi, anche in questo caso, viene naturale attaccarci all\u2019unica cosa che ci rimane, ovvero quel suo costante non dare nessuna garanzia sulle decisioni prese, soprattutto se imposte da altri.<\/p>\n<p>A voler essere sinceri, l\u2019idea di farla finita con i concerti dal vivo pare tutt\u2019altro che irragionevole: perch\u00e9, se da un lato \u00e8 vero che non ha nemmeno sessant\u2019anni \u2014 per dire, Mick Jagger si farebbe una sonora risata \u2014 dall\u2019altro bisogna considerare che ha combattuto con schizofrenia e disturbi maniaco-depressivi per tutta l\u2019et\u00e0 adulta e ultimamente ha aggiunto alla lista dei suoi <em>beautiful disease<\/em> diabete, idrocefalo e una brutta infezione ai reni. Ora sta meglio, ma una breve passeggiata in cortile gi\u00e0 lo lascia con il fiatone. Quindi \u2014 non che sia una novit\u00e0 in questa vicenda \u2014 continuiamo a rimanere in bilico su quel ponte sospeso dei desideri, tra ci\u00f2 che sarebbe meglio per lui e ci\u00f2 che sarebbe meglio <em>per noi.<\/em><\/p>\n<p>Le sue dichiarazioni \u2014 sfido chiunque a mostrarsi sorpreso della cosa \u2014 non aiutano in questo senso, ovvero non fanno altro che lasciarci costantemente in precario equilibrio tra questi due sentimenti contrastanti. All&#8217;interrogativo, infatti, su se e quanto sia entusiasta di essere stato di nuovo, per un breve periodo, in tour, risponde con un lungo, sospirato \u201cEhhh,\u201d prima di aggiungere un incerto \u2014 poco convinto, a tutti gli effetti \u2014 \u201ca little bit.\u201d Ma allo stesso tempo quando gli chiedi conferma sul fatto che questi potrebbero essere stati gli ultimi live della sua carriera, ti guarda sorpreso e, tra un tiro inconsulto dalla sua mezza Marlboro e un goloso sorso di succo di arancia da una grossa tazza di plastica, ribatte con un interrogativo apparentemente sincero: \u201cWhy would it be?\u201d<\/p>\n<p>Gi\u00e0, bella domanda.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I can\u2019t stop writing. If I did stop, there could be nothing. Maybe everything would stop. So I won\u2019t stop. I\u2019ve got to keep it going.<cite class=\"citeConversation\">Daniel Johnston<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Sono queste sue stesse parole, fresche come una <em>breaking news<\/em> gratuita che non abbiamo nemmeno il coraggio di andare a verificare, ad alimentare la speranza \u2014 fortissima \u2014 che, comunque vada, pur anche senza suonare pi\u00f9 dal vivo nel caso, riesca ancora a pubblicare qualcosa: che sia un disegno, un cortometraggio, una canzone, un disco, un libro a fumetti, una registrazione cifrata su nastro <em>BASF LH-60<\/em>, non fa differenza. Sarebbe comunque il messaggio che vorremmo trovare, con cadenza regolare, in quella bottiglia che sempre galleggia sulla risacca che sono le nostre esistenze, promemoria ricorrente di come ogni tanto dovremmo ridefinire il lato <em>lo-fi<\/em> delle nostre vite scandite da meeting e appuntamenti robotizzati in un inferno di notifiche, uscire da quella <em>comfort-zone<\/em> fatta di crisi di nervi precarie e guerre tra poveri, smontare per un secondo l\u2019illusione di stare sacrificando tutto sull\u2019altare di una generica, qualunque <em>alta qualit\u00e0<\/em> e lasciarci un weekend libero per giocare a essere i veri <em>outsider<\/em> di noi stessi.<\/p>\n<p>Permetterci un ultima volta di chiederci \u2014 allo specchio, prima che a chiunque altro \u2014 <em>Hi, How Are You?<\/em> e prenderci il lusso di risponderci: bene, grazie.<\/p>\n<p>Quindi s\u00ec: grazie Daniel, ciao.<br \/>\nNoi stiamo bene, o almeno \u00e8 quello che ci piace credere.<br \/>\nTu, piuttosto, come stai?<br \/>\nNon rispondere subito, non importa.<br \/>\nPensaci un attimo, magari: la fretta \u00e8 sempre una cattiva consigliera e l\u2019urgenza \u2014 per oggi \u2014 abbiamo deciso di mandarla a quel paese, ovunque sia.<\/p>\n<p>Se riesci, prova a seguire il tuo stesso consiglio: \u201cdo yourself a favor \/ become your own savior\u201d. Altrimenti, fa niente. Aspettiamo comunque tue notizie, anche solo un cenno, uno di quei saluti abbozzati tra gente che se la intende senza troppe parole. O che comunque <em>finge di.<\/em><\/p>\n<p>Nel frattempo, <\/p>\n<blockquote><p>take care.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"leggi l'originale sulla prima cover story de L'Indiependente\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggi l&#8217;originale su L&#8217;Indiependente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pi\u00f9 grande outsider del rock americano, un (in)compreso genio DIY, colui che ha reinventato il concetto di lo-fi. 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