{"id":4957,"date":"2018-03-03T16:10:20","date_gmt":"2018-03-03T15:10:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-5-copy\/"},"modified":"2018-03-28T15:18:52","modified_gmt":"2018-03-28T13:18:52","slug":"hvsr-playlist-6","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/hvsr-playlist-6\/","title":{"rendered":"HVSR #6"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa mini playlist \u00e8 un piccolo estratto di quella che \u00e8 stata selezionata in esclusiva per HVSR.NET e che ancora continua a fare la sua porca figura, in costante evoluzione, sull\u2019omonimo sito. La riportiamo anche qui, in fila per cinque con il resto di quel che avanza, per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quei bei tempi andati in cui i mixtape si facevano a mano e gli algoritmi ci mettevano i bastoni tra le ruote solo durante le ore dei corsi di algebra.<\/div>\n<h2>Courtney Barnett<\/h2>\n<h4>Nameless, Faceless<\/h4>\n<p><strong>Courtney Barnett<\/strong> era la Courtney che tutti avremmo voluto, tempo fa a Seattle, al posto di <a href=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/67\/cb\/25\/67cb2591974d237f9d463e9f6ec417eb.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quell\u2019altra zoccola<\/a>.<\/p>\n<p>Non che ci avrebbe salvato, ma quantomeno saremmo andati a fondo beati delle nostre insicurezze con pi\u00f9 cognizione di causa. Insicurezze che poi erano le sue: pi\u00f9 scazzata che sexy (il termine fico per dirlo credo sia <em>slacker<\/em>), in un continuo oscillare tra l\u2019ironia degli inevitabili pericoli di un ipotetico <em>21st-century living<\/em> e il rassicurante terrore di qualunque interazione sociale.<\/p>\n<p>La <em>comfort-zone<\/em> che ci faceva sentire a casa ascoltandola \u00e8 riassumibile pi\u00f9 o meno cos\u00ec: Courtney Barnett aveva quell\u2019eccezionale abilit\u00e0 che noi adolescenti di fine millennio abbiamo sempre apprezzato, in quanto la trovavamo un confortante accompagnamento analgesico nel processo che ha portato la nostra <em>teenage angst<\/em> a diventare <em>bored and old<\/em> a forza di sperare nel meno peggio (per rimanere in tema, la stessa che aveva Kurt Cobain \u2014 finch\u00e8 \u00e8 durata). Si tratta della capacit\u00e0 di plasmare una specie di ostinata forza artistica a partire esclusivamente dalle proprie personali debolezze, di prendere tutta quella merda che senti dentro e tirarla fuori, riuscendo per\u00f2 a sembrare una maledetta rock-star annoiata (<em>slacker<\/em> l\u2019ho gi\u00e0 detto?) invece che una ragazzina piagnucolosa che si sta autocommiserando.<\/p>\n<p>Courtney Barnett era l\u2019amica un po\u2019 depressa, che per\u00f2 ti faceva morire dal ridere per come ti raccontava le cose, quella con saresti voluto andare a bere una birra tutte le sere per sentirti dire che il mondo fa schifo ma quelli che dicono che il mondo fa schifo fan schifo di pi\u00f9.<\/p>\n<p>O almeno, io una birra con Courtney Barnett \u2014 <a title=\"leggili i 30 dischi che ci eran piaciuti di pi\u00f9 nel 2015!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2015\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">all\u2019epoca del suo debutto<\/a> \u2014 ce la sarei andata a bere volentieri, lo confesso. Sar\u00e0 che ormai le avevo provate tutte senza particolare successo, ma ero disposto senza nessun imbarazzo di sorta anche a questo tentativo da ultima spiaggia: farmi spiegare da una nata nell\u201987 come uscire vivi dagli anni \u201990, passando senza troppi traumi dal buon vecchio &#8220;I hate myself and I want to die&#8221; al suo disarmante &#8220;I used to hate myself but now I think I\u2019m all right&#8221;.<\/p>\n<p>Ora la ragazzina \u00e8 cresciuta, ha letto (forse un po\u2019 troppo) <a title=\"una che gli uomini ci stavano un po' sulle balle\" href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/quotes\/188039-men-are-afraid-that-women-will-laugh-at-them-women\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Margaret Atwood<\/a>, cita nei video i <a title=\"art attack a livelli altissimi\" href=\"https:\/\/static.independent.co.uk\/s3fs-public\/thumbnails\/image\/2014\/02\/17\/16\/hamiltonhomesv1.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">pop-art collage<\/a> di Richard Hamilton \u2014 meraviglioso, in questo senso, il lavoro di un\u2019esperta in materia come <a title=\"va' che brava la Lucy!\" href=\"https:\/\/lucydyson.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Lucy Dyson<\/a>, nel nuovo singolo <em>Nameless, Faceless<\/em> \u2014 e si fa fare i cori dall\u2019ex-Pixies <a title=\"sar\u00e0 che \u00e8 nata un'amicizia?\" href=\"https:\/\/www.spin.com\/2015\/07\/kim-deal-pixies-breeders-courtney-barnett-interview-the-talkhouse-music-podcast-hear\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kim Deal<\/a>. Cos\u00ec oggi, seduti al bancone di quell\u2019ipotetico pub, immagino dovrei sorbirmi un sarcastico \u2014 ma sempre delizioso \u2014 pippone sugli sbilanciamenti del rapporto uomo\/donna a base di \u201cma chi vi credete di essere? pensate che il mondo giri solo attorno a voi?\u201d e un sacco di altre frecciatine brillanti quanto dolorosamente attuali.<\/p>\n<p>Poco male.<br \/>\nSar\u00e0 che ho un debole per Courtney Barnett, ma io, sinceramente, sono disposto ancora a correre il rischio. Dopotutto, una birretta con una tipa intelligente \u00e8 sempre una manna dal cielo: nella peggiore delle ipotesi ti ubriachi in allegria, nella migliore finisce che pure che impari qualcosa.<\/p>\n<p><iframe title=\"Courtney Barnett - Nameless, Faceless\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HZZSYDhx0FI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>A Place to Bury Strangers<\/h2>\n<h4>Never Coming Back<\/h4>\n<p>La storia di <strong>Oliver Ackermann<\/strong> ha i contorni distorti del sogno malato di un <em>guitar nerd<\/em>: uno smanettone dei circuiti a corrente alternata che invece di unirsi agli anarchici antagonisti e sabotare centrali elettriche, ha deciso di (h)ackerare \u2014 <em>nomen omen<\/em> \u2014 pedali e filtri di pre-amplificazione per sentire l\u2019effetto che fa.<\/p>\n<p>Cos\u00ec facendo ha equamente diviso il suo pubblico tra chi sostiene che ha fondato una band al solo scopo di testare sul campo <a title=\"serve un pedale per far pi\u00f9 casino con la chitarra?\" href=\"https:\/\/deathbyaudio.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le sue creazioni<\/a> e chi invece rimane estasiato di fronte a cotanto ingegno, dichiarando senza mezzi termini che nel campo del post-punk (o comunque vogliate chiamarlo) suoni del genere non si sono mai sentiti \u2014 il che \u00e8 sicuramente vero, se non altro per i volumi da estremista della percezione uditiva verso cui li spinge lui.<\/p>\n<p>La realt\u00e0 dei fatti sta, come spesso succede, nel mezzo: da un lato \u00e8 s\u00ec inconfutabile che la dimensione (soprattutto quella live) di quella che \u00e8 stata semplicisticamente etichettata come \u201cthe loudest band in New York\u201d \u2014 tra chitarre spaccate per terra, collisioni di strumenti in volo e dissezioni di sei corde senza anestesia \u2014 sfiori i confini della pagliacciata noise, dall\u2019altro c\u2019\u00e8 il forte sospetto secondo cui, alla base del lavoro portato avanti dal guastatore della East-Coast, ci sia una sorta di estetica sonora, una specie di rigoroso metodo nella pazzia: rumore, rock e paranoia, agli ordini di un\u2019armata brancaleone di diodi, condensatori e potenziometri saldati insieme senza via di scampo e sparati oltre i limiti di qualunque legge sul disturbo alla quiete pubblica e privata.<\/p>\n<p>Dopotutto, la sua creatura l\u2019ha chiamata <strong>A Place To Bury Strangers<\/strong>, mica \u2014 che ne so \u2014 <em>The Holy Garden Where to Rest Your Head in Peace<\/em>.<\/p>\n<p>Comunque, manco a dirlo, rumore e paranoia la fanno da padroni anche nel video di <em>Never Coming Back<\/em> \u2014 primo singolo tratto dal nuovo album <em>Pinned<\/em>, in uscita ad Aprile \u2014 non a caso diretto dallo stesso Ackermann in compagnia di <strong>Ebru Yildiz<\/strong>: a met\u00e0 tra un <a title=\"paura eh?\" href=\"https:\/\/youtu.be\/MecSlkWMHPY\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Suspiria<\/em><\/a> dei giorni nostri e la versione metropolitana di <em><a title=\"\u00e8 tutta colpa mia!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/a_Hw4bAUj8A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The Blair Witch Project<\/a>,<\/em> si regge quasi esclusivamente su un riff di basso apparentemente innocuo (al punto da sembrare rubato a un pezzo dei Cure), ma in realt\u00e0 ossessivo e ineluttabile come la morte, prima di esplodere nel solito, adorabilmente disturbante muro di suono che finisce per essere lo sbarramento invalicabile alle fine di un cul de sac annunciato.<\/p>\n<p>L\u2019ennesimo luogo di non ritorno, appunto.<br \/>\n<em>Per i tuoi timpani, almeno.<\/em><\/p>\n<p><iframe title=\"A Place To Bury Strangers - Never Coming Back (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/rij8qYpT1S0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Unknown Mortal Orchestra<\/h2>\n<h4>American Guilt<\/h4>\n<p><strong>Ruban Nielson<\/strong> <a title=\"leggili i 30 dischi che ci son piaciuti di pi\u00f9 nel 2015!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2015\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">mi \u00e8 sempre sembrato<\/a> uno di quegli artigiani talentuosi assoldati dalle major del design industriale per dare quel certo \u201cnon-so-che\u201d alla loro noiosa produzione seriale. Una cura certosina dei dettagli sonori e un ossessivo lavoro di cesello sugli incastri tra le parti, messi in pratica con perizia estrema e il ben preciso obiettivo aziendale di ridare lustro e un certo tocco di attualit\u00e0 a generi musicali comunemente considerati stantii e appannati: questo lo scopo della sua consulenza, diligentemente depositato tra gli schedari del responsabile risorse umane.<\/p>\n<p>Ecco, a sentire <em>American Guilt<\/em>, pare che stavolta la terapia sia toccata a un mostro sacro che ricorsivamente \u2014 da tempo immemore, ormai \u2014 tutti danno per morto un anno s\u00ec e l\u2019altro pure. Le sue parole confermano il sospetto, senza lasciare spazio a troppi fraintendimenti:<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>In a perverse way I wanted to embrace this abandoned thing called \u2018rock music\u2019 and invite people to hear what this living dead genre sounds like in the UMO universe.<cite class=\"citeConversation\">Ruban Nielson<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>E bisogna dire che di rock \u2014 in tutto e per tutto \u2014 si tratta: grezzo, ruvido e diretto, con gli strumenti che hanno dei suoni cos\u00ec (accuratamente, volontariamente \u2014 <em>artigianalmente<\/em>, appunto) compressi da sembrare usciti dalla radiolina con cui mio pap\u00e0 ascoltava <em>Tutto il Calcio Minuto per Minuto<\/em> ai tempi di Boninsegna, se non addirittura da quella con cui mio nonno comunicava con gli altri partigiani a cavallo della Linea Gotica.<\/p>\n<p>Ad accompagnarlo, lo splendido video animato diretto da <strong>Greg Sharp<\/strong> che, grazie alla sua lenta carrellata sulla monnezza con cui il nostro consumismo sta uccidendo questo mondo (vecchi vestiti lisi, panini masticati a met\u00e0, giornaletti porno, giocattoli dismessi, valigette piene di soldi sporchi e chi pi\u00f9 ne ha pi\u00f9 ne metta), ci ricorda che \u2014 prima o poi \u2014 dovremo pagare per tutto ci\u00f2. Anche solo per il fatto che a breve arriva la prima rata della <em><a title=\"pagare, biondino!\" href=\"http:\/\/www.finanze.it\/opencms\/it\/fiscalita-regionale-e-locale\/iuc-imposta-unica-comunale-imu-tari-tasi-00001\/tari-tassa-sui-rifiuti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">TARI<\/a><\/em>.<\/p>\n<p><em>Sex &amp; Food<\/em> esce il prossimo Aprile su <em>Jagjaguwar<\/em> e, se tutto il resto del disco degli <strong>Unknown Mortal Orchestra<\/strong> sar\u00e0 appagante per l\u2019udito quanto il titolo lo \u00e8 per gli altri sensi, direi che siamo a posto. In fin dei conti \u2014 come anticipavamo \u2014 il rock ce lo mette, a modo suo, questo primo singolo e cos\u00ec \u201cSex, Food &amp; Rock\u2019n\u2019Roll\u201d si candida gi\u00e0 al ruolo di ineluttabile, santissima trinit\u00e0 del nuovo millennio.<\/p>\n<p>S\u00ec, perch\u00e8, dopotutto, cos\u2019\u00e8 il cibo, se non una droga a tutti gli effetti?<\/p>\n<p>Ne sono fermamente convinti tutti gli specialisti (che siano medici, ristoratori o esperti di marketing), ma comunque, in caso abbiate ancora qualche dubbio al riguardo \u2014 anche senza andare a scomodare <a title=\"mangia che (non) ti passa!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/Hpe219hRkAo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">commoventi storie di grandi obesi<\/a> \u2014 provate a dare un\u2019occhiata alla vostra <a title=\"foto di panini in HD\" href=\"https:\/\/www.instagram.com\/explore\/tags\/foodporn\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">timeline di Instagram<\/a>.<\/p>\n<p><iframe title=\"Unknown Mortal Orchestra - American Guilt (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4-JlcmCxIXU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Insecure Men<\/h2>\n<h4>I Don&#8217;t Wanna Dance (with my baby)<\/h4>\n<p>Ballare o non ballare? Questo \u00e8 il problema.<br \/>\nSeguire l\u2019istinto o trattenersi? Agli <em>Amici<\/em> di Maria de Filippi l\u2019ardua sentenza.<\/p>\n<p>E quando non c\u2019\u00e8 nessun istinto da seguire, che si fa? Perch\u00e9 \u00e8 vero che, volendo, imparare si impara e, riguardo all\u2019offerta, sui corsi di ballo c\u2019\u00e8 solo l\u2019imbarazzo della scelta, ma <em>la voglia<\/em> di ballare, quella non te la pu\u00f2 mica insegnare nessuno: quella, o ce l\u2019hai o non ce l\u2019hai.<\/p>\n<p>Insomma, qualunque sia la risposta, \u00e8 una decisione che divide a prescindere: a qualcuno sembrer\u00e0 pi\u00f9 che naturale, a qualcun altro assolutamente incomprensibile, ma nessuno che riesca \u2014 come spiegava molto bene qualche anno fa <a title=\"quel tizio che diceva le cose come stanno\" href=\"https:\/\/medium.com\/@henryreich\/please-respect-my-decision-not-to-dance-e19d1b6ae482\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">un tizio su <em>Medium<\/em><\/a> \u2014 a rispettarla o accettarla per quella che \u00e8, ovvero una banale propensione naturale, in cui possono avere pesi diversi non solo orecchio e senso del ritmo, ma anche componenti meno gestibili come vocazione a esibirsi, tendenza a non apparire o semplice insicurezza cronica.<\/p>\n<p>Manco a dirlo, gli <strong>Insecure Men<\/strong> entrano a gamba tesa nella questione, anche se la affrontano con fare contraddittorio: da un lato sciorinano dei groove cos\u00ec maledettamente pop a cui i movimenti inconsulti del tuo bacino faranno fatica a resistere, dall\u2019altro fanno dell\u2019insicurezza \u2014 oltre che parte integrante del proprio <em>moniker<\/em> \u2014 a tutti gli effetti uno stile di vita. Per dire, non son nemmeno cos\u00ec certi del numero dei componenti della band: formalmente un duo (composto da <strong>Saul Adamczewski<\/strong> dei <strong>Fat White Family<\/strong> e <strong>Ben Romans-Hopcraft<\/strong> dei <strong>Childhood<\/strong>) dal vivo arrivano a stipare fino a undici musicisti sul palco, per mettere insieme un allegro, traballante spettacolino da circo itinerante, solo apparentemente campato in aria, a suon musichette sghembe e pseudo-retr\u00f2, che a tratti ricordano la versione lo-fi dei Pulp pi\u00f9 scazzati.<\/p>\n<p>E allora quale miglior video per il loro terzo singolo <em>I Don\u2019t Wanna Dance (with my baby)<\/em>, tratto dall\u2019imminente debutto su <em>Fat Possum<\/em>, se non quello girato da <strong>Jak Payne<\/strong>? Un contest di ballo per bimbetti ambientato a Blackpool, che sarebbe un posticino rimasto un po\u2019 indietro nel tempo, ai confini della pi\u00f9 sperduta periferia costiera inglese: una roba deliziosamente datata e kitsch, con ragazzine truccate come bambole anni 70 e dodicenni vestiti come Tony Manero, in mezzo ai quali cantante della band, con la sua faccia a met\u00e0 tra il <a title=\"l'immortale Frank\" href=\"https:\/\/youtu.be\/7wY7A6txacg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Frank Gallagher<\/a> di <em>Shameless<\/em> e l\u2019ex-Verve Richard Ashcroft, si mimetizza maluccio, sfoggiando delle borse sotto gli occhi che la Ryanair non ti passerebbe come bagaglio a mano e una dentatura degna del (mai troppo) <a title=\"ok, era uno stronzo, ma ci mancher\u00e0 lo stesso\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/music\/2018\/jan\/24\/mark-e-smith-lead-singer-with-the-fall-dies-aged-60\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">compianto<\/a> Mark E. Smith.<\/p>\n<p>Insicuro come pochi \u2014 nascosto in un pubblico di mamme, nonne e parenti vari \u2014 se ne sta in ultima fila e, con lo sguardo da cane bastonato, fa <a title=\"il Nanni in Vespa che si fa tutto un gran pippone sul ballo\" href=\"https:\/\/youtu.be\/UZ8SE4ffw6g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">la fine<\/a> di Nanni Moretti in <em>Caro Diario<\/em>: si riduce a <em>guardare<\/em>.<\/p>\n<p><em>Che \u00e8 anche bello, per\u00f2&#8230; \u00e8 tutta un\u2019altra cosa.<\/em><\/p>\n<p><iframe title=\"Insecure Men - I Don&#039;t Wanna Dance (with My Baby)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/17W7S8oB7Rw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Soccer Mommy<\/h2>\n<h4>Your Dog<\/h4>\n<p>Un\u2019adolescenza introversa, passata a comporre canzoncine chiusa nella propria cameretta \u2014 ci sar\u00e0 un motivo se il <em>bedroom-pop<\/em> \u00e8 considerato a tutti gli effetti un genere musicale a parte con una sua sottile dignit\u00e0, no? \u2014 e a pubblicarle solo su <em>Bandcamp<\/em>, finch\u00e8 qualcuno non ti comunica ufficialmente che magari con quella roba c\u2019\u00e8 pure la possibilit\u00e0 di tirarci su due soldi e ti introduce in un mondo polveroso dove le cose di fanno ancora un po\u2019 all\u2019antica, tramite strumenti vetusti come etichette e contratti discografici.<\/p>\n<p>Messa cos\u00ec, quella di <strong>Sophie Allison<\/strong> sembra la storia della sorella gemella di <strong>Will Toledo<\/strong>, che, alle soglie della maggiore et\u00e0, finalmente se ne guadagna una tutta sua (di camerette, dico), dopo un\u2019infanzia in comune, durante la quale ha condiviso con il fratellino talentuoso e occhialuto lo stesso letto a castello dell\u2019IKEA, musicalmente costruito all\u2019insegna dell\u2019ingegno e del risparmio, ovvero seguendo alla lettera le istruzioni minimali di un\u2019etica (e un\u2019estetica) rigorosamente DIY.<\/p>\n<p><a title=\"leggili i 30 dischi che ci son piaciuti di pi\u00f9 nel 2016!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2016\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Come i Car Seat Headrest<\/a> infatti, anche il progetto <strong>Soccer Mommy<\/strong> vanta il primato di aver esordito con un <a title=\"ascoltalo il primo album della Sophie\" href=\"https:\/\/sopharela.bandcamp.com\/album\/collection\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">greatest hits<\/a>, ed essere poi arrivato all\u2019effettivo primo album con il secondo disco. Un po\u2019 macchinoso, come concetto, ma a quanto pare \u00e8 la nuova frontiera della promozione musicale, baby.<\/p>\n<p>In questo caso, l\u2019uscita di <em>Clean<\/em> \u00e8 prevista per i primi di Marzo e <em>Your Dog<\/em> \u00e8 il singolo ha fatto iniziare il conto alla rovescia: la storia viscerale di chi trova il coraggio di fuggire da una relazione tossica, capitalizzando un improvviso momento di lucidit\u00e0 dopo un infinito periodo di debolezza. Storia raccontata con invidiabile humor nero dal collettivo di film-maker <em>Weird Life<\/em> nel relativo video che, a livello di storytelling, pare la versione emo del buon vecchio <a title=\"che ridere quel film l\u00ec eh?\" href=\"https:\/\/youtu.be\/Nv18cXsufz8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Weekend con il Morto<\/em><\/a>. <em>Emo<\/em> nel senso che il morto in questione non \u00e8 il datore di lavoro, ma il fidanzato della protagonista, la quale, a sua volta, aggiunge emo all\u2019emo, visto che, per poterselo portare appresso senza dare nell\u2019occhio, invece di mettergli su un paio di occhiali da sole come nel film di <strong>Ted Kotcheff<\/strong>, pensa bene di truccarlo <a title=\"volevo fare la make-up artist\" href=\"http:\/\/78.media.tumblr.com\/085a1de86276cda87bddfc06e1bff1a4\/tumblr_mkj3nnOnag1rcncneo1_500.gif\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come il cantante dei My Chemical Romance<\/a>.<\/p>\n<p>Il messaggio \u00e8 semplice quanto diretto (&#8220;I don\u2019t wanna be your fucking dog&#8221;) e, fin dalle prime righe, mette subito in chiaro che abbiam perso ogni traccia, qui, della dolce vulnerabilit\u00e0 che permeava le prime composizioni della Allison di un paio di anni fa. Cosa prevedibile, dopotutto: crescendo, quel che non ti ammazza di fortifica e anche ad ammettere di sentirsi invisibili ci vuole non poco coraggio.<\/p>\n<p>Ancor di pi\u00f9 se, nel farlo, finisci per ribattere, punto su punto, parola per parola, involontariamente o meno, a gente <a title=\"pareri discondanti sull'opportunit\u00e0 o meno di essere cani\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=BJIqnXTqg8I\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">come questa<\/a>.<\/p>\n<p><iframe title=\"Soccer Mommy - Your Dog (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Ouem6cFXJvA?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-top: 4em;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"la playlist di Spineless su HVSR\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascolta la playlist su HVSR<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Courtney Barnett, A Place to Bury Strangers, Unknown Mortal Orchestra, Insecure Men e Soccer Mommy: cinque pezzi buoni per proteggersi dall&#8217;ultimo colpo di coda dell&#8217;inverno.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4959,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,265],"tags":[1649,1647,1625,1648,1650,1511,1651,1653,1652],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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