{"id":5081,"date":"2018-03-30T16:32:13","date_gmt":"2018-03-30T14:32:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-6-copy\/"},"modified":"2018-03-30T17:24:20","modified_gmt":"2018-03-30T15:24:20","slug":"hvsr-playlist-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/hvsr-playlist-7\/","title":{"rendered":"HVSR #7"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa mini playlist \u00e8 un piccolo estratto di quella che \u00e8 stata selezionata in esclusiva per HVSR.NET e che ancora continua a fare la sua porca figura, in costante evoluzione, sull\u2019omonimo sito. La riportiamo anche qui, in fila per cinque con il resto di quel che avanza, per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quei bei tempi andati in cui i mixtape si facevano a mano e gli algoritmi ci mettevano i bastoni tra le ruote solo durante le ore dei corsi di algebra.<\/div>\n<h2>Moon Hooch<\/h2>\n<h4>Acid Mountain<\/h4>\n<p>I <strong>Moon Hooch<\/strong> sono il classico power trio rock, per\u00f2 senza basso e senza chitarra. Ok, a voler essere precisi, anche senza voce. Al posto del basso hanno un sassofono, al posto della chitarra un altro sassofono e al posto della voce\u2026 niente. In pratica sono la band strumentale risultato di un esperimento in laboratorio andato s\u00ec fuori controllo, ma che gi\u00e0 originariamente era stato concepito con intenzioni in bilico tra il bizzarro e il geniale: incrociare gli White Stripes con John Zorn e vedere l\u2019effetto che fa.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andata come nei classici film di fantascienza anni 80: lo splendido mostriciattolo che ne \u00e8 uscito fuori \u00e8 scappato dal teatro della mutazione genetica in questione (nello specifico, il seminterrato della <em>New School for Jazz and Contemporary Music di New York<\/em>) e ha fatto perdere le sue tracce, per poi ricomparire da un giorno all\u2019altro ai bordi dei binari della metropolitana della Grande Mela, al centro di un capannello di curiosi che si erano radunati senza preavviso \u2014 ma solo a seguito di uno strano effetto \u201cpifferaio magico\u201d \u2014 interrompendo la loro corsa di formiche impazzite, alla faccia della fretta di andare al lavoro, dei timpani lobotomizzati dagli auricolari e dell\u2019attenzione tipicamente dedicata allo schermo dei loro smartphone.<\/p>\n<p>Da <em>subway busker<\/em> a protagonisti sui palchi dei maggiori festival nordamericani ed europei, il passo \u00e8 stato pi\u00f9 breve del previsto. Fondamentalmente perch\u00e9 <strong>James Muschler<\/strong> (batteria), <strong>Mike Wilbur<\/strong> e <strong>Wenzl McGowen<\/strong> (sax) hanno trovato la formula giusta per portare il jazz dei nonni direttamente sul dancefloor, con delle ritmiche pestate e un\u2019energia da <em>headbanging<\/em> che ha fatto alzare il sopracciglio incuriosito anche a qualche metallaro. C\u2019\u00e8 dell\u2019elettronica, dell\u2019hip-hop, tanto funk, un po\u2019 di distorsione sapientemente saturata e ovviamente chili e chili di sperimentazione ai limiti del carnascialesco (tipo suonare <a title=\"va' che pistolone!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/wwBhxBBa7tE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">con un birillo per la segnaletica stradale<\/a> come protesi di uno strumento a fiato).<\/p>\n<p>Insomma, se pensate che caotici quanto esilaranti duelli a suon di strombazzate \u201cbaritono vs. tenore\u201d non siano cose che fanno per voi, trovate c\u2019\u00e8 tutto il materiale necessario per cambiare idea in poco pi\u00f9 di tre minuti. Oltre che un video \u2014 quello diretto da <strong>Alex Italics<\/strong> \u2014 adeguatamente surreale che narra una drammatica storia di amore finito male, di infatuazione e violenza, di un sacco di botte e via ma tutte nella stessa, stroboscopica, orgiastica serata.<\/p>\n<p>I protagonisti? Il sosia hipster di Ale (quello di <a href=\"https:\/\/youtu.be\/CtTZR9Suf50\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Ale &amp; Franz<\/a>, s\u00ec) e un branco di seducenti manichini.<br \/>\nCi mancherebbe.<\/p>\n<p><iframe title=\"Moon Hooch - Acid Mountain (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/5Vx3bXFdowo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>CHVRCHES feat. Matt Berningeer<\/h2>\n<h4>My Enemy<\/h4>\n<p>Magari mi sbaglio, magari sono io che son prevenuto, magari loro sono solo tre ragazzi che volevano farsi un culo cos\u00ec con una sana gavetta e invece hanno coronato subito \u2014 loro malgrado \u2014 il sogno che coltivavano, ma i <strong>Chvrches<\/strong> mi sono sempre sembrati, se non vogliamo proprio usare parole brutte come \u201cgruppo costruito a tavolino\u201d, diciamo almeno gente parecchio brava nel <em>product placement<\/em>. Soprattutto quando il prodotto in questione sono loro stessi.<\/p>\n<p>A partire dal nome (che si legge \u201cChurches\u201d ma si scrive <strong>CHVRCH\u039eS<\/strong> \u2014 nemmeno fossero una start-up che espone al <em>Fuorisalone<\/em>), passando per il fatto che gettarsi a cavalcare l\u2019onda di riflusso del synth-pop a fine anni duemila non pu\u00f2 essere certo definito un &#8220;obiettivo sfidante2, per arrivare a supporre \u2014 a voler essere sul serio maliziosi \u2014 che mettere a cantare <a title=\"va' la furbetta!\" href=\"https:\/\/www.thelineofbestfit.com\/author\/lmayberry\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una giornalista di <em>The Line Of Best Fit<\/em><\/a> sia stata, nella peggiore delle ipotesi, un\u2019ottima strategia per partire con qualche recensione tanto gratuita quanto interessata.<\/p>\n<p>Ma forse mi sbaglio sul serio, forse sono davvero io che son prevenuto: dopotutto, uno dei luoghi comuni pi\u00f9 diffusi \u00e8 che i critici musicali siano in gran parte dei musicisti falliti, quindi, vista in questo senso, pure l\u2019azzardo di <strong>Lauren Mayberry<\/strong> \u2014 di percorrere la parabola al contrario, dico \u2014 diventa nient\u2019altro che la storia di un critico musicale che, fallendo, ce l\u2019ha fatta.<\/p>\n<p>Eppure non riesco a non pensare che anche la scelta di un duetto con <strong>Matt Berninger<\/strong> come singolo per promuovere il nuovo disco <em>Love Is Dead<\/em> vada in questa direzione: chi meglio del frontman di una delle band pi\u00f9 rispettate del panorama indie degli ultimi anni \u2014 un quasi cinquantenne belloccio (ma non troppo), un po\u2019 padre di famiglia (ma non troppo) e un po\u2019 poeta maledetto (ma non troppo), che piace alle figlie ma contemporaneamente stuzzica un po\u2019 anche le madri \u2014 per allargare il bacino di utenza, sia in termini demografici che di snobismo intellettualoide, senza andare per\u00f2 a confondere troppo l\u2019attuale <em>fanbase<\/em>?<\/p>\n<p>Che poi i due si conoscessero e fossero amici da tempo, che avessero gi\u00e0 <a title=\"la strana coppia\" href=\"https:\/\/youtu.be\/PJeqxqhvGBQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">condiviso lo stesso palco<\/a>, che si fossero addirittura <a title=\"manco fossimo a Le Iene!\" href=\"https:\/\/www.stereogum.com\/1846852\/watch-lauren-mayberry-and-matt-berninger-interview-each-other\/video\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">intervistati a vicenda<\/a> qualche anno fa, cos\u00ec come la constatazione che la cosa effettivamente funzioni \u2014 con lo splendido baritono di lui che va in parte a compensare la voce insopportabilmente infantile di lei e un testo di <em>non-amore<\/em> scazzato che starebbe bene proprio addosso a una canzone dei National, se non fosse stato privato di ogni metafora e messo gi\u00f9 come dovesse essere spiegato a un bambino di quattro anni \u2014 oppure che il video associato sia fondamentalmente a sua volta un <em>non-video<\/em> a costo zero \u2014 ma sempre buono a solleticare la voglia creativa a basso costo della vostra sorellina di dieci anni (fatti un selfie-emo e usa un po&#8217; alla cazzo <a href=\"https:\/\/itunes.apple.com\/us\/app\/groovo-glitch-video-effects\/id1283795125?mt=8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una qualunque<\/a> delle mille app di <em>glitch effect<\/em> che trovi sull&#8217;<em>AppStore<\/em>)\u00a0\u2014 non cambia la sensazione iniziale.<\/p>\n<p>Sempre l\u2019ennesimo, probabilmente riuscito, esperimento di marketing rimane.<\/p>\n<p><iframe title=\"CHVRCHES - My Enemy ft. Matt Berninger\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fKuxh0E9mSI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>God Is An Astronaut<\/h2>\n<h4>Epitaph<\/h4>\n<p>Questo mese ricorre <em>L\u00e1 Fh\u00e9ile P\u00e1draig<\/em>, pi\u00f9 comunemente nota a queste latitudini come <em>Festa di San Patrizio<\/em>: \u00e8 una celebrazione di origine cristiana che si tiene ogni anno in onore, appunto, di san Patrizio patrono d&#8217;Irlanda e commemora l&#8217;arrivo del cristianesimo nell\u2019isola durante il quinto secolo d.C.<\/p>\n<p>Non stupisce quindi che, lass\u00f9, il 17 Marzo sia festa nazionale della repubblica. Pi\u00f9 difficile capire perch\u00e9 anche dalle nostre parti si sia preso a festeggiare il <em><a title=\"tutti a bere la birra e a ballare sui tavoli!\" href=\"http:\/\/www.irlanda-in-festa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">St. Patrick\u2019s Day<\/a><\/em>, radunandosi dentro capannoni opportunamente agghindati in finto legno e trifoglio a mangiare discutibili piatti di manzo bollito, mentre ci si gonfia di ottima <em>Guinness<\/em> annacquata. Nel senso, \u00e8 vero che anche in altre parti del mondo la ricorrenza viene celebrata con passione, ma si tratta prevalentemente di quei paesi interessati nel corso dei secoli da una significativa immigrazione irlandese, mentre \u2013 ad oggi \u2013 credo che la cosa pi\u00f9 simile a una comunit\u00e0 celtica in Italia sia <a title=\"iscriviti leva anche tu un bicchiere di vino al cielo d'Irlanda e alle nuvole gonfie!\" href=\"http:\/\/www.lagrandefamiglia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il fan club dei Modena City Ramblers<\/a>.<\/p>\n<p>Comunque, prima di perdere lucidit\u00e0 e credibilit\u00e0 annebbiati da litri di sidro dentro l\u2019Irish Pub sotto casa, cogliamo l\u2019occasione per parlare un attimo seriamente di musica irlandese. Nello specifico, di post-rock irlandese. Il che, ad una prima e superficiale analisi, potrebbe sembrare la stessa cosa che parlare della squadra giamaicana alle Olimpiadi invernali, ovvero addentrarsi ad analizzare una nicchia minuscola, soprattutto se confrontata con prodotti di esportazione di massa come U2, Cranberries o Enya.<\/p>\n<p>Eppure i <strong>God Is An Astronaut<\/strong> da ormai sedici anni occupano saldamente il loro posto di principali alfieri del rock strumentale gaelico, vantando un discreto successo anche all\u2019estero (nei paesi mediterranei in particolare). La loro ottava fatica si chiama <em>Epitaph<\/em>, esce a fine Aprile e \u2013 forse perch\u00e9 ispirato nella composizione dalla scomparsa prematura di un loro cuginetto di otto anni \u2013 si candida a perfetto <em>party pooper<\/em> per qualunque spirito festaiolo l\u2019arrivo della primavera stia risvegliando in voi.<\/p>\n<p>La cosa (ehm) buffa \u00e8 che, per essere sicuri che il messaggio fosse recapitato a dovere, pare che il video dell\u2019omonimo singolo sia stato rifatto da capo due volte. La prima versione infatti \u2013 stando alle parole della band, troppo allegra \u2013 <strong>\u00abwhile well made, missed the point entirely\u00bb<\/strong>, mentre questa (completamente creata saccheggiando l\u2019<a title=\"allegria, portami via!\" href=\"http:\/\/www.burnsarchive.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">archivio<\/a> del dottor <strong>Stanley B. Burn<\/strong>, pioniere della fotografia <em>post-mortem<\/em>) non lascia adito a fraintendimenti: uno slideshow d\u2019altri tempi, in bianco e nero, che descrive senza piet\u00e0 la vulnerabilit\u00e0 dell\u2019infanzia, lo shock che mina alle fondamenta la consapevolezza della triste notizia e tutta una carrellata su un dolore distribuito a pioggia in modo da non lasciare superstiti.<\/p>\n<p>Dopotutto, sar\u00e0 mica un caso se il nuovo album dei <strong>GIAA<\/strong> esce per un\u2019etichetta che si chiama <a title=\"la prima cosa da fare per iniziare bene la giornata\" href=\"https:\/\/youtu.be\/G6wi6V-WpCg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Napalm Records<\/em><\/a>.<\/p>\n<p><iframe title=\"GOD IS AN ASTRONAUT - Epitaph (Official Video) | Napalm Records\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fm5gNUYFPs8?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Jon Hopkins<\/h2>\n<h4>Emerald Rush<\/h4>\n<p>Fino ad oggi il genio di <strong>Jon Hopkins<\/strong> si era nutrito di cose relativamente concrete: campionamenti dei fuochi di artificio presi in prestito della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, lifting brutali sulle forme d\u2019onda di sciacquoni dei cessi di un ben noto hotel di New York registrati con l\u2019iPhone e ripassati poi nella padella di qualche sequencer digitale, l\u2019allarme di casa mandato al contrario ma solo dopo averlo privato di qualche bit scelto con cura.<\/p>\n<p>Insomma, era il classico tipo che, durante le feste private, alle quattro di mattina \u2014 quel momento sacro quando sono ormai tutti se ne sono andati o stanno stesi ubriachi sul tappeto in salotto \u2014 ti ritrovavi in cucina sommerso dalla marea di toast che aveva abbrustolito solo per il gusto di sentire ancora una volta il suono meraviglioso del tuo tostapane: quello che, fino ad allora, tu avevi usato tutti i santi giorni a colazione, senza renderti conto che andava a eccitare una frequenza ancora inesplorata dello spettro udibile.<\/p>\n<p>Anche durante i suoi live set, armato dell\u2019intero catalogo di <a title=\"tipo dei videogame, cio\u00e8 audiogame, diciamo\" href=\"http:\/\/www.korg.com\/us\/products\/dj\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kaoss Pad<\/a> della <em>Korg<\/em> fantasiosamente collegati gli uni con gli altri in un\u2019installazione tutt\u2019altro che wireless, sembrava uno stenografo iperattivo, capace di generare con le dita suoni sintetici incredibilmente profondi ed emozionanti, che avevi l\u2019impressione di poter quasi toccare con mano.<\/p>\n<p>Poi si sa: a tutti, a un certo punto della nostra esistenza, ci tocca di attraversare uno \u2014 chiamiamola cos\u00ec \u2014 \u201cstadio mistico\u201d. Sperimentare tecniche di meditazione, stati di trance indotta, fare un viaggio in India e magari provare anche se ci riesce di campare con una dieta rigorosamente vegana. Qualcuno ne fa da l\u00ec in poi uno stile di vita, qualcun\u2019altro nel giro di un mese torna ad attentare al buco dell&#8217;ozono sgasando con il SUV in fila al semaforo, al ritmo frenetico della techno che esce dall\u2019autoradio assemblato da un minore nel sud-est asiatico.<\/p>\n<p>A sentir lui, Jon Hopkins in quel periodo di trascendenza c\u2019\u00e8 entrato ora, con il suo quinto, attesissimo album. <em>Singularity<\/em> esce a inizio Maggio e \u2014 stando al foglietto illustrativo che il producer inglese ci ha fornito a corredo di questo primo singolo:<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>This album is a blend of sounds, the attempt to find a space where dancing and meditation can coexist.<cite class=\"citeConversation\">Jon Hopkins<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>In pratica la versione su disco di quella che, durante le serate di musica elettronica nei locali pi\u00f9 attrezzati, chiamano <em>chill-out zone<\/em>: un posto dell\u2019anima pieno di divanetti di dubbio gusto in cui di solito finisci a collassare nel tentativo di sopravvivere alla fase down dell\u2019MDMA, ma che nessuno vieta di utilizzare per stare al passo con i tempi e seguire un potenziale nuovo trend della club culture: quella sana mezz\u2019oretta di yoga, buona per rigernerare lo spirito prima di tornare in pista a ballare come un derviscio epilettico in tempo per l\u2019<em>afterhour<\/em>.<\/p>\n<p>Anche il video di <em>Emerald Rush<\/em> \u2014 animato e diretto da <strong>Robert Hunter<\/strong> e <strong>Elliot Dear<\/strong> \u2014 mette insieme tutti questi aspetti, e finisce per raccontare il trip in versione bio di un ragazzino con la felpa che, seguendo delle strane lucciole che paiono uscite da un cartone di Miyazaki, finisce in una grotta magica in cui fondamentalmente \u00e8 in atto un rave <em>green<\/em>, a chilometro zero, basso consumo energetico e minime emissioni inquinanti.<\/p>\n<p>\u00c8 il primo, succulento assaggio di quello che si annuncia come un lavoro complesso e stratificato, una roba che \u2014 sempre a leggere la press release \u2014 <strong>\u00abis intended to be listened to in one sitting, as a complete body of work\u00bb<\/strong>. Belle parole e auspicio coraggioso, soprattutto da buttare in pasto all\u2019attuale approccio \u201cmordi e fuggi\u201d alla fruizione della musica online, anche se, a voler essere pignoli \u2014 come usava dire il mai dimenticato <a title=\"\u00e8 vivo!\" href=\"https:\/\/www.intelligonews.it\/uova-fresche-di-giornata\/articoli\/25-maggio-2016\/41898\/che-fine-ha-fatto-antonio-lubrano-come-sta-vivo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Antonio Lubrano<\/a> \u2014 \u201cla domanda sorge spontanea\u201d, per quanto provocatoria: se un\u2019opera di tal fatta \u00e8 espressamente pensata e composta per essere goduta in un\u2019unica sessione di ascolto senza soluzione di continuit\u00e0, a che pro far uscire un singolo? Si rischia di fraintenderne il significato sbagliando il metodo e di perderne il senso nascosto a causa di un eccesso di fretta dichiaratamente controproducente in partenza.<\/p>\n<p>S\u00ec, lo so: son sottigliezze filosofiche che potrebbero (dovrebbero) fare la differenza e dettare le strategie promozionali soltanto in mondo utopicamente ideale.<\/p>\n<p>Infatti, vai a spiegarlo a quelli di un\u2019etichetta discografica.<\/p>\n<p><iframe title=\"Jon Hopkins - Emerald Rush (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/4sk0uDbM5lc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Shame<\/h2>\n<h4>Lampoon<\/h4>\n<p>Questi son ragazzini di vent\u2019anni che ancora non erano entrati in sala di registrazione e gi\u00e0 avevano addosso una confezione intera di etichette che andavano da &#8220;the UK\u2019s most exhilarating\/exciting new band&#8221; a &#8220;a gang of beautiful young British misanthropes&#8221; passando per &#8220;the shouty south Londoners that go crazy on stage2. Riassumendo: qualche fortunato aveva sentito il demo e c\u2019era rimasto sotto, qualcun altro aveva avuto modo di intervistarli e c\u2019era rimasto sotto e un branco di pi\u00f9 coraggiosi li aveva visti dal vivo e&#8230; c\u2019era rimasta sotto.<\/p>\n<p>Gli <strong>Shame<\/strong> non si sono scomposti e dallo studio di registrazione ci sono usciti con <em>Songs of Praise<\/em>, una piccola bombetta di post-punk raffinatissimo (ovvero grezzo con gusto) che non fa che peggiorare le cose. In termini di gente che rischia di rimanerci sotto, intendo.<\/p>\n<p>Una manciata di pezzi stretti contro natura gli uni accanto agli altri, pronti a esplodere senza avvertirti prima e impacchettati bene attorno a testi inzuppati in un cocktail da <em>hangover<\/em> duro (\u00bc vodka, \u00bc disagio adolescenziale, \u00bc veleno e \u00bc sarcasmo), un cantante che mischia la vena socio-politica di un Jarvis Cocker di periferia annoiato e disilluso con il predicare arido, squallido e desolato del primo Nick Cave e una band che fa del rifiutare qualsiasi posa la propria posa, ma poi suona come come i Fall e i Gang of Four pi\u00f9 incazzati. Insomma gli ingredienti per gridare alla <em>next big thing<\/em> ci sono tutti e probabilmente a ragione.<\/p>\n<p>Come sempre, il tempo caler\u00e0 la sua sentenza e ci dir\u00e0 se e quanto <em>next<\/em> e <em>big<\/em> sar\u00e0 questa faccenda, ma intanto questi piccoli bulli cresciuti sui soppalchi del <a href=\"https:\/\/fatwhitefamily.wordpress.com\/tag\/queens-head\/\" target=\"_blank\" title=\"va' che bordello in quel pub l\u00ec!\" rel=\"noopener\">Queen&#8217;s Head pub<\/a> con i Fat White Family a recitare la parte della balia, hanno fatto irruzione nella stanza \u2014 ormai quasi disabitata \u2014 del \u201crock con le chitarre\u201d inglese, buttando gi\u00f9 il muro con un manifesto audace e risoluto che alza di un bel po\u2019 l\u2019asticella per tutte i prossimi gruppetti che vorranno sul serio fare il botto con il loro primo disco.<\/p>\n<p><em>Lampoon<\/em> \u00e8 il terzo singolo estratto dall\u2019album e il suo video fatto in casa a costo-zero vorrebbe catturare un\u2019istantanea della follia \u2014 <em>on stage<\/em> e <em>backstage<\/em> \u2014 loro ultimo tour nord-americano.<\/p>\n<p>Non ci riesce minimamente, sostiene chi \u00e8 stato presente.<br \/>\n<em>E c\u2019\u00e8 rimasto sotto<\/em>.<\/p>\n<p><iframe title=\"shame - Lampoon (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SYKMLbMfD_M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-top: 4em;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"la playlist di Spineless su HVSR\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascolta la playlist su HVSR<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Shame, Jon Hopkins, God Is An Astronaut, Chvrches e Moon Hooch: cinque pezzi buoni per celebrare la santa Pasqua come Idd\u00eco comanda.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5083,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,265],"tags":[1665,1662,1625,1663,1666,1661,1511,1664],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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