{"id":5152,"date":"2018-06-03T17:24:09","date_gmt":"2018-06-03T15:24:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/godflesh-live-bologna-copy\/"},"modified":"2018-06-07T16:25:57","modified_gmt":"2018-06-07T14:25:57","slug":"thom-yorke-live-firenze-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/thom-yorke-live-firenze-milano\/","title":{"rendered":"How to disappear, incompletely"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di live report \u00e8 stato scritto in esclusiva per LINDIEPENDENTE.IT ed \u00e8 comparso per la prima volta sull\u2019omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quel ragazzo con il codino e l&#8217;occhietto ammaccato che per farsela passare aveva inziato a dimenarsi.<\/div>\n<h2>Terminal Technology<\/h2>\n<p>Il buon vecchio music business come lo abbiamo conosciuto da decenni ormai attraversa una lenta, dolorosa agonia, fatta di alti e bassi, senza particolari picchi, ma con un trend in graduale peggioramento. Tu chiamala, se vuoi, <em>tecnologia terminale<\/em> e, soprattutto, togliti dalla testa che la guarisca il \u201critorno del vinile\u201d. La buona notizia<\/p>\n<p class=\"interlude\">(in realt\u00e0 \u00e8 pessima, ma con questi chiari di luna l\u2019ottica apparentemente privilegiata di quelli che \u201cmal comune, mezzo gaudio\u201d \u00e8 l\u2019unica che sembra capace di farti passare la nottata)<\/p>\n<p>\u00e8 che \u00e8 in ottima compagnia: teatri storici, librerie a conduzione familiare, cinema mono-sala, gallerie d\u2019arte sono ormai diventati \u2014 afflitti dallo stesso morbo (o comunque da diverse patologie dello stesso ceppo) \u2014 invalidi permanenti, invischiati in quel limbo che ti impedisce di andare sia avanti che indietro, ben lontani tanto da un pieno recupero delle forze quanto da un liberatorio, effettivo decesso certificato.<\/p>\n<p>Riassumendo il tutto in un brevissimo manuale di <em>Terminal Technology for Dummies<\/em>, diciamo che uno spettacolo alla Scala ormai difficilmente avr\u00e0 la stessa rilevanza culturale (in termini di \u2014 chiedo perdono \u2014 <em>engagement<\/em>) di una serie TV vista su Netflix da milioni di spettatori in giro per il mondo, cos\u00ec come i tuoi amici su un qualunque social network preferiscono scrollare vorticosamente una slot machine di status update piuttosto che sfogliare con calma le pagine di un libro. Anche l\u2019idea di dipingere l\u2019oceano cos\u00ec come ce lo racconta chi l\u2019ha visto davvero rimane indubbiamente affascinante, ma lo era forse di pi\u00f9 prima che a raccontarcelo fosse un feed di Instagram o comunque di poter prenotare direttamente un volo low-cost per i Caraibi e andarlo a fotografare dal vivo. E poi postarlo su Instagram, s\u2019intende.<\/p>\n<p>\u00c8 un brutto discorso da vecchi, lo so. Ma l\u2019et\u00e0 media dei volti che vedo affacciati ai palchetti incorniciati di legno intarsiato \u00e8 confortante, in questo senso, e per una volta mi lascia meno rimorsi nel momento in cui mi prendo il lusso di abbandonarmi a pensieri cos\u00ec deludentemente reazionari.<\/p>\n<p>Quando \u00e8 successo tutto questo? Quand\u2019\u00e8 che tutto ha iniziato ad andare ufficialmente in vacca<\/p>\n<p class=\"interlude\">(in realt\u00e0 c\u2019\u00e8 un\u2019intera, ben nutrita fazione che sostiene con immenso sollievo sia stata invece una necessaria evoluzione della specie, ma, visto il livello del dibattito, l\u2019ottica passivo-aggressiva di quelli che \u201csi stava meglio quando si stava peggio\u201d \u00e8 l\u2019unica che sembra capace di farti partecipare alla discussione da protagonista)<\/p>\n<p>e abbiamo superato il punto di non ritorno? Vai a sapere. Come per la sparizione (e la successiva ricomparsa, dopo che si erano fatte crescere la barba e cambiato il grembiule con uno pi\u00f9 vintage con su scritto \u201cgourmet\u201d) delle sagome dei camerieri fuori dai ristoranti, non son cose che avvengono in una data precisa. In ambito musicale \u00e8 uso comune piazzare la bandierina agli albori del nuovo millennio e chiamare in causa <em>Napster<\/em>: da un lato perch\u00e9 quella rivoluzione \u00e8 stata sul serio, a modo suo, epocale, dall\u2019altro perch\u00e9 dare la colpa a chi non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 (non vorrete mica chiamare <a title=\"non scherziamo, su\" href=\"https:\/\/it.napster.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">questo<\/a> sul serio <em>Napster<\/em>, vero?) risulta statisticamente lo sport pi\u00f9 praticato nei secoli dei secoli \u2014 non costa nulla, minimizza il rischio infortuni e, se lo fai mentre corri, magari butti gi\u00f9 anche un paio di chili.<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che Internet e il suo corollario di peer-to-peer e file sharing hanno semplicemente ribaltato il tavolo della trattativa ribadendo l\u2019ovvio: cio\u00e8 che<\/p>\n<blockquote><p>la gente, mediamente, preferisce non pagare quello che pu\u00f2 avere gratis.<\/p><\/blockquote>\n<p>Qualcuno l\u2019ha presa peggio di altri<\/p>\n<p class=\"interlude\">(per dire, i Metallica e la loro credibilit\u00e0 ancora si leccano le ferite della loro guerra senza quartiere al download illegale \u2014 e ok, il fatto di non aver imbroccato un disco decente negli ultimi venti anni non li ha aiutati, in questo senso)<\/p>\n<p>qualcun altro (gruppi minori, almeno se parliamo di vendite) si \u00e8 fatto due conti in tasca e ha iniziato a regalare i dischi sperando che un po\u2019 di gente, dopo averli ascoltati, pagasse per vederli live, qualcun\u2019altro ancora si \u00e8 inventato \u2014 appunto \u2014 il \u201critorno del vinile\u201d con in allegato un codice di download per gli mp3 e ora racconta alla sua ballotta di aver rimesso in moto l\u2019economia.<\/p>\n<p>I <strong>Radiohead<\/strong> \u2014 comunque vogliate chiamarli: furbi, idealisti, paraculi, visionari \u2014 pochi anni dopo, hanno scritto tutto un loro capitolo a parte sull\u2019argomento, entrando a gamba tesa sulle caviglie del rinnovamento, mentre tendevano ai loro stessi fan una specie di imboscata mascherata da sondaggio all\u2019uscita dal supermercato. Il successo al botteghino di <em>In Rainbows<\/em>, nonostante il provocatorio metodo di autofinanziamento \u2014 <em>pay what you want<\/em> \u2014 da un lato ha fatto s\u00ec che la mossa passasse alla storia come uno dei pi\u00f9 grossi \u201cvaffanculo\u201d di sempre all\u2019indirizzo dell\u2019industria discografica, dall\u2019altro ha messo in secondo piano la vera portata innovativa della domanda posta: un brutale \u201cquanto vale, secondo voi, la nostra musica?\u201d buttato l\u00e0 nel momento pi\u00f9 delicato, ovvero non in mezzo a una conversazione fine a se stessa, annoiata in un salotto accademico, ma bens\u00ec nell\u2019esatto istante in cui stai mettendo mano al portafogli.<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5171\" style=\"margin-top: 3em; margin-bottom: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-03-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<p><strong>Thom Yorke<\/strong> in particolare, \u00e8 tornato pi\u00f9 volte sulla questione \u2014 con alterni risultati in termini di consenso popolare, ma una sua certa ondivaga coerenza \u2014 gi\u00e0 a partire dai tempi di <em>Hail to the Thief<\/em> (quando, a conclusione del loro contratto quinquennale con la <em>EMI<\/em>, confessava che s\u00ec, quelli dell\u2019etichetta erano tutti bravi ragazzi, simpatici e buoni per una birretta al pub, ma che gli dava una forma di strano, perverso gusto il poter mandare finalmente a quel paese un modello di business che ormai era assimilabile a un morto che camminava), per passare poi a combattere i mulini a vento nella ben nota <a title=\"tanto fumo e poco arrosto\" href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/technology\/2013\/oct\/07\/spotify-thom-yorke-dying-corpse\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">campagna contro <em>Spotify<\/em><\/a> e infine riuscendo in quello che a tutti gli effetti \u00e8 stato il primo ossimoro concettuale ad andare a trovare una zona grigia di terreno comune tra l\u2019e-commerce e la pirateria, ovvero <a title=\"l'hai comprato anche te?\" href=\"http:\/\/blog.bittorrent.com\/2014\/09\/26\/unlock-tomorrows-modern-boxes\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">venderti un disco tramite <em>BitTorrent<\/em><\/a>.<br \/>\n<img class=\"aligncenter size-full wp-image-5157\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/teatro-verdi-firenze.jpg\" alt=\"Teatro Verdi - Firenze\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/teatro-verdi-firenze.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/teatro-verdi-firenze-300x157.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/teatro-verdi-firenze-768x402.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/teatro-verdi-firenze-1024x536.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>Mutui e programmi per affrontare il caldo<\/h2>\n<p>Questo romanzetto breve solo per giustificare il senso di leggero straniamento che mi frulla in testa mentre baratto la mia mail di <em>TicketOne<\/em> (gi\u00e0 a sua volta precedentemente barattata con un mutuo \u2014 grazie a Dio, <a title=\"usciamo dall'Euro!\" href=\"http:\/\/www.adnkronos.com\/fatti\/politica\/2018\/05\/27\/mattarella-tutelato-risparmi-degli-italiani_GuiizUTG6BzZmgWvik7A9N.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">visti i tempi che corrono<\/a>, a tasso fisso \u2014 del valore complessivo di 341.64 euro, comprensivi di IVA e diritti di prevendita \u2014 tu chiamalo, se vuoi, <em>pay what they want<\/em>) con le quattro poltrone centrali della fila <strong>S<\/strong> del Teatro Verdi di Firenze. Nel senso, sar\u00e0 che nelle ultime settimane sono nati e crepati almeno tre <a title=\"lasciamoli governare!\" href=\"https:\/\/video.corriere.it\/di-maio-ci-stato-impedito-formare-governo-cambiamento\/90ae34fc-61df-11e8-83c2-c2f27971c337\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">governi del cambiamento<\/a>, ma l\u2019idea che il conclamato paladino della connessione diretta (in termini di transazione monetaria) tra artista e pubblico faccia il suo take over di un monumento storico alla separazione (di <a title=\"tiriamo su un muro immaginario!\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Quarta_parete\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">diderotiana memoria<\/a>) tra attore e spettatori, mi suona romanticamente surreale come un golpe al contrario, ultimo, bellissimo, disperato tentativo di fermare l\u2019emorragia di quella tecnologia terminale di cui sopra con una trasfusione di linfa vitale tra ambienti un tempo non comunicanti, in un gioco di contrasti potenzialmente unico.<\/p>\n<p>Deve essersi ritrovato di fronte alla stessa incertezza anche lo stagista addetto a categorizzare gli eventi del programma del pi\u00f9 grande \u201cteatro all\u2019italiana\u201d della Toscana, visto che \u2014 almeno a leggere la brochure che mi danno all\u2019ingresso \u2014 quello di oggi finisce dritto nel bidone dell\u2019indifferenziata (vedi alla voce \u201cPop \/ Rock \/ Jazz\u201d) in compagnia di <a title=\"vacci a vedere il Massimone nazionale al Verdi, io sto a casa quella sera\" href=\"https:\/\/www.teatroverdifirenze.it\/genere\/massimo-ranieri-2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Massimo Ranieri<\/a>, e pure gli organizzatori \u2014 forse per accentuare il contrasto con i suoni sintetici e futuribili che andremo ad ascoltare \u2014 hanno pensato bene di ricreare la stessa atmosfera dell\u2019inaugurazione, almeno a livello termodinamico. Era il 1854, l\u2019opera scelta per l\u2019occasione il <em>Rigoletto<\/em> di Verdi e, come allora, anche stasera sembra non esserci traccia di condizionamento dell\u2019aria, cos\u00ec che i 30 gradi abbondanti di un\u2019estate fiorentina arrivata con largo anticipo vengono opportunamente amplificati, all\u2019interno della sala, dall\u2019effetto \u201cbue &amp; asinello\u201d applicato a un sold out di 1500 persone.<\/p>\n<p>Domani, a Milano, andr\u00e0 meglio, ogni cosa torner\u00e0 non solo <em>in its right place<\/em> (ovvero nei consueti binari della club culture del Fabrique) ma anche sotto le medie stagionali di temperatura (\u201cStanding, rail and proper air-conditioning: now we\u2019re talking.\u201d \u2014 citazione da uno status a caso della mia filter bubble di Facebook, che, non so bene il motivo \u2014 forse per una mia tendenza masochista a circondarmi di persone che mi facciano costantemente <em>rosicare<\/em> \u2014 \u00e8 piena di gente che si \u00e8 fatta la combo delle due date italiane), ma per adesso tocca ammettere che non potrebbe esserci opening act migliore di quello scelto, per continuare sulla falsariga tematica della serata e fare appunto da trait d\u2019union tra antico e moderno, tra tecnologia e tradizione, tra digitale e analogico.<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5160\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/oliver-coates-live.jpg\" alt=\"Oliver Coates - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/oliver-coates-live.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/oliver-coates-live-300x156.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/oliver-coates-live-768x398.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/oliver-coates-live-1024x531.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>Secchioncelli e violoncelli<\/h2>\n<p><strong>Oliver Coates<\/strong> ha l\u2019aria del secchioncello timido a cui \u00e8 impossibile non voler bene, e in effetti si conferma entrambe le cose: musicista classico dal talento indiscutibile (laureato alla <em>Royal Academy of Music<\/em> con il voto pi\u00f9 alto della storia dell\u2019istituto), fa la sua apparizione cauto, dice un paio di parole e si siede, illuminato solo da due LED verticali, a presentare il suo set, mentre buona parte della gente, in platea, non riesce nemmeno per una sola, speciale sera a rinunciare alla brutta abitudine di arrivare oltre la presunta ora di inizio e, armata di torce dell\u2019iPhone, cerca il proprio posto nel buio, come uno branco impazzito di strani, maleducati animaletti disorientati, a met\u00e0 tra formiche che non ritrovano la lanterna e lucciole che han perso la bussola.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I\u2019m gonna play some techno with my cello.<cite class=\"citeConversation\">Oliver Coates<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Messa cos\u00ec pare un\u2019eresia, ma Coates \u2014 forte del suo concetto di <em>deep minimalism<\/em> applicata a uno strumento ad arco (distorsioni, sampling e rework di suoni da orchestra frantumati in un panorama che richiama tanto i deserti automatizzati degli Autechre quanto le scorribande disco-avanguardiste di Arthur Russell) \u2014 \u00e8 veramente uno dei pochi che pu\u00f2 dichiararsi a suo agio sia come spalla di due smanettoni del laptop come l\u2019ultimo <strong>Thom Yorke<\/strong> e il fido <strong>Nigel Godrich<\/strong> che seduto sul palco di un teatro di met\u00e0 Ottocento, forse l\u2019unico che trova la sua ragion d\u2019essere proprio quando le due cose <em>avvengono contemporaneamente<\/em>. Certo stupisce meno, il tutto, se si pensa che il compositore inglese collabora da tempo alla colonne sonore di Jonny Greenwood e \u2014 in quanto membro della <em>London Contemporary Orchestra<\/em> \u2014 \u00e8 stato colonna portante di tutto <em>A Moon Shaped Pool<\/em>, mettendo del suo nell\u2019ideare la linea ritmica di <em>Burn The Witch<\/em> (ottenuta suonando \u2014 <em>colpendo<\/em> credo sia il termine esatto \u2014 appunto i violoncelli con un plettro) e gli arrangiamenti di <em>Daydreaming<\/em> (che Yorke stesso ha definito \u00abthe sound of the album\u00bb).<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5162\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-band-live-01.jpg\" alt=\"Thom York, Nigel Godrich &amp; Tarik Barri - live setup\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-band-live-01.jpg 1378w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-band-live-01-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-band-live-01-768x380.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-band-live-01-1024x506.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1378px) 100vw, 1378px\" \/><\/p>\n<h2>Enterprise<\/h2>\n<p>Visto il suo setup \u2014 che definire <em>minimal<\/em> \u00e8 un eufemismo \u2014 il cambio palco \u00e8 relativamente veloce: tre tavoli a <strong>T<\/strong> in simil legno che sembrano usciti da un loft del <em>Fuorisalone<\/em>, un pianoforte elettrico appoggiato in disparte e cinque pannelli giganteschi a fare da tavolozza sullo sfondo, trasformano lo spazio oltre il sipario in una specie di <a title=\"uno dei salotti pi\u00f9 fichi della galassia\" href=\"https:\/\/www.thumbsticks.com\/star-trek-bridge-crew-original-series-bridge-10022017\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sala comandi dell\u2019Enterprise<\/a> arredata da un designer d\u2019interni svedese, preparando il campo all\u2019ingresso trionfale del frontman dei Radiohead, di quello che ormai \u00e8 da anni il sesto membro della band e della new entry <strong>Tarik Barri<\/strong>, audio\/visual designer olandese, mago assoluto quando si tratta di andare a pescare nel torbido, sottovalutato campo dell\u2019<em>arte nerd<\/em> per trasformare parole misteriose come <a title=\"link nerd\" href=\"https:\/\/cycling74.com\/products\/max\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">MAX\/MSP\/Jitter<\/a> in goduria per gli occhi.<\/p>\n<p>Proprio lui, col senno di poi, sar\u00e0 il vero valore aggiunto, la reale sorpresa della serata, e non a caso infatti occupa sul palco una postazione identica ai due compagni \u2014 invece che il classico posticino accanto al mixer audio in cui di solito sono relegati i suoi colleghi \u2014 come a sottolineare che qui \u00e8 a tutti gli effetti il terzo, imprescindibile elemento della formazione, con un compito ben preciso quanto fondamentale: progettare pitture digitali, sincronizzarle in tempo reale e proiettarle \u2014 a rendere la musica qualcosa di ancor pi\u00f9 pastoso e denso e la percezione dell\u2019insieme come un\u2019esperienza sensoriale completa \u2014 indistintamente su sfondo, musicisti e immaginario del pubblico, mischiando il tutto in una serie di pennellate elettriche di un\u2019intensit\u00e0 cos\u00ec rara da non meritare di venir abbandonate a un tratto da uno dei maxi-schermi che, anche se solo per pochi secondi e a intervalli (ir)regolari, preferisce loro un uniforme blu elettrico d\u2019altri tempi (databile pi\u00f9 o meno intorno all\u2019epoca aurea di <em>Windows 95<\/em> \u2014 <a title=\"provate a riavviare\" href=\"https:\/\/paradiso-informatica-v2.weebly.com\/le-schermate-di-errore.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Pantone 072c<\/a>).<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5165\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-06.jpg\" alt=\"Thom Yorke &amp; Nigel Godrich - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-06.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-06-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-06-768x479.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-06-1024x638.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>Un trofeo imbalsamato<\/h2>\n<p><em>Interference<\/em> \u2014 forse una delle migliori canzoni della carriera solista di Thom Yorke \u2014 \u00e8 un\u2019apertura fuorviante, con il suo intreccio delicato di pianoforte e falsetto sopra un tappeto di rumori innocui quasi privo di beat. Ci fa, per pochi minuti, tornare a intravedere il vecchio personaggio che per anni si \u00e8 parato davanti ai nostri occhi: un genio traumatizzato, un asociale ossessionato dalla giustizia sociale, un brontolone visionario, un predicatore dell\u2019alienazione. In altri termini, una figura simbolica e distaccata \u2014 la figura che <em>abbiamo voluto vedere<\/em>, perch\u00e9 comunque, in un mondo in cui cambiare \u00e8 la normalit\u00e0, ci faceva comodo rappresentare un artista che ha sempre alternato con un certo, ben preciso criterio i bersagli (prima la tecnologia, poi l\u2019industria discografica, quindi le tematiche ambientali ed ecologiche\u2026 what else?) del proprio interesse, come un\u2019icona dal significato cristallizzato, un trofeo imbalsamato da appendere sopra l\u2019immaginario caminetto della critica musicale di questo nuovo secolo. Non cercavamo le risposte, ci bastava crogiolarsi nelle domande. E Thom Yorke le domande ce le ha poste tutte, una dietro l\u2019altra. Quale pu\u00f2 mai essere il nostro messaggio se i media che ormai abbiamo scelto per veicolarlo sono solo sottili membrane trasparenti attraverso cui tutti vedono tutto? Cosa c\u2019\u00e8 rimasto da dire quando ormai <em>dire<\/em> \u00e8 facile e istantaneo quanto <em>pensare<\/em>? Come dobbiamo raccontare il nostro <em>vivere<\/em> nel momento in cui le tecnologie che abbiamo creato per semplificarlo ormai vivono vite pi\u00f9 interessanti delle nostre?<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andata che abbiamo scoperto che anche il tizio che cos\u00ec testardamente aveva provato a fronteggiare quella mitologia capitalista che trasforma prima i cantanti in eroi e poi gli <a title=\"provateci, ora, a togliere quel disco da iTunes\" href=\"https:\/\/www.independent.co.uk\/arts-entertainment\/music\/features\/free-u2-album-how-the-most-generous-giveaway-in-music-history-turned-into-a-pr-disaster-9745028.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">eroi in forzature virali<\/a>, poteva ballare con una bombetta in testa come solo un <a title=\"io ballo da meme\" href=\"http:\/\/knowyourmeme.com\/memes\/thom-yorke-dance-remixes\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">meme<\/a> sa fare. Poi \u00e8 andata che ci siamo scoperti a sorridere, battendo il tempo con il piedino. Poi \u00e8 andata che ci \u00e8 piaciuto.<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5167\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07.jpg 1100w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-07-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px\" \/><\/p>\n<h2>Balla che ti passa<\/h2>\n<p>Perch\u00e9 Thom Yorke balla: questo \u00e8 quello che fa adesso.<\/p>\n<p>Ti balla addosso attraverso le finestre di <em>YouTube<\/em>, balla in loop infiniti dentro le infinite gif sparse come il napalm la mattina presto sopra le foreste di <em>Tumblr<\/em>, balla in mezzo alle arene da ottantamila persone, dentro DJset mixati male su <em>Soundcloud<\/em>, sopra i carri delle marce di <em>Greenpeace<\/em>, al centro di teatri in precedenza bagnati al massimo dalle acque de <em>Il Lago dei Cigni<\/em>.<\/p>\n<p>E quando Thom Yorke balla, quando lo vedi che \u2014 indipendentemente dal risultato estetico che probabilmente farebbe inorridire anche la peggiore insegnante di danza \u2014 davvero <em>sente<\/em> la musica, \u00e8 come se il mondo volesse ballare con lui. Perch\u00e9 lo sfacciato atteggiamento <a title=\"m'importa 'na sega\" href=\"https:\/\/www.urbandictionary.com\/define.php?term=DGAF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">DGAF<\/a> che accompagna i suoi movimenti epilettici, i suoi cambi di rotazione del bacino, la sua spina dorsale che si dibatte senza sosta eppure senza spezzarsi, sono \u2014 a tutti gli effetti \u2014 contagiosi, anche se, quando hai il culo piantato su una poltroncina di velluto rosso neobarocco, ti pare pi\u00f9 opportuno <em>ballare dentro<\/em>.<\/p>\n<p>E allora finisci a ballare dentro mentre lui balla fuori, per un\u2019ora e mezzo abbondante, anche se non sai mica bene come ballarli questi nuovi arrangiamenti strani, ancora pi\u00f9 sperimentali, a tratti dissonanti ma mai quanto basta per essere disturbanti, che sembrano arrivare dalle lezioni prese pi\u00f9 dai Modeselktor che da Burial, pi\u00f9 da Flying Lotus che da Mark Pritchard (giusto per citare alcune delle innumerevoli collaborazioni che l\u2019ex-ragazzo di Oxford si \u00e8 concesso nel corso degli anni).<\/p>\n<p>Si spazia <a title=\"leggila la scaletta!\" href=\"https:\/\/www.setlist.fm\/setlist\/thom-yorke\/2018\/teatro-verdi-florence-italy-5bed0710.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cos\u00ec<\/a> equamente tra <em>The Eraser<\/em> (<em>Black Swan<\/em>, <em>The Clock<\/em>) e <em>Tomorrow\u2019s Modern Boxes<\/em> (<em>Pink Section<\/em>, <em>Nose Grows Some<\/em>), affacciandosi per qualche episodio nelle stanze di <em>Amok<\/em> e sulle passerelle di <a title=\"gira la moda\" href=\"http:\/\/www.dazeddigital.com\/music\/article\/38873\/1\/thom-yorke-soundtracks-new-short-film\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Rag &amp; Bone<\/em><\/a> (<em>Twist\/Saturdays<\/em>), senza dimenticare di disseminare qua e l\u00e0 non pochi inediti (<em>Impossible Knots<\/em>, <em>I Am A Very Rude Person<\/em>, <em>Traffic<\/em>) che sembrano confermare i rumor relativi a un\u2019imminente terzo album.<\/p>\n<p>Ogni pezzo minaccia costantemente di disintegrarsi sotto il peso del suo stesso reinventarsi, ma \u00e8 un limite sull\u2019equilibrio del quale il Thom Yorke solista ha sempre avuto piacere di giocare, costantemente pi\u00f9 attento alla texture che alla struttura della canzone vera e propria e con all\u2019orizzonte l\u2019obiettivo \u2014 non sempre perfettamente a fuoco, ma ben chiaro in testa \u2014 di spingere il proprio talento fino (possibilmente <em>oltre<\/em>) certi estremi non necessariamente confortevoli.<br \/>\n<img class=\"aligncenter size-full wp-image-5169\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04-300x191.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04-768x490.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04-1024x653.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-04-100x65.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/p>\n<h2>L&#8217;errore<\/h2>\n<p>Funziona alla grande, almeno finch\u00e9 ogni ingranaggio si incastra come previsto, finch\u00e9 ogni beat trova un compagno da rincorrere, finch\u00e8 ogni rotella gira per il verso giusto. Finch\u00e9 le macchine fanno il loro dovere e i computer sono OK, verrebbe da dire. Ma sarebbe un ingenuo errore di prospettiva, perch\u00e9 la poetica stessa del musicista inglese ci insegna che le macchine fanno <em>sempre<\/em> il loro dovere, che i computer sono <em>sempre OK<\/em>, soprattutto quando lasciano a una salvifica variabile umana quel poco di spazio necessario per distinguere un passivo, perfetto esecutore dal gladiatore stanco che abbiamo imparato ad amare, un combattente in gabbia per il quale sopravvivere \u00e8 una vittoria e il fallimento un retroscena inevitabile, l\u2019unica cosa veramente spendibile quando la mattina ti guardi allo specchio. Anche tuo malgrado. Anche nell\u2019errore. Anche <em>grazie a<\/em> l\u2019errore.<br \/>\n<img class=\"aligncenter size-full wp-image-5172\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-01.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-01.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-01-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-01-768x397.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-01-1024x529.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>La bizzetta<\/h2>\n<p>Non so, forse mi sbaglio \u2014 dopotutto stiamo parlando di un tizio con venticinque anni di carriera alle spalle e millemila palchi sotto le scarpe \u2014 ma la vaga impressione \u00e8 che sia pi\u00f9 nervoso del solito: magari sono le incertezze di una prima data del tour preparata con meno meticolosit\u00e0 del solito per una qualunque serie di cause di forza maggiore, magari \u00e8 la location inusuale, magari \u00e8 l\u2019affetto che lo lega da sempre al capoluogo toscano (fin dall\u2019alba dei tempi in cui la ex-moglie studiava all\u2019<em>Accademia di Belle Arti<\/em>, per passare al <a href=\"http:\/\/ricerca.repubblica.it\/repubblica\/archivio\/repubblica\/2017\/06\/11\/che-emozione-quel-concerto-del-94-alla-flogFirenze08.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggendario concerto<\/a> del \u201894 all\u2019<em>Auditorium Flog<\/em> davanti a venti persone, fino ad arrivare a un\u2019altrettanto mitologica \u2014 quando non documentata \u2014 sindrome di Stendhal con annesso svenimento davanti alla <em>Primavera<\/em> del Botticelli agli <em>Uffizi<\/em>), ma se non vogliamo parlare di ansia da prestazione, diciamo che aleggia \u2014 almeno a un certo punto \u2014 una certa inquietudine poco equilibrata. Qualche accenno disfunzionale da parte del setup elettronico \u2014 un loop fuori posto, un livello sballato, un errore veniale di Nigel \u2014 viene drammatizzato in una bizzetta non molto professionale che porta i tre ad abbandonare una potenzialmente splendida <em>Cymbal Rush<\/em> quasi a met\u00e0 (il suo campionamento lasciato a fluttuare nel vuoto come uno strappo di vestito impigliato a un ramo in una giornata di vento ancora grida vendetta) e il palco in tutta fretta. I bei tempi (<a href=\"https:\/\/www.spin.com\/2017\/04\/radiohead-johnny-greenwood-thom-yorke-stage\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">relativamente recenti<\/a>, tra l\u2019altro) degli scherzetti ironici con il grande assente Jonny, durante i quali una sana, vicendevole presa per il culo risolveva situazioni del genere, sembrano lontani \u2014 per un attimo \u2014 anni luce.<\/p>\n<p>Domani, a Milano, andr\u00e0 meglio, la perfezione torner\u00e0 rassicurante al centro del discorso e parleremo di nuovo di incanto e mistero, come nei migliori episodi inediti di <a href=\"https:\/\/youtu.be\/7RqOh7hbxi8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>007<\/em><\/a>. Stasera il tutto viene \u2014 senza troppo successo \u2014 spacciato per una pausa e i tre pezzi successivi (che seguono la ricomparsa on stage dei protagonisti, le scuse imbarazzate e gli applausi sinceri, equamente attribuibili a un necessario, lodevole incoraggiamento cos\u00ec come a una forma di rimozione sentimentale del tipo \u201cocchio non vede \/ orecchio non sente \/ cuore non duole\u201d) per i classici bis. Il primo \u2014 quasi a compensare l\u2019inciampo \u2014 \u00e8 un\u2019<a href=\"https:\/\/youtu.be\/vhVVuapTi-o\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">anteprima live assoluta<\/a>: <em>The Axe<\/em> \u2014 tutto torna, alla fine \u2014 inizia con due versi che da soli vanno a esorcizzare quanto appena successo (&#8220;Goddamn machinery \/ Why won\u2019t it speak to me?&#8221;), mentre <em>Atoms For Peace<\/em> e <em>Default<\/em> danno il minimo sindacale di tempo alle ferite (non esageriamo, diciamo ai <em>graffi<\/em>) di risarcirsi e spianano la strada alla comunque scontata standing ovation conclusiva.<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5173\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-02.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"1280\" height=\"661\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-02.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-02-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-02-768x397.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-02-1024x529.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>You<\/h2>\n<p>La fatica pi\u00f9 grande nell\u2019assistere a un concerto di Thom Yorke da fan dei Radiohead \u00e8 esattamente la stessa che hai ascoltando un disco di Thom Yorke, da fan dei Radiohead. La difficolt\u00e0 di allontanare lo spettro della band madre, di superare quegli attimi che sentiresti davvero <em>perfetti<\/em> solo se vedessi gli altri quattro comparire sul palco, di non rispondere (perch\u00e9, obiettivamente, non se lo meritano) a quelle domande inconsce quanto subdole del tipo: come ti colpirebbero queste canzoni se fossero state scritte a dieci mani? Che effetto farebbero suonate dalla formazione al completo? Sarebbero davvero delle eccellenti Radiohead song?<\/p>\n<p>Credo Thom Yorke, questo, lo sappia. Nelle serate peggiori \u2014 quando fuori <em>rain down<\/em> forte, la voce sintetica di <em>Fitter Happier<\/em> ti balbetta in testa cose senza senso e la <em>Karma Police<\/em> viene a chiedere il conto dei tuoi peccati \u2014 probabilmente se li pone lui stesso, quegli stupidi quesiti, perch\u00e9 se \u2014 come si dice \u2014 la carne \u00e8 debole, la testa \u00e8 messa forse anche peggio e il dubbio \u00e8 il primo passo verso la vera consapevolezza di s\u00e9, anche se <em>it wears you out<\/em>. Perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che la devozione e il rispetto che quest\u2019uomo ha per il suo materiale solista va ben oltre il concetto di side project, il sollievo della fuga dalle dinamiche di gruppo, il periodo sabbatico per ricaricare le pile. &#8220;I\u2019ve made my bed \/ and I\u2019m lying in it&#8221; sono non solo l\u2019ultima confessione \u2014 tanto rassegnata quanto orgogliosa \u2014 prima che le luci tornino a illuminare la sala, ma anche la certezza che non ci sar\u00e0 nessun tentativo ruffiano di compiacere i presenti, nessuna temuta chiusura con \u2014 che ne so \u2014 una versione acustica di <em>Creep<\/em> o una <em>Videotape<\/em> solo piano e voce. Non ce n\u2019\u00e8 bisogno, perch\u00e9 questo \u00e8 s\u00ec in gran parte il pubblico dei Radiohead, ma in primis \u00e8 il <em>suo<\/em> pubblico. Siamo noi, sono io, sei <em>tu<\/em>.<\/p>\n<p>Proprio in quella piccolo pronome di due lettere, penso \u2014 appena, una volta fuori, un po\u2019 di aria meno viziata riesce a farmi respirare di nuovo il cervello \u2014 sta la chiave del tutto. Di solito, quando la parola \u201cyou\u201d compare in un testo dei Radiohead \u00e8 rivolta a un simbolo ipotetico, senza faccia, della nostra societ\u00e0 malata. Tra le righe di pezzi come <em>The Eraser<\/em>, <em>A Brain In A Bottle<\/em>, <em>The Mother Lode<\/em> invece sembra mirare direttamente a un individuo, qualcuno con cui condividere una complessa storia di emozioni. La questione non \u00e8 tanto se siamo momenti autobiografici o meno, perch\u00e9 \u2014 fondamentalmente \u2014 la questione non \u00e8 quanto stiano parlando di lui. A dirla tutta, la questione non \u00e8 proprio <em>di chi<\/em> stanno parlando, ma <em>a chi<\/em>. E la sensazione fortissima \u00e8 quella di sentirsi chiamati in causa: stanno parlando a te, a me, a noi. Per dirci che no, queste non sono canzoni dei Radiohead, e nemmeno demo di canzoni dei Radiohead, e nemmeno scarti di canzoni dei Radiohead. Sarebbero state, questo s\u00ec, probabilmente, delle eccellenti canzoni dei Radiohead, ma per il semplice fatto che nelle mani dei Radiohead <em>qualunque canzone<\/em> diventa un\u2019eccellente canzone dei Radiohead. E in ogni caso non \u00e8 qui il punto.<\/p>\n<p><img class=\"aligncenter size-full wp-image-5175\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05.jpg\" alt=\"Thom Yorke - live\" width=\"100%\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05.jpg 1280w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/thom-yorke-live-05-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1280px) 100vw, 1280px\" \/><\/p>\n<h2>Il punto<\/h2>\n<p>Il punto \u00e8 che \u2014 sar\u00e0 per l\u2019esagerato uso del falsetto, per i capelli perennemente unti, per l\u2019occhietto semichiuso \u2014 in molti trovano Thom Yorke <em>disturbante<\/em>. Il punto \u00e8 che, per parecchi anni, Thom Yorke \u00e8 stato uno di questi. Il punto \u00e8 che, per tutti quegli anni ha cercato il modo perfetto per <em>disappear completely<\/em> e l\u2019unica cosa che ha ottenuto \u00e8 l\u2019esatto contrario: diventare un essere mitologico, oggetto di una venerazione che trascende la forma stessa con cui si manifesta, rendendolo contemporaneamente tanto <em>memeable<\/em> quanto religiosamente rispettato \u2014 quel tipo di personaggio che ognuno non vede l\u2019ora di ascoltare appena apre bocca e la cui musica chiunque aspetta al varco per dissezionarla fino all\u2019ossessione, nel bene e nel male.<\/p>\n<p>Ecco.<br \/>\nOggi Thom Yorke \u2014 inconsciamente o meno \u2014 ha cambiato strategia: ti parla dritto in faccia, scherza, sbaglia, si incazza. In generale, pone nuove domande, cercando gli indizi giusti per risolvere l\u2019altro lato della medaglia del solito vecchio mistero, ovvero prova, se non tanto ad <em>apparire<\/em>, almeno a <em>ricomparire<\/em>. Che lo faccia con la stessa incertezza e buffa goffaggine con cui balla, che ci riesca solo a tratti, che la cosa avvenga in maniera ancora incompleta, non fa troppa differenza.<\/p>\n<blockquote><p>Pi\u00f9 che solista, appare meno solo.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 4em;\">E questo non pu\u00f2 essere che un bene.<br \/>\nPer lui, per noi, <em>per tutti.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"leggilo anche su L'Indiependente\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggi l&#8217;originale su L&#8217;Indiependente<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di come solista non vuol dire solo, ovvero quel ragazzo con il codino e l&#8217;occhietto ammaccato che aveva preso alla lettera il poeta che disse: balla che ti passa.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1499],"tags":[1633,1160,1369,127,1678,1677,121,1680,1679,11,1125,291],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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