{"id":542,"date":"2012-10-15T23:26:36","date_gmt":"2012-10-15T21:26:36","guid":{"rendered":"http:\/\/radiospin.org\/rtsc\/?p=542"},"modified":"2017-07-12T12:10:33","modified_gmt":"2017-07-12T10:10:33","slug":"lego-sulla-luna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/lego-lovers\/lego-sulla-luna\/","title":{"rendered":"L&#8217;omino che voleva la luna"},"content":{"rendered":"<h2>ARMSTRONG<\/h2>\n<p>L\u2019<a href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/lego-lovers\/campioni-del-mondo\/\" title=\"leggi la prima storia dell'omino rosso durante i campionati del mondo dell'82!\">omino rosso<\/a> che era alla guida della mia astronave una volta mi confess\u00f2 che aveva iniziato a far quel mestiere, l\u2019autista di astronavi dico, ispirato dalle imprese di Armstrong.<\/p>\n<p>No, non quel negro obeso che suonava la tromba da dio, e nemmeno quel ciclista drogato che scalava il Galibier come fosse la salita di Giaccherino, quella per andar su al convento dei Cappuccini che ora ci han fatto un resort con la SPA e le massaggiatrici che accentan anche gli extra (non so se ci siamo spiegati). No, Armstrong quello vestito come l\u2019omino Michelin che di mestiere andava in giro a piantar bandiere americane sui pianeti stranieri. Con una certa predilezione per i satelliti.<\/p>\n<h2>L&#8217;omino bianco<\/h2>\n<p><strong>Neil Alden Armstrong<\/strong>, se fosse stato un omino come l\u2019omino rosso che era alla guida della mia astronave, sarebbe stato un omino bianco alla guida dell\u2019astronave di qualcun altro. L\u2019astronave di Richard Milhous Nixon, per la precisione, presidente degli Stati Uniti dal 1969 al 1974. Un omino bianco, sarebbe stato, e, come l\u2019omino rosso che era alla guida della mia astronave, avrebbe avuto una bella faccia gialla eternamente felice. Perch\u00e9 era uno che ci piaceva il suo mestiere, a Neil Armstrong, e lo faceva sempre col sorriso sulle labbra. Una fortuna mica da poco. Si metteva su gli scarponi e lo zaino grosso, scendeva le scale dell\u2019astronave di nonno Nixon, piantava la bandierina, faceva due passi giusto per lasciar qualche impronta sulla sabbietta extraterrestre e poi risaliva a bordo per tornarsene a casa. Son soddisfazioni.<\/p>\n<p>Comunque.<br \/>\nNeil Armstrong fece la sua comparsa in casa mia il 21 Luglio del 1989.<\/p>\n<p>Dice come fai a ricordartelo.<br \/>\nCome vuoi che faccia: ho guardato su Wikipedia e ho fatto un paio di conti, per la precisione 1969+20=1989. Mi son laureato in ingegneria mica per nulla.<\/p>\n<h2>Colazione sulla luna<\/h2>\n<p>S\u00ec, perch\u00e9 io il 21 Luglio del 1989 stavo facendo colazione con le fette biscottate del Mulino Bianco, la marmellata ai fichi di mia nonna, e i Kellog\u2019s Rice Crispies. Alla mia sinistra, seduto per terra, c\u2019era Ralf, il mio cane, che aspettava sbavando il suo turno. Lui faceva colazione con Ciappi Soupe al coniglio, carote e gelatina: uno schifo che non potete capire. Il Ciappi Soupe col caffellatte, dico. Alla mia destra, atterrato sul tavolo di cucina, c\u2019era invece l\u2019omino rosso, alla guida della mia astronave, che con la sua motoretta senza ruote, stava esplorando il centrino ricamato all\u2019uncinetto da mia mamma. Lui non faceva colazione, perch\u00e9 si sa: \u00e8 rigidissima la dieta per le missioni spaziali.<br \/>\nNon essendo il 1989 inoltre n\u00e8 l\u2019anno dei mondiali n\u00e8 quello degli europei, mio zio Angelo era a casa sua, a una distanza di sicurezza calcolata approssimativamente intorno alla quindicina di chilometri e quindi praticamente innocuo, il che rendeva quella mattina d\u2019estate decisamente pi\u00f9 rilassata.<\/p>\n<p>Dice, e Armstrong.<br \/>\nAspetta un attimo, ora arriva anche Armstrong.<br \/>\nNeil Armstrong fece irruzione a met\u00e0 della nostra colazione dentro al televisore Grundig, quello appoggiato sopra il frigorifero, che io ci ero affezionato perch\u00e9 era piccolo ma faceva sempre bene il suo sporco lavoro: ci guardavo ogni giorno Holly &#038; Benji, Lupin, Sampei, A-Team, McGyver e Magum P.I. e non aveva mai perso un colpo.<br \/>\nIl 21 Luglio del 1989, all\u2019ora di colazione di uno che ha appena finito le elementari ed \u00e8 in vacanza (tipo non prima delle dieci e mezza quindi), dentro il televisore Grundig 19 pollici ma anche meno, sul canale numero tre del telecomando, per\u00f2 non c\u2019erano n\u00e8 Holly &#038; Benji, n\u00e8 gli A-Team, n\u00e8 Sampei, n\u00e8 Magum P.I. e nemmeno McGyver, lui che era sempre in mezzo ai maroni e davan le repliche anche cinque volte in 24 ore: c\u2019erano piuttosto dei filmati in bianco e nero, che non si vedevan molto bene ma avevan comunque il loro fascino retr\u00f2, rivendicati, tramite apposita scritta sovraimpressa in basso a sinistra, da una sospetta associazione massonica, l\u2019Istituto Luce.<br \/>\nTipo Scientology, ma meno ridicola.<br \/>\nIo li vedevo spesso quei filmati l\u00ec, che dopotutto ero un appassionato di pellicole sporche, immagini graffiate e rullini bruciati in maniera deliziosamente vintage gi\u00e0 molto prima che inventassero i filtri di Instagram. In genere erano riprese esteticamente un po\u2019 fascistelle, di inizio secolo o del primo dopoguerra: si vedevano Mussolini e Hitler, oppure De Gasperi e Berlinguer, che si muovevano leggermente a scatti dietro il commento impostato di un cronista dell\u2019epoca che sicuramente non aveva studiato alla scuola degli anchor men di SKY TG24.<br \/>\nIl 21 Luglio del 1989 per\u00f2 non era un giorno normale, un giorno come tutti gli altri che puoi permetterti di mandare in onda a muzzo un Galeazzo Ciano o un Saragat qualsiasi. Il 21 Luglio del 1989 era il ventennale dell\u2019allunaggio (questo tra l\u2019altro era il motivo per cui l\u2019omino rosso alla guida della mia astronave era atterrato in via del tutto eccezionale sul tavolo di cucina invece che rimanere di l\u00e0 sul comodino in camera mia come tutte le altre mattine a far compagnia al camion dei pompieri, quello con la scala allungabile, le sirene e tutto il resto) e quindi sul canale tre del telecomando Grundig originale, rigorosamente protetto dal guscio TV Meliconi, stavan passando le immagini del modulo lunare dell\u2019Apollo 11 che era a un passo dall\u2019appoggiare le sue zampine metalliche sul suolo polveroso del nostro amato satellite, satellite che era riuscito miracolosamente a raggiungere senza perdersi nemmeno una volta, nonostante nessuno degli omini bianchi alla sua guida fosse in possesso di un TomTom, che infatti avrebbe fatto la sua comparsa su questo pianeta trent\u2019anni dopo. Anno pi\u00f9, anno meno.<br \/>\nLa telecronaca di due decadi prima invece, vista col senno di poi, fu semplicemente esilarante: Tito Stagno con i suoi occhiali grossi da pentapartito, che successivamente sarebbero diventati un\u2019icona dei designer alternativi del nuovo millennio, che litiga con l\u2019altro giornalista e, pur di dire per primo ha toccato!, d\u00e0 l\u2019annuncio quasi un minuto in anticipo rispetto a quando il buon Neil poggia effettivamente, a dispetto della poca gravit\u00e0, il piedone sulla luna.<\/p>\n<p>E niente.<br \/>\nArmstrong fece quello che sapeva fare: venne gi\u00f9 dalla scaletta con malcelata difficolt\u00e0, piant\u00f2 il vessillo stelle e strisce senza indecisioni come faceva mio pap\u00e0 con l\u2019ombrellone sulla spiaggia a Follonica, si sgranch\u00ec le gambe gonfie della tuta cercando di respirare il meno possibile per non appannare il vetro del casco da palombaro che aveva in testa e disse due puttanate telegeniche buone per i posteri.<br \/>\nMa per noi tre (io, Ralf e l\u2019omino rosso che era alla guida della mia astronave) fu comunque un evento, anche con venti anni di ritardo: una roba da rimanere con la bocca aperta e la fetta con la marmellata in mano a mezz\u2019aria, con un filo di bava sospeso tra i denti e la ciotola, con la motoretta ancora accesa e un sorriso ebete sulla faccia gialla.<\/p>\n<h2>Poi<\/h2>\n<p>Poi \u00e8 andata che nel frattempo di anni ne son passati quaranta, e le stesse immagini le abbian riviste insieme al nuovo cane (che si chiama Mir\u00f2 e fa colazione con lo stinco di maiale crudo e i cantuccini di Prato, ma senza vinsanto, grazie al cielo) sul canale due del nuovo LCD Samsung a schermo strapiatto preso in offerta da Mediaworld, raccontate da Giovanni Minoli dentro il suo studio modernissimo de La Storia Siamo Noi, quello cos\u00ec modernissimo che i cameraman non ci capiscono una sega e quindi vanno a sbattere con la steadycam sui vari monitor sparpagliati senza criterio in mezzo alla stanza e allora poi ne vengon fuori delle riprese un po\u2019 cos\u00ec ma che fan molto televisione d\u2019avanguardia.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andata che Neil Armstrong \u00e8 diventato vecchio, nonostante quella storia che ci raccontavano al liceo per farci capire la teoria della relativit\u00e0: quella del tizio che viaggiava alla velocit\u00e0 della luce e per lui il tempo passava pi\u00f9 lentamente che per gli altri, cos\u00ec quando poi tornava a casa tutti eran diventati dei pensionati bacucchi che giocavano a tressette alla casa del popolo, mentre lui era rimasto un ragazzone robusto che voleva andare a ballare la drum \u2018n bass al Link fino alle cinque di mattina.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 andata che Neil Armstrong \u00e8 addirittura morto.<br \/>\nPareva impossibile, ma invece \u00e8 successo meno di un paio di mesi fa, in pieno esodo estivo, con la benzina a quasi due euro al litro.<\/p>\n<h2>NIPOTISIMI<\/h2>\n<p>E allora io ho pensato chiss\u00e0 quanto costerebbe oggi, andar sulla luna. Di carburante, dico: anche approfittando degli sconti dell\u2019ENI nel weekend, mi sa che sarebbero dei bei soldi.<br \/>\ne poi ho pensato all\u2019omino rosso che era alla guida della mia astronave.<br \/>\nHo pensato chiss\u00e0 se lass\u00f9 in soffitta \u00e8 venuto comunque a conoscenza della triste notizia. Spero di no, non so se la reggerebbe: anche lui c\u2019ha una certa et\u00e0, ormai.<br \/>\nE poi ho pensato al nipote di Neil Armstrong, o forse al figlio del nipote di Neil Armstrong.<br \/>\nCome di dice? Bisnipote?<br \/>\nVia, non si pu\u00f2 sentire, bisnipote.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 se gioca coi LEGO, il figlio del nipote di Neil Armstrong, o se gi\u00e0 sta fisso su internet a scaricar i video di Sasha Grey.<br \/>\nSecondo me s\u00ec.<br \/>\nSecondo me ci gioca, coi LEGO, il figlio del nipote di Neil Armstrong: ho fatto un altro paio di conti e mi sa che ancora \u00e8 un po\u2019 prestino per i video di Sasha Grey.<\/p>\n<p>E poi ho pensato chiss\u00e0 se lo sa, il figlio del nipote di Neil Armstrong, che per andar da qui alla luna basta mettere in fila tipo 40 miliardi di mattoncini. Uno pi\u00f9, uno meno.<\/p>\n<p><em>\u2013 cosa stai facendo?<\/em><\/p>\n<blockquote><p>costruisco una scala per andare a trovare il nonno.<\/p><\/blockquote>\n<p>Una roba impegnativa.<\/p>\n<p>Ma magari il figlio del nipote di Neil Armstrong ha deciso che val la pena provarci: un paio d\u2019orette tutte le sere, dopo cena. Che vuoi che sia, basta giusto quel po\u2019 di pazienza.<br \/>\nDopotutto, alla fine \u00e8 un gioco, e giocando il tempo passa in fretta.<br \/>\nE anche lo spazio, anche quello, in tutti i sensi, \u00e8 ormai un concetto relativo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teoria della relativit\u00e0 ai tempi dei telefilm anni \u201980: un piccolo mattoncino per un omino, 40 miliardi di piccoli mattoncini per l\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":543,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[9],"tags":[149,145,148],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;omino che voleva la luna: i LEGO e le missioni spaziali<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"La teoria della relativit\u00e0 ai tempi dei telefilm anni \u201980: un piccolo mattoncino per un 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