{"id":5423,"date":"2018-11-06T04:47:01","date_gmt":"2018-11-06T03:47:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-12-copy\/"},"modified":"2019-02-18T17:32:35","modified_gmt":"2019-02-18T16:32:35","slug":"hvsr-playlist-13","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/hvsr-playlist-13\/","title":{"rendered":"HVSR #13"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa mini playlist \u00e8 un piccolo estratto di quella che \u00e8 stata selezionata in esclusiva per HVSR.NET e che ancora continua a fare la sua porca figura, in costante evoluzione, sull\u2019omonimo sito. La riportiamo anche qui, in fila per cinque con il resto di quel che avanza, per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quei bei tempi andati in cui i mixtape si facevano a mano e gli algoritmi ci mettevano i bastoni tra le ruote solo durante le ore dei corsi di algebra.<\/div>\n<h2>Esterina<\/h2>\n<h4>Santo Amore degli Abissi<\/h4>\n<p>Ci sono band che hanno il successo che si meritano, altre che riempiono i palazzetti ma non ci si spiega come, un bel po&#8217; di gente che \u00e8 giusto non si fili nessuno&#8230; e poi ci sono gli <strong>Esterina<\/strong>.<\/p>\n<p>La formazione toscana \u2014 a dispetto di un catalogo che vanta ormai quattro album costantemente al di sopra della media nazionale \u2014 sembra disgraziatamente rimasta bloccata sotto il cono d\u2019ombra della propria bravura, vittima consapevole della sua stessa coerenza, come un minuscolo segreto nascosto, custodito gelosamente da pochi, affezionati adepti.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 per il nome, che ci riporta alle nostre nonne, piccole grandi donne di un\u2019Italia minore, e che volutamente prende le distanze dai battesimi roboanti di un certo immaginario rock. O forse per il fatto che in questo paese, se da un lato sei arrivato troppo tardi per salire sul treno degli anni \u201890 (quando l\u2019alternative italico si convinse \u2014 probabilmente invano \u2014 che poteva sul serio cambiare le carte in tavola) e dall\u2019altro rifiuti per scelta di cadere nella trap(pola) di un generico, attuale <em>it-pop<\/em>, semplicemente finisci in quella terra di nessuno dove tutti ti guardano da una certa distanza di sicurezza, a met\u00e0 tra il diffidente e il sinceramente rammaricato, nemmeno fossi un animale esotico dietro le sbarre di uno zoo.<\/p>\n<p>Fatto sta che gli Esterina \u00e8 dal 2008 che scrivono <em>canzoni per esseri umani<\/em> (vale a dire roba viva, passionale e oculatamente imperfetta), ma si son dovuti rassegnare a scriverlo <a title=\"va' chi c'\u00e8 tra i migliori album in italiano del 2018\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/top-6-best-albums-2018-dischi-italia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nel titolo di un album<\/a>, visto che da queste parti le cose o si spiegano come a un bambino di quattro anni oppure si diventa subito <em>radical chic<\/em>.<\/p>\n<p>Canzoni che hai bisogno di far macerare dentro per apprezzare appieno, vestite di un intricato groviglio di sonorit\u00e0 che va dall\u2019indie americano alla Versilia, da un certo tipo di cantautorato colto nostrano a un post-rock d&#8217;oltremanica storicamente strumentale (i suoni di <em>Santo Amore degli Abissi<\/em> \u2014 non a caso mixato da Gareth Jones \u2014 starebbero senza problemi in uno degli ultimi album dei Mogwai), ma che qui invece viene raccontato da una voce atipica, che si muove pericolosamente in equilibrio tra la melodia e la stonatura, senza mai per\u00f2 precipitare dalla parte sbagliata.<\/p>\n<p>Briciole di significati intensi lasciate cadere lungo il cammino, a uso e consumo di chi \u2014 nell\u2019ordine \u2014 sa riconoscerle, vuole capirle e ha la pazienza di piegarsi a raccoglierle.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 vero che, in generale, la vita \u00e8 bella quando fa come gli pare e fin che la barca va tocca accontentarsi, ma per andare a pescare la tua personale moneta sul fondo dell\u2019oceano, un minimo di impegno ce lo devi mettere. Almeno trovare il coraggio di buttarti anche se l\u2019acqua \u00e8 gelata, trattenere il fiato finch\u00e9 puoi e sgranare bene gli occhi contro la salsedine, in modo da essere sicuro di non perderti quel poco di bello che ti galleggia intorno.<\/p>\n<p>Vedrai che non sono solo stronzi.<\/p>\n<p><iframe title=\"Esterina - Santo Amore Degli Abissi (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/dttWXAbHJIQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Desire<\/h2>\n<h4>Tears from Heaven<\/h4>\n<p>Pur di trovare una scusa per ritardare l\u2019uscita del <a title=\"trovalo un po' il nuovo singolo dei Chromatics in mezzo a queste cinque tracce del mese\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-9\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">nuovo disco dei Chromatics<\/a>, <strong>Johnny Jewel<\/strong> \u00e8 disposto a qualunque cosa: rischiare di morire alle Hawaii, distruggere tutte le copie fisiche dell\u2019album e registrarlo di nuovo da capo, partecipare alla colonna sonora del nuovo <em>Twin Peaks<\/em>, dedicarsi a un disco solista di temi per la TV, perder tempo a cercare di imbucarsi nel backstage della <em>Paris Fashion Week<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019ultima vi mancava? Eppure \u00e8 successo sul serio.<br \/>\nPer farlo ha addirittura riesumato, dopo quasi dieci anni, i suoi <strong>Desire<\/strong> (che in fin dei conti sono lui, <strong>Nat Walker<\/strong> e <strong>Megan Louise<\/strong>, ovvero i <strong>Chromatics<\/strong> con alla voce una tipa diversa da <strong>Ruth Radelet<\/strong>, ma altrettanto carina \u2014 quindi, per il momento, accontentiamoci) e fatto uscire un singolo nuovo di zecca che ha visto la sua premi\u00e8re durante la sfilata parigina di Chanel.<\/p>\n<p>Messa cos\u00ec non suona nemmeno malaccio, anche se forse ci siamo fatti prendere un po\u2019 troppo dall\u2019entusiasmo. \u201cNuovo di zecca\u201d infatti si fa per dire, visto che <em>Tears From Heaven<\/em> (che no, non \u00e8 un remake che fa piovere gi\u00f9 dal paradiso tutte le <a title=\"preparate i fazzoletti\" href=\"https:\/\/youtu.be\/JxPj3GAYYZ0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">antiche lacrime di Eric Clapton<\/a>) era gi\u00e0 uscita nel 2013 come parte della compilation che faceva da colonna sonora per <em>After Dark 2<\/em>.<\/p>\n<p>La nuova versione \u00e8 la chirurgia plastica patinata dell\u2019originale, perfetta appunto per il sogno glitterato di una passerella primavera\/estate e impreziosita da un\u2019ammucchiata molto sexy di quei synth retr\u00f2 che ormai sono un marchio di fabbrica <a title=\"non si \u00e8 capito cosa, ma lo facciamo meglio\" href=\"https:\/\/italiansdoitbetter.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Italians Do It Better<\/em><\/a>&#x2122;, l\u2019etichetta che il produttore americano ha creato per potersi definitivamente isolare dentro il suo (la vita va proprio al contrario, a volte) \u201csogno italiano\u201d: un passato futuristico (pi\u00f9 surreale che reale) che se volete potete chiamare \u201citalo dream-pop\u201d, in cui Moroder sarebbe stato <a title=\"italo supporto fonografico\" href=\"https:\/\/www.change.org\/p\/presidente-della-repubblica-italiana-fare-suonare-ai-bersaglieri-i-feel-love-di-moroder-alla-parata-militare-del-2-giugno-2018\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">presidente della Repubblica<\/a>, Milano capitale da bere e <a title=\"il Top of the Pops de noantri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Discoring\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Discoring<\/em><\/a> l\u2019unica fonte di (fake) news attendibile. Un mondo ottimista e disinibito dove Carol Alt aveva ancora <a title=\"un piccolo passo per Carol Alt, un grande passo per l'educazione sessuale di tutti noi\" href=\"https:\/\/youtu.be\/VZA-qkDs4Pc\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">meno di quarant\u2019anni<\/a>, Marina Ripa di Meana era ancora viva e i nostri connazionali, non si sa bene cosa, ma la facevano sul serio meglio di tutti gli altri.<\/p>\n<p>Per ora disponibile solo in versione digitale, tutti ci chiediamo se questa possa essere l\u2019anticipazione di un imminente secondo album della band. Domanda tanto inutile quanto retorica, visto che, come sempre quando si tratta di Johnny Jewel, la risposta \u00e8 una sola: vai a sapere.<\/p>\n<p><iframe title=\"DESIRE &quot;TEARS FROM HEAVEN&quot;\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RMsp5cCTJTU?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Giardini di Mir\u00f2<\/h2>\n<h4>Different Times<\/h4>\n<p>Quante volte avete detto, riferendovi a una delle nostre band a chilometro zero, \u201cah, se questi fossero americani (o inglesi o aggiungete una nazionalit\u00e0 a caso purch\u00e9 anglofona) sarebbero universalmente riconosciute come uno dei migliori gruppi nel loro genere\u201d.<\/p>\n<p>Ecco, i <strong>Giardini di Mir\u00f2<\/strong> sono quella band. Anzi, qualcosa di pi\u00f9. Perch\u00e9 la formazione reggiana \u00e8 <em>davvero<\/em> universalmente riconosciuta come una delle migliori nel suo genere. Anche (e soprattutto) all\u2019estero, nonostante vengano da Cavriago, che non si presenta propriamente come la metropoli di grande respiro internazionale che si potrebbe pensare <a title=\"ne parl\u00f2 perfino la Komsomolskaya Pravda\" href=\"https:\/\/youtu.be\/AHrHzt8esYA\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">una volta<\/a> scoperto essere l\u2019unico posto in Italia che pu\u00f2 vantarsi di ospitare un busto di Lenin e la casa natale di Orietta Berti.<\/p>\n<p>Dall\u2019ultimo, ottimo <em>Good Luck<\/em> \u2014 se si esclude la sonorizzazione del film muto <em>Rapsodia Satanica<\/em> \u2014 sono passati sei anni. Sei anni in cui i nostri non sono stati con le mani in mano: <strong>Jukka Reverberi<\/strong> ha messo su e fatto crescere (un album, un disco live e un EP) il progetto Spartiti insieme a Max Collini degli Offlaga Disco Pax, <strong>Corrado Nuccini<\/strong> ha realizzato (con l\u2019altro GdM <strong>Emanuele Reverberi<\/strong>) il primo full-length dei Vessel e girato tutto lo stivale seguendo Emidio Clementi dei Massimo Volume nei suoi reading (<em>Notturno Americano<\/em>, <em>Quattro Quartetti<\/em>), gli altri sono stati sicuramente occupati in qualcosa d\u2019importante che va sotto la voce \u201cfatti loro\u201d.<\/p>\n<p>Tornano \u2014 tutti insieme, adesso \u2014 con <em>Different Times<\/em>, un nuovo lavoro che ha un\u2019etichetta (42 Records) ma non ancora una data d\u2019uscita ufficiale e un tour che \u00e8 appena partito (giusto per confermare il discorso di cui sopra) non dal circolo ARCI di Bibbiano, ma dall\u2019<a title=\"tutti in vacanza a Barcellona!\" href=\"https:\/\/amfest.es\/giardinidimiro-eng\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">AMFEST di Barcellona<\/a>, i cui organizzatori li definiscono appunto &#8220;one of the most influential bands that has ever existed in Europe in this genre&#8221;.<\/p>\n<p>Il genere in questione \u00e8 prevalentemente strumentale e lo chiamano <em>post-rock<\/em>, che suonerebbe anche fico, come nome, non fosse che \u2014 alla stregua di post-punk o qualunque altro post-genere musicale \u2014 non vuol dire niente, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che non si pu\u00f2 pensare a qualcosa di pi\u00f9 stupido che traslare una definizione cronologica in una caratterizzazione estetica.<\/p>\n<p>E allora ben venga una title-track non solo muta ma anche cieca, con il suo non-video (battezzatelo <em>post-video<\/em>, se vi piace di pi\u00f9 \u2014 per rimanere in tema) che si snoda immobile in un lungo countdown del pezzo verso la sua stessa fine: il modo migliore per prendere il tempo che un tempo scorreva senza parole, e raccontarlo oggi, nel tempo in cui l\u2019immagine \u00e8 tutto, anche senza immagini.<\/p>\n<p><iframe title=\"Giardini di Miro  - Different Times\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/RzlYvPrGhVg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Kurt Vile<\/h2>\n<h4>One Trick Ponies<\/h4>\n<p>Se una certa idea di folk americano \u00e8 riuscita a mettere la testa fuori da specifici pub dell\u2019Arizona e a far breccia nel vago recinto dell\u2019indie-rock \u2014 risultando in qualche modo attuale anche dopo la morte di Woody Guthrie e il Nobel a Bob Dylan \u2014 una buona parte del merito va sicuramente a <strong>Kurt Vile<\/strong>. L\u2019ex War On Drugs infatti \u2014 bisogna dargliene atto \u2014 ha un fiuto da cane da tartufo per quei riff semplici e puliti che sono capaci di non annoiarti per qualche giro di lancetta (la lancetta dei secondi, dico \u2014 non vi spaventate) e cos\u00ec riescono, da soli, a fare una canzone.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, se madre natura \u00e8 stata cos\u00ec didascalica (per non dire <em>sadica<\/em>) da darti, oltre che la nappa di G\u00e9rard Depardieu, anche una voce a dir poco nasale, \u00e8 giusto che tu possa sfruttare la cosa a tuo vantaggio in altri modi. Non tutto il male vien per nuocere, credo sia il detto da tirare in ballo in questo caso.<\/p>\n<p>E pensare che l\u2019imminente <em>Bottle It In<\/em> era stato annunciato da un <a title=\"nove minuti e rizzati\" href=\"https:\/\/youtu.be\/pOFWHty4XFQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">primo singolo<\/a> come <em>Bassackwards<\/em> e dai suoi quasi dieci minuti di logorrea che avevano subito provato a mandare in vacca tutta la traballante teoria di cui sopra. Fortuna che, subito a seguire, arriva <em>One Trick Ponies<\/em>, una menestrellata elettrica che, per compensare, porta invece quella stessa teoria alle sue estreme conseguenze. Qui infatti il riff in questione \u00e8 semplicissimo e pulitissimo e, soprattutto, da solo, fa davvero <em>tutta<\/em> la canzone, che incredibilmente riesce a mantenere la prova d\u2019ascolto nei limiti della soglia di attenzione pur essendo, di fatto, costituita da un\u2019unica, infinita strofa che fa della monotonia esasperata la sua carta vincente.<\/p>\n<p>O forse si tratta di un unico (infinito) ritornello?<br \/>\nLa risposta \u00e8 strettamente soggettiva e dipende sostanzialmente dallo stato d\u2019animo con cui si entra nel loop dopo quell\u2019&#8221;oh, shit!&#8221; iniziale (tanto sbracato da risultare semplicemente delizioso).<\/p>\n<p>Rimane il fatto che quando \u2014 mentre ascolti un pezzo e ti fermi un attimo a far mente locale \u2014 non sei capace di distinguere in quale parte della classica forma-canzone ti trovi, delle due l\u2019una: o chi l\u2019ha scritta ha sbagliato mestiere, oppure lo sta facendo fin troppo bene.<\/p>\n<p>Il sospetto di trovarsi nel secondo caso, da queste parti, \u00e8 abbastanza forte.<\/p>\n<p><iframe title=\"Kurt Vile - One Trick Ponies\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/W7OmWKy6_8E?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Giorgio Canali &amp; Rossofuoco<\/h2>\n<h4>Emilia Parallela<\/h4>\n<p>Il problema di questi tempi storti \u00e8 che la gente parla, parla, parla e non smette mai, anche se ha perso le parole. Per questo <strong>Giorgio Canali<\/strong> \u00e8 sempre cos\u00ec incazzato: deve essere qualcosa che ha a che fare con il disagio che ti sale dentro nell\u2019affrontare il mestiere di campare in un mondo del genere, a maggior ragione se sei uno che entra in studio solo quando sente di aver qualcosa da dire, quando hai voglia te e non quando vogliono gli altri. Uno che altrimenti sta zitto.<\/p>\n<p>E zitto, l\u2019ex CCCP\/CSI c\u2019\u00e8 stato ben sette anni (se si esclude quel <em>Perle Ai Porci<\/em>, che per\u00f2 era un disco di cover e quindi non vale), un periodo che \u2014 vista la velocit\u00e0 a cui frullano le opinioni al giorno d\u2019oggi \u2014 sarebbe pi\u00f9 che sufficiente a dimenticarci dove eravamo rimasti. Ma Giorgio Canali non \u00e8 il tipo che perde il filo del discorso facilmente e infatti riparte esattamente da dove ci aveva lasciato, ovvero da uno dei versi della traccia di chiusura di Rojo (\u00abcome se avessimo bisogno di un&#8217;altra canzone di merda con la pioggia dentro\u00bb).<\/p>\n<p>Poi va da s\u00e9 che, nel frattempo, non \u00e8 che le cose siano migliorate. Anzi: lo schifo non ha fatto che accumularsi lungo i bordi delle nostre strade fino a tracimare nella carreggiata al primo accenno di maltempo e allora le <a title=\"merda come se piovesse\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/playlist?list=OLAK5uy_lUFqXMiACgnVtu63Wq-SE3zvPpRE8btMU&amp;fbclid=IwAR3TYtJU9XylpBh_hX6Q3dchixrl7qh6L0P_u-AcHhb4NBMamjv7hneStF8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">canzoni di merda con la pioggia dentro<\/a> son diventate undici e hanno riempito un disco che \u2014 senza particolari sussulti n\u00e9 sorprese \u2014 risulta crudo e sarcastico ai soliti, estremi livelli, cinico, disilluso e spiazzante come e pi\u00f9 di prima.<\/p>\n<p>Cos\u00ec quell\u2019Emilia che per Ferretti era stata <a title=\"mai mescolare il Roipnol all'alcol\" href=\"https:\/\/youtu.be\/nrGxA-Ena5s\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">paranoica<\/a> e con Zamboni si era trasformata in <a title=\"qua una volta era tutto mare\" href=\"http:\/\/www.massimozamboni.it\/scheda_libro.asp?ID=2\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">parabolica<\/a>, diventa ora prima paracula e poi paralitica nel giro di due versi, ma soprattutto costantemente parallela fin dal titolo, specchio di un paese alla frutta che non ha nemmeno la lungimiranza di rendersene conto, fatto di gente evidentemente distrutta e consumata, ma ancora convinta che \u00e8 un po\u2019 che non s\u2019annoia.<\/p>\n<p>Insomma.<br \/>\nA sentir qua, la speranza per un futuro migliore ha preso ormai stabilmente residenza su un altro pianeta. Su questo, al momento, quello che riecheggia \u00e8 il grido pungente e spinoso di un sessantenne scavato e smunto, eppure mai domo.<\/p>\n<p>Qualcuno pensa sia una sorta di denuncia.<br \/>\nMagari \u00e8 <a title=\"curatelo!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/RbI5CQ6X5rQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">solo una terapia<\/a>.<\/p>\n<p><iframe title=\"Emilia parallela\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BpJFybwdBGg?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-top: 4em;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"la playlist di Spineless su HVSR\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascolta la playlist su HVSR<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kurt Vile, gli Esterina, i Desire, Giorgio Canali e i Giardini di Mir\u00f2: cinque pezzi buoni per vivere tutti (in)felici e contenti dopo la festa dei morti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,265],"tags":[1768,1765,1766,1686,1769,1511,1767],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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