{"id":5450,"date":"2019-02-19T14:55:39","date_gmt":"2019-02-19T13:55:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-15-copy\/"},"modified":"2019-02-19T15:45:51","modified_gmt":"2019-02-19T14:45:51","slug":"hvsr-playlist-16","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/hvsr-playlist-16\/","title":{"rendered":"HVSR #16"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa mini playlist \u00e8 un piccolo estratto di quella che \u00e8 stata selezionata in esclusiva per HVSR.NET e che ancora continua a fare la sua porca figura, in costante evoluzione, sull\u2019omonimo sito. La riportiamo anche qui, in fila per cinque con il resto di quel che avanza, per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quei bei tempi andati in cui i mixtape si facevano a mano e gli algoritmi ci mettevano i bastoni tra le ruote solo durante le ore dei corsi di algebra.<\/div>\n<h2>The Twilight Sad<\/h2>\n<h4>VTr<\/h4>\n<p>A volte, prima di riuscire a guadagnarsi l\u2019attenzione della gente che conta, tocca farsi dieci anni di gavetta, quattro album di ottimo livello e innumervoli concerti nei peggiori bar d\u2019Europa. Poi capita che ti scelgono per <a href=\"https:\/\/www.nme.com\/news\/music\/road-cure-support-band-twilight-sad-share-tour-photo-diary-1911694\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aprire un tour dei Cure<\/a> e finalmente Robert Smith \u2014 con l\u2019entusiasmo e la fiducia nel futuro che da sempre lo contraddistingue e su cui ha costruito una carriera \u2014 ti concede un endorsement ipotetico del tipo<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>If the world was a better place they would be playing to more people, and I think they can.<cite class=\"citeConversation\">Robert Smith<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>in cui d\u00e0 appunto per scontato il fatto indiscutibile che il mondo \u00e8 invece un posto di merda e che no, tutto ci\u00f2 non succeder\u00e0 mai. Grazie Rob, sempre meglio di niente.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<br \/>\nAl riguardo c\u2019\u00e8 una teoria linguistica tanto improbabile quanto affascinante.<\/p>\n<p>Qualcuno dice infatti sia per via del pesante accento scozzese. Come dargli torto, in effetti. Messa cos\u00ec semplice, \u00e8 addirittura un eufemismo, nel senso che la situazione reale \u00e8 ben pi\u00f9 drammatica. Per dire, a me, ogni volta che lo sento, <strong>James Graham<\/strong>, pi\u00f9 che un orgoglioso cantore della tradizione orale nell\u2019idioma di Braveheart, mi pare un polacco che tenta di parlare in inglese. Con scarsi risultati, tra l\u2019altro. Una roba che, se non si fosse ritagliato il ruolo di frontman dei <strong>Twilight Sad<\/strong>, sarebbe pronto per la parte del detective <a title=\"va' chi c'\u00e8 a interpretare il detective scazzato!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/rAQFqm0M874\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alec Hardy<\/a> in <em>Broadchurch<\/em>, al posto del <a title=\"va' chi c'\u00e8 a interpretare il dottore!\" href=\"https:\/\/youtu.be\/rWQ73n4sJik\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Doctor Who<\/a>. E magari sarebbe anche pi\u00f9 simpatico dell&#8217;originale.<\/p>\n<p>Capisco che possa apparire una questione secondaria. Dopotutto essere attaccati alla propria terra \u00e8 comunque un valore, il rock storicamente non si \u00e8 mai fatto troppi problemi di dizione e non a tutti \u00e8 concesso di avere la pronuncia perfetta di <a title=\"va' chi c'\u00e8 tra i 30 dischi che ci son piaciuti di pi\u00f9 nel 2018!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Florence Leontine Mary Welch<\/a>, ma qui il rischio oggettivo \u00e8 di sconfinare oltre il recinto del post-punk in dialetto. E da l\u00ec a immaginarsi scenari grotteschi come <a title=\"capp\u00ecto mi hai?\" href=\"https:\/\/it.answers.yahoo.com\/question\/index?qid=20080130034738AAIVm7A\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Willie dei Simpson<\/a> che canta nei Tazenda \u00e8 un attimo.<\/p>\n<p>Sarebbe un vero peccato, visto che la verit\u00e0 \u00e8 diversa e ci dice che, nell\u2019oceano infinito di band che nel nuovo millennio hanno provato a scimmiottare certe sonorit\u00e0 darkeggianti e inquiete, figlie della delusione-punk di inizio anni \u201880, il quintetto di Kilsyth \u00e8 tra quelli che suonano, se non proprio originali, quantomeno pi\u00f9 onesti. Dove per \u201conesti\u201d si intende che, proiettati in un potenziale, imminente futuro dominato da un esercito di <em>boy division<\/em>, assomiglierebbero pi\u00f9 <a title=\"Ian Curtis wannabe\" href=\"https:\/\/www.irishtimes.com\/culture\/books\/joy-division-s-influences-and-enduring-cultural-legacy-1.3729068\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">agli originali<\/a> che alla loro parodia fatta boy-band.<\/p>\n<p><iframe title=\"The Twilight Sad \/\/ VTr (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6BW5j3PgW7Y?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Apparat<\/h2>\n<h4>Dawan<\/h4>\n<p>Il golden boy dell\u2019elettronica radical chic europea \u2014 colui che ha contribuito forse pi\u00f9 di tutti a contaminarla con i germi del mainstream e a elevarla a qualcosa di diverso da una sega mentale per elettrotecnici usciti dalla scuola d\u2019arte ed evangelisti di Ableton Live \u2014 \u00e8 di nuovo tra noi nella sua veste primordiale.<\/p>\n<p>Non che infatti <strong>Sascha Ring<\/strong> sia stato con le mani in mano durante questi ultimi anni: oltre alla usuale marea di serate tra festival all\u2019aperto, capannoni industriali e club esclusivi, l\u2019artista pi\u00f9 amato dalle <a href=\"https:\/\/youtu.be\/u9FEg5qur14\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">passerelle del fashion<\/a> ha trovato il tempo di intrattenersi non poco con i compagni Modeselktor (insieme ai quali ha prodotto due album a nome <strong>Moderat<\/strong>) e di musicare un <a href=\"https:\/\/soundcloud.com\/apparat\/sets\/apparat-krieg-frieden-excerpt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">dramma teatrale tedesco<\/a> (con cui, in termini appunto di <em>elettronica radical chic<\/em>, ha probabilmente raggiunto vette inarrivabili).<\/p>\n<p>Per trovare quindi un vero e proprio album firmato <strong>Apparat<\/strong>, dobbiamo invece risalire al 2011. Deve essere per questo che il suo creatore ne parla in terza persona, come fosse un vecchio amico pi\u00f9 che un semplice alter-ego:<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>Having a huge stage with Moderat gave me a setting for grand gestures and meant I could unburden Apparat from these aspirations. I don\u2019t have to write big pop hymns here; I can just immerse myself in the details and the structures.<cite class=\"citeConversation\">Sascha Ring<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Tradotto dall\u2019apparatese, significa che <em>LP5<\/em> continuer\u00e0 il percorso di sperimentazione tanto caro a Ring, ovvero quello di partire da due estremi opposti \u2014 da un lato capire come vestire di pop un certo di tipo di elettronica intellettualoide senza farle perdere un grammo di quella sana spocchia che la rende tale, dall\u2019altro portare il pop stesso a debita distanza dallo status di caciara senza ammazzarlo con dosi improbabili di complicazione cerebrale \u2014 per andare a scoprire cosa si incontra a met\u00e0 strada.<\/p>\n<p>La risposta la sappiamo gi\u00e0: si chiama <em>IDM<\/em> e il nuovo Apparat si conferma ancora il miglior bignamino sul mercato per spiegarci una volta di pi\u00f9, lettera per lettera, il significato dell\u2019acronimo: musica cervellotica quanto basta per non farti smettere di muovere il culo, ma mai abbastanza in mala fede da non stimolarti pi\u00f9 le sinapsi.<\/p>\n<p><iframe title=\"Apparat - Dawan (Official)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CprKIoggtLM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Stephen Malkmus<\/h2>\n<h4>Viktor Borgia<\/h4>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>The process reminds me of when my kids used to make these girls on my iPhone &#8211; choosing hair colour, dresses, etc. That intuitive swipe and grab thing. Chop and move the waves. Apple computer scroll style of thinking.<cite class=\"citeConversation\">Stephen Malkmus<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Sta parlando del lavorare comodamente seduto a una scrivania, davanti a un software di editing audio, trascinando in giro forme d\u2019onda e applicando loro effetti virtuali o <a title=\"magie audio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dynamic_time_warping\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">algoritmi di warping<\/a> e \u2014 messa cos\u00ec \u2014 non \u00e8 che sia un bello spot per la musica elettronica, apparentemente degradata a una superficiale versione 2.0 di <a href=\"https:\/\/youtu.be\/yvV7cgJM7q4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Gira la Moda<\/em><\/a> applicata alla composizione con le sette note.<\/p>\n<p>E invece \u2014 a quanto pare \u2014 si \u00e8 divertito da matti. Tutto sommato, dopo trent\u2019anni passati a chiedersi semplicemente se fosse meglio usare una Fender o un Gibson, ritrovarsi a leggere la lista degli <a title=\"va' che ben di dio!\" href=\"https:\/\/cymatics.fm\/blog\/best-vst-plugins\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">infiniti VST disponibili<\/a> dietro la scatola di Ableton Live deve essere stato come l\u2019impatto iniziale di un bambino nepalese con il cesto delle palle colorate all\u2019IKEA o il trionfale esordio di un cucciolo di cane antidroga alla sua prima serata reggae: cos\u00ec emozionante da non sapere da che parte cominciare.<\/p>\n<p>Viceversa, ha riso meno \u2014 narra la leggenda \u2014 la casa discografica, che ha provato a uscire dall\u2019impasse proponendo un compromesso del tipo: ok, mettiamo questa cosa un attimo da parte e intanto pubblichiamo un disco figo come quelli tuoi soliti. Immagino che, nella mente di quelli della Matador, fosse un tentativo last-minute un po\u2019 impanicato, tipico della gente presa in contropiede, incapace di fare niente di meglio se non attaccarsi alla classica strategia che in genere si adotta di fronte agli scleri dei matti o dei vecchi dementi: prendere tempo sperando che nel frattempo l\u2019interlocutore si dimentichi della sua stessa idea bislacca.<\/p>\n<p><strong>Stephen Malkmus<\/strong> non ha fatto una piega, ha atteso giusto il tempo di vedere <a title=\"va' chi c'\u00e8 tra i 30 dischi che ci son piaciuti di pi\u00f9 nel 2018!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2018\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il suo ultimo album<\/a> in tutte le classifiche di fine anno e poi \u2014 come tutti i matti e i vecchi dementi che si rispettino, dopo che si sono messi in testa un proposito inverosimile \u2014 \u00e8 tornato resiliente alla carica, a batter cassa con la faccia come il culo che si ritrova e cos\u00ec a met\u00e0 Marzo il suo primo album solista interamente creato al computer vedr\u00e0 ufficialmente la luce.<\/p>\n<p>L\u2019ha intitolato <em>Groove Denied<\/em>, un po\u2019 per polemica, un po\u2019 per scaramanzia, ma soprattutto perch\u00e9 \u2014 chitarre o non chitarre \u2014 l\u2019(auto)ironia e il sarcasmo di fondo che da sempre lo contraddistinguono sono rimasti piacevolmente intatti.<\/p>\n<p><iframe title=\"Stephen Malkmus - &quot;Viktor Borgia&quot; (Official Music Video)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/YlC8uz47qGo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>La Dispute<\/h2>\n<h4>Footsteps at the Pond<\/h4>\n<p><em>Panorama<\/em>, il nuovo album de <strong>La Dispute<\/strong> millanta ampie vedute nel suo ottimistico titolo, ma lascia qualche perplessit\u00e0 nel retrogusto, soprattutto considerando il fatto che arriva praticamente nello stesso momento della reissue preparata in occasione del decennale del loro logorroico ma interessante debutto <em>Somewhere at the Bottom of the River Between Vega and Altair<\/em>.<\/p>\n<p>Coincidenza che d\u00e0 adito a qualche giustificato sospetto, al punto che Amazon, influenzato dal suo \u2014 evolutissimo anche in termini di malizia \u2014 motore di ricerca interno, sostiene sia una mera operazione di marketing e infatti non esita a proporci l\u2019acquisto dei due in una combo leggermente scontata.<\/p>\n<p>Qua, in primo grado, siamo favorevoli alla presunzione d\u2019innocenza (almeno fino a che non verranno messe agli atti prove pi\u00f9 schiaccianti) e quindi ci limitiamo ad analizzare i fatti e i fatti dicono che, in tutto questo tempo, ne \u00e8 s\u00ec passata di acqua sotto i ponti, ma ci deve essere stata una perdita da qualche parte, visto che del fiume di partenza \u00e8 rimasta giusto la pozzanghera di cui si parla in questo ultimo singolo e dove ormai alla band statunitense non resta che pucciare i piedi per darsi quantomeno una rinfrescata, sperando che quei passi avanti che sembra incapace di fare (e le cui impronte invece cos\u00ec bene promettevano) non ci rimangano impantanati per sempre.<\/p>\n<p>A poco serve il tentativo visuale (anche ammirabile dal punto di vista di una certa morale buonista) di mascherare il tutto con una rivisitazione della mitologia greca, in cui Arianna regala a Teseo, invece che il classico filo, uno di quegli <a title=\"costano meno su Amazon, appunto\" href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/B071DW6855\/ref=sspa_dk_detail_1?psc=1&amp;pd_rd_i=B071DW6855&amp;pd_rd_w=5MVWl&amp;pf_rd_p=95f171a8-fa84-4b3c-a950-6bed6d3ced5f&amp;pd_rd_wg=mEiw5&amp;pf_rd_r=0N4DT6S0ZH3FD4GFRS62&amp;pd_rd_r=ea10583a-2ec7-11e9-83e8-49e3aa23bd84\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aggeggi elastici e fluorescenti<\/a> che gli ambulanti fanno volare la sera nei cieli delle nostre piazze e lui fraintende in toto il suo compito finendo per liberare il Minotauro invece che farlo fuori. Perch\u00e9, purtroppo, il resto conferma che sempre l\u00ec siamo: dalle parti degli At The Drive-In piuttosto che dei Refused, ma senza la \u201cgarra\u201d n\u00e9 l\u2019esuberanza sfacciatamente prog che permetterebbe a <strong>Jordan Dreyer<\/strong> e compagni almeno di andare a solleticare le suole dei maestri.<\/p>\n<p>Nel senso, continuiamo pure a chiamarlo <em>post-hardcore<\/em>, ma il motore di ricerca interno di PornHub \u2014 quello s\u00ec ancor pi\u00f9 evoluto e, per sua natura, maliziosissimo \u2014 se proprio di \u201cpost\u201d si deve parlare, lo ghettizzerebbe pi\u00f9 volentieri nella categoria un po\u2019 ammosciata di un pudico <em>post-softcore<\/em>.<\/p>\n<p><iframe title=\"La Dispute - &quot;FOOTSTEPS AT THE POND&quot;\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/_V0XSZMY8aM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>UNKLE feat. Tom Smith<\/h2>\n<h4>The Other Side<\/h4>\n<p><strong>James Lavelle<\/strong> \u00e8 un po\u2019 l\u2019<a title=\"leggila la storia di James e tutta la strada che ha fatto!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/dischi\/unkle-the-road-part-1\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Elizabeth Taylor del trip-hop<\/a>: mai da solo, ma sempre felicemente un passo avanti sul partner di turno, fino all&#8217;estrema conseguenza di vivere costantemente sulla soglia di casa, con delle ipotetiche valige in mano, nell&#8217;attesa soltanto di gettarsi tra le braccia del successivo (chiedere al compagno di liceo Tim Goldsworthy prima e ai colleghi all\u2019interno della leggendaria etichetta indipendente britannica <a href=\"http:\/\/www.themanfrommowax.com\/\" target=\"_blank\" title=\"l'ultima et\u00e0 dell'oro della musica underground\" rel=\"noopener\">Mo\u2019 Wax<\/a> \u2014 DJ Shadow, Richard File, Pablo Clements \u2014 poi).<\/p>\n<p>I pi\u00f9 possessivi le chiamerebbero <em>corna<\/em>, quelli comprensivi necessit\u00e0 di scappare dalla routine, gli evoluzionisti spirito di sopravvivenza, fatto sta che ogni volta, stagione dopo stagione e compagno dopo compagno, la sua creatura <strong>UNKLE<\/strong> si \u00e8 reincarnata in qualcosa di diverso, anche se mai a caso e costantemente al passo con i tempi, trasformando cos\u00ec un potenziale punto debole in tratto caratteristico e diventando ufficialmente uno degli esempi di riferimento per quelle occasioni in cui ci fa comodo tirare in ballo il concetto di \u201cprogetto collaborativo\u201d o, come fa pi\u00f9 fico dire, <em>collettivo musicale<\/em>.<\/p>\n<p>Concetto, questo, che ci sta come il cacio sui maccheroni quando si parla di band legate (geograficamente o musicalmente) a un certo <em>Bristol-sound<\/em>. Dalle ospitate ormai anarco-populiste e mainstream dei <a title=\"visual d'impatto ma messaggi da prima elementare\" href=\"https:\/\/youtu.be\/TLk-Gs4ewu8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Massive Attack<\/a>, a progetti pi\u00f9 radical chic ed elitariamente prog come quello degli Archive, dalla semplice innocua domanda &#8220;a chi la facciamo cantare questa?&#8221; a idee di composizione a pi\u00f9 mani e ai limiti dell&#8217;<a title=\"raccolte strane e mischioni giapponesi\" href=\"https:\/\/boomkat.com\/products\/major-force-west-93-97\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">open source culturale<\/a>, una chiara tendenza al collaborazionismo spinto ha da sempre caratterizzato la scena, ancor prima (e forse ancor pi\u00f9) dell&#8217;abuso di campionamenti dub, funk e soul d&#8217;altri tempi o di droghe leggere o pesanti che fossero.<\/p>\n<p>In questo senso, la raffinatezza degli UNKLE \u00e8 sempre stata proprio nel modo, nella perfezione e nella naturalezza con cui ogni pezzo risulta <em>vero<\/em> (quasi fosse proprio scritto da lui) se associato al relativo guest, ma allo stesso tempo sempre palesemente attorcigliato attorno allo scheletro di un ben preciso e riconoscibile <em>UNKLE mood<\/em>. Ovvero nel lavoro di orchestrazione e rifinitura sartoriale che Lavelle stesso (oggi ufficialmente single e unico proprietario del marchio) riesce a fare, non si sa bene in quale ordine: sceglie l\u2019artista e gli cuce addosso il vestito oppure compone il brano e poi ne trova il perfetto interprete?<\/p>\n<p>Qui la parte del figurino tocca a <strong>Tom Smith<\/strong> degli <strong>Editors<\/strong> e, visto come, ancora una volta, l&#8217;abito fatto su misura gli calza a pennello, direi che la risposta pu\u00f2 passare in secondo piano<\/p>\n<p><iframe title=\"UNKLE - The Other Side (Feat. Tom Smith)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/FQ9QLiWR4eQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-top: 4em;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"la playlist di Spineless su HVSR\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascolta la playlist su HVSR<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli UNKLE con Tom Smith degli Editors, i Twilight Sad, Apparat, Stephen Malkmus e La Dispute: cinque pezzi buoni per mascherarsi a Carnevale.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5452,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,265],"tags":[1790,1793,1533,1792,1789,1511,1795,1794,1787,1788,1534],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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