{"id":5484,"date":"2018-11-13T04:47:48","date_gmt":"2018-11-13T03:47:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/fear-yourself-daniel-johnston-underground-folk-tale-copy\/"},"modified":"2019-03-13T10:20:39","modified_gmt":"2019-03-13T09:20:39","slug":"good-morning-spider-sparklehorse-20-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/good-morning-spider-sparklehorse-20-anni\/","title":{"rendered":"(Quasi) morte"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa specie di celebrazione triste \u00e8 stata scritta in esclusiva per HVSR.NET ed \u00e8 comparsa per la prima volta sull\u2019omonimo sito, dove fa ancora la sua porca figura all&#8217;interno della rubrica DECENNI. Lo riportiamo anche qui per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di un album meraviglioso e di un tizio che \u00e8 riuscito a rimettersi in piedi giusto una volta in meno di quelle che era caduto.<\/div>\n<p class=\"color-box\">Mark Linkous ha vissuto (troppo poco) in un mondo tutto suo, fatto di cieli lividi e strade senza nome, costantemente afflitto da una perenne nausea post-sbornia d&#8217;amore. Nel secondo album a nome Sparklehorse avvolge le sue nenie crepuscolari con un lenzuolo scuro lasciato a inzupparsi in una pozzanghera di sporcizia lo-fi che qualunque altro artista, come prima cosa, avrebbe asciugato via. Suona male, messa cos\u00ec? Peccato, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 che il risultato appare ancora cos\u00ec bello da spezzare il cuore.<\/p>\n<h2>My Baby&#8217;s Got the Bends<\/h2>\n<p>Questa storia, come buona parte della storia del rock degli ultimi vent\u2019anni, ha qualcosa a che fare, seppur marginalmente, con i <strong>Radiohead<\/strong>. Ammesso che i Radiohead possano essere visti, anche solo per un attimo, come qualcosa di marginale nella storia del rock degli ultimi vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Londra, inizio 1996.<\/p>\n<p>\u00c8 uscito da poco un album dal nome impronunciabile: <em>Vivadixiesubmarinetransmissionplot<\/em>. In Italia qualcuno lo scambia per una ristampa del primo disco di Elio e Le Storie Tese o comunque un\u2019altra loro boutade in lingua singalese, ma in realt\u00e0 \u00e8 il debutto di una band chiamata <strong>Sparklehorse<\/strong> e il suo titolo bizzarro non \u00e8 del tutto campato in aria, visto che \u2014 si narra \u2014 ha qualcosa a che fare con un sogno ambientato ai tempi della guerra civile americana, che vede come protagonisti il generale Robert E. Lee e un gruppo di jazzisti anni \u201820 chiusi a suonare sott\u2019acqua, dentro un sottomarino. Cominciamo bene. Se cercavate qualcosa di razionale, lineare e soprattutto a lieto fine\u2026 possiamo salutarci qui.<\/p>\n<p>Diventato subito, per gli amici (e come protesta contro la lobby dei creativi che di mestiere inventano gli scioglilingua), <em>Vivadixie<\/em>, vede tra i crediti un buon numero di musicisti che fino a quel momento hanno provato a tirare un po\u2019 a campare \u2014 senza particolare successo \u2014 nel panorama indie d\u2019oltreoceano (su tutti <strong>David Lowery<\/strong> dei Camper Van Beethoven, <strong>Johnny Holt<\/strong> degli House of Freaks e <strong>Bob Rupe<\/strong> dei Silos), ma fondamentalmente \u00e8 il frutto dell\u2019incontro tra mente geniale e un po\u2019 disturbata di un certo <strong>Mark Linkous<\/strong> e un registratore usato (un Tascam 688 a otto canali, di cui solo sette funzionanti, per la precisione).<\/p>\n<figure id=\"attachment_5492\" aria-describedby=\"caption-attachment-5492\" style=\"width: 1788px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5492\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi.jpg\" alt=\"Mark Linkous - Moto Guzzi | Danny Clinch\" width=\"1788\" height=\"1194\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi.jpg 1788w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-clinch-moto-guzzi-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1788px) 100vw, 1788px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5492\" class=\"wp-caption-text\">Mark Linkous con la sua Moto Guzzi d&#8217;epoca, quando ancora pensava che il rock fosse un film con Dennis Hopper.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Cresciuto a Clintwood (una cittadina dal nome buono per l\u2019ambientazione di un film western, sempre che qualcuno abbia il coraggio di girare un film western nel deserto bucolico della Virgina rurale), Linkous ha passato buona parte della sua adolescenza a scorrazzare per la zona atteggiandosi a cazzuto <em>easy-rider<\/em> (per un certo periodo ha addirittura fatto parte di una gang di motociclisti, The Pagans), a imparare a suonare la chitarra da autodidatta sul campo nelle file di svariate formazioni hard-glam di cui si \u00e8 persa sia traccia che memoria (tutte meno una: i losangelini <strong>Dancing Hoods<\/strong>, con la quale \u00e8 riuscito a sfornare due album e un EP appena dignitosi e ad avere i suoi famosi quindici minuti di notoriet\u00e0, partecipando a un programma su MTV) e soprattutto a farsi di eroina un giorno s\u00ec e l\u2019altro pure.<\/p>\n<p><iframe title=\"Dancing Hoods on 120 minutes show on MTV\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/HIpvM0rDt8w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Fin qui, niente di nuovo sotto il sole della West Coast. Nel senso, potrebbe essere l\u2019ennesima, inutile storia di musica tossica finita presto (e potenzialmente male) nel dimenticatoio del rock, seguendo i classici binari che vanno dalla ricerca vana di un qualche successo dritti verso l\u2019ultima overdose. Non fosse che, a far deragliare il racconto, ci pensa l\u2019anonimo DJ di una radio californiana che, in barba a qualunque logica commerciale, decide un giorno di trasmettere una <a title=\"folgorazioni avant-garde\" href=\"https:\/\/youtu.be\/kGpCJ5AfZEU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">strampalata versione minimalista<\/a> di <em>Jesus\u2019 Blood Never Failed Me Yet<\/em> del compositore inglese Gavin Bryars: le sei parole del titolo biascicate in loop per diciannove minuti da un barbone su un tappeto di orchestra d\u2019archi, con l\u2019accompagnamento vocale di Tom Waits. Potremmo chiamarlo \u201clo-fi concettuale\u201d, se non suonasse come un ossimoro anche solo a pensarlo.<\/p>\n<p>Comunque, Mark ne rimane semplicemente folgorato e decide che quella su cui ha sgommato senza grandi risultati fino a quel momento <em>non<\/em> \u00e8 la sua strada: si impone un durissimo anno sabbatico di disintossicazione e, una volta uscitone relativamente pulito e profumato (se si esclude una depressione nemmeno troppo latente ma contenibile a livello farmacologico), si mette al lavoro su una manciata di pezzi propri, cercando di perfezionare una forma di songwriting personale e intimista che finir\u00e0 per lasciare non pochi segni, sia addosso a lui stesso, che nelle orecchie del suo nuovo pubblico.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I gave up on wanting to be a pop star and came back home to just make great music without caring about the rest.<cite class=\"citeConversation\">Mark Linkous<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Viva<\/em> (pi\u00f9 ne parli e pi\u00f9 sei autorizzato a contrarre il titolo, come con un conoscente con cui prendi via via maggiore confidenza) si fa un certo nome nel circuito delle college radio, anche se alla fine della fiera vende il giusto. In ogni caso permette a Sparklehorse di aprire per gente di un certo livello (Vic Chesnutt, Son Volt) e, cosa pi\u00f9 importante, cattura l\u2019attenzione di <strong>Thom Yorke<\/strong> e <strong>Jonny Greenwood<\/strong>, che offrono a Linkous e compagni l\u2019opportunit\u00e0 di seguirli in alcune date inglesi di <em>warm-up<\/em>, programmate per la seconda met\u00e0 del 1995, in preparazione della partenza ufficiale del tour promozionale di <em>The Bends<\/em>, prevista per il marzo dell\u2019anno dopo.<\/p>\n<p>Mark non \u00e8 troppo convinto, percepisce il peso asfissiante del confronto con quella che gi\u00e0 promette di essere una delle pi\u00f9 grandi rock band degli anni duemila, ma \u00e8 consapevole che l\u2019occasione sta nel mazzo di quelle che non capitano due volte nella vita. Si imbottisce di antidepressivi, quindi, e vola alla volta della terra d\u2019Albione, pur sapendo in anticipo che l\u2019atteggiamento dimesso che si sente addosso gi\u00e0 in partenza non giover\u00e0 all\u2019impatto che i suoi set avranno sulla critica anglosassone.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>They sound like Radiohead in their more low-key moments, only marooned in the middle of a Nevada desert: mildly grungy when they can muster up energy (not often). Polite. Unassumingly punctual.<cite class=\"citeConversation\">Robin Morley \/ Raw, 1995<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Insomma: i presupposti perch\u00e9 ogni cosa vada in vacca senza passare dal via ci sono tutti. Infatti, nel gennaio \u201896, immediatamente dopo uno show a Londra, Linkous collassa nel bagno sua stanza di hotel, sotto l\u2019effetto di un mix di Valium, alcol e non si sa bene quali altre sostanze stupefacenti. Rimane incosciente per circa un quarto d\u2019ora, finch\u00e9 una donna delle pulizie non lo trova nella posizione pi\u00f9 sfigata che la sorte pu\u00f2 regalarti quando decide di farti svenire senza preavviso sopra la moquette sporca di un albergo di Brixton, ovvero con entrambe le gambe piegate a 180\u00b0 sotto il peso del resto del tuo corpo. Quando i paramedici tentano di rianimarlo, riportando i suoi arti in una posa pi\u00f9 consona, il rilascio improvviso del potassio accumulato durante tutto il tempo in cui la circolazione del sangue \u00e8 rimasta bloccata d\u00e0 al suo cuoricino una botta insostenibile, alla quale quello reagisce nella maniera pi\u00f9 drastica e permalosa: fermandosi all\u2019improvviso.<\/p>\n<p>Clinicamente morto per una paio di minuti abbondanti: questa la diagnosi successiva che lo porta diretto al St. Mary\u2019s Hospital, dove rimarr\u00e0 ricoverato per i tre mesi successivi, nel tentativo di convertire le previsioni iniziali (riassumibili in \u201cavete gi\u00e0 contattato qualcuno per organizzare il funerale?\u201d) prima nella prospettiva di perdere entrambe le gambe, poi in quella di dover convivere per sempre con un paio di stampelle e infine in una leggera, innocua zoppia.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>They put me in the grieving room, set aside for people who were told that someone had passed.<cite class=\"citeConversation\">Paul Monahan, ex-tour manager<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Incredibile a credersi, a novembre sar\u00e0 di nuovo su un palco, a suonare e cantare comodamente seduto su una sedia a rotelle. Tutto \u00e8 bene quel che finisce bene, diremmo in questi casi. Se non fosse solo l\u2019inizio.<\/p>\n<p><iframe title=\"SPARKLEHORSE - Rainmaker - NPA LIVE 1996\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/fXnkfnCvmhw?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">S\u00ec, perch\u00e9 questa tragedia sfiorata si riveler\u00e0 la croce e la delizia della carriera di Sparklehorse da quel momento in avanti, una seconda opportunit\u00e0 insperata, un nuovo inizio dalle proprie ceneri quando le polveri sembravano ormai definitivamente bagnate.<\/p>\n<p>Da un lato sar\u00e0 inevitabilmente l\u2019ispirazione principale per il secondo lavoro della band; dall\u2019altro impedir\u00e0 per lungo tempo di valutarlo con il dovuto distacco, senza il filtro di pura, curiosa compassione con cui si fa fatica a non ascoltare quello che a tutti gli effetti \u00e8 il disco di uno che \u00e8 resuscitato, che ha fatto un salto all\u2019altro mondo e ne \u00e8 tornato abbastanza provato: confuso ma beatamente spaesato, sorridente eppure infelice quanto basta per non lasciare indifferente chi s&#8217;impiglia nell\u2019ascolto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5497\" aria-describedby=\"caption-attachment-5497\" style=\"width: 1865px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5497\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorseclinchgroup1995.jpg\" alt=\"Sparklehorse - band in the water| Danny Clinch\" width=\"1865\" height=\"933\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorseclinchgroup1995.jpg 1865w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorseclinchgroup1995-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorseclinchgroup1995-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorseclinchgroup1995-1024x512.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1865px) 100vw, 1865px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5497\" class=\"wp-caption-text\">Sparklehorse, tecnicamente, \u00e8 sempre stata una band. Ai tempi contava, tra gli altri, Scott Fitzsimmons, Johnny Hott, Scott Minor e Paul Watson, che recitavano in secondo piano il ruolo di quelli che suonano in un gruppo in cui il fenomeno \u00e8 un altro \u2014 quello l\u00ec con gli occhiali steampunk.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Un intero banco di strumenti di seconda mano si mette d\u2019accordo per creare paesaggi sonori protetti da una fragile crosta sperimentale che, appena incrinata, lascia subito fuoriuscire un dolcissimo nucleo liquido di melodie smaccatamente pop.<\/p>\n<h2>Animali fantastici e come suonarli<\/h2>\n<p><em>Good Morning Spider<\/em> esce nell\u2019estate del 1998, ma ha gi\u00e0 l\u2019odore intenso dell\u2019autunno inoltrato e i colori pastello di una stagione solitaria e popolata da ectoplasmi apparentemente innocui, quasi amichevoli.<\/p>\n<p>Probabilmente non sarebbe corretto definirlo un lavoro che si sviluppa su pi\u00f9 livelli, nonostante la presenza di innumerevoli strati contrapposti al suo interno sia un dato di fatto: semplicemente, \u00e8 come se tutti quei sottili piani sfalsati collassassero, senza spezzarsi, su un unico pavimento e poi qualcuno ti chiedesse di camminarci sopra a piedi nudi per sentire l\u2019effetto che fa. \u00c8 un disco allo stesso tempo inquietante e tenero, incazzato e romantico, a tratti giocoso, sempre ammantato in un\u2019estetica sognante che fa convivere tutti gli ingredienti nelle giuste dosi.<\/p>\n<p>Come spesso accade nelle ricette pi\u00f9 incasinate, una buona parte del merito va agli arnesi con cui le materie prime vengono impastate: in questo senso, pi\u00f9 che a una vera e propria attrezzatura siamo di fronte a un mercatino delle pulci, in cui un intero banco di strumenti di seconda mano \u2014 wurlitzer, vibrafoni, violoncelli, harmonium, concertine e ogni genere di giocattoli \u2014 si mette d\u2019accordo per creare paesaggi sonori protetti da una fragile crosta sperimentale che per\u00f2, appena incrinata, lascia subito fuoriuscire un dolcissimo nucleo liquido di melodie smaccatamente pop.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>I have a lot of cheap, little keyboards and this optigan thing and this synth module that has a zillion different sounds in it. A lot of the keyboards I got at thrift stores. I have a little Casio SK-1 that has a built in sampler. My favorite microphone I found at the landfill. It was on a CB base station. I&#8217;ve got these wireless intercoms from the &#8217;50s from an auction from a dentist&#8217;s office.<cite class=\"citeConversation\">Mark Linkous<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Fin dal titolo, <em>Good Morning Spider<\/em> \u00e8 un album in cui le persone sono praticamente assenti: c\u2019\u00e8 ogni tanto qualche sparuto riferimento a un generico \u201cyou\u201d, un paio di volte si citano un \u201che\u201d e una \u201cshe\u201d senza faccia, ma la maggior parte degli esseri viventi sono animali o addirittura idee e concetti tanto immensi quanto ambigui (come quelli di anima, solitudine, tristezza) che, senza la minima titubanza, diventano veri e propri personaggi protagonisti di \u201c<a title=\"\u00e8 un mondo di merda, ma qualcuno deve pur viverci\" href=\"https:\/\/youtu.be\/C7rOKhmnw44\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sad and beautiful stories<\/a>\u201d, all\u2019insegna di una <em>melacholia<\/em> surreale, cosmica ed eterna che \u2014 appunto \u2014 trascende la dimensione umana, in quanto insita nei cicli vitali della natura o nascosta nella sua trasposizione fantastica e mitizzata: cani che tornano indietro dall\u2019inferno, insetti che tessono tele e costruiscono bozzoli ben consci che andranno distrutti nel giro di una giornata, farfalle che muoiono durante l\u2019inverno e ricompaiono a primavera, uccellini che si buttano dal nido per farla finita e corse sfrenate per provare a salvarli, gente che si sveglia nello stomaco di un cavallo e non fa una piega, cavalli che si accorgono che qualcuno si \u00e8 svegliato nel loro stomaco, danno di matto e cominciano a battere la testa sul cancello di un cimitero.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5506\" aria-describedby=\"caption-attachment-5506\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5506\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut.jpg\" alt=\"Mark Linkous - Static King | Danny Clinch\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-static-king-cut-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5506\" class=\"wp-caption-text\">Pare la capanna di Unabomber e invece \u00e8 uno studio di registrazione.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Pi\u00f9 che a un vero e proprio studio di registrazione, assomiglia a una falegnameria in cui un musicista in crisi ha accatastato temporaneamente tutte le sue cose.<\/p>\n<h2>Static King<\/h2>\n<p>D\u2019altronde tutti i piatti (potete chiedere a vostra nonna per conferma), oltre che i sapori dei singoli elementi che li compongono, prendono spesso il profumo della cucina in cui sono stati preparati; anche questo non sfugge alla regola.<\/p>\n<p>Nel senso, provate a guidare attraverso la Contea di Buckingham dopo aver infilato nell\u2019autoradio un disco di Sparklehorse e vedrete che tutti i pezzi del puzzle andranno al loro posto come per magia: ogni strato di spazio e tempo, di presente e memoria che sta scorrendo davanti a vostri occhi, fuori dai finestrini \u2014 e che serve per creare qualcosa di cos\u00ec delicato e complesso come la musica che state ascoltando \u2014 finir\u00e0 per incastrarsi alla perfezione nel successivo, mettendo cos\u00ec finalmente d\u2019accordo vista e udito. Rampicanti che sembrano inghiottire i tronchi degli alberi, muschio che copre pudicamente le lapidi delle tombe sparse qua e l\u00e0 e tutta la vacuit\u00e0 infestata dei campi da battaglia della Guerra Civile: c\u2019\u00e8 una serenit\u00e0 irreale, oggi, ma \u00e8 una serenit\u00e0 appesantita da una Storia il cui ricordo non evoca che fantasmi.<\/p>\n<p>Ecco: le diciassette (un numero \u2014 guarda caso \u2014 che gli scaramantici ancora non hanno deciso se porta fortuna o sfortuna) tracce di <em>Good Morning Spider<\/em> ti seguono proprio alla stregua di fantasmi, senza disturbare ma allo stesso tempo facendoti percepire distintamente la loro presenza, come si conviene a dei mantra registrati nel pi\u00f9 completo isolamento, dentro una casa costruita oltre cent\u2019anni fa (risalente al diciannovesimo secolo \u2014 1850 circa) in un posto dimenticato da Dio e dagli uomini.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Andersonville, infatti, \u00e8 un <em>false friend<\/em>, nel senso che, nonostante contenga al suo interno la parola \u201c<a title=\"toh, analfabeti\" href=\"http:\/\/dizionari.corriere.it\/dizionario_francese\/Francese\/V\/ville.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ville<\/a>\u201d, sta a un\u2019ora e mezza di macchina dall\u2019agglomerato urbano pi\u00f9 vicino e forse ancora pi\u00f9 lontana da un qualunque accenno di vita sociale: un\u2019ora e mezza di nulla meraviglioso, fatto di boschi e ruscelli, in cui pu\u00f2 succedere di dover frenare bruscamente perch\u00e9 un coccodrillo sta attraversando la statale o di farsela addosso perch\u00e9 un orso ti si \u00e8 seduto sul cofano mentre sei fermo al passaggio a livello.<\/p>\n<p><iframe title=\"Mark Linkous is Sparklehorse Part 1\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ukHU5Ho59tQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Andersonville \u00e8 appunto il posto dove si trasferiscono Linkous e la moglie Teresa, una volta tornati negli States: la fattoria che affittano \u00e8 un po\u2019 malmessa ma decisamente grande, cos\u00ec una parte diventa il posto adatto dove rifugiarsi tra un tour e l\u2019altro per comporre le nuove canzoni. Viene battezzata <em>Static King<\/em> e, pi\u00f9 che a un vero e proprio studio di registrazione, assomiglia a una falegnameria in cui un musicista in crisi ha accatastato temporaneamente tutte le sue cose: c\u2019\u00e8 una consolle a 16 piste, un tappeto di cavi intrecciati a vecchi amplificatori a valvole, un arsenale di synth analogici, qualche chitarra scorticata e tutti gli strumenti d\u2019annata elencati in precedenza, compreso un violino tedesco che Mark sostiene di aver comprato per venti dollari da uno spacciatore di crack che aveva ospitato durante una tempesta di neve.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5505\" aria-describedby=\"caption-attachment-5505\" style=\"width: 1880px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5505\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit.jpg\" alt=\"Sparklehorse - rabbit mask | Timothy Saccenti\" width=\"1880\" height=\"1253\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit.jpg 1880w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-rabbit-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1880px) 100vw, 1880px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5505\" class=\"wp-caption-text\">Un nome da cavallo e una faccia da leprotto: benvenuti allo zoo.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Un piccolo caos affettuoso: in ogni momento estremamente accessibile, inspiegabilmente orecchiabile, raffinatamente grezzo e studiato in ogni suo minimo dettaglio DIY.<\/p>\n<h2>I hate being bipolar, it&#8217;s awesome<\/h2>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Cos\u00ec, inevitabilmente, i pezzi del disco condividono questa atmosfera, ognuno a gocciolare dentro l\u2019altro senza soluzione di continuit\u00e0, come un dolore inesorabile, costante ma che mai oltrepassa la soglia di sopportazione, come la morfina che scende dalla flebo a intervalli regolari e speri che mai si fermi. Non ci sono pause (era un disco fastidioso, per i primi pirati digitali di fine anni \u201890, di quelli che bisognava masterizzare in <a title=\"qualcuno se lo ricorda ancora cos'\u00e8 un masterizzatore?\" href=\"http:\/\/www.cd-info.com\/tech\/rec\/dao.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">disc-at-once<\/a>): loop di organo che non finiscono in una traccia ma continuano in quella dopo, il fruscio di un nastro che gira a fare da sottofondo per tutta la durata dell\u2019album, macchinari che si fermano e ripartono senza sosta, il suono tagliente delle dita che si spostano sulla tastiera di una chitarra acustica.<\/p>\n<p><iframe title=\"Sparklehorse - Saint Mary\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/QxUDPEA9bpM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\"><em>Good Morning Spider<\/em> \u00e8 forse il lavoro dove \u00e8 pi\u00f9 accentuata quell\u2019aura di bipolarismo sonoro che caratterizza tutta la discografia di Sparklehorse: ballate minimali, fragili e disorientate da cantare sottovoce (<em>Painbirds<\/em>, <em>Saint Mary<\/em>, <em>Come On In<\/em>, <em>Maria\u2019s Little Elbows<\/em>, <em>Hundred of Sparrows<\/em>), spazzate via da raschiate di grezzo rock melodico distorto male, urlato peggio ma sempre vomitato fuori con estrema cura (<em>Pig<\/em>, <em>Sick of Goodbyes<\/em>, <em>Cruel Sun<\/em>, <em>Ghost of His Smile<\/em>).<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Campionamenti di batteria insicuri, texture di sintetizzatori gorgoglianti e tutta una serie di suoni di chitarra ispirati a un indie rock indistintamente lo-fi o hi-fi sono intervallati da intermezzi quasi cacofonici, piccoli sketch sonori di autocommiserazione non si sa quanto autoironica, come se il tutto fosse registrato grossolanamente da una radiolina AM senza troppe pretese.<\/p>\n<p><iframe title=\"Sparklehorse - Pig (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BChww2pEZUs?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Eppure la cosa fila via liscia come l\u2019olio e suona in ogni momento estremamente accessibile, inspiegabilmente orecchiabile, raffinatamente grezza e studiata in ogni suo minimo dettaglio DIY, a ribadire il paradosso che accompagner\u00e0 Linkous per il resto dei suoi giorni, costantemente invischiato in un\u2019area grigia di transizione tra sonno e veglia, oscurit\u00e0 e innocenza, lucidit\u00e0 e confusione, vita e morte e, in generale, bene e male.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5508\" aria-describedby=\"caption-attachment-5508\" style=\"width: 1880px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5508\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01.jpg\" alt=\"Sparklehorse - live in the Basement | Timothy Saccenti\" width=\"1880\" height=\"1216\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01.jpg 1880w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01-300x194.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01-768x497.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01-1024x662.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorse-saccenti-live-in-the-basement-01-100x65.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 1880px) 100vw, 1880px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5508\" class=\"wp-caption-text\">Un emblematico esempio della fase UP del cosiddetto &#8220;disturbo da bipolarismo sonoro&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Sfiorare la purezza del pop-anthem e, ogni volta, scarabocchiarla per dispetto, giusto un attimo prima di raggiungerla, con un infinito catalogo di imperfezioni create su misura.<\/p>\n<h2>Boicottare se stessi<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di genericamente <em>punk<\/em> in tutto ci\u00f2, sia a livello sonoro (nei pezzi pi\u00f9 tirati, appunto) che, soprattutto, in termini di atteggiamento. Ma se il punk originale spingeva forte il pedale di una finta spontaneit\u00e0 ad ogni costo e di una volgarit\u00e0 sguaiata al punto da risultare a tratti artefatta, Linkous trova il senso delle sue composizioni in dettagli che il punk aveva ignorato, sfiorando ogni volta la purezza del <em>pop-anthem<\/em> e scarabocchiandola, giusto un attimo prima di raggiungerla, con un infinito catalogo di imperfezioni create su misura.<\/p>\n<p>Esempio emblematico di questa forma, quasi patologica, di auto-boicottaggio \u00e8 <em>Chaos of the Galaxy \/ Happy Man<\/em>.<\/p>\n<p>Dichiarata la sua natura gi\u00e0 nel titolo, prende l\u2019essenza del significato di medley e la porta alle sue estreme conseguenze nel giro di <a title=\"col senno di poi, non gli \u00e8 mica riuscita tanto bene, questa cosa della felicit\u00e0\" href=\"https:\/\/youtu.be\/JIOeErcqW5E\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">quattro minuti e mezzo<\/a>. Inizia con qualcuno che sta cercando un piccolo riff davanti a un piano elettrico, ma il tentativo non sembra essere troppo convinto n\u00e9 avere troppa fortuna, visto che in trenta secondi sfuma frustrato in un gracchiare sonico di elettricit\u00e0 statica (\u00e8 la radiolina di cui sopra che non riesce \u2014 <em>non vuole<\/em> \u2014 trovare la frequenza giusta) che va avanti per un tempo superiore a quello che un ascoltatore medio pu\u00f2 riuscire a sopportare. Il cuore della questione si comincia a intravedere (per chi ha avuto la pazienza di arrivarci) solo dopo il secondo minuto ed \u00e8 il nucleo di quella che, senza mezzi termini, \u00e8 una potenziale hit da MTV: un giro di chitarra proto-grunge sbracatissimo e un ritornello a dir poco pop(ulista) (\u00aball I want is to be a happy man\u00bb) che, sparati insieme, sembrano fatti apposta per entrarti in testa indipendentemente dalla tua volont\u00e0. Il talento di Mark sta proprio nel riuscire a far s\u00ec che il tutto, preso nel suo insieme, abbia un senso immediato e non appaia figlio di una sessione di sovraincisioni fatte a occhi chiusi da un fonico ubriaco (e sordo); comunque \u00e8 decisamente troppo anche per un mainstream di bocca buona come quello dell\u2019epoca che, dopo la sbornia di distorsione presa a Seattle, \u00e8 abituato ad accogliere nel cassetto dei successi roba s\u00ec non propriamente patinata, ma non <em>cos\u00ec poco<\/em> patinata.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>He told the label the masters had gotten burnt in a bonfire, which was complete bullshit: he still had to get paid to eat, but at the end of the day, whatever his music was, that was what was going to be out.<cite class=\"citeConversation\">Matt Johnson, ex-tour manager<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<figure id=\"attachment_5509\" aria-describedby=\"caption-attachment-5509\" style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5509\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals.jpg\" alt=\"Danger Mouse, David Lynch, Sparklehorse\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals.jpg 1200w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/danger-mouse-sparklehorse-david-lynch-animals-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5509\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;iconica foto della campagna promozionale di Dark Night of the Soul, che vede David Lynch in mezzo ai suoi due animali preferiti del periodo: Danger Mouse e Sparklehorse.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Erano tempi in cui giravano cos\u00ec tanti soldi nell\u2019ambiente che, una volta che avevi nel roster gente come i Coldplay, i Foo Fighters e Robbie Williams, potevi permetterti di dare a chi ritenevi avesse del potenziale tutto il tempo di cui aveva bisogno per sbocciare (in senso commerciale) definitivamente, anche correndo il rischio che questo non avvenisse mai, garantendoti comunque un buon ritorno di immagine nei panni del mecenate che coltiva talenti senza guardare troppo alla monetizzazione.<\/p>\n<h2>Capitol-izzare o Capitol-are<\/h2>\n<p>Guardato da un altro lato, questo aneddoto la dice anche lunga su come l\u2019industria musicale sia cambiata negli ultimi due decenni: onestamente e con tutta la buona volont\u00e0 che uno ci pu\u00f2 mettere, al giorno d\u2019oggi quale major darebbe fiducia (e soprattutto completa carta bianca) a un tipo come Linkous come fece la Capitol nel \u201898 con <em>Good Morning Spider<\/em>?<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>None of Sparklehorse&#8217;s music is that weird at all. It&#8217;s not that inaccessible. A lot of other people, especially in America, think it\u2019s really weird or experimental. But it doesn&#8217;t seem weird to me at all. Blink-182 seems weird to me.<cite class=\"citeConversation\">Mark Linkous<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>D\u2019altra parte erano tempi in cui giravano cos\u00ec tanti soldi nell\u2019ambiente che, una volta che avevi nel roster gente come i Coldplay, i Foo Fighters e Robbie Williams, ti eri gi\u00e0 assicurato in saccoccia i tuoi svariati milioni di dollari di fatturato annuo e potevi permetterti da un lato di produrre tutta la merda che ti passava tra le mani, anche solo per sfizio (non \u00e8 questo il caso); dall\u2019altro di poter dare a chi ritenevi avesse del potenziale tutto il tempo di cui aveva bisogno per sbocciare (in senso commerciale) definitivamente, anche correndo il rischio che questo non avvenisse mai, garantendoti comunque un buon ritorno di immagine nei panni del mecenate che coltiva talenti senza guardare troppo alla monetizzazione (\u00e8 <em>proprio questo<\/em> il caso).<\/p>\n<p>Tutti i dischi di Sparklehorse usciranno per la Capitol\/EMI (in un solo caso per una sua sotto-etichetta, la Astralwerks), ma mai raggiungeranno i numeri (a maggior ragione considerando il fatto che erano anni in cui i dischi si vendevano sul serio) che qualcuno ai piani alti aveva sperato.<\/p>\n<p>Paradossalmente, la fama di Mark Linkous come autore crescer\u00e0 esponenzialmente di album in album (soprattutto tra i colleghi) e gi\u00e0 dal successivo lavoro praticamente tutti i maggiori esponenti di un certo tipo di rock (oggi qualcuno direbbe <em>radical chic<\/em>) faranno la fila per collaborare con lui.<\/p>\n<p><em>It\u2019s A Wonderful Life<\/em> (2001) vedr\u00e0 la partecipazione di Nina Persson dei Cardigans, PJ Harvey, John Parish, Tom Waits e Joan Wasser (Joan As Police Woman), mentre <em>Dreamt For Light Years in the Belly of a Mountain<\/em> (2006) segner\u00e0 l&#8217;inizio della sinergia con Brian Joseph Burton (Danger Mouse). Proprio a quattro mani con Burton verr\u00e0 composto <em>Dark Night of the Soul<\/em> che, pi\u00f9 che quella di un disco, avr\u00e0 la forma di una cerimonia degli Oscar, con ogni traccia scritta ad hoc per il relativo ospite (e parliamo di gente del calibro di Wayne Coyne dei Flaming Lips, James Mercer degli Shins, Gruff Rhys dei Super Furry Animals, Jason Lytle dei Grandaddy, Julian Casablancas degli Strokes, Black Francis dei Pixies, fino a Suzanne Vega, Iggy Pop e David Lynch) e che, nonostante fosse gi\u00e0 pronto a inizio 2009, uscir\u00e0 a nome <strong>Danger Mouse &amp; Sparklehorse<\/strong> \u2014 a causa di una diatriba sui diritti d\u2019autore che vedr\u00e0 scendere in campo direttamente i legali della EMI \u2014 il 12 Luglio del 2010, ovvero quando ormai sar\u00e0 troppo tardi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5511\" aria-describedby=\"caption-attachment-5511\" style=\"width: 1865px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5511\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorsecrimescene.jpg\" alt=\"Mark Linkous - crime scene\" width=\"1865\" height=\"933\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorsecrimescene.jpg 1865w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorsecrimescene-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorsecrimescene-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/sparklehorsecrimescene-1024x512.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1865px) 100vw, 1865px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5511\" class=\"wp-caption-text\">6 Marzo 2010 \u2014 Gli investigatori del Dipartimento di Polizia di Knoxville sono appena arrivati dove noi li stavamo aspettando gi\u00e0 un po&#8217;, dopo aver fantasticato su una mappa interattiva.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Da qua \u00e8 facile scivolare sulla banana del \u201cgrazie al cazzo\u201d e dire che s\u00ec, era inevitabile, che non poteva che finire cos\u00ec, che i segnali c\u2019erano stati tutti.<\/p>\n<h2>Flash-black<\/h2>\n<p>Troppo tardi nel tempo, rispetto a un\u2019altra data \u2014 il 6 Marzo dello stesso anno \u2014 troppo tardi nello spazio, rispetto al giardinetto di una casa di North Knoxville, Tennessee, dove Mark Linkous si sta trasferendo temporaneamente, ospite del suo compagno di band Scott Minor, mentre tenta di raccogliere i cocci del suo matrimonio ormai in frantumi.<\/p>\n<p>Il 6 Marzo 2010 \u00e8 un sabato. Shelbourne Road potete trovarla su Google Maps, se proprio volete: \u00e8 disponibile anche la <em>street view<\/em>, perch\u00e9 le vie del feticismo sono infinite. Puoi muoverti tra le collinette di Alice Bell Road, barcamenarti come ti viene, indeciso se andare a destra o a sinistra, oltre il bivio con Buffat Mill Road, perderti a contare le vie che intrecciano Washington Pike, lasciarti incuriosire dal curvone che accompagna il fiume lungo Washington Ridge. Puoi immaginare una primavera improvvisa, leggermente anticipata, incastrata nel primo sabato di marzo, uno zampillo di sole sopra l\u2019inverno che se ne va, notare un uomo che esce dalla casa e si avvicina al cancello di legno. Non c\u2019\u00e8 un\u2019anima viva in giro, nemmeno i cani a godersi il tepore inaspettato nel cortile. Puoi zoomare con la rotella del mouse, vedere l\u2019uomo che si dirige in un vicolo sul retro: ha un pizzetto scuro leggermente brizzolato e degli occhiali grossi, con la montatura nera. Si siede per terra, la schiena appoggiata a un albero, ha in mano un fucile, lo guarda un attimo e se lo punta al petto.<\/p>\n<p>Beretta? Smith &amp; Wesson? Da qua, a otto anni di distanza, non si riconosce il modello.<\/p>\n<p>In compenso da qua, a otto anni di distanza, \u00e8 facile scivolare sulla banana del \u201cgrazie al cazzo\u201d e dire che s\u00ec, era inevitabile, che non poteva che finire cos\u00ec, che i segnali c\u2019erano stati tutti. Fin troppo scontato, ora, riascoltarsi le canzoni di <em>Good Morning Spider<\/em>, rileggersi i testi con un\u2019attenzione diversa e trovare avvertimenti, premonizioni e palesi richieste di aiuto. Dolorosamente stupido, adesso, pensare che non avevamo dato loro peso solo perch\u00e9 molte erano suonate in maggiore o assomigliavano a filastrocche che avrebbero dovuto cullarti e non soffocarti nel sonno.<\/p>\n<p>Mark Linkous ha sempre sostenuto di non sapere, di non ricordarsi se quello del \u201896 fu un tentativo di suicidio o un semplice incidente idiota. Nel primo caso chiamatela, se volete, prova generale; nel secondo cercate di non fare l\u2019errore pi\u00f9 scontato, ovvero chiedervi \u2014 come se rivestisse, ormai, una qualche importanza \u2014 cosa avesse trovato di cos\u00ec affascinante in quei due minuti altrove, sdraiato accanto a quel cesso asettico e alle mignon di shampoo preconfezionate, da voler tornarci a tutti i costi quattordici anni dopo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5514\" aria-describedby=\"caption-attachment-5514\" style=\"width: 1400px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5514\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03.jpg\" alt=\"Mark Linkous - countryside\" width=\"1400\" height=\"933\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03.jpg 1400w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-sparklehorse-03-360x240.jpg 360w\" sizes=\"(max-width: 1400px) 100vw, 1400px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5514\" class=\"wp-caption-text\">Era abbastanza evidente che quel particolare tipo di tristezza non se ne sarebbe mai andata.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">Quando hai evidenti problemi a stare al mondo, chiuderti in una stanza e far tutto da solo diventa una specie di forma di difesa, se non proprio, paradossalmente, l\u2019unica via d\u2019uscita.<\/p>\n<h2>Beautiful Weirdos<\/h2>\n<p>C\u2019\u00e8 una teoria che sta prendendo sempre pi\u00f9 campo in una piccola nicchia carbonara di addetti ai lavori (e non) a cui piace valutare la musica di oggi (e di ieri) sulla base di criteri un po\u2019 pi\u00f9, diciamo, laterali di quelli a cui siamo abituati.<\/p>\n<p>Potremmo chiamarla la teoria del <em>beautiful weirdo<\/em> e superficialmente riassumerla nell\u2019idea che la musica migliore (oggi e ieri) sia uscita dalle mani di gente un po\u2019 strana, disturbata, pi\u00f9 o meno fuori di testa. Gente non molto interessata (o comunque disposta a mettere la cosa su un gradino di priorit\u00e0 inferiore) alla buona fattura della canzone in s\u00e9, ma invece piuttosto bisognosa (con ben poco autocompiacimento) di raccontarsi, pronta a partorire roba che mette un po\u2019 a disagio, (in)volontariamente eterodossa, difficilmente spendibile non solo da un punto di vista commerciale ma anche da quello (udite, udite) <em>culturale<\/em>, emotiva ed emozionale a livelli lancinanti e cos\u00ec dichiaratamente sotto le righe da risultarne, alla fine, <em>sopra<\/em>. Gente che banalmente potremmo definire meno professionale e pi\u00f9 spontanea oppure, clinicamente parlando, semplicemente affetta da complicati problemi relazionali (in primis con se stessi) buoni per caratterizzare una schiera di personaggi trasversale, che va dalla posizione numero 1 di Billboard alla pagina di Bandcamp con due follower in croce (anche se, ovviamente, tende a sovrapporsi meglio con una sorta di estetica DIY \u2014 quando hai evidenti problemi a stare al mondo, chiuderti in una stanza e far tutto da solo diventa una specie di forma di difesa, se non proprio, paradossalmente, l\u2019unica via d\u2019uscita).<\/p>\n<p>In questo senso, \u00e8 facile capire perch\u00e9 Thom Yorke fosse un fan della prima ora di Sparklehorse (dal gi\u00e0 citato tour insieme, alla splendida <a title=\"we wish you were here ancora, davvero\" href=\"https:\/\/youtu.be\/26xO3afhSEQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">cover<\/a> di <em>Wish You Were Here<\/em>, registrata per il tributo <em>Us and Them: A Delicate Saucerful of Pink Floyd Covers<\/em>, allegato al magazine tedesco <em>Visions<\/em> \u2014 e sempre datata 1998) e la ragione va cercata nel loro comune, costante flirtare con il concetto di <em>interferenza<\/em> (<em>qualunque<\/em> interferenza, dal rumore bianco alla vergogna nel guardarsi allo specchio la mattina), percepito indistintamente come soluzione sonora, compromesso acustico, stato mentale o, in generale, emblematica patologia dei tempi moderni.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 3em;\">Nella stessa ottica pu\u00f2 essere vista la collaborazione quasi fraterna con il conterraneo <a title=\"leggila la storia di Danielone!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/indiependente\/fear-yourself-daniel-johnston-underground-folk-tale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Daniel Johnston<\/a> (affetto da sindrome maniaco depressiva e quasi inconsapevole icona del movimento \u201clo-fi\u201d stelle e strisce), iniziato con la cover della sua <em>Hey Joe<\/em> (presente proprio su <em>Good Morning Spider<\/em> e il cui verso \u00abThere\u2019s a heaven and there\u2019s a star for you\u00bb comparir\u00e0 su <a title=\"quando i siti web ti sopravvivono\" href=\"https:\/\/www.marklinkous.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">sparklehorse.com<\/a> il giorno della morte di Linkous) e proseguito, anni dopo, con la produzione di <em>Fear Yourself<\/em> che, se non altro, ha il pregio di portare a galla le devastanti potenzialit\u00e0 pop delle scarne composizioni originali e dimostrare praticamente una tesi che circolava gi\u00e0 da tempo nella testa di molti, ovvero che le filastrocche scheggiate di Johnston potessero diventare in un attimo qualcosa di simile a tormantoni folk da classifica, se messe nelle mani di qualcuno capace di aggiungerci, con il necessario gusto e la dovuta sensibilit\u00e0, una batteria, un paio di chitarre elettriche e una tastiera diversa dalla <a title=\"pianole low-budget\" href=\"https:\/\/youtu.be\/TzC7HLNuSpU\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Toy Band<\/a> Bontempi.<\/p>\n<p><iframe title=\"Sparklehorse - Sunshine (Official Video)\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/S_iCswJlN5M?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"margin-top: 3em;\">Cos\u00ec come non stupisce l\u2019amicizia e stima reciproca che lo ha sempre legato a Vic Chesnutt (parzialmente paralizzato e costretto su una sedia a rotelle dall\u2019et\u00e0 di diciotto anni e anche lui morto suicida due mesi prima di Mark), a cui aveva gi\u00e0 chiesto un aiuto per le session di <em>Good Morning Spider<\/em> (la registrazione del suo messaggio di scuse per non essere riuscito ad apparire di persona sul disco verr\u00e0 utilizzata \u2014 in base a quell\u2019abitudine contadina un tempo applicata al maiale, di cui, si sa, non si butta via nulla \u2014 come sample finale per <em>Sunshine<\/em>) e insieme al quale finir\u00e0 per lavorare nell\u2019ultimo <em>Dark Night of the Soul<\/em>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5515\" aria-describedby=\"caption-attachment-5515\" style=\"width: 1880px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img class=\"size-full wp-image-5515\" style=\"margin-top: 3em;\" src=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-saccenti-mobile-homes.jpg\" alt=\"Mark Linkous - mobile homes | Timothy Saccenti\" width=\"1880\" height=\"1526\" srcset=\"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-saccenti-mobile-homes.jpg 1880w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-saccenti-mobile-homes-300x244.jpg 300w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-saccenti-mobile-homes-768x623.jpg 768w, https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/wp-content\/uploads\/mark-linkous-saccenti-mobile-homes-1024x831.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 1880px) 100vw, 1880px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-5515\" class=\"wp-caption-text\">Casa \u00e8 dove la metti, a patto che ci arrivi l&#8217;ADSL.<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"color-box\">La cronaca della risalita di un sopravvissuto, un sopravvissuto a met\u00e0 che non \u00e8 riuscito a sopravvivere quella fatidica volta in pi\u00f9 rispetto alle volte in cui ha pensato di non esserne all\u2019altezza.<\/p>\n<h2>Soulseek Rock<\/h2>\n<p>Qualcuno magari avrebbe cavalcato la cosa, spinto un minimo sull\u2019acceleratore dell\u2019eccentricit\u00e0 (tutti sappiamo quanto ci piacciono i matti), colorato meglio un personaggio schivo trasformandolo in una rockstar burbera, eremitica e inaccessibile, inaffidabile e scostante.<\/p>\n<p>Mark Linkous non l\u2019ha mai fatto. Anzi \u2014 soprattutto nel periodo immediatamente successivo all\u2019uscita di <em>Good Morning Spider<\/em> \u2014 ha spesso pubblicamente liquidato con una certa stizza l\u2019etichetta di cui sopra \u2014 e il fascino morboso che ha sempre generato sia nel pubblico, sia negli addetti ai lavori \u2014 da un lato perch\u00e9 probabilmente lo metteva ogni giorno di fronte alla fragilit\u00e0 del proprio stato e, dall\u2019altro, perch\u00e9 sinceramente preoccupato del rischio che il mito prendesse il sopravvento sulla musica, facendola risultare in qualche modo interessante solo perch\u00e9 composta \u201cda quel tizio strambo\u201d.<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>For a long time I felt the only reason journalists wanted to talk to me was because I was the guy who nearly died. And, in the end, it&#8217;s pretty obvious.<cite class=\"citeConversation\">Mark Linkous<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Al contrario, le emozioni che accompagnano i pezzi di Sparklehorse non sono (n\u00e9 sono mai state) <em>ovvie<\/em>.<\/p>\n<p>Nessun groppo in gola da annodare con teatralit\u00e0 e istrionerie rock, nessuna autocommiserazione da accentuare con un cantato drammatico, nessun banale segnaposto immaginario da inserire in maniera prevedibile dentro strofe o ritornelli per spiegare cosa dovresti esattamente provare in quel preciso momento della canzone.<\/p>\n<p>Le emozioni che accompagnano i pezzi di Sparklehorse semplicemente le provi, perch\u00e9 Sparklehorse finisci ad ascoltarlo solo se sei allineato alla perfezione con il suo mood, attratto dal confortevole calore che d\u00e0 un rapporto esclusivo, <em>one-to-one<\/em>, come con un terapeuta pi\u00f9 malato di te. Perch\u00e9 alla fine di questo si tratta: sar\u00e0 un po\u2019 anche a causa di quel suo stile vocale, fatto di sussurri tremuli e vulnerabili, sputati con dolcezza a una distanza millimetrica dal microfono, cos\u00ec che tu possa percepire direttamente le pause durante le quali inghiottisce o la sua lingua che batte sui denti, ma la sensazione diretta \u00e8 che Mark ti stia confessando un segreto \u2014 a te e solo a te \u2014 che stia cantando per te e solo per te (o al massimo per te e per quella <a title=\"anche qui, quella storia del portare fortuna, non \u00e8 che sia andata proprio come doveva andare\" href=\"https:\/\/youtu.be\/57abbm3UfV8\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">piccola coccinella nel prato<\/a>).<\/p>\n<blockquote class=\"quoteConversation\"><p>There was a fragility in Mark\u2019s music, and his vocals were so small: it sounded so brittle, like it could just fall over and break any second.<cite class=\"citeConversation\">Nina Persson, The Cardigans<\/cite><\/p><\/blockquote>\n<p>Non deve quindi meravigliare che <em>Good Morning Spider<\/em> sia stato il punto di riferimento per tutta la successiva generazione di cosiddetti \u201cbedroom artist\u201d. Perch\u00e9 la vita spesso sembra non avere senso, si dipana seguendo sentieri imperscrutabili, evolve ed entra a gamba tesa quando meno te lo aspetti. E allora, nei suoi momenti pi\u00f9 complicati (ma, allo stesso modo, in quelli pi\u00f9 felici), viene naturale rivolgersi a dischi che sappiamo avere il potere di aiutarci a districare il contorto groviglio di suggestioni in mezzo al quale non riusciamo a orientarci, perch\u00e9 sono in possesso di una voce speciale, capace di mettere un certo ordine in un mucchio di pensieri contrastanti. Per molti, Mark Linkous \u00e8 stata una di quelle voci.<\/p>\n<p>Liquidato da altri come un semplice, ottimo artigiano indie \u2014 che ha offerto, a suon di opere la cui unicit\u00e0 era definita principalmente dai loro difetti, la sua visione fatta in casa della sofferenza umana, da suturare con qualcosa che potresti chiamare <em>amore<\/em> \u2014 \u00e8 stato invece l\u2019intimo compagno di innumerevoli ragazzetti (pi\u00f9 o meno cresciuti) consapevolmente disagiati, introversi al punto giusto da aspettare che il negozio si svuotasse prima di andare a chiedere il CD (s\u00ec, erano i tempi in cui il vinile era morto e \u2014 pensavamo \u2014 sepolto) al commesso o, pi\u00f9 probabilmente, da scaricare gli MP3, uno a uno (s\u00ec, erano i tempi in cui le connessioni mal digerivano gli album raccolti in un unico .zip), da un network peer-to-peer a caso. Qualcuno ha parlato, al riguardo, di &#8220;Soulseek rock&#8221; e <em>Good Morning Spider<\/em> \u00e8 stato esattamente questo: la roba giusta da elevare a colonna sonora delle tue notti pi\u00f9 buie, ma che quasi mai avrai voglia di ascoltare insieme ai tuoi amici, un tappeto a 128kbs al massimo da godersi in cuffia nella stanza illuminata solo dalla luce del monitor del PC, per non svegliare il fratellino che dorme al piano di sopra del letto a castello.<\/p>\n<p>Una ninna-nanna, a modo suo, che come poche altre \u2014 tuttora \u2014 riesce a rendere l\u2019abisso parzialmente accogliente. Una favoletta che finir\u00e0 male ma ancora non lo sai e quindi, come dicevano i nostri vecchi, \u201cbeata ignoranza\u201d. Un esorcismo non riuscito contro le scaramanzie della vita (non a caso il titolo richiama una vecchia credenza secondo le quale vedere un ragno appena ci si sveglia la mattina non \u00e8 propriamente di buon auspicio). La cronaca della risalita di un sopravvissuto, un sopravvissuto a met\u00e0 che non \u00e8 riuscito a sopravvivere quella fatidica volta in pi\u00f9 rispetto alle volte in cui ha pensato di non esserne all\u2019altezza.<\/p>\n<p>Cronaca che oggi, qui \u2014 a distanza di vent\u2019anni trascorsi a guardare straniti tutta l\u2019acqua che \u00e8 passata sotto i nostri ponti e dolentemente armati di quello strumento inutile che va sotto il nome di <em>senno di poi<\/em> \u2014 risuona ugualmente dolce e ironica, ma insostenibilmente pi\u00f9 ingiusta di allora, perch\u00e9 sopravvivere \u00e8 una cosa cos\u00ec complicata, ci sono cos\u00ec tante variabili a cui assegnare un valore non univoco, cos\u00ec tanti frammenti da mettere al loro posto, cos\u00ec tanti dadi da affidare al caso, che farcela una volta nel corso di un\u2019esistenza dovrebbe essere pi\u00f9 che sufficiente.<\/p>\n<blockquote><p>e invece.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: center;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"leggi l'originale nella rubrica Decenni di Humans vs. Robots\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">leggi l&#8217;originale su Humans vs. Robots<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 che un semplice gran bel disco, Good Morning Spider di Sparklehorse \u00e8 stato qualcosa di pi\u00f9: un primo (e inutile) tentativo di rimettersi in piedi.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5486,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,1512],"tags":[29,780,121,303,492,779,1801],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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