{"id":5518,"date":"2019-03-24T01:21:45","date_gmt":"2019-03-24T00:21:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-16-copy\/"},"modified":"2019-04-14T00:11:58","modified_gmt":"2019-04-13T22:11:58","slug":"hvsr-playlist-17","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/collaborazioni\/humans-vs-robots\/hvsr-playlist-17\/","title":{"rendered":"HVSR #17"},"content":{"rendered":"<div class=\"excerptBold\" style=\"border-top: none;\">Questa mini playlist \u00e8 un piccolo estratto di quella che \u00e8 stata selezionata in esclusiva per HVSR.NET e che ancora continua a fare la sua porca figura, in costante evoluzione, sull\u2019omonimo sito. La riportiamo anche qui, in fila per cinque con il resto di quel che avanza, per questioni di vanagloria, completezza e perch\u00e8 Spineless \u00e8 come il maiale: non si butta via nulla. Ma soprattutto per non dimenticare, a perenne memoria di quei bei tempi andati in cui i mixtape si facevano a mano e gli algoritmi ci mettevano i bastoni tra le ruote solo durante le ore dei corsi di algebra.<\/div>\n<h2>The Gentlemens<\/h2>\n<h4>John Q Public Blues<\/h4>\n<p>Il tempo \u00e8 galantuomo, dicono gli inguaribili ottimisti che hanno tempo da perdere e ancora stanno l\u00ec a sperare che l\u2019attesa lenisca, in qualche modo, le ferite. Se il tempo in questione per\u00f2 traballa in bilico su dodici battute, allora si chiama blues e su quelle ferite, al contrario, ci butta il sale o, nella migliore delle ipotesi, uno schizzo di whiskey. Niente di sadico, \u00e8 solo il suo mestiere e lo fa al meglio perch\u00e9 per quello \u00e8 stato creato.<\/p>\n<p>Qui i galantuomini sono tre e lo ribadiscono sbagliando due volte il loro stesso plurale. Trucco che funziona alla grande sia per crearsi una nicchia tra le ricerche di Google, che per distinguersi nell\u2019affollato gruppetto di gente per bene che ha fatto capolino negli annali della musica rock, a partire <a title=\"oh, questi son gentiluomini veri, almeno a vedere da come si vestono\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Gentlemen_(Dallas_band)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">certi tipi di Dallas<\/a> negli anni \u201860, passando a Seattle con gli <a title=\"quando hai finito con i Guns'n'Roses e non sai pi\u00f9 che pesci pigliare\" href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/The_Gentlemen_(Seattle_band)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">amici di Duff McKagan<\/a> a fine \u201890, per arrivare nella <a title=\"gentiluomini ballerini, questi\" href=\"http:\/\/www.the-gentlemen.co.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sheffield dei giorni nostri<\/a> a suon di disco-pop. Ricerca interessante, questa sui \u201cgentlemen\u201d in giro per il mondo, ma che rischia di portarci fuori tema.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 qui il tema \u00e8 se sia possibile, allo stato attuale delle cose e soprattutto in questo paese, riuscire a far esplodere sul serio l\u2019<a title=\"drogarsi di blues\" href=\"http:\/\/thejonspencerbluesexplosion.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ossessione di Jon Spencer<\/a> senza per forza tirare in ballo le <a title=\"drogarsi di Jon Spencer\" href=\"http:\/\/shop.latempesta.org\/artist\/bud-spencer-blues-explosion\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scazzottate western all\u2019italiana<\/a> di Carlo Pedersoli e Don Matteo. La risposta \u00e8 s\u00ec, parte da Ancona e ha dovuto sbadilare chili e chili di bitume per asfaltarsi la sua personale autostrada del Brennero fino a Berlino, dove ha trovato l\u2019<a title=\"in Germani non si fan troppi problemi\" href=\"https:\/\/www.houndgawd.com\/shop\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">etichetta giusta<\/a> per le proprie ambizioni.<\/p>\n<p>Due chitarre e una batteria. Raramente, quando serve, un\u2019armonica e qualche accenno di strumento con i tasti da pigiare (organo, synth o qualunque nome volete dare al Maligno). Tutto il resto \u00e8 grasso di suino poco addomesticato che cola in un irresistibile <em>bukkake<\/em> di pentatoniche sguaiate quanto basta, sparato sui vostri brutti musi senza avvertirvi prima.<\/p>\n<p>Una roba cos\u00ec anziana e sudicia da doverla portare in giro con la flebo attaccata, ma che sa travestirsi bene per andare a roteare la borsetta sui viali di un\u2019attualit\u00e0 inaspettata e lasciarvi mezzi ignudi \u2014 giusto con quelle mutande e quei calzini che vi farebbero vergognare in caso di un ricovero d\u2019urgenza in ospedale \u2014 su una spiaggia deserta alle cinque di mattina, persi in un\u2019alba offuscata dalla puzza di alghe marce e concime biologioco a chilometro zero, dentro un\u2019atmosfera che odora di conceria cos\u00ec sconcia che per un attimo ti sfiora il sospetto, fortissimo, che un <em>typo<\/em> malizioso e consapevole ci sia pure nel titolo di quest\u2019ultimo singolo.<\/p>\n<p>Che il blues del vecchio, caro, quasi anonimo John fosse <em>pubico<\/em> prima che pubblic?<\/p>\n<p><iframe title=\"the Gentlemens - JOHN Q PUBLIC BLUES - Official Video\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JnPCs8gdS70?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Modeselektor (feat. Tommy Cash)<\/h2>\n<h4>Who<\/h4>\n<p>La simbiosi tra Sascha Ring, <strong>Gernot Bronsert<\/strong> e <strong>Sebastian Szary<\/strong> \u00e8 ormai arrivata a quel punto di non ritorno per cui devono far uscire i rispettivi dischi in contemporanea anche quando non si tratta di un album dei\u00a0Moderat. Dopo <a title=\"trovalo il buon Sascha tra le cinque canzoni del mese scorso!\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-16\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Apparat<\/a> infatti, <em>Who Else<\/em> \u00e8 l\u2019ultima fatica a firma <strong>Modeselktor<\/strong>, arrivata in questi giorni, sul filo di lana, dopo due anni spesi a procrastinare senza un criterio, seguiti da dei mesi di panico puro e ansia da prestazione e infine registrato in sole quattro settimane con il pepe al culo.<\/p>\n<p>Impreziosito dalla partecipazione di <strong>Tommy Cash<\/strong>, nuovo fenomeno del rap estone \u2014 e abbiamo detto tutto \u2014 questo \u00e8 il primo singolo estratto dal cilindro, in cui il ragazzo mostra le sue doti di virtuoso delle parole, danzando scomposto sopra un testo all\u2019insegna del dubbio atavico destinato a sfociare inevitabilmente nel disimpegno totale, che parte da una serie di domande retoriche senza risposta e finisce infatti per trovare l\u2019unica soluzione nell\u2019assenza totale di contenuto di un \u201cbla-bla-blah\u201d di <a title=\"scusate se l'ho linkata\" href=\"https:\/\/youtu.be\/K9bf4PT-aEk\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Young-Signoriniana<\/a> memoria.<\/p>\n<p>Piccolo capolavoro di delirio (dis)organizzato il video, diretto dal regista crucco di origini libanesi <strong>Chehad Abdallah<\/strong>, che ci va gi\u00f9 pesante con accostamenti surreali e compone un potpourri di immagini potenti e allegoriche, senza risparmiarsi un pizzico di malizia n\u00e9 citazioni e riferimenti rischiosi come Ges\u00f9, Caravaggio, i freakshow del primo \u2018900 e tutta un\u2019estetica meta-rinascimentale. Per capirsi: si passa dagli inconvenienti che comporta lo scegliere la lametta sbagliata per una rasatura total-body, a soluzioni naturali per staccarsi i denti (non pi\u00f9) da latte, dal giocare a <a title=\"ed \u00e8 subito 1983\" href=\"https:\/\/youtu.be\/CdDKG59bHAQ\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Twister<\/a> su un tappeto di trappole per topi a sessioni di air-guitar con una motosega, da relazioni imposte con svariati giri di nastro adesivo ai dolori di un giovane toy-boy quando la macchinina telecomandata con cui sta giocando gli va a sbattere sui gioielli di famiglia.<\/p>\n<p>Riassumendo per gli appassionati: una roba che sembra una <a title=\"moda sobria\" href=\"https:\/\/youtu.be\/ccylUiU1qJw\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">campagna di Gucci<\/a> pensata da uno stylist sotto chetamina. Ovvero esattamente quello che rappresentano i Modeselektor nella scena attuale: techno-IDM di lusso accolta a suon di inviti esclusivi nei salotti buoni dell\u2019elettronica mondiale, che mai per\u00f2 pu\u00f2 permettersi di abbandonare certe allusioni a un non detto un po\u2019 tamarro che li obbliga a presentarsi, sempre e comunque, alle cinque di mattina per un set chimicamente illegale dentro un capannone abbandonato.<\/p>\n<p><iframe title=\"Modeselektor feat. Tommy Cash - Who\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/cuDKfGi_7-I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Black Mountain<\/h2>\n<h4>Future Shade<\/h4>\n<p>La ricetta dei <strong>Black Mountain<\/strong> \u2014 rimasta invariata al netto dei ricorrenti cambi di formazione \u2014 ormai la conoscete tutti. In caso contrario, \u00e8 presto qui riassunta: prendete gli Arcade Fire e fategli suonare qualcosa dei Black Sabbath. Dopo avergli infilato sotto la lingua qualche acido di quelli buoni, dico.<\/p>\n<p>I riff pesanti di estrazione hard inglese, qualche ambizione prog grazie a Dio tenuta senza particolari sforzi sotto controllo, un paio di cioccolatini pop mai troppo ammiccanti e quella sorta di atmosfera perennemente in bilico tra una <em>hippieness<\/em> consapevole e la psichedelia pura, virata oltre l\u2019attrazione terrestre verso un moderno heavy-space\u2019n\u2019roll che ha permesso alla band canadese di condensare in una proposta praticamente unica tutta la serie di banalit\u00e0 appena elencate.<\/p>\n<p>Almeno fino ad oggi.<br \/>\nS\u00ec, perch\u00e9 se nei quattro album precedenti erano riusciti a spalmare con gusto un\u2019evidente ossessione <em>seventies<\/em> sulla superficie di quella che \u200aera la loro versione amabilmente alternativa della storia del classic-rock, a sentire questo nuovo singolo, pare abbiano fatto il famoso passo pi\u00f9 lungo della gamba sulle scale mobili dello spazio-tempo, finendo direttamente a grattare l\u2019uscio di certi riff cotonati che hanno reso celebri i peggiori parrucchieri degli anni \u201880.<\/p>\n<p>Eppure tutto ha una spiegazione.<br \/>\nE qui la chiave di lettura sta in un semplice esame di guida, finalmente superato a pieni voti. Se infatti le persone normali la patente la prendono a vent\u2019anni, <strong>Stephen McBean<\/strong> ha ben pensato di aspettare i cinquanta per togliersi questa soddisfazione e dare improvvisamente gas, lasciandoci attoniti e in parte spiazzati, avvolti dai fumi dei suoi tubi di scarico. Ma dopotutto si sa: con un bolide sotto il culo chiunque rincitrullisce un po\u2019 e torna ragazzino. Senti il vento nei capelli, la puzza di benzina e di pneumatici bruciati, ti sale un po\u2019 il tamarro dentro ed \u00e8 subito <a title=\"l'inno nazionale dei coatti\" href=\"https:\/\/youtu.be\/btPJPFnesV4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Eye of the Tiger<\/em><\/a>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec finisci per <a title=\"l'inno nazionale dei parrucchieri anni '80\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SwYN7mTi6HM\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">saltare<\/a> a tempo con il ricordo dei Van Halen e a chiederti sconsolato perch\u00e9 \u2014 a te che volevi vivere una vita da rocker di strada dentro <a title=\"sgommare in sala giochi\" href=\"https:\/\/youtu.be\/J7tZFW4WedI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Out Run<\/em><\/a> \u2014 tutti questi benedetti, sedicenti critici continuano a infilarti imperterriti dentro le <a title=\"va' un po' chi c'\u00e8 tra i migliori dischi che ci son piaciuti nel 2016\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/blog\/best-albums-2016\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">classifiche dei migliori dischi indie<\/a>.<\/p>\n<p><iframe title=\"Black Mountain - Future Shade (Official Audio)\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/w881mu7JO2I?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Roberto Tax Farano &amp; Paolo Spaccamonti<\/h2>\n<h4>Young Till I die<\/h4>\n<p><em>Young Till I Die<\/em> \u00e8 una canzone di una <a title=\"gente che non voleva crescere\" href=\"https:\/\/youtu.be\/h2LupsLlx1M\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">vecchia band di Reno<\/a>, Nevada, cos\u00ec sguaiatamente punk che saresti pronto a scommettere che chi la cantava ci credeva davvero. <em>Young Till I Die<\/em> \u00e8 una scelta di vita, perch\u00e9 il punk \u00e8 una scelta di vita, almeno finch\u00e9 la vita non sceglie di giocarti un tiro cos\u00ec punk che non te lo saresti mai aspettato. <em>Young Till I Die<\/em> \u00e8 la voce di una speranza, perch\u00e9 permettersi di sperare dovrebbe essere un lusso garantito da qualunque carta dei diritti dell\u2019uomo. <em>Young Till I Die<\/em> \u00e8 una dichiarazione d\u2019amore, lapidaria nel senso di lapide, piantata in una Spoon River privata, a met\u00e0 strada da Torino e il pi\u00f9 importante gruppo harcore italiano di sempre.<\/p>\n<p>\u00c8 la <a title=\"no more Negazione\" href=\"http:\/\/www.negazione.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">negazione<\/a> della resa, che dei <strong>Negazione<\/strong> \u00e8 sempre stata la benzina, incisa sulla pietra dura da due musicisti che non credono nei miracoli, ma si rifiutano, per natura, di cedere alla rassegnazione. Musicalmente parlando, <em>Young Till I Die<\/em> \u2014 <em>questa<\/em>, <em>Young Till I Die<\/em> \u2014 \u00e8 una cosa molto poco hardcore fuori ed estremamente hardcore dentro: dura appunto come la scorza del suo nucleo che vorrebbe non abbandonarsi alla semplice commemorazione, eppure quasi dolce nel suo dipanarsi strumentale. Una cosa fatta con le mani di <strong>Paolo Spaccamonti<\/strong> e il cuore di <strong>Roberto Tax Farano<\/strong>, o forse viceversa, perch\u00e9 quando le cose le fai con il cuore in mano tutto si confonde e distinguere i meriti non ha pi\u00f9 importanza. Una cosa disegnata prevalentemente con le chitarre, decise e screziate, che procedono prendendosi il tempo che serve, con l\u2019andatura lenta di chi sta cercando qualcosa. O qualcuno. O una via di mezzo, almeno.<\/p>\n<p>Colpi di frusta dalla traiettoria aggraziata ma dall\u2019effetto letale, su una lastra di vetro, luminosa e tagliente, che a tratti si lascia attraversare dallo sguardo di chi ascolta, a tratti riflette e abbaglia (dipende dall\u2019inclinazione, questo lo sanno anche i bambini), ma non senza lasciare segni. A modo suo, indubbiamente, comunica.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 <strong>Marco Mathieu<\/strong>, da pi\u00f9 di un anno e mezzo ormai, lotta <a title=\"le notizie, quelle brutte\" href=\"http:\/\/loudandproud.it\/negazione-grave-incidente-marco-mathieu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">prigioniero di un corpo inerte<\/a> \u2014 il suo \u2014 e anche di gesti come questo ha bisogno per continuare a dirci qualcosa. Anche fosse solo per conto terzi, grazie a un abbraccio di feedback, a uno schiaffo arpeggiato, a un \u201c<a title=\"il giorno di uscita non \u00e8 casuale\" href=\"http:\/\/www.metalinitaly.com\/negazione-young-till-die-marzo-lalbum-dedicato-marco-mathieu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">buon compleanno<\/a>\u201d sussurrato fuori tempo massimo, per ribadire che lo spirito \u00e8 duro a morire, e che, anche se magari non potremo davvero arrivare a <a title=\"speriamo che comunque la ferita faccia meno male lo stesso\" href=\"https:\/\/youtu.be\/32l5nuUpFNI\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">essere vecchi e forti<\/a>, almeno c\u2019abbiamo provato.<\/p>\n<p><iframe title=\"Roberto Tax Farano &amp; Paolo Spaccamonti \u2013 Young Till I Die\" width=\"1170\" height=\"658\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SJq7vAhxIgk?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2>Orville Peck<\/h2>\n<h4>Dead of Night<\/h4>\n<p>C\u2019\u00e8 un nuovo supereroe mascherato che veglia su questa citt\u00e0.<\/p>\n<p>Buono a sapersi: ne avevamo bisogno a prescindere, visti i tempi che c\u2019\u00e8 toccato in sorte di viverci dentro. Ma, appurato questo, la questione da dibattere \u00e8 un\u2019altra: esiste forse un mistero meno misterioso dell\u2019ennesimo enigmatico artista che piomba in incognito \u2014 ma sempre e comunque enigmaticamente di proposito \u2014 tra le righe dell\u2019ennesima enigmatica press release? <a title=\"enigmatica artist story\" href=\"https:\/\/i.ibb.co\/QfwGf3L\/facciabuco-iq0ybvi4lk9-z51ym.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dubito<\/a>.<\/p>\n<p>Per quel che ne potreste sapere, io stesso potrei avere una doppia vita e passare le mie notti a perlustrare i vicoli dell\u2019underground indie o i backstage dei pi\u00f9 lerci club di periferia, spacciandomi per un oscuro \u201csignore della trap\u201d (o qualunque altra cosa), ben nascosto dietro a un nome bizzarro e un costume appariscente (era un esempio \u2014 giuro, non lo faccio).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 meno comune dell\u2019essere un enigmatico artista \u00e8 invece essere un enigmatico artista convincente. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 avere le palle per presentarsi al mondo senza faccia e armati di una bio che offre al buon senso pi\u00f9 domande che risposte, un\u2019altra \u00e8 regalare all\u2019immaginario popolare un\u2019idea (e, nello specifico, delle canzoni) abbastanza appetitosa da lasciare le sue papille gustative non proprio affamate, ma almeno curiose di capire se nel menu \u00e8 compreso qualcos\u2019altro.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il caso di <strong>Orville Peck<\/strong>? Secondo quelli della <em>Sub Pop<\/em> s\u00ec, visto che l\u2019hanno messo sotto contratto convinti del suo potenziale e si sono pure sforzati di inventargli addosso un genere ad hoc, un enigmaticissimo <em>homoerotic cowboy-pop<\/em> che vuol dire tutto e nulla ma, in termini di copywriting stretto, denota uno sforzo creativo decisamente superiore alla fortunata intuizione che a suo tempo mise in moto (quasi a costo zero) tutto il carrozzone del cosiddetto <em>grunge<\/em>.<\/p>\n<p>Questo secondo singolo, che anticipa l\u2019album di debutto <em>Pony<\/em>, sembra confermare la cosa, visto che sfido chiunque a non lasciarsi affascinare da un simile, disperato crooning western vestito da wrestler, da certe ritmiche ambient-shoegaze che riportano il concetto di country dentro un&#8217;attualit\u00e0 disarmante, dal minuzioso lavoro su una caliginosa lap-steel guitar che profuma di legno, polvere e sesso a buon mercato, come le pareti delle stanze di un <a href=\"https:\/\/chickenranchbrothel.com\/\" target=\"_blank\" title=\"indovinate un po' dove \u00e8 stato girato il video?\" rel=\"noopener\">bordello vero<\/a>.<\/p>\n<p>Orville Peck \u00e8 il deserto che sta tra Tex Willer e M\u00a5SS KETA, la voce di <a title=\"va' chi c'era tra le cinque tracce scelte qualche mese fa\" href=\"http:\/\/www.simonefiorucci.com\/blogtest\/recensioni\/videoclip\/hvsr-playlist-4\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alex Cameron<\/a> che narra una sceneggiatura di David Lynch, il pistolero camuffato da fantasma di Jim Reeves che, da ora in poi, protegger\u00e0 il nostro sonno. Nella speranza \u2014 ci mancherebbe \u2014 di incubi migliori.<\/p>\n<p><iframe title=\"Orville Peck - Dead of Night [OFFICIAL VIDEO]\" width=\"1170\" height=\"878\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/q3esGD6lcMM?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p style=\"text-align: center; margin-top: 4em;\"><a class=\"btnInPost\" title=\"la playlist di Spineless su HVSR\" href=\"#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ascolta la playlist su HVSR<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un commovente Paolo Spaccamonti con Roberto Tax Farano, i Black Mountain, i Modeselktor, i nostrani Gentlemens e il misterioso Orville Peck: cinque pezzi buoni per l&#8217;inizio della primavera.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5520,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1582,265],"tags":[863,1808,1803,1807,1804,1806,1511,1805,1809,1802],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v18.7 - 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